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Candidarsi alle elezioni comunali nel 2017

Candidarsi alle elezioni comunali nel 2017

 

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Nel marzo del 2017 un rappresentante di Direzione Italia mi ha chiesto di candidarmi alle elezioni comunali di Genova[1].

Ho accettato con grande piacere. Si tratta di una splendida esperienza, dato che Genova è una delle città più ricche di cultura al mondo. Non a caso possiede ben 46 palazzi che costituiscono patrimonio dell’Umanità[2].

Ho dedicato tutta la mia vita allo studio e alla scrittura[3] e dal momento in cui ho firmato il codice etico predisposto dalla mia lista[4], ho iniziato a cullare il sogno di un possibile assessorato alla cultura. Anche perché a Genova la cultura si lega a turismo[5] e ritengo ci sia molto da fare in questo particolare settore.

Io abito davanti al mare ed in particolare davanti al molo dove attraccano i traghetti e le navi da crociera.

Da anni fantastico su dove andranno le persone che vi salgono, quasi come se Genova fosse un luogo semplicemente di imbarco, da lasciare in fretta.

In realtà la maggior parte delle destinazioni non hanno proprio niente da invidiare alla mia città, ma anche per un cittadino sembra talvolta difficile trovare motivi per rimanere[6].

Eppure ci sono rimasto, io non emigro.

Genova è una miniera a cielo aperto di eventi epocali per l’Italia e per il mondo: basta salire al secondo piano in via Balbi 5[7] e trovare probabilmente il primo tricolore oppure camminare sui monti che circondano la città per trovare riferimenti al soldato Ugo Foscolo[8] o ancora entrare nella chiesa di Santo Stefano ove nella cripta è stato battezzato Cristoforo Colombo[9].

Ma posso aggiungere tra i tanti, un altro nome che i Genovesi conoscono bene, se non altro perché passano spesso in auto dalla piazza a lui intitolata: Luigi Corvetto, avvocato dei poveri, e presidente di quella Giunta che varò sul finire del ‘700, in un palazzo che ancora esiste in Carignano, la prima legge sulla conciliazione obbligatoria dei conflitti.

E che dire di Paganini anche se della sua casa non rimane purtroppo che una indicazione.

Tutto questo patrimonio ed altro andrebbe valorizzato al massimo.

So bene di sognare ad occhi aperti: qui a Genova è difficile anche diventare consigliere municipale[10]. Ma se riuscissi ad entrare come consigliere comunale potrei comunque capire come funziona una grande città e cercare di spiegarlo agli altri che non si occupano di politica. Magari qui su questo blog, chissà.

Certo poi ci sono battaglie in cui mi piacerebbe impegnarmi.

Dall’esterno posso solo indignarmi su quello che trapela dall’interno.

In primo luogo sono amareggiato per come è gestito il mercato del lavoro che per molto tempo è stato in “regime di monopolio”[11]: ora che anche gli inserimenti clientelari appaiono problematici perché le risorse scarseggiano, la città non offre alcuna occupazione.

Le infrastrutture pubbliche spesso sono poi decise senza che i cittadini ne vengano a conoscenza e una volta costruite i comitati di quartiere ritengono che abbiano una dubbia utilità[12].

La macchina comunale che conta poco meno di undicimila lavoratori, tra dipendenti interni e dipendenti delle società partecipate[13], ed è quindi la più grande impresa cittadina, non funziona come dovrebbe e come potrebbe[14].

Un terzo degli impiegati in Amt, l’azienda dei trasporti, non conduce gli autobus[15], ma sta in ufficio, non si comprende a fare che cosa: o almeno non lo comprende un cittadino qualunque della strada.

La partecipata Genova Parcheggi incassa circa 13 milioni di euro l’anno e ne restituisce al Comune solo tre. I suoi dirigenti (non ne bastava uno?) hanno stipendi superiori a quelli della cancelliera tedesca. Mentre ad esempio a Parma e a Reggio Emilia un parcheggio in centro costa 30 centesimi l’ora a Genova si pagano 2,40 euro; in sostanza gli emiliani che lavorano in una giornata di ufficio spendono quella che da noi è la tariffa oraria. Tutto ciò è ormai insostenibile, prima che immorale.

 Amiu, l’azienda partecipata che si occupa del trattamento dei rifiuti, è ormai al dissesto. Si è fatta avanti per comprarla Iren, azienda che si occupa di energia. Il Comune ha pensato ad un aumento della tariffa del 46%, ma mica per ripianare il debito, solo perché Iren potesse rimpinguare le proprie casse.

Questi sono solo alcuni degli argomenti scottanti che in città aspettano una soluzione.

Mi chiedo se l’11 giugno 2017 mi sarà data l’opportunità di cercarla.

Carlo Alberto Calcagno

[1] Cfr. le liste ammesse in http://www.comune.genova.it/content/liste-ammesse-il-comune

http://www.comune.genova.it/content/liste-ammesse-il-municipio

[2] Cfr. http://www.irolli.it/genova_unesco/UN/patrimonio_umanita.html

[3] Tra le mie ultime opere:

Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016.

La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017

La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017

La mia bottiglia, Silloge poetica, Carta e penna, 2005

Il lavoro autonomo, Ipsoa, 2006

La mediazione in Argentina, in Tecniche di mediazione vol. 2 Le esperienze internazionali a cura di Carola Colombo, N&T, Sole24ore, 2016, p. 93 e ss.

Mediare in Europa, in Tecniche di mediazione vol. 2 Le esperienze internazionali a cura di Carola Colombo, N&T, Sole24ore, 2016, p. 104 e ss.

Breve storia della risoluzione del conflitto. I sistemi di composizione dall’origine al XXI secolo, in Itinerari di ADR – Alternative Dispute Resolution di Marco Marinaro, ARACNE editrice S.r.l., 2014.

