Senza maschera (II capitolo-nona parte)


<<…No, mi dispiace io una volta mi sono fidata e non direi proprio che sia andata a buon fine… adesso con i ragazzi ho un rapporto diverso…>>.
E quale sarebbe questo “rapporto”? si fonda forse sul piacere di vederli letteralmente sbavare… oppure, si basa sull’innocente desiderio di divertirsi un po’, quando prende lo sghiribizzo; tanto, si sa, agli uomini interessa solo una cosa… non è vero?
Ma che ne sai tu di quello che può pensare un uomo mentre ti guarda negli occhi, anche se si tratta di una mezza tacca come me; probabilmente  pensi che tutta la categoria sia formata da imbecilli o da bestie… in ogni caso ricordati che sono bestie furbe, non certo ingenue come il sottoscritto; loro sanno cosa potrebbe significare innamorarsi di te… e allora… allora non possono che comportarsi di conseguenza…
<<Beh, non tutti i ragazzi sono uguali, anche se ne hai trovato uno che ti ha fatto soffrire non è detto che gli altri si comportino nello stesso modo… magari sono peggio… scherzo! ma io non mi darei per vinta se fossi in te…>> mai dato un consiglio più falso ed allo stesso tempo inutile.
<<Un ragazzo una volta mi ha detto che per lui ero irraggiungibile.>>
<<E’ vero anche a me dai la stessa impressione.>> E lo stesso senso di impotenza; può darsi che anche lui ti amasse… quante occasioni sprecate bella mia, e chissà quanti infelici hanno infranto ed infrangeranno le loro speranze contro la tua coerente neutralità, magari anche convinti, come io lo sono, di affermare verità sacrosante come “vedrai che te ne pentirai…” oppure “un giorno resterai sola…”
Ipotesi a dir poco irreali, tentativi patetici di ferirti o di indurti al ripensamento, ma  quali ferite, quali ripensamenti… se hai capelli fragranti e sottili che ti trasportano in qualsiasi luogo reale o irreale dove tu voglia andare?
E che importa se le ali s’inspessiscono, giorno dopo giorno, con microscopiche trame d’egoismo, in fin dei conti sono perfettamente invisibili e il tuo incedere delizioso non ne sente comunque il peso…
<<In effetti già a tredici, quattordici anni, i ragazzi mi venivano dietro perché ero già cresciuta, ed io non consideravo nessuno; ma era solo una difesa, non mi piacevano le mie amiche che ogni anno si spartivano i ragazzi… quest’estate tu vai con questo ed io con quell’altro…>>
<<Immagino.>> Come dovevi essere pulita senza il cinismo degli anni che oggi la mancanza di trucco non riesce a nascondere; forse se t’avessi conosciuta a quel tempo…
<<Poi non mi capivano: voglio dire, anch’io leggo i giornaletti, i fotoromanzi, ma quando uscivo con le mie ami-che, portavo un libro e loro mi guardavano stupite. Così, con questo atteggiamento tutti si sono allontanati da me.>>
E ne hai sofferto vero? Ti sentivi “diversa”, un po’ come mi sentivo io. <<Beh, almeno uno che ti vuol bene c’è…>>
<<Questo lo so…>>
<<Non varrà molto… ma c’è.>>
<<Non è vero che tu vali poco… e poi io faccio i confronti, vedo come ti comporti e come si comportano gli altri… io i confronti li faccio…>>
Sì, hai ragione e io come mi comporto?
Così mi sento dire dagli amici di oggi al tuo riguardo: <<Ricordati che le donne vogliono essere stuprate… se non fisicamente almeno a livello psicologico… le donne vivono con l’uomo un rapporto sadomasochistico… più le fai soffrire e le fotti, più son contente… e poi…  la dignità senza la vita piuttosto che la vita senza dignità! il resto è prostituzione!>>
Forse dovrei cambiare qualcosa…
<<Sono stanca di andare avanti così… solo per prendere… senza dare niente, non ne posso più! non riesco a manifestare le mie emozioni, sembro fredda ed insensibile, ma non lo sono, dentro provo tante sensazioni che non riesco a tirare fuori…>>
Ora mi sconcerti, amore mio, non sai che questo è il più grande atto d’affetto che tu possa regalarmi? Stai confidando a me, al tuo burattino più affezionato (almeno così credo, ma potrei anche sbagliarmi…), la voglia di amare, le tue aspirazioni più segrete… ma allora meriti rispetto e il discorso potrebbe ancora mutare: basta una sola frase, quando è pronunciata con il cuore, a risollevare il morale e le speranze anche dell’innamorato più cinico.
<<Non ti dico questo per torturarti lentamente…  ma perché con te mi sento di parlare.>>
Mi fai sentire d’un tratto ottuso ed egoista: non riesco a comprendere che prima di essere amanti dovremmo essere amici e sorrido.<<Rido di me perché dico certe cose e ne penso delle altre; d’ora in poi non posso più fingere… devo correre il rischio che tu possa spaventarti… io ti voglio bene e non puoi impedirlo… nessuno mi può impedire di provare certi sentimenti per te… capisci nessuno…>> 

(Continua)