Ed ora/Non panta rhei


 clessidra2Anche oggi ci avete ricoperto col Vostro Amore e pure Abelardo è assai felice che si inizi a disputare intorno alle sue parole… anche se ormai è un’anima, le lotte con San Bernardo sono lontane e forse ha pure cambiato parere sull’utilità di un itinerario filosofico nella mente di Dio… chissà…
Che le vostre vacanze siano serene! Noi proseguiamo qui per chi non dovesse andarci o si potesse comunque collegare.

Da me…

Ed ora

Ed ora
non è più
io rimango nel futuro
ed il passato
è un cane arrabbiato
che ulula alla luna

E da Giulia

Non panta rhei

Aggrappata al pendolo
mi dondolo
cullata dal tempo
che scorre.
I ricordi sono pioggia
di vissuto che
il sole non asciuga,
il passato una strada
bagnata dove ancora
cerco pozzanghere
in cui riconoscermi
io, goccia immobile
del fiume di Eraclito

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19 risposte a "Ed ora/Non panta rhei"

  1. tutto é e nulla esiste, forse é per questo che é cosí difficile scoprirsi se non nel riflesso equivoco di una pozzanghera, o nei rimorsi che ululano alla luna…siete davvero bravi, vi voglio bene Alberta

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  2. a me piacciono quelle pozzanghere perchè mi ricordano un po’ la luna di Leopardi…grande lezione con voi oggi a scuola…finalmente qualcosa di coinvolgente! Martina

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  3. Se Erba scrive senza risposta voi la risposta la date eccome e nella vostra diversità siete complementari e sincroni…bello questo modo di poetare…mi avete affascinato. Federico

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  4. la goccia immobile nel fiume è una metafora straordinariamente efficace di quanto sia forte la voglia di vivere!…che strano: quasi a voler anticipare che “non è facile morire!2..siete forti, davvero forti voi due. Carlo

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  5. Trovo molto interessante dal punto di vista didattico questo vostro dialogo e non vi nascondo che mi piacerebbe proporlo in abbinamento ad altri testi d’autore che trattano il tema del tempo: presente, passato e futuro rivisiatto attraverso i secoli, con le vostre anafore e i vostri richiami letterari preziosissimi. Trovo entrambe le liriche molto significative per un percorso tematico. Bravissimi!

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  6. …e scrivete pagine con estrema gratuità…proprio per vivere del PRESENTE…noi siamo giovani ed il senso della storia cercano di insegnarcelo sui banchi di scuola, ma abbiamo scoperto che anche con la poesia esso può essere ricercato, perchè narra della storia di ognuno…e di questo vi sono molto grata! Alice

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  7. mi piacete molto perchè nelle due liriche sul tempo sia Carlo che Giulia hanno parlato al PRESENTE e la scelta di questo tempo verbale a parer mio è significativa, perchè è il nunc, l’attimo, quello da afferrare per non perdere occasioni per vivere…io mi aggrappo ai vostri versi perchè anche essi danno senso al mio nunc…e francamente vi voglio proprio bene per questo vostro essere così come siete, sul momento, con le liriche che nascono giorno dopo giorno…scrivete un po’ delle pagine della storia di tutti noi che vi leggiamo. Grazie. Marta

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  8. breve e ben costruita la lirica del poeta, molto ricca di spunti riflessivi quella della poetessa: il passato non è solo un cane arrabbiato che ulula alla luna o a Dio, chissà, il passato è parte di noi e di come siamo agli occhi di Dio…e quelle pozzanghere la dicono lunga su ciò! Sempre bravissimi. Nicola

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  9. bella l’interpretazione di feboapollo: in realtà anche il fatto di essere solo cullata dal tempo e di rimanere comunque aggrappata avvalora questa ipotesi interpretativa: La donna è, l’uomo rimane nel futuro e quindi è solo in potenza, la donna è in atto…il titolo che ha scelto Giulia è una bella parodia filosofica!Sempre un piacere la vostra lettura e il vostro confrontarvi con noi. Emilio

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  10. Giulia è ESSERE, essere ciò che Dio ha voluto che fossimo. Non possiamo cambiare l’essenza del volere di Dio. Ecco, credo sia questa l’interpretazione ontologica dei versi di Giulia ed in questa intuizione, in questo essere, in questo stare, piuttosto che nel divenire sta il senso profondo della lirica.

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  11. vorrei avere la forza anche io per poter dire che sono goccia immobile e godere di quell’immobilità…tante volte invece ululo senza un preciso motivo, solo per farmi sentire, e mi aspetto una carezza di consolazione. Sempre belli i vostri versi, soprattutto quando la ripresa sul posto di lavoro è dura. Daniele

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  12. carissimi, spero che le feste siano trascorse bene ed in serenità…ecco due nuove liriche sul tempo che scorre e non scorre: il continuo divenire è il futuro per l’uomo, è voltarsi al passato per la donna. Atteggiamenti diversi dinanzi al fiume eracliteo:la rabbia che si vuole lasciare alle spalle, certi doni preziosi di cui si vorrebbe godere per sempre, nel passato così nel presente. Rispecchiano proprio due approcci alla vita che presuppongono in uno rami e nell’altro radici!

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  13. sembra che per voi il divenire sia doloroso, anche se entrambi vivete il nunc, Carlo più proteso nel futoro, Giulia più aggrappata a un certo tipo di passato, insieme fate proprio LA STORIA, la storia dell’uomo ed io mi incanto sempre a leggere i vostri versi…peccato siano tutti in vacanza!Una buona Pasqua. cOSTANZA

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