Brevi cenni sui sistemi alternativi di composizione dei conflitti: l’arbitrato e la conciliazione, in Nuova Giurisprudenza Ligure, Anno XVI n. 2, Maggio-Agosto 2014, De Ferrari, p. 57 e ss

Il legale e la mediazione. I doveri e la pratica dell’avvocato mediatore e dell’accompagnatore alla procedura, Aracne Editrice, aprile 2014.

La mediazione in Francia ed in Liguria, Napoleone e gli avvocati, in Rassegna Forense Rivista Trimestrale del Consiglio Nazionale Forense, Parte Terza-Storia dell’Avvocatura, vol. 2 Anno XLVI Aprile-Giugno 2013

Manuale della Mediazione per il Geometra, UTET Scienze Tecniche, Torino, 2011

La mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, Filodiritto Editore, 2011.

Il D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010: ambito e applicazione, in Consulente immobiliare n. 893, Supplemento Mediazione delegata alla prova, Il Sole24ore, 2011

La mediazione in Francia ed in Liguria, Napoleone e li avvocati, in Nuova giurisprudenza Ligure n. 2 anno XIV, Maggio Agosto 2012, De Ferrari, p. 54 e ss.

[4] Cfr. http://www.genovapost.com/Genova/Politica/I-candidati-di-Lista-Musso-Direzione-118760.aspx

[5] L’assessorato alla cultura e turismo ha peraltro le seguenti deleghe:

Politiche culturali e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città

Indirizzo e controllo delle istituzioni culturali: Fondazione cultura, teatri, musei, biblioteche

Indirizzi per modelli efficaci di gestione dei Musei civici

Politiche per lo sviluppo del turismo e promozione della città

Rapporti con Enti e Società operanti nel settore, in particolare con Fiera di Genova, Porto Antico, Marina Fiera di Genova e Sistema turistico locale del genovesato

Iniziative di rendiconto alla Città sullo stato di attuazione del programma dell’Amministrazione.

[6] Il candidato sindaco Marco Bucci al contrario ha portato la sua impresa a Genova quando gli altri imprenditori la stavano abbandonando. Cfr. http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/03/24/ASnDAsjG-candidato_centrodestra_manager.shtml

[7] https://www.unige.it/storia/

[8] http://www.escursioniliguria.it/schede_monti/m_forte_diamante.htm

[9] https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g187823-d1177269-i36905190-Chiesa_di_Santo_Stefano-Genoa_Italian_Riviera_Liguria.html

[10] Oltre che come consigliere comunale, mi sono anche candidato nel Municipio I (centro-Ovest) e II (centro-Est)

[11] http://www.liguritutti.it/clientelismo-crisi-del-pd-genova/

[12] http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/02/02/news/genova_parte_il_parcheggio_di_interscambio_slitta_ancora_la_nuova_rampa_della_sopraelevata-157441712/

[13] Peraltro in profondo rosso. Cfr. http://www.primocanale.it/notizie/comune-di-genova-i-numeri-delle-partecipate-dipendenti-pi-cari-e-debiti-alle-stelle-164895.html

[14] http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/dipendenti-comunali-sempre-meno-piu-anziani-giunta-doria

[15] Già nel 2000 il personale amministrativo era sovradimensionato. Cfr. http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/forum/2014/01/proposta-di-ristrutturazione-delle-aziende-di-trasporto-pubblico-locale-caso-amt-genova.html/

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Notizie sparse su Arenzano dalle origini all’Ottocento

15 Arenzano

Arenzano, il paese dove sono nato, ha di sicuro radici preromane.

I Liguri secondo alcuno furono addirittura i primi abitatori della penisola italica (i primi insediamenti ritrovati a Ventimiglia risalgono a 300.000 anni fa) e le popolazioni antiche non furono altro che il felice esito delle loro migrazioni.

Secondo altri furono originati da una popolazione celtica (Ceilt = abitante delle foreste) proveniente dalla Gallia e lo stesso termine Liguria deriverebbe dal’unione di due vocaboli celtici: Lly-gour (gente stabilita presso il mare) e Lly-gor (gente stabilita presso la montagna): ipotesi questa assai suggestiva e rispondente alla nostra condizione in fondo.

Secondo altri la derivazione fu greca o asiatica.

Comunque sia tra le popolazioni liguri quella arenzanese dovrebbe rientrare tra i Genuates (nome latino) che appunto dimoravano nel golfo di Genova: i Genuates abitavano la costa sino a Vado.

In età romana Arenzano era detto fundus Arentianum: si trattava di una città non fortificata.

Il nome di Arentianum traversò tutto il Medioevo. Si pensi che ancora nell’epoca di Mezzo Varazze era detta Vicus Virginis, Voltri Vulturium, Sestri Segesta.

Queste sono le frammentarie notizie che ho raccolto sulla vita degli Arentianenses dal Medioevo in poi.

Nel 1241 i Ghibellini pisani che si erano schierati con Federico II contro papa Innocenzo IV incendiarono sia Cogoleto, sia Arenzano. Genova reagì ed in tre giorni armò 80 galee che misero in fuga le armate imperiali e quelle di Pisa. Lo stemma del Grifone (simbolo della Repubblica genovese) il quale preme un’Aquila (stemma dell’Impero) ed un Lupa (emblema dei Pisani) nacque a seguito di questa vicenda.

Nel 1376 fu costruito un ponte tra Arenzano e Cogoleto per permettere a santa Caterina da Siena di andare a Varazze.

Nel 1400 Orlando Fregoso attaccò Arenzano con un grande esercito e fu battuto dal generale Bartolomeo Grimaldi.

Nel 1667 Capitan Francesco Grondona di Arenzano muore insieme a 400 uomini in una tempesta mentre cercava di attraversare lo stretto di Cadice.

Nel 1611 fu fondato in Arenzano un convento dei Cappuccini. Nel 1833 se ne ha ancora notizia, probabilmente stava davanti al mare perché le navi attraccavano a poca distanza dalla porta di entrata.

