Tina/Kiara

Queste liriche sono state scritte da me per le mie care nipotine che vivono in Irlanda, ma io le dedico qui con piacere a tutti i bambini di questo mondo.

 Tina

Tina

Ti ho
in mente
più della ragione
luccicante
come il filo
di saliva
trasparente
che ti ride
sulle guance
E mi affascina
il mistero
di come
il tutto
inarticolato
prenderà
la forma
che già
innamora

Kiara
Kiara

Tu vedi
l’oltre
con stupore
cose non dici
ma sei
un nuovo linguaggio
che impregna le cose.
Ti seguo
incerta
in un mondo incerto
sarà anche tuo
e sarà bello
giocarci
quel tanto che basta.

Sei mano

rami nel tramonto

La carissima poetessa ringrazia con questi bellissimi versi tutti i gentilissimi commentatori dei miei post che hanno dato accoglienza alle sue parole. 

Sei mano
che raccoglie
fremiti di carne
lampo che travolge
i sensi
quando ti proietti
e danzi
sulle pareti
del mio corpo
d’ambra

Almeno per me sono versi bellissimi e voi che ne pensate?

 

Quando si scrive così…

casa Goethe sul lago di Garda

Quando si scrive così…

Sono qui immersa nei sacri testi antichi e mi sei venuto in mente prepotentemente (come del resto avrai potuto notare dagli sms che ti ho inviato!) … mi sei balzato agli occhi con i tuoi versi ed ho cominciato a scrivere questa mia…Quello che amo dei poeti di oggi e dei loro lettori è la loro clandestinità, il sapore di silenzio e d’ombra, lo scambio segreto. Siamo purtroppo relegati a un’idea decadente, sgangherata e soprattutto vaga di poesia. Specie per quanto riguarda il Novecento e ancor di più per il contemporaneo stretto. A scuola abbiamo affrontato (costretti e spesso afflitti) e maldigerito interminabili secoli di poesia monumentale, rimata e assonante, sovente addirittura assordante nel suo trionfale incedere. Quanto sarebbe stato bello – mi dico oggi – consumare occhi e memoria su altri poeti. Rinunciare ai pomeriggi rossi di tramonto per qualche verso di Campana in più. Avessero saputo dirci già allora di Caproni e poi di Pasolini. Ci avessero parlato di musica insomma. Avessero saputo cantarci meglio all’orecchio il Falsetto di Montale, oggi del concetto di poesia e musicalità ne sapremmo tutti un po’ di più…. Tutte le volte che m’innamoro di uno scritto poetico ci trovo sempre dentro la sua musica, già bella e pronta. Partiture complesse, delicate…consapevoli. La musicalità gli uomini ce l’hanno o non ce l’hanno, è innata, nessuno la vende, nessuno la insegna ( tu sei uno di quei fortunati che se la porta scritta nel DNA) Certi grandi poeti l’avevano, altri oggi la possiedono in misura pari ai musicisti…vedi, Carlo, io tra Sibelius e Montale preferisco il secondo, tra la “scuola di Vienna” e Brecht comprendo meglio lui, ma queste sono solo percezioni personali. Mi chiedo però se poesia e musica ogni tanto si prendano sottobraccio, per qualche passo insieme, se si guardino da lontano o se passino il tempo almeno a spiarsi, a studiarsi un po’, vicendevolmente. Penso ai tuoi versi e mi convinco che non può esistere l’una senza l’altra. Rileggo le tue liriche e non sono altro che segrete rapsodie della tua anima…Tu come sempre penserai che sono la solita esagerata, inattendibile, inaffidabile nonché per nulla obiettiva critica di ciò che tu scrivi…e pazienza! Riempimi pure di insulti, mentre IO PRONUNCIO IL TUO NOME/ NELLE NOTTI OSCURE,/QUANDO GIUNGONO GLI ASTRI/A BERE LA LUNA,/E DORMONO I RAMI/DELLE FRONDE OCCULTE./ED IO MI SENTO VUOTO … Dio…la percepisci anche tu la musicalità di questi versi?? Continua a scrivere Carlo, continua a cantare di te e della tua vita sottotono, del dorso della tua mano che bacio con riverenza e immensa ammirazione!

Replica a “Il vuoto”

Cielo tramato di nubi

Replica a “Il vuoto”

Filo su filo. Filo per filo: la trama in funzione dell’ordito; l’ordito ragione della trama – e come uno senza l’altra non riesce a formare il tessuto, così l’altra dal primo trae forza e sostegno. Filo per filo, intrecciati in Dio uno con l’altra senza soluzione di continuo, così, fino all’eternità.
Ma tu …

 D’improvviso

corrucci la fronte
come un cielo
tramato di nubi.
Vorrei essere l’ordito
dei tuoi pensieri.
Invano. Ed è uno
strappo. E’ una morte che
lacera.
Ed io sto come nera terra
violata.

 

 

P.s. non so che ne pensiate Voi ma per me la signora è davvero una grande scrittrice. E aggiungo che la invidio pure

Il ghiro

Una strada a Corvara

Oggi
mi sono svegliato
al tuo fianco.
Eppure dormiamo
a chilometri
di distanza.
Vorrei
parlarti
ma ho paura
di trovare
una strada
per camminare insieme
e sarebbe
una grande
disgrazia
se poi trovassimo
la felicità.
Meglio
girarsi
dall’altra parte
e pensare
a dormire.

 

 

P.s. Perdonate il mio sarcasmo, ma oggi mi sento proprio arrabbiato. Siccome questa poesia è niente di meno del 1980 constato che la vita di coppia è sempre stata complicata… e pensare che non me lo ricordavo…