Assente da me stessa/L’orizzonte

Grazie ai vostri commenti questo blog sta diventando una vera e propria antologia letteraria: ed è un modo di stare insieme e di fare nello stesso tempo cultura (lasciatemelo dire) che mi piace moltissimo; soprattutto mi consola,  perché da qualche anno non ho più il contatto con l’aula e mi manca tanto.

Qui il commentatore è a sua volta protagonista ed è splendido legare magari una lirica ad un’immagine che ne è stata data da parte di una persona che stimiamo e per cui proviamo affetto; pensate se a scuola si potesse ricordare l’enjambement  di una lirica, perché lo ha notato il proprio compagno di banco… sarebbe una bella rivoluzione!  

 Nuvole bianche

 Dalla poetessa…

Assente da me stessa
Ti guardo vivere
E tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni  pensiero la commuove
come lo spiffero una tremula
fiamma di candela
“Chiudi la porta, piano…”
che ancora sgocciolino i miei
lumi
di calde lente lacrime

 E da me…

L’orizzonte

 
Spalanco
l’orizzonte
se mi chiedi
di confrontarti
con il cielo.

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L’eremita (Terzo atto) (scena unica -conclusione)

 Paradiso


L’eremita

É tutto un grande mistero… e non  ho capito granché… ma forse è meglio così… non sono pronto… io voglio vivere ancora…

Tu invece non sei un uomo… o sbaglio?

Tu sei Abelardo che mi è venuto a salvare, un po’ come la Pars Destruens…

Abelardo

Sì… ti voglio ancora libero di cercare, ma nello stesso tempo ripieno di quello Spirito che mi fece grande tra i Troni e le Dominazioni, dopo un’assoluzione insperata

L’eremita

Dimmi… perché sei venuto?

Perché l’orizzonte del mio corpo è assolutamente lontano da  me che sono già parte del tutto e mi ricordo di essere tale?

Abelardo

Perché la vita è ancora lunga… dura un’eternità e tu sai che cosa può essere l’eternità senza speranza? non puoi nemmeno immaginare come si stia nel luogo della disperazione… è un po’ come quella di Dio, ma il tuo spirito non può sopportarla … abbandonati con fiducia alla luce che di là tutto può… ora Dio ha compreso che anche l’amore fa parte della Sua perfezione… concentrati e cerca di intuirlo anche tu… di intuirlo… io non ti chiedo di più che una manciata di sabbia… un’offerta di quelle che scivolano verso terra, ma che si vorrebbero trattenere… e la tua salvezza…. la tua salvezza è già cominciata

L’eremita

Non importa allora che le mie mani siano bucate ed incapaci di stringere ormai…

Abelardo

Il cielo ha un buco soltanto ed il tuo cuore può riempirlo senza fatica perché tu sei ad immagine di Dio e puoi navigare senza fortuna e senza consapevolezza alcuna in questo mondo così attraente a volte e così tempestoso

L’eremita

Senza fortuna e senza consapevolezza alcuna… come la roccia ed il girasole che stanno nel mondo così attraente a volte e così tempestoso… e non si lagnano più di tanto, anche se in Cielo non ci possono andare… mentre io ho il mio buchetto che mi aspetta… che attende il mio cuore come una chiave che forse farà risuonare l’infinito in un modo che i beati non hanno mai sentito…

Padre… mi ascolta … Abelardo… non mi abbandonare

SILENZIO

L’eremita si alza preoccupato, apre i paraventi del confessionale e trova una roccia con un girasole scolpito al centro… si inginocchia e recita un Atto di dolore ed un Padre Nostro.

SIPARIO

Qui amici carissimi che non mi stancherò mai di ringraziare… l’Eremita non finisce:  tornerà presto con Abelardo e la seconda parte del viaggio che, a dire il vero, non so bene nemmeno io quando si concluderà… spero siate pazienti…

Se volete incontrare la roccia con il girasole scolpito vi dirò che potete trovarla  in Chiusdino (SI): si tratta di un bassorilievo scolpito dagli Etruschi che è stato rinvenuto nella Cattedrale di San Galgano, eretta dai templari. Oggi è divenuto un  altare estremamente suggestivo collocato nell’antica chiesetta appunto di San Galgano (che secondo alcuni non sarebbe altro che uno dei cavalieri della tavola rotonda). Accanto all’altare potete trovare anche la famosa spada nella roccia che come sapete meglio di me ha ispirato molte storie e leggende dell’alto e del basso medioevo…  

 rocciagirasole

L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-parte ottava)

partes

L’eremita

In definitiva le Partes  hanno  svolto  ruoli  diversi…

Il confessore

Sì, anche la storia della salvezza che è poi quella della Pars Construens è stata  segnata da immani e silenziosi patimenti della Pars Destruens… di certo l’uomo da solo non avrebbe potuto sopportarli… ma credo anche da grandi speranze della Pars Construens che non hanno trovato coronamento