Ho inoltre conoscenza dell’uso della dizione moderna “Arenzano” almeno a partire dal 1659.

Nel 1703 venne fondata la Chiesa parrocchiale, intitolata a ss. Martiri Nazario e Celso. Aveva una forma ottangolare, sorretta dai soli pilastri laterali, ed aveva una grande capacità. Era ornata da lavori a stucco e dorature ed aveva (almeno nel 1833) una cappella magnifica tutta incrostata di marmo, dedicata a San Giovanni Battista

Nel 1740 Arenzano viene definita da un testo dei Cappuccini oppidum e dunque all’epoca era città fortificata; l’appellativo di civitas era riservato invece alle sole Savona e Sarzana, Genova veniva invece nominata con l’appellativo di Respublica.

Nel 1748 Arenzano fu bombardato da una nave da guerra inglese: non ci furono però danni a persone o cose (all’epoca la nostra cittadina era difesa dai Francesi).

Nel 1798 Arenzano, possedeva circa 2000 anime, era capoluogo del “II Cantone” (uno dei 156 cantoni in cui era divisa la Liguria) ed era sottoposto alla giurisdizione della Cerusa, un torrentello di Voltri che divide ancora oggi la riviera di Ponente da quella di Levante.

Sempre nel 1798 vi era ad Arenzano un giudice di pace di seconda classe. Solo Voltri aveva un giudice di pace di prima classe (e dunque dopo due secoli ospitò la pretura). Si chiamava Giuseppe Rapallo.

Il 1° giugno 1798 il Consiglio dei Sessanta deliberò d’urgenza la legge sull’”Organizzazione del Potere Giudiziario, e Amministrativo[1]. Nel 1798 si vennero a trovare dunque in Liguria più di 200 Giudici di Pace[2] che venivano appunto eletti unitamente ai loro assessori[3] dall’assemblea cantonale[4] convocata dal “commissario di governo per ordine del direttorio esecutivo[5].

Il giudice di pace doveva dunque avere trent’anni e durava in carico un anno, ma poteva essere rieletto[6] e risiedeva nel comune capo-cantone[7].

Poteva appartenere alla prima o alla seconda classe: tale appartenenza ne determinava la competenza che era più ristretta nella seconda classe e consisteva nel presiedere il tribunale di famiglia in relazione agli incapaci, nel giudicare senza formalità inappellabilmente tutte le controversie sino a 50 lire (tra le 50 e le 300 il giudizio era appellabile) e le cause da danni campestri

I giudici di pace “provvedevano ad impiegare la loro mediazione, ed ufficio per la conciliazione di tutte le controversie eccedenti la loro competenza; e vertenti fra cittadini, dei quali almeno il reo è domiciliato nella rispettiva loro giurisdizione[8]; quindi si trattava di conciliazione preventiva obbligatoria.

Erano di seconda classe i giudici di pace del luogo ove risiedeva il tribunale che però era itinerante e quindi si passava facilmente da un classe all’altra[9].

I giudici di pace di prima classe invece avevano una competenza giurisdizionale sino a lire 1000, ma i giudizi erano appellabili, esercitavano la volontaria giurisdizione e la giurisdizione del lavoro sino a qualsiasi somma e si occupavano anche dei procedimenti possessori, delle apposizioni di termine, degli attentati ai corsi d’acqua dei mulini e all’agricoltura. Avevano una competenza penale per i delitti sino ad otto giorni di carcere o a 15 di “arresto in casa[10].

Nelle cause di competenza del giudice di pace, potremmo dire, che non vi era un confine netto tra processo e conciliazione: <<fa egli citare la parte; forma un processo verbale, sommario di quanto le parti hanno a lui esposto; riceve anche il giuramento decisorio, che una parte a delazione dell’altra avesse accettato; descrive distintamente i punti, su de’ quali si è tra le parti convenuto>>[11].

Il processo verbale di conciliazione veniva sottoscritto dal giudice e dalle parti che sapessero scrivere o da loro testimoni che però partecipavano alla sola lettura del “convegno”[12].

Cosa curiosa è che la legge non prevedeva un totale fallimento della conciliazione anche se l’effetto dedotto era poi il medesimo di una completa disfatta; si prevedeva dunque che “Se non riesce a conciliare interamente le parti, trasmette al Tribunale della giurisdizione copia autentica del sopraddetto verbale con un certificato testificante, che la parte è stata inutilmente chiamata all’Ufficio di pace[13].

Se una parte veniva citata due volte e non si presentava al tentativo il giudice di pace redigeva altro certificato testante, “che la parte è stata inutilmente chiamata all’Ufficio di pace[14].

Senza questi certificati che andavano allegati alla petizione, il tribunale non poteva ricevere alcuna causa.

Non si ammetteva in giudizio la presenza di “Curiali o Avvocati”, a meno che non avessero questa qualità le stesse parti in causa; in tal ultimo caso se una parte non aveva tale qualità poteva dotarsi di “Curiale od Avvocato[15].

Vi erano poi diverse questioni dispensate dal tentativo: gli affari che interessavano la Nazione, i Comuni, l’ordine pubblico, quelli ove si ricorreva all’esecuzione parata[16] o che dipendevano da titoli di credito ed altri affari giudicati dal tribunale di commercio, gli affari per cui non era data la facoltà di transigere.

Nel 1800 Arenzano fu teatro della guerra tra Francesi ed Austriaci: il generale Massena rischio qui di perdere la vita.

Nel 1823 si attesta la mancanza un ponte di collegamento sul torrente Lerone: gli abitanti che volessero arrivare ad Arenzano via terra dovevano passare dei monti e lo stesso accadeva per andare a Voltri visto che la strada era assai ammalorata.

Nel 1824 una nave di Livorno chiamata Concordia fece naufragio e il suo equipaggio fu salvato dai cittadini arenzanesi.

