Al volante/Almeno tu

Dalla poetessa….

Al volante

Vedo il tuo profumo
che si fa strada
tre le pieghe
di una mano
che ascolto
toccarmi il cuore
ed annuso col pensiero
il sapore di baci
mai ricambiati
che mi sussultano
in grembo

Pioggia su cotto

E da me…

Almeno tu

 

Almeno tu
possiedi il litorale
ed il picchiettio
della pioggia.
Io soltanto
questo respiro
raggomitolato
nella tiepida assenza.

Annunci

L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-parte quinta)


 

L’eremita

Sento il calore delle sue parole… mi sembrano quasi le rivelazioni di un profeta… di una sibilla invasata da un dio… di un vecchio cieco che guardi il paradiso

Il confessore

Io vedo la vita che passa… come ti dicevo… in un semplice scricchiolio… come un pipistrello nel buio del mio confessionale…

Passa veloce sai… la vita… ed è circolare… a volte ondeggia… è verde… è chiara… ha i contorni sfilacciati… ma è un flusso continuo che mi fa  percepire un’incredibile energia… e se ci posso affondare le mani io… qui nel mio piccolo, intendo… pensa alle Mani di Dio… a quello che Lui potrebbe fare  per te, se solo glieLo chiedessi

L’eremita

Ogni richiesta è un debito… come ogni promessa… ed io non voglio promettere quel che non riuscirei a mantenere

Il confessore

Sappi ascoltare le foglie d’autunno… quando cadono sul selciato… spesso stridono nel vento, perché non vorrebbero cadere… ma poi l’albero rinasce e nuove foglie… nuovi amori di clorofilla si affacciano baldanzosi… la vita è un ciclo di cadute e di fiduciose attese… non voler cadere è naturale, e rimanere statici per la paura serve a poco… tu vorresti promettere di non morire?

L’eremita

In effetti è ridicolo non voler promettere per sopravvivere a mio piacimento… quando ho addirittura invocato la morte… ma sono un uomo contraddittorio

Il confessore

Fino all’ultimo singulto tu troverai casa nel ludibrio di te stesso senza via di scampo…ti piace oltraggiare la vita,  ma la vita… la vita si fa beffe della nostra pochezza e ci illumina quando il sole non scalda abbastanza… esci da te stesso e sii uomo… accogli la luce nel suo breve cammino a misura di te… sappi che il mondo non perdona chi lo coglie in fallo… e riduci le tue pretese…

L’eremita

La perfezione è ansia della meta… lo so… mi auguro di morire dopo aver condensato in un istante le emozioni più contrastanti… l’amore buttato e ricevuto insieme… la musica che ancora promette un futuro e le note di questa riconosciuta solitudine… ma sono ancora lontano

Il confessore

Grazie a Dio!  Te lo auguro insomma… di trovare e di cercare ancora… di legare la paura ad una risata… di quelle che fanno scendere le lacrime nel cuore… di quelle che uniscono ogni senso nella tensione dell’ascolto

L’eremita

Di quelle che sento tra me e me quando il torace non sembra abbastanza grande per trattenere il respiro… di quelle che fanno raggiungere la disperazione più sublime

Il confessore

Un sublime duraturo però… che non hai timore di afferrare e di smarrire, che senti al di là di ogni ragionevole dubbio e che non puoi dimenticare, né ridimensionare, che non muta di certo intensità con le emozioni…

L’eremita

Un sublime inesprimibile ed ancora da esprimere

Il confessore

Ma già espresso dall’inizio dei tempi… quando lo spirito di Dio aleggiava sulla terra…

(continua)

L’eremita (Terzo atto) (Scena unica-parte quarta)

Uccelli sul filo


 Il confessore

Lui mi racconta molte cose… tu non devi dubitare di quel che ora  ti dico come io non mi stupisco che tu abbia discusso con un girasole ed una roccia…io mi rivolgo a Dio tutti i giorni e le notti e ti ho ricordato nelle mie preghiere…

L’eremita

Ma Dio le risponde? Insomma… le ha dato consigli su come comportarsi… si è mostrato davvero preoccupato per il mio futuro?