L’eremita

Chissà perché mi vengono in mente i Comandamenti ed i Profeti… i primi inosservati ed i secondi inascoltati

Il confessore

Sì, la Pars Construens ha provato in tutti i modi a ricondurre l’uomo a Sé, attraverso i Comandamenti, con le guide a partire da Abramo per giungere a San Giovanni Battista, con l’intervento degli Angeli… ha provato perfino a parlare direttamente con l’uomo, ma ogni tentativo si è arenato

L’eremita

Dopo tutti i fallimenti e le vendette della Pars Construens, la Pars Destruens ha deciso di compiere un atto d’amore, di agire a modo Suo e di generare Gesù Cristo… perché Lei amava l’uomo e temeva che la Pars Construens lo distruggesse in un impeto di disperazione… per quanto si possa dire che Dio si disperi… è ovvio

Il confessore

Sono contento che mi segui… in effetti si sono invertiti i ruoli dell’Origine…

la Pars Destruens ha raccolto tutto il Suo amore  ed ha generato… nel Credo è scritto più che correttamente che Cristo è stato “generato e non creato” e che è figlio unigenito, cioè della Pars Destruens.

L’eremita

Lo Spirito insomma  è stato  soffiato dalla Pars Destruens

Il confessore

Che poi ha compiuto il gesto più eclatante: l’accettazione della morte in questo mondo… solo l’Amore poteva esserne capace, non mai la ragione

L’eremita

Così sono stati raggiunti due risultati: si è salvato l’uomo espressione della perfezione… ma anche la stessa Pars Construens

É curioso però che l’assoluta perfezione abbia avuto bisogno del sentimento… quindi dei servigi di una Pars di grado inferiore

Il confessore

Sì… infatti… per l’uomo potrebbe esserlo… tuttavia Gesù Cristo nel Vangelo dichiara che non è venuto ad abolire la legge ma a perfezionarla… quella stessa Pars che era sfuggita al controllo di Dio… che Lo aveva indotto al soffio vitale dopo la creazione… si immola perché la Trinità resti tale e si rafforzi e l’uomo possa al contempo conservare la libertà e riprendersi la vita eterna, quella del Paradiso terrestre… anche se in un’altra vita… quella che il Cristo risorto è andato a preparare

(continua)

L’eremita (Terzo atto) (Scena unica-settima parte)

  


L’eremita

In definitiva Dio non poteva agire su Se stesso… la libertà nasce dall’impotenza divina…

Il confessore

Più che dall’impotenza… dall’impossibilità che venisse meno una delle Partes divine e nello stesso tempo che vi fosse un altro essere divino al di fuori della Trinità… “Ora è come uno di noi”… dice il Signore Dio, dopo che l’uomo ha mangiato dell’Albero della conoscenza… il discorso sarebbe lungo e non so francamente se c’è qualcuno al mondo che sia in grado di farlo…

L’eremita

Ci provi padre… io sono qui… inginocchiato… ad attendere una scintilla che mi faccia infiammare.

Il confessore

Bisogna partire da un concetto che in parte ridimensiona il nostro orgoglio di terrestri… ma solo in parte: noi non siamo gli unici esseri dell’Universo ad immagine e somiglianza di Dio… siamo però forse gli unici che derivano in un certo qual modo da una componente della Trinità che negli altri mondi è rimasta un po’… come dire… in secondo piano…

L’eremita

La Trinità esisteva  quindi prima della Creazione…

Il confessore

Sì… mi perdonerai se uso dei paroloni… io stesso faccio fatica ad abituarmi… Dio in estrema sintesi è trino ed è composto da una Pars Construens, da una Pars Destruens e dallo Spirito che è emanazione di tutte e due

L’eremita

Ma mi aveva detto che… che lei non era un fine teologo… 

Un confessore

Infatti… questi sono solo i frutti della preghiera  e della lettura sacra… Dio disse: “Facciamo l’Uomo”… che bisogno c’era che parlasse al plurale se non fosse stato in più persone?

L’eremita

Allora si può dire che certamente era trino prima della creazione dell’Uomo… ma cosa sono queste Partes

Il confessore

 La Pars Construens è quella che viene definita comunemente ragione e la Pars Destruens corrisponde… in termini nostri… al sentimento, all’irrazionalità, lo Spirito avrebbe potuto essere emanazione dell’una o dell’altra

L’eremita

Il concetto mi sembra chiaro… ma non seguo lo sviluppo del discorso…

Il confessore

Se l’uomo fosse stata creatura ed emanazione solo della ragione, la terra sarebbe stata perfetta come la Pars Construens.

Probabilmente in altri mondi questa è la norma; la vita viene generata attraverso la ragione e quindi non c’è bisogno della luce per vederci chiaro… lo spirito di Dio… ricorda bene… all’inizio dei tempi aleggiava nel buio… quindi in questi mondi che noi non conosciamo la fisicità non conta e forse nemmeno esiste

L’eremita

In altre parole in un mondo generato dalla Pars Construens Adamo ed Eva non avrebbero mai mangiato la mela perché non ne avrebbero avuto necessità… non si sarebbero mai uniti, perché lo sarebbero stati già in quanto parti della mente di Dio.