Nel 1833 la popolazione era di 3250 anime.   Si dà notizia, oltre a quello dei Cappuccini, di un antico convento dei padri somaschi di cui si conservava solo una villa lungo il mare della strada provinciale ed una chiesa dedicata S. Maria Maddalena. A quella data c’erano inoltre due piccole chiese di confraternite ed alcune cappelle rurali. Tra i palazzi l’unico ragguardevole era Villa Pallavicini.

Vi era poi un piccolo forte in zona Pizzo che però non aveva una grande importanza strategica.

Sempre nel 1833 vi erano un filatoio di seta e alcune cartiere che davano lavoro a ben 250 operai.

In quest’anno i due confini del Paese erano costituiti torrente Lerone e dal rivo Lorea. Nel paese scorrevano il torrentello S. Martino ed il Cantarena. Il primo ponte fu costruito sul S. Martino nel 1832.

Nel 1837 vi fu una brutta epidemia di colera.

Nel 1844 il marchese Pallavicini di Genova dichiara di aver stabilito in Arenzano uno stabilimento metallurgico. Del resto Arenzano possedeva cave di pietra e miniere di rame.

Arenzano era raggiungibile solo a cavallo, e ancora nel 1854 ci voleva circa un’ora e 15 minuti da Voltri (oggi questo è il tempo a piedi).

Nel 1857 la stazione di posta di Arenzano non era utilizzabile e così fu spostata a Voltri. Per anni dai resoconti parlamentari si evince che sarebbe stato necessario collegare Genova ad Arenzano attraverso una rete viaria importante, ma ci furono diverse resistenze dei parlamentari (del resto i lavori imponenti iniziarono soltanto nel 1977…).

Nel 1858 la popolazione di Arenzano era di 3334 abitanti (1616 maschi e 1718 femmine); nel 1862 si registrò un incremento a 3491 abitanti (1715 machi e 1776 femmine): c’era dunque una densità di 141.10 abitanti a km quadrato; e dunque dal 1833 non vi furono poi incrementi significativi.

Nel 1863 si attesta che gli elettori del comune erano 71, ma dovevano andare a votare a Voltri.

Nel 1863 Arenzano aveva un proprio ufficio postale ed un telegrafo.

Nel 1867 le attività più fiorenti erano quella della seta, della carta e dei tessuti di cotone. Chi non si occupava di queste attività si dedicava all’agricoltura: grano, patate, mais, legumi, ulivi, limoni, melarance.

Sempre nel 1867 viene citato un ospedale per gli infermi. Il giardino della Villa Pallavicini era considerato delizioso.

Arenzano 1916

Sempre in quest’anno vi era una guarnigione di soldati (Guardia nazionale) di 73 soldati attivi e 200 riservisti; poteva mobilitare 111 militi.

Nel 1870 Arenzano, secondo la tariffa del dazio sul consumo, era di quinta classe perché aveva una popolazione inferiore agli 8000 abitanti; il che significa che le bevande e le carni avevano un’aliquota più bassa (la metà di quelli di 1° classe). Questa tassazione favorevole permetteva ai cittadini di Arenzano di poter costruire bastimenti di qualità ad un prezzo inferiore a Varazze che già nel 1859 era comune di quarta classe con oltre 8137 anime. Così almeno riferisce un resoconto del 1865.

Si consideri che tra il 1816 ed il 1862 si costruirono ben 249 bastimenti; tra il 1862 ed il 1871 i bastimenti furono 68.

Nel 1865 vengono citate poi diverse fabbriche di carta che venivano alimentati dal ruscello Leirone e dal Cantarano.

Nel 1867 Arenzano aveva una superficie di 2474 ettari (24,74 km quadrati) e dunque era leggermente più estesa di oggi (24,6 km quadrati)

Arenzano 1907

Tra i cognomi arenzanesi uno notissimo già nel 1500 e dunque dal Rinascimento era Robello. Tal Pellegrina Robello sposò Bernardo un nipote di Cristoforo Colombo il cui padre era peraltro di Cogoleto (ci sono atti notarili che attestano tutto ciò).

Il cognome Calcagno invece viene richiamato con riferimento ai proprietari di cartiere in Voltri ed Arenzano già nell’Ottocento[17].

Ecomuseo 1

[1] Cfr. RACCOLTA DELLE LEGGI ED ATTI DEL CORPO LEGISLATIVO DELLA REPUBBLICA LIGURE DA’17. GENNAIO 1798. ANNO PRIMO DELLA LIGURE LIBERTÀ, Volume I, Stamperia Padre e Figlio Franchelli, Genova, 1798, p. 208 ess.

[2] Sotto il governo provvisorio esistevano anche gli Ispettori di pace che formavano un comitato autorizzato “a decidere le differenze civili, che non eccedevano la somma di lire venti” colla facoltà di far eseguire le loro deliberazioni, mediante esecuzione forzata. Questi Ispettori che erano sostanzialmente degli arbitri erano pure autorizzati a punire con la pena correzionale di tre giorni d’arresto “le mancanze leggiere contro il buon ordine”. Cfr. il Supplemento alla Gazzetta Nazionale Genovese n. 26 del 9 dicembre 1797 in http://iccu01e.caspur.it/ms/internetCulturale.php?id=oai%3Awww.internetculturale.sbn.it%2FTeca%3A20%3ANT0000%3ATO00184798_41157&teca=MagTeca+-+ICCU

[3] Ossi agli esperti di diritto che lo consigliavano e lo sostituivano in caso di morte od incapacità provvisoria. Il loro consiglio non era vincolante, poteva sollecitarlo il giudice od anche le parti (art. 41 legge 1° giugno 1798 , n. 111) .

[4] Essa riuniva i rappresentanti di più comuni in cui era diviso il cantone ed era presieduta dal giudice di pace.

[5] Art. 23 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[6] Art. 28  legge 1° giugno 1798, n. 111.

[7] Art. 35 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[8] Art. 31 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[9] Art.  33 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[10] Art. 32 legge 1° giugno 1798,  n. 111.

