Solitudine/Sorriso

Solitudine

Guardo in un sorriso
come un esile
filo luminoso
prendo vita
e nitida
solitudine
custodisco.

 lampadina

Sorriso

Con la magia di un dono
illumina
e sorprende il giorno

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Dido/All’ospite lontano

Dido

Nel giardino delle Esperidi
ti avrei condotto a lungo
più facile per me risalire
la corrente, magia inutile.
Subito riconobbi Amore
ma aveva gli occhi tuoi
Nume accarezzato in preghiera
nella notte golosa e profumata.
Bruciò la morte solo
un sogno, ma feci
in tempo ad esistere.

fuoco ardente
All’ospite lontano

Fuori di me guardo
prepotenti i segni dell’antica
fiamma
ora indicibili.
Lontano tu bevi dal mare
questo fuoco
che invendicato uccide
chi coraggio ebbe
di morire
non di perdonare.
Fuori di me io guardo
infelice la mia follia
e quel che resta di una vita
che ingrato hai tradito
non riconosciuta.

Sognatori inermi/Nèkuia

Sognatori inermi

 

Non servono note alla luna

per danzare con il vento

né a me parole novelle

che tornino alla sorgente.

Invano cerco ormai le ombre

inutili che scrutano il destino:

resterà muto l’esanime Tiresia

ed io senza l’illusione di un viaggio.

Così  Moira decise la giusta vendetta

per i sognatori inermi della natura.

 

cirro colorato

 

Nèkuia

 

Oltre la vita

muore il mio abbraccio,

si spegne il sole

e tu, madre,

danzi come nuvola

funambola

assetata di respiro.

Infinito è il varco

tra me e la tua ombra,

non c’è sillaba

che dentro possa dondolarsi

ma rimane piegata

distorta dalla

immortale morte

perché noi uomini

siamo solo silenzio

e mute note.

Oltre la vita

oscura ti avvicini, madre,

e simile a un sogno

io, ora,

non ti vedo più

 

L’eremita (seconda parte) (scena unica-parte ottantaseiesima)

piccioni2


L’eremita
Provo nostalgia per l’eremo… quello che mi avevi proposto. È meglio scegliere piuttosto che subire… anche se le conseguenze non sono sempre quelle che ti aspetteresti. In questo sogno o delirio che sia… anche i passerotti  chiedono un pezzo di pane, ma non dimenticano mai il loro gruppo, si sentono protetti… potrei azzardare che hanno fede.
Vorrei tornare a lezione da loro: mi capita troppo spesso di dimenticare o di non avere la forza per ricordare. Ma non è il silenzio della grotta… avevo paura, lo sai bene… C’era troppo di Dio per la mia povera anima recalcitrante.
Ma incontrare il nulla… ed il nulla si incontra, te lo assicuro… alla lunga non ti lascia solo inadeguato… ti getta nella disperazione, tanto che alla fine non la senti nemmeno più… sei un maiale nel recinto di Circe… ed il fango… quasi fosse un filtro magico… trasforma la tua umanità… ti incolla ad una farsa di vita.

Abelardo
Quando piove non puoi fare a meno di bagnarti. La pioggia è determinata e così il sole ed il vento. Dovresti provare a seguire il loro esempio e a coltivare una volontà irresistibile.  All’inizio farai un po’ di fatica, ma sarà via via meno difficile, fino al punto che atto e volontà si confonderanno… e sarà Dio ad operare con grande soddisfazione di entrambi. E la gioia ti renderà più forte e sempre più desideroso di essere uno strumento. Senza lo strumento non c’è musica… ed il liutaio, ricordalo bene, lavora il legno nel suo laboratorio.

L’eremita
Prima però devi convincerti di essere liutaio…

Abelardo
Ed infatti ti ho consigliato di andare in eremitaggio. Speravo che capissi quanto sono importanti le tue mani… lo avevi scordato e vivevi un passaggio delicato… come un sole circondato dalle nubi, non credevi nelle tue straordinarie capacità, ma nella forza del vapor acqueo… Ora potresti anche riderci su… Sei di nuovo pronto per scaldare il mondo… dipende da te e dal calore… dall’energia che riesci a chiedere a Dio. Perché limitarsi?

Eumeo/ Anagnorisis

Eumeo

Per la fedeltà
d’Argo che d’amore
guaisce nella morte
ti sono grato
e per la nostalgia
con cui bloccasti
un poco
il tempo velenoso.
Sappia Euriclea
che non mi ferì
il cinghiale che
mi prese l’anima

mareggiata2

Anagnorisis

Ho strappato
il sipario
delle apparenze
e posto dinanzi
allo specchio
della memoria
l’uomo,
l’eroe che Argo
dal solo odore
riconobbe
lo sposo atteso
che al cuore
fece ritorno,
naufrago nelle pieghe
della salmastra pelle
di Nettuno vindice.

L’eremita (seconda parte) (Scena unica-parte ottantacinquesima)

sasso a cuore


L’eremita
Ma in terra le nostre azioni devono sempre e comunque tener conto di quel che potrebbero pensarne le anime dei trapassati. Immagino che conti di più il giudizio di chi è già giunto nella pace, di chi magari soffre per i nostri comportamenti terreni. Abbiamo davvero una grande responsabilità, non solo nei confronti dei viventi… se ci riflettessimo anche solo qualche momento ogni scelta sarebbe più ponderata… se  pensassimo che i riflessi delle nostre azioni pesano ancora di più in Cielo, per le nostre persone care, saremmo di certo più prudenti… solo da poco ho abbracciato questa prospettiva e a dirti la verità mi sta regalando una grande serenità… percepisco quasi il loro sorriso di cui mi piacerebbe essere all’altezza… sarebbe bello che si instaurasse sempre una interdipendenza d’amore.

Abelardo
Sciogli lo zucchero tra le braccia e mira all’essenziale. Non regalare il tempo alle obiezioni, quel che conta è ineffabile, ma non agli occhi di Dio. Quelli solo importano perché desiderano il bene di ciascuno. Ogni tappa ha un ciclo di eventi predefiniti, perché l’Amore è uno solo e ha regole immortali. Ogni uomo deve scavare tumuli di macerie per suo conto… non giudicare e non sarai giudicato, se non sull’amore che sei stato capace di provare. E ce n’è abbastanza, credimi. Ci mancherebbe che dovessimo preoccuparci anche di ciò che scoprono le anime una volta giunte alla loro destinazione. Solo Dio può supplire a ciò che non fu compiuto, non tu che devi pensare a salvarti l’anima. Vedi il purgatorio può risultare insopportabile per le anime novelle, ma è proprio questa la sua funzione… la purificazione comprende in sé come effetto naturale quello di elevarci ad un maggior livello di comprensione. Anche i purganti devono insomma scoprire particolari apparentemente insignificanti della loro vita, ma che in Cielo assumono immensa importanza. Alcune anime, le più sensibili, si rendono subito conto che c’è un legame profondissimo tra i loro cari che stanno ancora in vita e le anime più antiche. Il rispetto diventa allora la prima cosa e vorrebbero che il mondo a sua volta diventasse lo specchio di una sollecitudine sovrumana. Capisco che sia bello sentirsi più leggeri, sentirsi parte di un disegno, strumento di un disegno ultraterreno, ma non bisogna perdere di vista il proprio percorso che è comunque voluto da Dio. Se mentre cammini non guardi la strada finirai per inciampare, anche se le stelle sono bellissime e assai desiderabili. Sintonizza il cuore sulle occupazioni di ogni giornata e non cercare vittorie eclatanti e definitive, non ce ne sono.