Il rinvio della mediazione civile e commerciale. Stato dell’arte a due giorni dal voto


In questa bruciante attesa che il Senato legiferi sulla partenza o sul rinvio della mediazione civile e commerciale  mi sembra opportuno riepilogare lo stato dell’arte. 
In questi giorni sono emerse tre ipotesi:
a) rinvio totale al 20 marzo 2012: è stato approvato in Commissione con l’emendamento 1.316 
(V. http://www.senato.it Commissioni 1° e 5° riunite – Resoconto sommario n. 9 del 08/02/2011);
b) rinvio parziale al 20 marzo 2012 con riferimento alle materie del condominio e dei sinistri: è stato approvato in Commissione con l’emendamento 1.1000 (testo 2).
(V. http://www.senato.it Commissioni 1° e 5° riunite – Resoconto sommario n. 14 del 10/02/2011);
c) si parla nelle ultime ore di un maxi-emendamento su cui verrebbe posta la fiducia che prevede una terza ipotesi: rinvio di sei mesi per le materie del condominio e dei sinistri (fonte: Il Sole24ore).
Premesso che il rinvio totale non servirebbe davvero a nessuno, ma cagionerebbe al contrario un grave danno al cittadino (clicca qui: 
Seconda 140211 I nemici della conciliazione ultima ) con riferimento al rinvio parziale mi sento di dire quanto segue.
 Le controversie condominiali sono conflitti multi parte che abbisognano di procedure particolari e complesse (ad es. la presenza di due mediatori e di sessioni preventive), ma ce ne sono altre nell’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 che hanno almeno potenzialmente queste caratteristiche e per cui il rinvio non è stato invocato: se il rinvio fosse stato richiesto dagli organismi sarebbe stato dunque ragionevolmente più corposo; se il rinvio non è stato chiesto da loro – come credo fermamente – francamente non riesco a capirlo (tanto più che l’entrata in vigore della condizione di procedibilità non tocca nemmeno i procedimenti in corso: v. art. 24 c. 1).
In ordine alle controversie sui sinistri considero la conciliazione come uno sbocco naturale (peraltro negli Stati Uniti la conciliazione valutativa nasce appunto in questa materia negli anni ’80), specie nel caso ci sia di mezzo una preventiva perizia contrattuale: e quindi a maggior ragione non comprendo la ragione di un rinvio.
Senza contare che i periti, per le informazioni che dispongo, non aspettano altro che la mediazione obbligatoria parta.
Sorge spontanea dunque una domanda: perché ci sono persone che avversano la conciliazione?
È così evidente che si tratta di un’attività che va a vantaggio degli uomini.
Ma se è così evidente in che cosa hanno mancato coloro che hanno voluto diffondere una cultura di pace?
Forse non hanno mancato in nulla: semplicemente gli uomini sono tra loro differenti e quindi, il più delle volte, anche se parlano il medesimo linguaggio, fanno fatica a comprendersi o si comprendono solo in parte o addirittura non si comprendono.
Ma non bisogna darsi per vinti.

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