Insonnia/Insonnia


Insonnia

Assordante
il profumo
del blu
culla
questa mia notte
che non vuol
scendere
…ed ancora
lottano
i marosi
tra gli scogli
Viscidi

spuma notturna

Insonnia

Stritola la pece
al  neon.
Come farà il mare
ad avere sempre
voglia di brillare?

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11 risposte a "Insonnia/Insonnia"

  1. avete espresso benissimo quel malessere che provoca l’insonnia, quasi uno spleen baudeleriano…ti prende lo stomaco come quellre onde che si accaniscono sullo scoglio e tu vorresti il blu, il nero della pece nella mente, ma i mille rumori delle preoccupazioni ti assordano e sarebbe bello naufragare alla fine nel blu della notte…ma il neon rimane acceso ed essa non scende…

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  2. purtroppo mi accade spesso di non poter dormire di notte, perchè GiaCOMO mi cosringe a veglie continue e sento forte quell’assordante profumo di una notte che non scende…la vorrei nera che mi si appiccicasse addosso come pece, mentre sono costretta a stare in contemplazione di un freddo neon. Lo stomaco allora è come un mare in tempesta, le preoccupazioni sono marosi che questa vita agita senza sosta.

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  3. quella prima lirica è come il moto ondoso, ti dà la percezione di un’agitazione continua, il desiderio di uno stacco, di una pausa che inevitabilmente non può accadere:non può il cuore smettere di battere…nemmeno per un po’. Quando cessa di battere cessa per sempre. E mi piae il fatto che anche nella stanchezza ci si stupisce sempre della Bellezza che ha un profumo ed un colore che forse consolano anche da una notte che malauguratamente non vuol scendere.

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  4. Una preghiera per Carlo e Giulia, per le loro preoccupazioni, quelle che tengono svegli di notte e fanno star male, danno al tempo una dimensione negativa, Sono due liriche sofferte, quel viscidume laggiù in fondo e quella domanda aperta fanno trapelare la difficoltà di un momento difficile, che noi tutti comprendiamo perchè tutti purtroppo siamo in mezzo ai marosi. Li ringrazio per aver condiviso con noi questo momento duro. E nonostante tutto sono riusciti a creare un gioiellino di pagina.

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  5. la luce artificiale frantuma in mille pezzi una notte che è nera come pece…forse anche il neon è stanco di brillare! Il mare invece no, il mare mai si ferma, come il nostro respiro (oltre al tempo che passa). Un respiro che a seconda delle giornate è più o meno affannato:dipende dalla viscidità della vita, forse qualche legame indissolubile ci è sfuggito di mano ed allora il rimorso è forte ed è difficile trovare pace nella coscienza.
    M piace molto questa pagina, mi piace perchè parole e immagine rendono l’idea dell’impossibilità del dormire, del divenire sempre costante, di un moto perpetuo, quello del pensiero, che come il respiro mai cessa d’essere, anche quaNDO sogniamo.

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  6. al guardare la foto, a leggere i versi, si prova davvero quel senso profondo d’angoscia che si avverte quando si vorrebbe dormire ma non si riesce. Capita talvolta di svegliarsi di notte e di non riuscire più a riprendere sonno. Sono forse brutti pensieri quelli che ci tengono desti, che come pece ci costringono quasi ad accendere il neon, nella speranza che la notte scenda, anche per noi e che con essa vengano portati via tutti quegli affanni che ci tormentano. Ma gli affanni sono come pece, appiccicosi! Difficile scrollarseli di dosso. Sono assordanti gli affanni e non ci fanno chiuder gli occhi…talvolta mi piacerebbe essere uno scoglio, viscido, per farmi scivolare via tutti i cattivi pensieri….ma poi penso che essi, come marosi accaniti, tornerebbero per cantar vittoria…un po’ come lottare col diavolo!

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  7. sono proprio certe domande, quelle domande che non trovano risposta, a farci restare insonni, a far sì che la notte non scenda, a sommergerci col profumo di un blu che da una parte è desiderato, dall’altra è temuto, perchè – come giustamente detto – è ambivalente la sua valenza, è vita ma anche morte, in quel blu ci si rigenera come si muore. Gira il maroso intorno allo scoglio, girano i pensieri notturni alla riceca di un bandolo, tutto sommerge il mare dopo che l’onda è scivolata sul maros, tutto sommerge la frenesia della vita all’alba, quando pece e neon non avranno più ragione d’essere ed a me, stanco, rimane un’altra lotta da vincere sul viscidume di una vita che fa scivolar via anche la notte…rimene solo un profumo e un luccichio…segno forse che un Dio c’è. Forse non dorme neppure Lui!

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  8. vedete, non si può essere cullati da qualcosa di assordante;la vita in sè è un aporeico ossimoro, tra voluntas e noluntas. C’è molto della poesia del Novecento in questo post, molto di esistenziale, del dramma esistenziale che da una parte porterebbe l’uomo a desiderare di dormire, alla Catullo, “nox una”, proprio in considerazione di quella catulliana “brevis lux” che è però lotta di marosi, dall’altra c’è la consapevolezza che così grande è la lotta dei marosi da non poter chiudere occhio:lo spirito guerrier che entro rugge al poeta talora non riesce a placarsi. Si rimane desti, tra il nero della pece e il blu del neon, si rimane in bilico, tra la vita e la morte:questa è l’angoscia che porta l’insonnia. Bravissimi!

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  9. non saprei…direi che questa idea di insonnia viene descritta così bene, con la sinestesia, affiancata all’immagine del mare, elemento in perenne movimento; proprio come il tempo, il mare non può essere arrestato, trattenuto, scivola via sulla vita viscida. E’ un tempo che non passa, una notte che non ha voglia di scendere, come il mare che non smette mai di brillare:c’è sempre un barlume di luce, brulica sempre durante la notte una fioca luce.
    Ed il poeta è stanco. Tanto stanco.
    Complimenti vivissimi.
    Nicola P.

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  10. un senso di angoscia prende quando vorresti dormire, riposare e non riesci. La notte non scende ed il suo blu, come quello del mare è un blu cinetico, un blu in movimento che non riesce a cullare, è assordante, questo mare, assordante è questa notte, mare e notte diventano un tutt’uno, non distingui più l’uno dall’altro, sei solo immerso, bagnato di questo blu che brilla senza sosta:il tempo non si stanca mai di scorrere, così come il mare non dà tregua al suo moto ondoso:per noi uomini invece è importante uno stacco, stacco dalla viscidità della vita, da una vita che è pece e neon allo stesso tempo. Nero e luce:cos’ è la vita, appiccicosa e lucente, una lotta contro il destino. Quante volte nell’antichità la notte ha ispirato i poeti! Porto di quiete ad esempio:qui nessun porto, scogli viscidi ed i marosi non son di pece, non possono “attraccare” allo scoglio e lottano nel blu. Chissà se invano…
    Complimenti per la perizia tecnica così fine!

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