Sola/ La tua nave d’oro

      Dalla poetessa…

Sola

In questa perlacea
sera
nulla rimane
se non una diafana
luna
morente nel silenzio
che di lui vive

luna su A

E da me…

La tua nave d’oro

Rimani anche tu
a guardare
la luna
che sbadiglia
e lascia che
il cielo
ti contagi.
Anche
in fondo
al mare
guiderò
la tua nave
d’oro


Per ringraziare Dio di essere vivi e di potere godere di tanti amici meravigliosi

Grazie a cometaspenta
Grazie a Feboapollo
Grazie ad Emilio
Grazie a Nicola
Grazie ad Alessandra
Grazie ad Heathen
Grazie a Salvatore
Grazie a Daniele
Grazie a Cris
Grazie ad Alberto
Grazie a Robertas
Grazie a Lucia
Grazie a Marta
Grazie a Centocolori

Grazie a tutti gli altri che non possiamo raggiungere

Il nostro cuore
trabocca
d’affetto
per voi

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L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-parte seconda)

L’eremita

E se dovessi viverci dentro contemporaneamente… se il nero ed il bianco fossero soltanto colori?

Il confessore

Tu  possiedi comunque occhi  per distinguerli… e vuoi che il cuore…

L’eremita

È vero: il cuore sa… anche se la mente cerca di ingannarlo

Il confessore

E l’indulgenza… una certa inclinazione per la dimenticanza… fanno il resto…

L’eremita

 Forse sono meccanismi che aiutano l’animella  a non soccombere… se non ci volessimo un po’ di bene… se non ci fosse un sano egoismo… in fondo è istinto di sopravvivenza

Il confessore

Che dovremmo superare… un po’ per giorno… non dobbiamo essere troppo attaccati alla vita

L’eremita

Non posso cercare la morte, né attaccarmi alla vita: il gioco si fa veramente difficile… che mi rimane? la solita sopravvivenza fatta di tempo apparentemente neutro

Il confessore

O piuttosto il senso della vita…

L’eremita

Se lo conoscessi lo cercherei… invece mi rendo conto che lo spirito dimagrisce di un infinito al giorno… e non so più che cosa dare da mangiare ai miei alibi

Il confessore

Se tu leggessi le Sacre scritture troveresti molte risposte… e certo ne ricaveresti beneficio…

L’eremita

Padre può spiegarmi? È vero… io leggo poco la Bibbia e ora sono in difficoltà

Il confessore

Nella Genesi Dio divide il giorno dalla notte… la luce dall’oscurità… vede che questa operazione è cosa buona e chiede agli astri di segnare il tempo per ricordare la separazione… l’uomo non c’era ancora, ma  questo mi fa credere che Dio lo stesse progettando…

L’eremita

Il tempo  cioè era solo un mezzo per andare oltre…

Il confessore

Sì… quella che noi chiamiamo vita è un mezzo, ma non un fine… se non la viviamo però non partecipiamo alla grande divisione… e non possiamo capire che questa separazione è cosa buona

L’eremita

Quindi la vita è utile a dividere il buio dalla luce…

Il confessore

Questa dovrebbe essere la funzione primaria… ed anche il nostro scopo… credo…

L’eremita

Prendere ogni giorno in mano la luce e cercare di separarla dal buio… questa sì che è una funzione essenziale… come quella di proteggere una pianura o di fare ombra ad una roccia… ma allora perché incontriamo tante difficoltà e Dio non ci semplifica le cose?

Il confessore

Perché all’inizio c’era il buio… e Dio stesso comprese solo in un secondo momento che la luce era una cosa buona per la terra… l’oscurità c’è da prima del tempo e quindi il tempo non la può sconfiggere

L’eremita

Insomma dobbiamo abituarci ogni giorno alla fatica della separazione dalle tenebre

Il confessore

Sì… Dio stesso si riposò soltanto il settimo giorno…

L’eremita

Ma si riposò comunque…

Il confessore

A cose fatte…

(continua)

L’eremita (Terzo atto) (Scena unica- prima parte)

grotta

 

L’eremita torna alla chiesetta di Cluny, per ultimare la sua confessione.

Il confessore lo accoglie nelle sue mani.

Il confessore
Uhm… ma io già conosco questo scricchiolio…

L’eremita
Sì… infatti sono venuto a concludere la mia confessione…

Il confessore
Ci sei andato allora?

L’eremita
Sì… sono stato nell’eremo di Abelardo

Il confessore
Sono proprio contento… e che te ne è parso?

L’eremita
Non saprei… certo è un’esperienza che mi ha insegnato delle cose particolari

Il confessore
Immaginavo che ti sarebbe stata utile… raccontami… sempre che tu lo desideri

L’eremita
È difficile da spiegare… sono cose che bisogna provare…

Il confessore
Ma tu non stai comunicando solo con me… vuoi che Dio non possa capire?  abbi un po’  di fiducia… almeno qui

L’eremita
Con Lui ho cercato di mettermi in contatto, ma non ci sono riuscito.
La grotta non faceva al caso mio… ne avevo soggezione, è difficile cercare il silenzio in un luogo dove il silenzio c’è dall’eternità

Il confessore
Il silenzio per diluire un poco i tuoi pensieri sovraccarichi di rimorso… per farti sopportare ancora il peso della vita… non mi aspettavo di più 

L’eremita
Beh… il risultato è stato in parte raggiunto… oggi non voglio morire e quindi non ho bisogno di assoluzione… se non per il pensiero di farla finita

Il confessore
Ma non sei soddisfatto? Che cosa c’è d’altro?

L’eremita
Ho scoperto che sulla terra vivono esseri che hanno un compito preordinato e lo conoscono…

Il confessore
E questo che cosa ti fa pensare?

L’eremita
Da una parte che non sono fortunati, perché la loro vita è immutabile… ma dall’altra che hanno almeno delle certezze

Il confessore
E tu credi che potresti affrontare un’esistenza con dei punti fermi?

L’eremita
Ho incontrato una roccia ed un girasole che la vivevano… mi hanno parlato di sogni e di rimpianti… ma sembravano sereni… non sono diventato pazzo… non pensi male…

Il confessore
Lo so bene che non ti ha dato di volta il cervello… gli eremiti discorrono spesso con la natura… vanno per questo in eremitaggio… quel che racconti non mi  sorprende affatto

L’eremita
Le rocce ed i girasoli non vanno in paradiso, né all’inferno…

Il confessore
Mi sembra ragionevole, anche se non è sicuro… ma tu sei un uomo

L’eremita
E per me l’inferno c’è…  già su questa terra… purtroppo

Il confessore
C’è anche il paradiso però… sta a te decidere se vuoi vivere nell’uno o nell’altro

(continua)