Il confessore

La Sua parola è una risposta continua… basta aprire a caso il breviario e Dio Si rivela… spesso le frasi che leggo vanno al di là delle domande… o meglio ribattono  quesiti che nemmeno sospettavo esistessero in me…

Sento anch’io quelle inquietudini di cui mi hai parlato,  talvolta non le metto a fuoco… ed è una fortuna che sia poi Dio a tirarle fuori quando sono oramai innocue, quando la pace della sera è pace reale e non una semplice aspirazione

L’eremita

E allora Dio non è preoccupato per me… fa solo il burbero bonario… a disposizione ci sono anche le risposte ad interrogativi ignoti…

Il confessore

A disposizione di chi vuol leggere… ma tu sei soltanto impegnato a decifrare te stesso… i tuoi occhi sono rivolti costantemente verso il basso…

L’eremita

E alla fine dell’analisi… quale sarà la conclusione?

Il confessore

Che sei stato costruito con il fango… che ci vuoi fare… a tratti troverai anche lo Spirito che ti ha dato la vita… ma Lo confonderai spesso rovistando nella terra… la Parola esce dal cuore dell’uomo e vola… puoi scegliere di tenerla imprigionata  o di volare con Lei senza timore

L’eremita

Il girasole ha detto che mi sarebbero spuntate le ali, la roccia invece che tra le mie ossa sarebbero cresciuti dei bellissimi fiori… che ne sarà di me?

Il confessore

Se il tuo tempo inizierà nel cuore e sfilerà lungo i campi di grano, là dove il cielo si macchia di giallo, se il tuo giorno si accenderà di blu nell’indifferenza delle stagioni, se l’inverno migrerà con le tue parole fredde e stanche verso calde mete che ancora non conosci ma che sei disposto a visitare, tutto il mondo sarà nelle tue mani leggere come l’aria…

Accompagna la luce… ne tieni sempre in mano un filo anche se è invisibile… e  ti chiede soltanto di essere condotto

(continua)

L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-terza parte)

roccia

L’eremita

Ma che cosa significa dividere la luce dal buio?

Il confessore

Desiderare la Verità a qualsiasi costo e vivere nell’Amore

L’eremita

Sono due esperienze di cui non mi sento capace… di cui non voglio essere capace

Il confessore

E come puoi aiutare l’alba ad alzarsi… se tenti di nascondere il sole? Puoi lasciare che arrivi la notte… quando il tramonto non si è stretto intorno al calore del tuo focolare?

L’eremita

Ma io non riesco ad aiutare neppure me stesso… che posso fare in un  progetto infinito che sembra andar per suo conto?

L’uomo non esisteva quando gli astri furono creati per segnare il tempo: e noi pensiamo di essere i padroni del cosmo…  faceva bene la roccia a sottovalutarmi…

Il confessore

Non credo che avesse ragione… in fondo alla roccia il tempo importa poco…

L’eremita

Importa… importa… la roccia tiene il conto dei giorni in cui l’erba nasconderà la pianura… sa che il muschio si fa più birichino quando l’inverno si avvicina e che soffrirà  il solletico… ha paura del buio e attende con ansia la pioggia perché la liberi dal fango.  

E anche al girasole interessa: di notte può riposare e sognare di essere un’alga marina…

Il confessore

E allora vuoi che questo progetto non abbia un senso anche per te? che tu possa stare lì… in un angoletto… senza scegliere, mentre le stagioni passano, il cuore invecchia… senza aver battuto come potrebbe…  

L’eremita

Io volevo solo aiutare i miei amici… ma hanno detto che non era compito mio… che il compito mi avrebbe cercato… in vita o in morte… che chi non attende  il suo scopo si danna, perché non lo scoprirà mai

Il confessore

La Luce cerca ogni giorno e ogni giorno attende: puoi continuare ad ignorarla e a dannarti… perché ti stai dannando ora… se non lo sai… la tua anima è in naftalina e tu la lasci nel buio di un armadio di ferro… lo avessi scelto almeno di legno… potrebbe respirare… invece così… tu vivi l’inferno amico mio… e la morte potrebbe soltanto renderlo definitivo… altro che scopo… gli scopi lasciali a chi ha tempo di cercare… tu non ne hai quasi più… e Dio non ha voglia di giocare ancora a nascondino… è stanco di fare la conta e sbirciare fiducioso nella tua vita… pentiti della filosofia che dà sollievo solo alle narici… tu non respiri più e non te ne accorgi…

L’eremita

Neppure la roccia mi ha attaccato con tanta violenza ed era razzista… almeno così diceva il girasole…

Non credo di essere peggiore o migliore di tanti altri… un confessore dovrebbe essere più moderato nei giudizi… che cosa sa lei della pazienza di Dio?

(continua)