[11] Art. 44 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[12] Art. 45 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[13] Art. 47 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[14] Art. 47 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[15] Art. 51 legge 1° giugno 1798, n. 111.

[16] Riguardava le cambiali.

[17] Bibliografia

Petro, Bizaro Sentinati, Senatus Populique Genuensi, 1579, Christophori Plantini

Della storia di Genova dal trattato di Worms fino alla Pace di Aquisgrana, Libri quattro, Leida 1750.

Storia generale e ragionata della Repubblica di Genova dalla sua origini sino a noi, Tomo III, Genova, 1795, Franchelli.

Bullarium Capucinorum, tomus primus, Roma, 1760, Tipografia Giovanni Zempel.

Jacopo Durandi, il Piemonte cispadano antico, Torino, 1774, Stamperia Giambatista Fontana

RACCOLTA DELLE LEGGI, ED ATTI DEL CORPO LEGISLATIVO DELLA REPUBBLICA LIGURE DAL 17 GENNAIO 1978, ANNO PRIMO DELLA LIGURE LIBERTÀ, VOLUME I, Franchelli Padre e Figlio, 1798.

RACCOLTA DELLE LEGGI, ED ATTI DEL CORPO LEGISLATIVO DELLA REPUBBLICA LIGURE DAL PRIMO LUGLIO 1978, ANNO SECONDO DELLA LIGURE LIBERTÀ, VOLUME II, Franchelli Padre e Figlio, 1798.

Costituzione del Popolo Ligure del 1798, Anno seconda della Repubblica Ligure, Genova, Stamperia francese e Italiana.

Collezione di proclami, avvisi, editti dal 28 aprile 1799, tomo terzo, 1799, Milano, Pirotti e Maspero tipografi e librai.

Vieusseux, Antologia, Aprile-Maggio-Giugno 1823, tomo decimo, 1833, Firenze, Tipografia di Luigi Pezzati

Gazzetta di Milano del 1824.

Giacomo Navone, Passeggiata per la Liguria occidentale fatta nell’anno 1827 dal signor Giacomo Navone, Carlo Puppo Stampator Vescovile, 1832.

Dizionario geografico-storico-statistico commerciale degli Stati di S.M. di Sardegna, volume I, 1833. Maspero libraio.

Giacomo Serra, La storia dell’antica Liguria e di Genova, tomo I, 1835, capolago, Tipografia Elvetica.

Guida del navigante nel littorale della Liguria, Genova, 1855.

Giovambatista Adriani, Monumenti Storici-Diplomatici, 1858, Torino, Ribotta.

C. Marmocchi, Dizionario di geografia universale, contenente gli articoli più necessari della geografia fisica secondo le idee nuove, 1862, S. Franco.

Carlo Borda, Manuale dizionario di amministrazione municipale, provinciale e delle opere pie, volume II, 1866, Torino, Sebastiano franco e figli Editori.

Dizionario corografico, volume primo, 1867, Milano, Vallardi.

Giornale degli studiosi di lettere scienze, arte e mestieri, Anno III, 1° semestre, 1871.

Alberto Errara, L’Italia industriale: studi. Con particolare riguardo all’Adriatico Superiore (regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico). Industrie marittime, 1873, E. Loescher.

Alessandro Garelli, I salarj e la classe operaia italiana, Torino, 1874, Libreria Angelo Penato.

 

Diritto alla felicità

Diritto alla felicità

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Quando a scuola studiai la storia dell’indipendenza americana mi fecero presente che nella Dichiarazione del 4 luglio 1776 si parlava di diritto alla felicità.
Esattamente il testo recita: “Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità;…”.
Già da una attenta lettura del testo peraltro si evince che non è proprio così perché non sta scritto che gli uomini hanno il diritto alla felicità, ma che hanno il diritto al perseguimento della felicità.
Questo ” diritto al perseguimento” sta alla base del principio liberale e del sogno americano, ma non solo.
Lo stesso motto repubblicano “Liberté, Égalité, Fraternité” non ci consegna uno status di libertà; la libertà è sempre stata intesa nel senso che il ricco rimaneva ricco e che il povero, se intraprendente, poteva sulla carta diventare ricco.
Così ci raccontava peraltro a suo tempo anche Norberto Bobbio.
Io non sapevo all’epoca che il termine “perseguimento” venne ispirato ai compilatori della Dichiarazione di indipendenza dal filosofo tedesco Christian Wolff che usa spesso appunto il verbo latino “promovere“.
Officia humanitatis sunt officia erga alios, quibus eorum perfectio, consequenter felicitas promovetur (I doveri degli uomini si esplicano nei confronti degli altri e dal loro raggiungimento consegue la promozione della felicità).
Come si può agevolmente capire il pensiero di Wolff era un po’ diverso dai suoi sviluppi: la felicità era vista come una naturale conseguenza delle nostre azioni virtuose, ma non come il fine.
Costitutivi del diritto naturale sono per Wolff i doveri degli uomini. Non esiste un diritto alla felicità come diritto naturale, ma un dovere di rendere felici gli altri e da questo dovere discende la nostra felicità.
E chi promuove la felicità altrui, promuove anche la perfezione altrui (Quoniam qui aliorum felicitatem promovet, eorundem perfectionem promovet).
Wolff ha chiaro il concetto che gli uomini sono felici quando sono destinatari dei beni materiali e di quelli che dispensa il caso (Bona corporis et fortunae ad felicitatem hominis quid conferunt), ma avverte pure che se non sono uniti alla virtù non valgono alcunché (Bona corporis et fortunae non parunt existimationem, honorem ac laudem, nisi quatenus concursu virtutum…).

Cfr. https://books.google.it/books?id=axhu71zryDwC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q=felicitas&f=false

Sintesi del discorso di Obama agli Stati dell’Unione

Obama ieri sera ha detto che in 5 anni hanno creato più di 11 milioni di posti di lavoro.

