Annunci

Dante Alighieri – Divina Commedia – Inferno – Canto XVI–XVIII Sintesi


download (2)

XVI Canto

Ancora nel 7° cerchio. Sempre tra i sodomiti Dante incontra tre fiorentini: Guido Guerra[1], Tegghiaio Aldobrandi[2], Jacopo Rusticucci[3]; con essi il poeta parla della difficile condizione della sua città, dove la gente nuova ed i guadagni facili hanno genera­to orgoglio a dismisura (vv. 1-90).

 Il 7° cerchio è diviso dall’8° da una rupe scoscesa, ove precipitano le acque del Flegetonte; per discendere Virgilio getta nell’abisso una corda simbolica e appare la figura di Gerione[4], custode dell’ottavo cerchio, simbolo della frode, che dovrà guidare Dante nelle Malebolge (vv. 91-136).

XVII Canto

Ancora nel 7° cerchio. Dante prima di scendere con Gerione l’alto burrone lo descrive (vv. 1-27), quindi si allonta­na per vedere gli usurai  (violenti contro Dio nell’arte) che portano attorno al collo in una tasca lo stemma di famiglia (sono Fiorentini e Padovani) (vv. 28-78)[5]; poi torna da Virgilio, si siedono sulla groppa di Gerione che li depone nel cerchio 8°, cioè nelle Malebolge (vv. 79-136).

XVIII Canto

Nell’ottavo cerchio. Il poeta descrive l’ottavo cerchio diviso in dieci bolge o valli circolari concentriche sormontate da ponti di pietra che ne uniscono gli argini, permettendo così di passare da una bolgia all’altra; al centro del cerchio si apre il profondo pozzo infernale, sul fondo del quale si trova il lago Cocito  (vv. 1-21) dove sono puniti i fraudolenti contro chi non si fida.

Nella prima bolgia i dannati sono divisi in due schiere che camminano in senso inverso e sono sferzati dai demoni; i poeti incontrano i ruffiani: Venedico Caccianemico[6] (vv. 22-66) e i seduttori di donne per conto proprio e d’altri: Giasone[7] (vv. 67-99); Dante rileva la loro nudità a sottolinearne la vergogna: in vita non ebbero vergogna di commettere azioni disonorevoli, ora sono costretti a vergognarsi e la loro pena triviale è disonorevole. Si può anche ricordare che i lenoni, nel Medioevo, venivano puniti con la sferza.

Nella seconda bolgia D. incontra i lusingatori: Alessio Intermi­nelli di Lucca[8] e la prostituta Taide (vv. 100-136)[9]. Gli adulatori sono immersi nello sterco umano e si percuotono da soli; così come in vita si insozzarono moralmente circondandosi di false eleganze, ora sono lordi materialmente.


[1] Nobile cortigiano di Federico II, di parte guelfa.

[2] Cavaliere guelfo che sconsigliò i Fiorentini di combattere contro i Senesi nella battaglia di Monteaperti.

[3] Ricco appartenente alla consorteria dei Cavalcanti.

[4] Figlio di Crisaore e di Calliroe, re di Tartesso in Spagna, godeva fama di essere l’uomo più forte sulla terra. Aveva tre teste, sei braccia e tre corpi uniti in vita. Era famoso per il suo armento di magnifici buoi rossi affidati alla custodia di Eurizione, figlio di Ares, e al cane Ortro a due teste. Conquistare i buoi ai Gerione era la decima fatica di Eracle, che se ne impossessò uccidendo il pastore, il cane e Gerione stesso. Virgilio pone Gerione nel vestibolo dell’averno.

[5] PENA E CONTRAPPASSO come in vita stavano seduti ai banchi del cambio di moneta (e venivano puniti col rogo), così ora sono seduti lungo l’orlo del sabbione infuocato. Sono degradati ad una condizione animalesca, paragonati a cani. Dante non li nomina neppure per nome, ne indica solo i simboli di famiglia, a sottolineare il proprio disprezzo per loro. Lo stemma gentilizio è avvilito a contrassegno della borsa un tempo gonfia di denaro, come segno di infamante degradazione.

[6] Guelfo Bolognese che favorì le mire estensi su Bologna; morì nel 1302, anche se D. lo crede già morto nel 1300.

