Lontani/Vento


Lontani

Crudele questa sera
mi stende accanto
la tua assenza
e abbracciata a un’ombra
ascolto solo il vento
bussare alla mia porta

casa del muschio

Vento

Nacque
nella bonaccia
il messaggio
nostro
e nascosto
rimase
nelle viscere.
Non reca
il vento
che l’insinuante
verità.
Forse
per aprire
il cielo
ci resta
una finestra.

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11 risposte a "Lontani/Vento"

  1. la sera è crudele perchè non porta l’amato, ma è pur vero che l’amore deve rimanere sopito, celato nel cuore, rivelato a tratti e questo è struggente come lama nel cuore…il vento porta i ricordi, le parole,il vento è consolazione, è presenza. Talvolta bisogna accontentarsi di quel po’ che la vita ci offre e ringraziare comunque Dio per quel preziosissimo po’. Salvatore

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  2. l’ombra qui è di sicuro quanlcosa di consisete, fatta di memoria, fatta di un sentre che non è evanescente ma costituisce la trama della storia persoale, quella che rimane nelle viscere e che ti porti nella tomba sulla quale il vento sempre continua a soffiare

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  3. la prima poesia mi ricorda Tagore, ma anche la Merini, ha in sè tanti echi, è una bellissima sintesi alla quale si risponde con una perfezione formale della della lirica, dove il passato antifrasticamente rincorre il presente (nacque, rimase/reca, resta). La lontananza degli animi non esiste, voi soprattutto ci dimostrate come sia possibile senza neppure esserci mai visti sentirci tutti così vicini. Grazie.

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  4. s insinua poi sempre la vertà, come il vento che passa in casa sotto la soglia:all’amore non si può dir di no, non lo si può tenere fuori dalla porta, perchè in un modo o nell’altro esso sempre s’intrufola nei sogni ne diventa parte di noi. Buon lavoro. Paola

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  5. ho pensato anche ad un’altra inerpretazione: due case, due famiglie. Ad un tratto il vento, un segreto…il vento deve rimanere fuori dalla porta se si vuol salvaguardare una struttura…deve rimanere fuori, ma entra poi sempre dala finestra, figli miei! Certi legami sono inevitabili, indissolubili…come dite bene voi:neppure la morte può scioglierli!

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  6. un messaggio nascosto nelle viscere…una bonaccia che bussa alla porta portando la verità: oggi siete criptici. Mi piace leggere nei vostri versi l’idea di un segreto, qualcosa di intimo come una preghiera, quel non so che solo gli amnti sanno intendere nella loro complicità, nel loro linguaggio in codice, fatto di sguardi e carezze che donano emozioni senza fine e il cui ricordo giunge sempre, nei momenti soprattutto di malinconia, quando il desiderio è forte è la lontananza non permette che il sognare emozioni attraverso la memoria.

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  7. l’assenza non è mai totale quando ci si ama, il vento soffia sempre, anche se la nostra pelle non l’avverte…sempre soffia il pneuma, lo Spirito…sempre! E non siamo mai soli a riconoscerLo, ma sempre in due! minimo in due… Costanza

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  8. siete voi due la mia finestra! quando piove fate entrare acqua fresca, quando è bello filtrate raggi di sole caldi, quando è buio vi intrufolate nel cuore con la circolarietà della luna…poliedrico il vostro sentimento che a tutti appartiene e che tutti accomuna e che mi fa sentire parte del cielo! Tiziana

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  9. che splendida paraclausizuron rovesciata!! Un fragmentum Grenfellianum della nuova era! La donna appare così melanconica in questo dialogo, ma l’uomo le risponde con fermezza e dolcezza:il vento bussa, ma è bonaccia che porta in sè un messaggio segreto, che solo i due amati conoscono, che solo loro sanno decifrare. E’ là nel vento del verità: la conferma dell’amore arriva sulle ali di zefiro. Grandissimo lirismo…e bravissimo Nicola nell’aver colto così bene l’essenza dei versi sublimi che ancora una volta immortalano uno dei tanti aspetti che Eros sceglie per manifestarsi a noi mortali!

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  10. voi siete una “macchina d’amore”, l’amore è per voi due una forza ininterrotta che scaturisce senza potervi mettere freno. Dipingete questo sentimento senza veli, senza freni, nei momenti di attesa, di nostalgia, di acmè, di preghiera: c’è tutto l’universo dei lirici greci e dei grandi poeti latini nei vostri versi. Non si può non star male d’amore: la sofferenza è insita nell’antinomia interna alla definizione, considerare cioè come eterno un altissimo palpito transitorio. Voi celebrate Afrodite ed Eros come un DRAMA, l’unico possibile in quanto è l’atto creativo più grande che possiamo concederci e che dobbiamo imparare a fermare al culmine della sua presenza e alla ricostruzione del ricordo. Siete magistrali in questa vostra scrittura. Nicola P.

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  11. quanta nostalgia in questo dialogo…come se un sogno non potesse avverarsi, come se la felicità fosse un paradiso perduto e resta solo da chiudere gli occhi e provare a sognarlo…chi bussa è il vento e non l’amato, ma il vento porta comunque una verità: pur nella lontananza i cuori sono sempre un tutt’uno, non è la distanza a creare barriere, ma solo le incomprensioni evitano il vero dialogo. Se l’amore è sincero e vero non c’è lontananza che possa affievolirlo, neppure la morte…la morte neppure può!

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