Oggi l’America è il numero uno in fatto di petrolio e gas.

L’America è il numero uno nel settore dell’energia eolica. Vuole convertire l’energia solare in combustibile liquido

Nel 2013 circa dieci milioni di americani non assicurati hanno avuto la copertura sanitaria. Il deficit è stato tagliato di 2/3.

Di contro gli Stati Uniti sono l’unico paese avanzato sulla Terra che non garantisce congedi di malattia o di maternità retribuiti ai lavoratori per cui il presidente vuole arrivare a dare a tutti una settimana retribuita.

Il Congresso deve approvare una legge che assicuri parità di retribuzione tra uomo e donna, il pagamento degli straordinari perché con 15.000 dollari all’anno non si può vivere.
Farà varare una legge per dare a tutti il college gratuito perché nei prossimi 10 anni il lavoro richiederà che 2 cittadini su 3 abbiano una istruzione superiore. E per rendere meno gravoso il pagamento del college attuale.

Stanno cercando di coordinare lo studio con i posti di lavoro assicurando tirocini e di dare un lavoro ai 700.000 veterani delle guerre.

Dal 2010 nessun altro posto al mondo ha creato più posti di lavoro.

Le imprese del 21 ° secolo si baseranno sulla scienza americana, sulla tecnologia, sulla ricerca e sviluppo.
Obama vuole che il genoma umano sia interamente mappato, che sia sconfitto il cancro ed il diabete, che ogni malattia possa essere diagnosticata al momento giusto.

Ha intenzione di proteggere un internet libero e aperto, estendere la sua portata ad ogni classe, e ad ogni comunità, e aiutare la gente costruire reti più veloci, in modo che la prossima generazione di innovatori e imprenditori digitali abbiano la piattaforma per mantenere e rimodellare il nostro mondo.

Vuole sconfiggere gli Hacker ed il furto di identità perché le reti siano sicure.

Crede che le guerre vadano fermate in primo luogo con la diplomazia anche se il suo dovere primario è quello di difendere gli Stati Uniti.Continuerà a dare la caccia ai terroristi e smantellare le loro reti, e si riserva il diritto di agire unilateralmente. Ma intende anche promuovere coalizioni di stati per isolare i terroristi. Gli Stati Uniti raddoppieranno il taglio dell’inquinamento atmosferico.

Il Natale del 2034

Il Natale del 2034

1 (90)

La novità del Natale di quest’anno è che si possono incontrare gli amici, i familiari e anche noi stessi a una diversa età.
Ed infatti siamo seduti su una panchina a guardare il mare, io del 1970, io del 2014 ed io del 2034.
È quasi sera e si vede la lanterna…

Io del 1970
Che bello il presepe! Mi piace la carta verde ed il muschio ingiallito, peccato che non posso più toccare Gesù bambino da quando gli ho rotto una manina. Comunque oggi mangio tutto io! Mangio tutto io!
Io del 2034
Già perché non hai più fatto il presepe?
Io del 2014
Non so, forse perché non c’era nessuno che guardava i miei spettacoli sotto la tovaglia che per me era un tendone da circo.
Io del 2034
Dico sul serio, perché ci hai rinunciato?
Io del 1970
Venite a vedere lo spettacolo?
Io del 2014
E tu? Dipende anche da te?
Io del 2034
Come vedi vivo su questa panchina e qui il presepe non potrei farlo nemmeno se lo volessi. Ci sono le navi che fumano e mi arriva un po’ di calore…
Io del 1970
Non vi capisco, oggi è Natale e non siete contenti?
Io del 2034
Non è che non lo siamo, lo siamo in modo diverso
Io del 1970
Che significa diverso?
Io del 2014
Diverso significa diverso
Io del 2034
Ci sono età in cui si è contenti ed età in cui…
Io del 1970
Tutti sono contenti di festeggiare il Natale!
Io del 2034
Hai ragione, pensa che ci sono luoghi ove si festeggia due e anche tre volte
Io del 1970
Chissà quanti regali allora sotto l’albero!
Io del 2034
Non so se abbiano come tradizione quella di addobbare un albero, ma immagino che i bambini siano soddisfatti
Io del 1970
Ma perché sono qui con voi? Inizia a fare un po’ freddo, che stiamo facendo?
Io del 2034
Al freddo farai presto l’abitudine, non è poi così insopportabile…
Io del 2014
Sei qui perché volevamo ricordare qualcosa di bello e tu ci stai aiutando…
Io del 2034
Eccome, se tu non ci fossi… allora sì che saremmo tristi!
Io del 1970
Ma io non ho tanti ricordi da regalarvi…
Io del 2014
Ma ce li abbiamo noi di te, non ti preoccupare
Io del 2034
E ce li teniamo pure stretti!

Guida per i diritti umani degli utenti internet

Guida per i diritti umani degli utenti internet

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                                                                                                           San Isidoro di Siviglia, patrono di Internet

Quando i provider internet minacciano di mettere offline i loro clienti dovrebbero sapere  che il 14 aprile 2014 il Consiglio d’Europa ha adottato la Raccomandazione CM / Rec (2014) 6[1] cui è allegata una guida per i diritti umani degli utenti internet.

Da questa raccomandazione si ricava che:

– La disconnessione dalla rete può avvenire soltanto con un provvedimento del tribunale o comunque come extrema ratio.

– Il reddito basso o la dimora in luoghi disagiati non dovrebbe essere causa che impedisca l’accesso alla rete.

– Uno stato che non riconosca formalmente un sito web non può impedire agli utenti di riunirsi tramite i suoi servizi.

– Un sito web può essere usato anche per formare sindacati ed aderirvi.

– La protesta tramite internet è un diritto quando non si traduca in una interruzione del servizio o nel procurare danni.

– La rete deve consentire la piena esplicazione della libertà politica.

– La sorveglianza e l’intercettazione di un internauta può avvenire solo in casi eccezionali: ade es.  per ragioni penali.

