Senza maschera (capitolo IV -parte diciottesima)


Genova notturna
<<Per me è invece la conclusione più logica>> ribatti tu prontamente.
 <<No, nella realtà se uno ama una donna se la tiene ben stretta e se questa va via e poi ritorna non ci sono valutazioni morali che tengano, non c’è dignità che valga la fine di un rapporto, senza contare che se lei è tornata magari si è pentita, il pentimento per te non ha alcun valore? l’autore della commedia ha cercato secondo me soltanto una conclusione ad effetto!>>
Sono tutto infervorato e a te non importa controbattere, forse stai pensando come fare a scaricarmi definitivamente o sei talmente stanca che non hai voglia di pensare; o più facilmente tutte e due le cose.
Hai capito che non sto chiaccherando a caso, ma che ho un’idea ben precisa: quella per cui tu saresti autorizzata a far quello che ti parrebbe a condizione che volessi dividere la vita con me.
Alle donne non piace un uomo che accetti le abitudini senza colpo ferire e conceda senza combattere certe opportunità; è il solito, vecchio discorso del rapporto sadomasochistico che si deve naturalmente e necessariamente instaurare perché due persone possano stare insieme più o meno felicemente.
Che squallore e che monotonia! Perché la poca gioia debba sempre scaturire dalla sofferenza o da una pseudo indifferenza, io non riesco a capirlo e soprattutto a digerirlo; ma è forse uno dei segreti della vita, una legge non scritta a cui si deve necessariamente sottostare.
Siamo già arrivati; i soliti tornanti e fra poco scenderai, molto probabilmente per l’ultima volta… s’intende dalla mia macchina.
<<Il terzo atto mi ha davvero coinvolto, sapessi quanto l’ho cucito addosso… quel monologo del protagonista… pensa che mi sono messo anche a piangere.>>
<<Mi dispiace, non ti ho certo invitato per farti andare in crisi…>>
<<Oh, ma io non vado mica in crisi: la malinconia è per me qualcosa di creativo, di catartico…>>
<<Creativo o no, non possiamo andare avanti così, io mi devo decidere… in un senso o nell’altro…>>
<<Se è per questo non devi avere fretta, sono anni che aspetto cosa vuoi che sia un giorno in più o in meno… l’unica cosa che ti chiedo è di affrontare il discorso guardandomi negli occhi e non per telefono.>>
<<Carino… comunque non posso continuare a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi…>>
<<Fai pure… tanto ho intenzione di andare avanti e ti scoverò dovunque ti nasconderai!>>
L’ho quasi gridato con patetica aria di sfida; mi guardi con un’espressione sorpresa, come per dire “ma non l’hai ancora capito, povero sciocco… tu non conti per me… chi è che vuoi scovare? fammi il piacere”; è un’espressione che sul tuo volto non avevo mai visto: mi fanno paura quegli occhi spalancati e le labbra che non sanno se aprirsi in una fragorosa risata o se serrarsi in uno stupito  ripensamento.
<<E così hai già deciso? non ti interesso vero?>>
<<Non ho detto questo.>>
<<Io lo so… non ti interesso.>>
<<Come farai a saperlo… se non lo so neppure io?>>
E voi come fareste a saperlo; dico a voi, che state leggendo queste righe sofferte e nello stesso tempo banali (la vita e le emozioni sono tali del resto…), come fareste a saperlo?
Non credo si possano conoscere le cose a priori a meno di non essere dei maghi; i rapporti vanno sperimentati, sempre che non si possa evitare di scegliere in base all’aspetto fisico; ma allora perché non essere franchi? La ragione è che di fronte a noi stessi non si vuol ammettere l’istinto che ci porta a cercare sempre il meglio, ossia la qualità della specie.
Di conseguenza, per salvare la faccia, non si può che tirare in ballo la coerenza, il non volere fare il male e tante altre bugie di cui magari giorno per giorno riusciamo pure a convincerci.
Con che coraggio rivendichiamo la nostra superiorità sugli animali che si cercano con l’olfatto; almeno loro sono sinceri dal principio, non c’è spazio per i fraintesi… la natura è matematica e soprattutto non guarda in faccia nessuno.
O forse Qualcun altro, sotto sotto, decide anche per noi, donandoci la palpabile euforia di scegliere quando i giochi sono già fatti…
<<Tu non potresti mai essere un vero amico per me…>>
<<Perché? Una persona innamorata, proprio in virtù del suo sentimento, è la più indicata a dare consigli e amicizia…>>
<<Vedi, se io fossi innamorata, non verrei certo a dirtelo…>>
<<Beh, su questo devo darti ragione… ciò nonostante ritengo che potrei aiutarti anche in questo campo.>> Messaggio ricevuto: le stai provando proprio tutte per dissuadermi, ma perché non lo dici chiaro quel che pensi e la facciamo finita.
<<Quando ci rivediamo?>>
<<Domani sono all’università, venerdì so che ho un appuntamento però non mi ricordo…>>
<<Ti chiamo venerdì?>>
<<Fai come vuoi… ciao.>>
<<Ciao.>>
Il mare è così vitreo sotto la luna: nemmeno i profili scuri delle condutture del metano, riescono a scalfirne la poesia; e le luci del promontorio ne sono i pallidi riflessi, un po’ come i sogni paragonati alla realtà.
Io sto scendendo verso la città come al solito carico di domande smaccanti e senza un brandello di risposta; ma in fin dei conti non importa, ho trascorso una bella serata anche se i tuoi capelli sono rimasti al loro posto e le tue labbra non sono più che un’illusione; anche se il domani ricomincerà da te.
(Continua)

Autore: tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

1 commento su “Senza maschera (capitolo IV -parte diciottesima)”

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