Il confessore

Esatto.

Nel nostro invece Dio nella sua interezza ha creato l’uomo, mentre solo lo spirito è stato soffiato dalla Pars Construens… il  “Signore Dio” come lo  definisce la Genesi… ma  facciamo ancora un passo indietro

L’eremita

Forse è meglio…

Il confessore

Nella Genesi si dice a più riprese che Dio considerava buona la creazione… fa’ attenzione:  buona e non giusta, il concetto di bontà non implica necessariamente quello di ragione…

L’eremita

Perché il Dio che valutava la sua creazione non era tanto

la Pars Construens , ma la Destruens, il sentimento.

Il confessore

Vedo che cominci a capire… e questo mi riempie il cuore di gioia

L’eremita

Ma allora Dio in un certo senso si è comportato da ipocrita: ha punito il povero Adamo per una mancanza che in fondo era riconducibile  alla Pars Destruens

Il confessore

Non è così semplice… Dio è trino perché le Partes operano su livelli diversi… con maggiore precisione un teologo ti direbbe che operano per gradi diversi… c’è un gradualità anche nella Sua perfezione… Chi ha creato l’uomo è la Pars Destruens, ma Chi lo ha fatto essere vivente,  lo ha posto nel Paradiso Terrestre e lo ha giudicato è stata indubbiamente la Pars Construens che sta più in alto… la Pars Destruens invece ha sofferto della cacciata  vicino alla Sua creatura…

L’eremita

In definitiva le Partes  hanno  svolto  ruoli  diversi…

(continua)

L’eremita (Atto terzo) (Scena unica-sesta parte)

Scintille

L’eremita

È una consolazione sapere che esiste qualcosa  da ricercare… ho sempre creduto in una ricerca fine a se stessa… e come ben sa mi ero anche stancato di recitare solo per me…

Il confessore

Il Senso ci attende e fluttua… non può staccarsi dal creato e da noi… questa è la vera consolazione… noi recitiamo per Lui che assorbe l’inautenticità ed il dolore e li trasforma in Sé… in un cuore dai battiti ancora regolari… il tuo ed il mio… che sorridono di essere ancora parte dell’aria e della terra

L’eremita

Io sono solo un ceppo che annerisce immobile nel fuoco: dentro c’è una forza senza calore che non si distingue da me, se non quando vorrei che mi lasciasse… sa che gioco, in fondo, e che non posso trasformare la materia… che non posso finire quando voglio… ed io ci conto

Il confessore

Ma il fuoco arriva al centro prima o poi ed è un tripudio di scintille… di minuscoli pezzetti luminosi che cercano il cielo dai punti più disparati della memoria

L’eremita

Lei, padre, confonde il centro della mia vita con il biancore della corteccia che non può fare a meno di staccarsi, ma sono lampi che muoiono dentro al camino, attimi di cenere bollente, fragile e contorta… il mio centro rimane una forza senza calore…  Lei, padre, si confonde con le emozioni che cadono a terra mentre ci cammino sopra 

Il confessore

Ma l’albero resta tale anche se cadono le foglie e se perde la corteccia nel fuoco… non può rinnegare la sua essenza… e tu sei comunque un uomo anche se vorresti dimenticartene… a tratti è comodo e anche poetico… se vuoi.. scordarsi di avere un cuore ed una coscienza… ma è soltanto un’illusione

L’eremita

A lei è mai accaduto?

Il confessore

Spesso perdo il mio cuore anche in questo confessionale… ma lo ritrovo pensando a quello che ancora ignoro… c’è sempre speranza per chi crede di poter vivere in eterno… ed io lo credo…

L’eremita

Basta insomma ricordarsi di non sapere nulla… avere il cuore vuoto

Il confessore

Solo chi lo possiede può far proprio un regno infinito… accogliere tutto ciò che il cuore può e sa contenere…

L’eremita

Padre, mi dica… è veramente convinto che io sia così libero di scegliere? che possa svuotare  e riempire il mio cuore a piacimento e a comando?

Il confessore

Il libero arbitrio esiste e non ne puoi dubitare… pensa ad Adamo ed Eva… se non fossero stati liberi Dio avrebbe potuto impedire il peccato originale… oppure avrebbe… che so… potuto cancellare il Paradiso Terrestre con tutto quello che c’era dentro, per crearne un altro di Suo gradimento… 

L’eremita

Ma non lo ha fatto… è un peccato… poteva creare un mondo di stabile armonia… si sarebbe risparmiato un sacco di grattacapi…

Il confessore

Non poteva farlo… avrebbe dovuto eliminare Se stesso… lo Spirito si era messo in azione… ormai si era incarnato… e l’uomo era stato creato ad immagine e somiglianza… del Creatore

Finché ha potuto Dio… Dio non si è fatto uccidere…

(continua)