– La corrispondenza e le comunicazioni del lavoratore non possono essere violate dal datore di lavoro che è obbligato a rendere noto qualora disponga di strumenti di monitoraggio e di sorveglianza.

– Si dovrebbe essere in grado di accedere liberamente a lavori finanziati con fondi pubblici  e di dominio pubblico su Internet, in quanto disponibili.

– Gli utenti hanno diritto all’istruzione digitale per comprendere i servizi che la rete mette a disposizione

– I bambini e giovani hanno il diritto di essere formati dai propri insegnanti, educatori e genitori o tutori circa l’uso sicuro di Internet, ed in particolare su come preservare la propria privacy

– Su richiesta dei bambini e giovani le informazioni inserite in rete dovrebbero essere rimosse o cancellata entro un termine ragionevolmente breve.

– Per i bambini ed i giovani dovrebbe essere concessa una protezione speciale dalle interferenze con il benessere fisico, mentale e morale, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale e gli abusi su Internet e altre forme di criminalità informatica. In particolare si possiede un diritto all’istruzione per proteggersi da tali minacce.

– Per la lesione dei diritti e delle libertà fondamentali  le strade per la ricerca dei rimedi dovrebbero essere disponibili, note, accessibili, convenienti e in grado di fornire un adeguato risarcimento. E ciò a prescindere da un’azione legale

– Le autorità nazionali hanno l’obbligo di proteggere l’utente da un’attività criminosa o da reati commessi o l’uso di Internet, in particolare quando si tratta di accesso illegale, interferenza, falsificazione o altra manipolazione fraudolenta della propria identità digitale, del computer e dei dati in esso contenuti. Le autorità di polizia competenti hanno l’obbligo di indagare e prendere i provvedimenti opportuni, comprese sanzioni, se si lamentano danni o interferenze con l’identità personale e la  proprietà online.

Ma vi sono anche altri principi di somma importanza che attengono alla navigazione sulla rete. Traduco interamente la guida qui di seguito:

Libertà di espressione e di informazione

1. L’accesso a Internet è un mezzo importante per esercitare i diritti e le libertà e per partecipare alla democrazia. Non si dovrebbe quindi essere disconnesso da Internet contro la propria volontà, tranne quando viene deciso da un tribunale. In alcuni casi, gli accordi contrattuali possono anche portare alla interruzione del servizio, ma questo dovrebbe essere un provvedimento di ultima risorsa.

2. L’accesso deve essere accessibile e non discriminatorio. Si dovrebbe avere il più ampio accesso possibile ai contenuti Internet, applicazioni e servizi che utilizzano i dispositivi che si scelgono.

3. Ci si dovrebbe attendere che le autorità pubbliche compiano sforzi ragionevoli per adottare misure specifiche per agevolare l’accesso a Internet se si vive in zone rurali e geograficamente remote, si gode di un reddito basso e/o si hanno esigenze speciali o di disabilità.

4. Nelle interazioni con le autorità pubbliche, con i fornitori di servizi Internet e i fornitori di contenuti e servizi online, o con altri utenti o gruppi di utenti, è necessario non essere discriminato per alcun motivo, quali sesso, razza, colore, lingua, religione o credo, opinione politica o di altro genere, origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la proprietà, la nascita o altro status, tra cui l’etnia, l’età o l’orientamento sessuale.

Riunione, associazione e partecipazione

Si possiede il diritto di riunione pacifica e di associazione con altri tramite Internet. In pratica, questo significa:

1. Si ha la libertà di scegliere qualsiasi sito Web, applicazione o altro servizio per formare, unire, mobilitarsi e partecipare a gruppi sociali e assemblee anche se non sono formalmente riconosciuti dalle autorità pubbliche. Si dovrebbe anche essere in grado di utilizzare internet per esercitare il diritto di formare sindacati e di aderirvi;

2. Si possiede il diritto di protestare pacificamente online. Tuttavia, si deve essere consapevoli che, qualora la protesta on-line porti a blocchi, interruzione di servizi e/o danni alla proprietà altrui, si possono affrontare conseguenze legali;

3. Sussiste la libertà di usare strumenti online a disposizione per partecipare a dibattiti politici pubblici locali, nazionali e globali, iniziative legislative e di controllo pubblico dei processi decisionali, compreso il diritto di firmare petizioni e di partecipare al processo decisionale relativo al modo in cui il Internet è governato.

Privacy e protezione dei dati

Si possiede il diritto alla vita privata e familiare su Internet, che comprende la tutela dei dati personali e il rispetto della riservatezza della corrispondenza e delle comunicazioni. Questo significa che:

1. Si deve essere consapevoli che, nell’uso di Internet i propri dati personali sono regolarmente processati. Questo accade quando si utilizzano servizi come browser, e-mail, messaggi istantanei, voice-over protocolli Internet, social network e motori di ricerca e servizi di cloud storage dei dati;

2 Gli enti pubblici e le aziende private hanno l’obbligo di rispettare le norme e le procedure specifiche quando si trattano i dati personali;

3. I propri dati personali devono essere trattati solo se previsto dalla legge o quando si acconsente a ciò. Si dovrebbe essere informato circa i dati personali trattati e/o trasferiti a terzi, quando, da chi e per quale scopo. In generale, si dovrebbe essere in grado di esercitare il controllo sui propri dati personali (verificarne l’esattezza, richiedere una correzione, una cancellazione o che i dati personali siano conservati per non più del necessario);

4. Non si deve essere sottoposti a misure generali di sorveglianza e di intercettazione. In circostanze eccezionali, che sono prescritti per legge, la privacy per quanto riguarda i propri dati personali potrà essere lesa, come per un’indagine penale. Accessibilità, informazioni chiare e precise sulla legge pertinente o sulla politica e sui propri diritti in proposito deve essere resa disponibile nei confronti degli utenti;

5. La privacy deve essere rispettata anche nei luoghi di lavoro. Ciò include la riservatezza della corrispondenza on-line privata e delle comunicazioni. Il datore di lavoro deve informare di qualsiasi tipo di sorveglianza e/o monitoraggio effettuato;

6. Si può essere assistiti dalle autorità di protezione dei dati, che esistono in una vasta maggioranza dei paesi europei, al fine di garantire che le leggi ed i principi di protezione dei dati siano rispettati.

