I tempi sono maturi

tramonto sul sentiero A

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I tempi sono maturi.
Ma io no.
Ho ancora bisogno di scrivere.
Vorrei che le parole mi entrassero dagli occhi con la luce e poi uscissero dalle mani, come un tramite in perenne vibrazione.
Non una fibra gettata tra le ore cui devo sempre pensare a dare un senso.
Chissà perché poi… e chi l’ha prescritto… che dobbiamo essere noi a dare un senso al tempo e alla vita.
Vorrei che il senso si facesse da sé o non si facesse proprio, transitasse insomma e uscisse via per poterlo vedere da qualche parte.
Guardo le piante che tenaci si attaccano alla vita e mi chiedo che bisogno abbia il vento di offenderle continuamente e talvolta di insterilirle.
Non sono belli i fiori e non è gradevole il loro profumo?
E poi ci sono i frutti, perché impedire di generare alla terra?
Sembra quasi che la natura risponda anch’essa ad una logica di mercato: distruggere perché il prezzo della bellezza diventi carissimo.
Ma la bellezza resiste ed anche il tornado più pericoloso non è in grado di estirparla, se non per il breve tempo del suo passaggio.
Grazie a Dio.
Anche la devastazione ha in fondo il suo miele, perlomeno nella nostra immaginazione che si sforza di ricordare quel che non c’è più.

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L’eremita atto I (Scena unica-seconda parte)

lungomare di Bari


Un confessore
Poco spirito. Il suicidio è il peccato di superbia che più allontana l’uomo da Dio; chi crede di poter disporre della sua vita si fa dio di sé stesso e quindi rinnega la sua origine  umana ed il suo Creatore
Un uomo
Un po’ come uscire di nuovo dal paradiso terrestre, senza esserci rientrato…
Un confessore
Un po’ come rimacchiarsi del peccato originale senza la possibilità di una nuova redenzione!
Un uomo
Non capisco allora perché S. Agostino in certi casi lo ammette e lo giustifica
Un confessore
Si tollera il suicidio quando non c’è altra strada per affermare un ideale, ma non certo individuale… stai bene attento… solo collettivo… l’ideale di un popolo… come ad esempio la libertà
Un uomo
Non è il  mio caso allora, le motivazioni del gesto che compirò sono prettamente egoistiche… ma sono determinato comunque… con o senza assoluzione… tanto vale fare finta che si possa… e lasciarmi morire sereno…
Un confessore
Io posso solo aiutarti a vivere sereno… e sono certo che ciò sia ancora  possibile… se vorrai aprire il tuo cuore… e le tue orecchie
Un uomo
Il mio cuore più che aperto è squarciato… e proprio qualche mese fa ho capito dolorosamente che non si sarebbe più rimarginato… quando ho sentito una volontà potente di annientamento…
Un confessore
Come è successo? così di colpo?
Un uomo
Sì,  mentre ero seduto al tavolo di una pizzeria, con amici che parlavano dei successi e di quanto fossero invidiabili i loro portafogli…
All’improvviso mi sono guardato intorno… ho capito che dovevo lasciare il mio lavoro e la vita che ancora in parte conduco, perché diversamente l’avrei fatta finita; non posso negare che mi sono spaventato… a sentire questa forza che mi trascinava  irresistibilmente nel buio di un’idea fissa
Un confessore
Ed ora l’hai lasciato? il lavoro… dico
Un uomo
Sì, ma non è bastato… quel desiderio mi domina senza possibilità di fuga o di tregua
Un confessore
Ma  allora il problema non era il  lavoro…
Un uomo
Lo era e non lo era… anche perché non è la prima volta che ne lascio uno…
Un confessore
Dimmi la verità sei innamorato?
Un uomo
Sì… o meglio io amo
Un confessore
Ed è un amore impossibile?
Un uomo
Sì… un amore non ricambiato e proibito… un amore adultero… cioè l’amore
Un confessore
Allora  credo che  tu abbia agito saggiamente… penso che se non avessi lasciato sarebbe stato davvero un  pasticcio
Un uomo
Sì… ma è stato una cosa bella finché è durato…. almeno per me…
Un confessore
Tanto da portarti a pensare di farla finita…

(continua)

Replica alle liriche “La linea bianca” e ” Sogni di riva”

pietre bianche

Replica alle liriche “La linea bianca” e ” Sogni di riva”

 I miei occhi hanno

appena bevuto i tuoi

pensieri.

Scendono le parole

nella mente

fredde pietre

levigate dai marosi

che affondono nell’abisso

della mia femminile

voluttà.

Una linea bianca/ Sogno di riva

Carissimi amici,
Credevo di lasciare il blog incustodito in questo fine settimana ed invece gli avete tributato onori davvero commoventi.
L’unico mio rammarico e non poter raggiungere alcuni di voi personalmente con i ringraziamenti.
E quindi lo faccio qui.
Ringrazio in primo luogo chi non si è firmato, pregandolo di ricordasene la prossima volta.
E poi Daniele per i commenti sempre molto acuti.
Ringrazio Emilio che addirittura proporrebbe la pubblicazione per le “tenzoni poetiche” con la poetessa; noi proseguiremo di certo, ma spero soprattutto che continuerai (perdonami la confidenza) a tua volta a seguirci.
Ringrazio Alessandra pregandola di inviarmi la sua interpretazione di Ago e Filo, cosicché possa diventare un bel post, da cui partire per avere anche l’opinione degli altri, come da lei suggerito.
Ringrazio infine Salvatore: spero ritorni a leggere questo blog.
Ed ora vi propongo i due ultimi pensieri che ho scritto in riva al mare tra le 5 e le 8 del mattino di sabato scorso, in un posto meraviglioso che si chiama Fiascherino (vicino a Lerici, ai confini della Liguria): quando volete andare ai Caraibi e trovare anche la Sardegna e le Cinque Terre visitatelo e resterete sbalorditi…

Una linea bianca

Una linea
bianca
sulla
spiaggia
bianca.
Mi confondo
o
si confonde
il mare?

 spiaggia bianca

Sogno di riva

Venere
splende
ed io scrivo
nella trasparenza
parole evaporate
col tempo
dei gabbiani.