Replica a “La vita ormai”

Cari amici,

oggi mi sembrate un po’ giù di tono…
Sarà che ho pubblicato cose troppo impegnate e tristi, oppure perché iniziano le Olimpiadi invernali e siete tutti davanti alla TV (spero di no in cuor mio), oppure ancora perché siete partiti per un fine settimana colmo di promesse?
Vediamo se mi riesce di tirare su almeno uno striminzito commento, affidandomi alla squisita poetessa che sola finora ha raggiunto il meritato record (spero provvisorio) di vostri commenti in questo blog.

ombre allungate

Replica a “La vita ormai”

Per non morire
vorrei cucire
la mia ombra
sulla tua
allungare
la memoria
oltre la parentesi
chiusa
e quando
la speranza
è solo un’eco
di noi
sentire da dentro
una voce
che mi chiama
per nome

Io la trovo splendida come al solito e voi?

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L’eremita

chiesetta di cirone

Ricomincio qui la pubblicazione di un mio dramma.
Gli editori ed i librai dicono che non può essere pubblicato su carta perché nessuno lo acquisterebbe.
Di diverso parere sono i teologi a cui l’ho sottoposto.
In precedenza ho visto che molti amici della community di Virgilio lo hanno gradito.
Gli stessi mi scuseranno se lo ripropongo: ma se anche un lettore nuovo si affacciasse qui, lo leggesse e potesse ottenerne conforto io  ne sarei assai felice.
A me personalmente scriverlo ha davvero salvato la vita.
Cari amici, se avete delle grandi difficoltà e non riuscite a pregare per qualsiasi motivo, scrivete i vostri pensieri e condivideteli: sarete testimoni di una magia, quella che fa sentire l’uomo ancora creatore, proprio nei momenti in cui si sente più inutile, proprio nei giorni in cui, come dice l’anonimo brasiliano, Dio non si vedeva, ma ci stava portando in braccio.

L’eremita

Dramma in tre atti

Personaggi

Un uomo
Un confessore
Una roccia
Un girasole
L’eremita
Abelardo

Atto primo

Scena unica

In una semplice chiesetta della campagna francese nei pressi dell’abbazia di Cluny.
All’apertura della scena un confessionale molto semplice di legno scuro, all’interno del  quale si trova un confessore.
Un uomo dall’apparente età di quaranta anni entra da destra a passo lento nella navata; si ferma e si inginocchia sulla trave consumata e scricchiolante del confessionale.
Inizia con una benedizione una lunga confessione.  

Un confessore
In nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo… fratello quanto è che non ti confessi?
Un uomo
Sono circa undici mesi, padre
Un confessore
E cosa ricordi?
Un uomo
Ci sono tante cose che non mi va  di ricordare… cose  che poi si ripetono nel tempo con una monotonia ed una precisione davvero sconvolgenti
Un confessore
Apri il tuo cuore senza timore… Dio ti ascolta
Un uomo
Il fatto è che vorrei subito l’assoluzione…
Un confessore
Perché tanta fretta?
Un uomo
Perché? perché sento un irrefrenabile desiderio di uccidermi e non voglio perdere altro tempo… poi è così frustrante continuare a confessare in fondo… di essere me stesso
Un confessore
Il tuo desiderio mi rattrista… ma ringrazio Dio che ha scelto me per poter ricevere la tua confessione
Un uomo
Padre io… io vorrei l’assoluzione…
Un confessore
Con questi presupposti non credo di potertela concedere
Un uomo
Il motivo?
Un confessore
In primo luogo perché il peccato per cui la  desideri non lo hai ancora commesso e secondariamente…
Un uomo
Secondariamente?
Un confessore
Secondariamente perché non si può assolvere per un peccato futuro… il che a dire il vero mi sembra un po’ lo stesso concetto
Un uomo
Ma a me pare che addirittura un papa abbia assolto un re prima di una battaglia… e poi questo succede normalmente per tutti i soldati, no? il cappellano militare li assolve prima delle azioni militari o sbaglio?
Un confessore
Se ricordi bene, la storia narra che quel papa è finito all’inferno insieme al re e poi io non sono un cappellano militare… e comunque tu non hai intenzione di andare in guerra…
Un uomo
In effetti io voglio solo suicidarmi… la guerra forse l’ho già fatta e l’ho anche persa
Un confessore
Il suicidio non è un peccato che io possa assolvere
Un uomo
Mi sembra chiaro visto che non si può assolvere qualcuno che è già morto… è per questo che io chiedo il suo perdono ed il perdono di Dio da vivo

(Continua)

Aria

Danza sulla spiaggia - Munch

Aria

Accarezzo
l’aria facile
che ti danza intorno
e si compiace
di fondersi
al buio
delle tue forme
irraggiungibili.
Ti respira
l’aria ingorda
mentre
teneri segreti
esalano
da un accenno di pizzo.
E tu mostri
le attese
le belle attese
della vita.
Luccica
l’aria luminosa
sul rossetto:
lo riporrai ancora
così
sulla voglia di piacere
a chi non sai
forse
soltanto al futuro.