Istruzione e alfabetizzazione

Sussiste il diritto all’istruzione, compreso l’accesso alla conoscenza. Questo significa che:

1. Si dovrebbe avere accesso online all’istruzione e culturale, scientifica, accademica e altri contenuti nelle lingue ufficiali. Condizioni potrebbero applicarsi a tale accesso, al fine di remunerare i detentori dei diritti per il loro lavoro. Si dovrebbe anche essere in grado di accedere liberamente a lavori finanziati con fondi pubblici  e di dominio pubblico su Internet, in quanto disponibili;

2. Nell’ambito di Internet e dell’alfabetizzazione mediatica si dovrebbe avere accesso all’istruzione digitale e conoscere in conseguenza come esercitare i diritti e le libertà su Internet. Ciò include le competenze per comprendere, utilizzare e lavorare con una vasta gamma di strumenti Internet. Ciò dovrebbe consentire di analizzare criticamente la precisione e l’affidabilità di contenuti, delle applicazioni e dei servizi a cui si accede o desidera accedere.

Bambini e giovani

Un bambino o giovane, devono avere tutti i diritti e le libertà descritte in questa guida. In particolare, a causa dell’età, ha diritto a una protezione speciale e ad una guida durante l’utilizzo di Internet. Questo significa che:

1. Si ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e di partecipare alla vita sociale, di essere ascoltati e di contribuire al processo decisionale su questioni che riguardano i bambini. Alle opinioni deve essere dato il giusto peso in conformità con l’età e la maturità e senza discriminazioni;

2. Ci si può attendere di ricevere informazioni in una lingua appropriata per la propria età ed una formazione dai propri insegnanti, educatori e genitori o tutori circa l’uso sicuro di Internet, ed in particolare come preservare la propria privacy;

3. Si deve essere consapevoli che i contenuti che si creano su Internet o i contenuti creati da altri utenti Internet potrebbero essere accessibile in tutto il mondo e potrebbe compromettere la dignità, la sicurezza e la riservatezza o essere altrimenti dannosi per i bambini o per i loro diritti o per la fase successiva nella loro vita in società. Su richiesta i dai dovrebbero essere rimossi o cancellati entro un termine ragionevolmente breve;

4. Ci si può aspettare informazioni chiare sul contenuto e il comportamento che è illegale (per esempio le molestie on-line), così come la possibilità di segnalare presunti contenuti illegali online. Queste informazioni dovrebbero essere adattata alla età e circostanze e si dovrebbe essere forniti di consulenza e sostegno con il dovuto rispetto per la riservatezza e l’anonimato;

5. Dovrebbe essere concessa una protezione speciale dalle interferenze con il benessere fisico, mentale e morale, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale e gli abusi su internet e altre forme di criminalità informatica. In particolare si possiede un diritto all’istruzione per proteggersi da tali minacce.

Rimedi

Avete il diritto ad un ricorso effettivo quando i diritti umani e le libertà fondamentali sono limitati o violati. Per ottenere un rimedio, non si deve necessariamente intraprendere subito un’azione legale. Le strade per la ricerca di rimedi dovrebbero essere disponibili, note, accessibili, convenienti e in grado di fornire un adeguato risarcimento. Rimedi efficaci possono essere ottenuti direttamente dai fornitori di servizi Internet, le autorità pubbliche e/o istituzioni nazionali per i diritti umani. Rimedi efficaci possono – a seconda della violazione in questione – includere un’inchiesta, una spiegazione, una risposta, una correzione, le scuse, la reintegrazione, la riconnessione e la compensazione. In pratica, questo significa:

1.1. il provider di servizi Internet, i fornitori di accesso a contenuti e servizi online, od altra società e/o l’autorità pubblica dovrebbe informarvi sui vostri diritti, le libertà e i possibili rimedi e come ottenerli. Ciò include informazioni facilmente accessibili su come segnalare e lamentare interferenze circa i propri diritti e su come chiedere un risarcimento;

1.2. ulteriori informazioni e orientamenti dovrebbero essere messi a disposizione dalle autorità pubbliche, dalle istituzioni nazionali per i diritti umani (come i difensori civici), dalle autorità di protezione dei dati, dagli uffici di consulenza ai cittadini, dei diritti umani o dalle associazioni per i diritti digitali o dalle organizzazioni dei consumatori;

1.3. Le autorità nazionali hanno l’obbligo di proteggere l’utente da un’attività criminosa o da reati commessi o l’uso di Internet, in particolare quando si tratta di accesso illegale, interferenza, falsificazione o altra manipolazione fraudolenta della propria identità digitale, del computer e dei dati in esso contenuti. Le autorità di polizia competenti hanno l’obbligo di indagare e prendere i provvedimenti opportuni, comprese sanzioni, se si lamentano danni o interferenze con l’identità personale e la  proprietà online.

2 Nella determinazione dei propri diritti e doveri o di ogni accusa penale contro di voi per quanto riguarda Internet.:

2.1. avete il diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale;

2.2. avete il diritto ad un ricorso individuale alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo aver esaurito tutti i ricorsi interni disponibili.

Questa guida fa parte di una raccomandazione adottata dal Comitato dei Ministri del 47 Stati membri del Consiglio d’Europa. Informazioni più dettagliate spiegando la guida può essere trovata nella motivazione della raccomandazione.

[1] https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?id=2184807&Site=CM&BackColorInternet=C3C3C3&BackColorIntranet=EDB021&BackColorLogged=F5D383

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