L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte novantasettesima)


Camminamento di acquedotto romano in Pont D

L’eremita
Faccio fatica ad impiegare il poco tempo che mi rimane. È davvero un paradosso… sto attendendo qualcosa, ma non so che cosa sia e soprattutto non ho alcuna certezza che debba avvenire. Chissà perché… ma nonostante tutto sono convinto che dopo l’attesa cambierà la mia vita e sarò un altro uomo… o perlomeno riuscirò a condurre la mia vita come la conducono gli altri. Come se questa vita fosse solo una prova  di una vita vera e da buon borghese, una di quelle vite che quando muori qualcuno si dispiace più o meno a lungo… Non riesco a fare meno di essere sarcastico, ma è solo una difesa, rido solo di me stesso per non aver afferrato le occasioni che Dio mi ha mandato

Abelardo
Tu pensi ad una vita sola e quindi non puoi fare a meno di innervosirti… di credere che a te il buon Dio non abbia riservato le stesse possibilità di ricongiungerti all’Amore. Ma l’Amore è la nostra essenza, non si perde e non si acquista… è la nostra anima immortale.
Ti trovi in fondo ad un pozzo, ma le pareti sono lastricate di stelle che non riesci a riconoscere… guardati attorno, abitua i tuoi occhi un po’ per giorno all’oscurità… e ti accorgerai presto che il buio è ciò che sta uscendo dal tuo corpo, piano piano sempre più luminoso, che anche tu alla fine non sei e non sarai che una stella delle pareti del pozzo per qualche altra anima in difficoltà.
Questa è l’occasione che attendi. L’inizio promettente della luce che hai dentro e che ora può ammirare soltanto Dio.  È una luce che esiste da sempre e di cui a poco a poco tu prenderai coscienza. Non c’è un limite di tempo, ma il tempo della volontà e del desiderio che saprai coltivare dentro di te.
La vita non ha senso in sé, lo acquista quando è vissuta, quando reca un senso a quella degli altri uomini. Ma bisogna diventare luminosi, bisogna che il prossimo ci riconosca così come ci riconosce Dio da prima dei tempi… bisogna che l’ansia di eternità si trasformi in benevola e disinteressata dispensatrice della speranza. Ci vuole una semplicità nata tra i chiodi del Golgota per liberarsi e liberare dal buio.

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