Un sorriso (Atto unico-parte decima)

Statua a Pompei

Una donna

Devi cambiare prospettiva, amico mio, il mezzo giusto per non cedere alla disperazione non è la pretesa del cambiamento, ma l’adattamento gioioso alla natura, la meraviglia per ciò che accade fuori di noi.
Non è il cuore dell’uomo a cambiare, ma le interpretazioni del cuore.
Stiamo attenti ai passaggi che anche nell’esistenza più regolare hanno sempre diverse sfumature.
In fondo anche le stelle rimangono sempre le stesse, almeno per come le vediamo noi, ma se ci fermassimo a questo dato tutti gli astronomi potrebbero andare in pensione.
L’universo è in movimento, seppure non muti la propria essenza, ma al limite si trasformi.
Cerca di appartenere a questo strano e mirabile dinamismo: sarai sempre una novità anche per te stesso e non avrai bisogno di illuderti, perché lo stupore è più forte della convinzione.

Un uomo

Non vedo come si possa essere mobili e nello stesso tempo  bloccati dai nostri limiti che, secondo te, dovremmo saper riconoscere a priori…Mi paiono due filosofie opposte ed inconciliabili.

Una donna

Non puoi però essere in movimento se interrompi il tuo moto, superare i limiti comporta troppo spesso fratture insanabili.
Ma per un momento lasciamo da parte quei concetti che ti sembrano astrazioni.
Non c’è un uomo che mi sta aspettando alla stazione, né ci può essere uomo con cui tu possa gareggiare.
Ciò nonostante se volessi corteggiarmi faresti qualcosa di dannoso per te e  non semplicemente quello che tu definisci un buco nell’acqua.
Dovresti infatti misurarti con un concorrente insuperabile.
Io sono una prostituta sacra degli anni duemila.
Vivo anche nel Tempio come puoi immaginare, ma non mi concedo a stranieri, soltanto allo spirito e per un obolo eterno.
Fuor di metafora, se non lo avessi capito, sono una suora, anche se faccio parte del mondo, anche se le apparenze  fino ad ora ti hanno ingannato.
Certo non indosso l’abito, né ho segni distintivi, ma avresti dovuto capire che, se ti indicavo una strada al di là della sessualità, non era per stare sulle mie o per insegnarti una lezioncina, ma per convinzione e scelta.
Io potrei avere tutti gli uomini che desidero – direi – se fossi una donna come le altre, ma io non desidero gli uomini e quindi non lo dico.
Li ho frequentati, se è questo che vuoi sapere, ma Dio è davvero un’altra cosa  e definirLo una cosa mi sembra a dir poco riduttivo.
Hai presente la volpe del Piccolo Principe?
Ebbene io mi sento come lei: gli uomini mi fanno scappare, solo Gesù Cristo ha compiuto quei passi che ho riconosciuto, solo Gesù Cristo per me rappresenta il colore del grano e quindi mi fido solo di Lui.
Questo non vuol significare che io non ti abbia ascoltato e creduto, ma che, se mi devo fidare di qualche ragionamento, non può essere né il tuo, né quello di qualsiasi altro uomo.
L’unico insegnamento per me è il Vangelo perché solo Gesù ripete continuamente al mio cuore che non mi devo preoccupare, ed io ho capito che ha ragione, lo sento, lo vivo.
Tu potrai pensare che io non sia quella che dico, forse perché sono bella e ti sorrido, o perché mi desideri… comunque non saresti il primo a pensarla così… e non te ne faccio una colpa.
Ma la mia bellezza è di Dio e lo sarà per sempre: solo così potrò preservarla degnamente. 

(Continua)