[7] Giasone Nella mitologia greca, figlio di Esone, re greco. Il trono di Esone gli fu sottratto dal fratellastro Pelia, e Giasone, affinché non corresse rischi, venne mandato dal centauro Chirone, che lo crebbe e lo educò. Diventato adulto, Giasone ritornò coraggiosamente in Grecia per riconquistare il suo regno. Pelia si dichiarò disposto a lasciare la corona, ma pretese che il giovane prima di tutto intraprendesse la ricerca del vello d’oro: Pelia pensava che Giasone non sarebbe riuscito nell’impresa, ma il giovane non si scoraggiò e, riunito un gruppo di giovani eroici provenienti da ogni parte della Grecia, salpò con loro a bordo della nave Argo. Dopo un viaggio avventuroso, gli argonauti raggiunsero la Colchide, il paese in cui il re Eete custodiva il vello d’oro. Eete si disse disposto a concederglielo se Giasone fosse riuscito ad aggiogare due tori che soffiavano fuoco e avevano zoccoli di bronzo, e a seminare i denti del drago che Cadmo, fondatore di Tebe, aveva ucciso molto tempo prima. Dai denti nacquero uomini armati che attaccarono Giasone. La dea Era intervenne in suo favore inducendo Medea, la figlia del re, a innamorarsi di lui. Medea lo aiutò con le sue arti magiche a compiere le imprese e a rubare il vello gettando un incantesimo sul drago insonne che lo custodiva. Per ringraziarla, Giasone le promise che l’avrebbe amata per sempre e che si sarebbero sposati non appena fossero giunti al sicuro in Grecia. Portando il vello e accompagnati da Medea, Giasone e i suoi uomini riuscirono a sfuggire a Eete. In viaggio per la Grecia, il gruppo di eroi si sciolse e Giasone si recò con Medea a portare il vello d’oro a Pelia, che aveva costretto il padre di Giasone a uccidersi, mentre la madre era morta di dolore. Per vendicarli, Giasone chiese a Medea di aiutarlo a punire Pelia: insieme indussero con un inganno le figlie di Pelia a ucciderlo, poi si recarono a Corinto, dove generarono due figli. Invece di essere grato a Medea per averlo aiutato, Giasone sposò a tradimento la figlia del re di Corinto. Disperata, Medea fece ricorso alla stregoneria per uccidere la giovane sposa e il padre di lei. Poi, temendo che i suoi figli potessero essere lasciati soli o abbandonati ai maltrattamenti degli stranieri, li uccise. In seguito, per sfuggire alla vendetta di Giasone, si rifugiò ad Atene.

[8] Alessio Interminelli. Lucchese, di potente famiglia bianca, ancora in vita nel dicembre 1295. Dante lo conobbe personalmente, come risulta dai versi del canto, ma non si hanno notizie della sua vita che spieghino la sua condanna fra gli adulatori.

[9] Taide. Personaggio letterario, protagonista della commedia latina di Terenzio Eunucus, ritenuta da Dante un personaggio reale. Si tratta di una figura di cortigiana e prostituta, cui Dante mette qui in bocca una battuta al suo amante, il soldato Trasone (che però non corrisponde al testo originale della commedia).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Italianostoria

Materiali per lo studio della Lingua e Letteratura Italiana, della Storia, delle Arti

INMEDIAR

Istituto Nazionale per la Mediazione e l'Arbitrato - Organismo di Mediazione iscritto al n° 223 del registro tenuto presso il Ministero della Giustizia

Via senza forma

Amor omnia vincit

agores_sblog

le parole cadono come foglie

Riccardo Franchini. Godete

Bere Mangiare Viaggiare partendo da Lucca

telefilmallnews

non solo le solite serie tv

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

Versi Vagabondi

poetry, poesia, blog, love, versi, amore

Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

Marino Cavestro

avvocato mediatore

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

beativoi.over-blog.com

Un mondo piccolo piccolo, ma comunque un mondo

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

Theworldbehindmywall

In dreams, there is truth.

giacomoroma

In questo nostro Paese c'è rimasta soltanto la Speranza; Quando anche quest'ultima labile fiammella cederà al soffio della rassegnazione, allora chi detiene il Potere avrà avuto tutto ciò che desiderava!

Aoife o Doherty

"Fashions fade style is eternal"

PATHOS ANTINOMIA

TEATRO CULTURA ARTE STORIA MUSICA ... e quant'altro ...

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

quando la fine può essere un inizio

perché niente è più costante del cambiamento

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

centoceanidistorie

Cento pensieri che provano a prendere forma attraverso una scrittura giovane e ignorante, affamata solo di sfogo.

ognitanto|racconto

alberto|bobo|murru

vtornike

A topnotch WordPress.com site

Dale la Guardia

It's up to us on how to make the most of it.

proficiscorestvivo

A blog about travel and food - If you don't know where you're going, any road will take you there.

postnarrativacarrascosaproject.wordpress.com/

Postnarrativa.org è un Blog di scrittura onde far crescere limoni e raccogliere baionette, Blog sotto cura presso CarrascosaProject

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

tuttacronaca

un occhio a quello che accade

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Paolo Brogelli Photography

La poesia nella natura

TheCoevas official blog

Strumentisti di Parole/Musicians of words

valeriu dg barbu

©valeriu barbu

Il mio giornale di bordo

Il Vincitore è l'uomo che non ha rinunciato ai propri sogni.

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

existence !

blog de philosophie imprévisible, dir. Jean-Paul Galibert

mediaresenzaconfini

ADR a 360 gradi Conciliazione, mediazione , arbitrato, valutazione neutrale, medarb e chi ne ha più ne metta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: