Un sorriso (Atto unico-parte ottava)


Un uomo

Al contrario di te io sono sposato, come puoi vedere dalla mia vera e quindi posso coltivare soltanto amori impossibili, che poi sono i più fecondi di forti sensazioni; per questo non ha significato conoscere il tuo vero nome o dichiararti il mio, ma è più interessante immaginarti, cercare di capire che storia hai dietro alle spalle ed insinuarmici con la fantasia, pensare che io sarei migliore di colui che ti stringe tra le braccia, di colui che forse ti sta aspettando alla stazione e non saprà mai di questa conversazione, a meno che non gliene parli.
É un peccato però che non provi alcun interesse per me: in un colpo solo avrei salvato la dignità di cavaliere e mi sarei inventato uno di quei sogni impossibili che mi piacciono tanto.
A dire il vero gli avevo già dato corpo, pensando con tristezza e anticipata nostalgia al momento in cui saresti scesa; devo riordinare le mie fantasie e mi dispiace un poco.

Una donna

Tu parti sempre dal presupposto che sia meglio non vivere l’esperienza, e ne costruisci una virtuale, accomodante e priva di rischi.
Io invece considero due tipi di esperienze: quelle che vivo e quelle che non vivo; una terza via è di troppo.
Questa semplice regola mi rende ben consapevole del presente, tranquilla per il passato, fiduciosa e misurata per il futuro.
Così mi apro alla vita, diversamente finirei per chiuderle i battenti in faccia, in attesa di qualcosa che non esiste se non nella mia mente.

Un uomo

La cosa non può esaurirsi così semplicemente, perlomeno non per i sentimenti.
A me non importa tanto possedere la donna che amo, ma avere la certezza che lei vuole possedermi.
È sicuramente una terza strada rispetto a quella da te indicata e non è meno concreta, almeno per me.
Puoi immaginare quanto dolore nasca dalla consapevolezza di non essere più desiderato? Si diventa vecchi prima del tempo e viene in continuazione lo stizzoso desiderio di affrontare l’ingrata di turno a muso duro, di dirle che ci sono altre donne che al suo posto sarebbero felici di vivere con intensità quella storia che per lei non conta più nulla, di aggiungere che la vita è breve e che non si vuol perdere altro tempo inutilmente.
Poi qualcosa ci frena, forse la paura di aver sbagliato a giudicare il nostro amore, ipotesi peraltro assai remota, o di perdere quello che in fondo non abbiamo più o non abbiamo mai avuto, e così proseguiamo ad ingoiare fango nell’assurda speranza che si trasformi in acqua limpida.
Tutto ciò è tremendamente reale, non trovi?


Una donna

E chi ti ha detto che non esiste una terza via?
Semplicemente io ho sempre cercato di evitare quelle situazioni che tu stai descrivendo con tanta partecipazione, quasi ci fossi dentro a capofitto.
Non volevo soffrire più del necessario e soprattutto non intendevo crearmi dei falsi problemi.
Finché è stato acceso il cerino della passione ne ho goduto la fiamma e poi quando si spento, e si è spento davvero come un cerino, l’ho schiacciato perché non potesse più accendersi inavvertitamente; l’ho annientato con la volontà e ho cercato un’altra fiamma soltanto se avevo bisogno di quel calore, cosa che non è avvenuta poi di frequente, anche perché le fiamme chiare e magiche sono rare e nella vita, grazie a Dio, esistono anche altre cose oltre all’innamoramento.

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