Un sorriso (Atto unico-parte sesta)


La visita

Un uomo

Ma tu hai mai amato qualcuno veramente o hai sempre soppesato le tue energie col bilancino?
Per essere una che si alza di mattino e che va a letto di sera mi sembri davvero complicata.
Mi pare che la precarietà della vita in fondo sia un problema più assillante per te che per me.
Normalmente io mi paralizzo, ma quando si tratta d’amore non sto a pensare a quello che è stato, né mi faccio particolari illusioni.
Anzi, a dirtela tutta, la possibilità di non essere ricambiato mi stimola, mi dà modo di creare un mondo interiore sempre più lucido e dettagliato, nel quale vivo comunque fortissime emozioni.
E poi scrivo e mi innamoro anche delle parole che magari resteranno semplicemente un foglio di carta dimenticato in un angolo di qualche scatola polverosa.
Se penso a tutti gli amori non ricambiati o per i quali non ho avuto il minimo coraggio di farmi avanti, mi viene soltanto una grande nostalgia della vita, della giovinezza in cui sapevo guardare i colori delle cose o forse le cose si coloravano per me più vivamente, fatto sta che tutto mi si accendeva intorno.
Anche allora non riuscivo a gioire di una giornata di sole che mi risultava indifferente, ma la vedevo, la registravo; così capitava anche alle mie notti che sono ben ferme nella memoria ed ormai hanno assunto un valore mitico.

Una donna

Ammetterai comunque che le esperienze che ricordi con maggior piacere sono quelle sfortunate.
Ciò che hai ottenuto di solito non lascia traccia o addirittura si presenta come qualcosa di sgradevole, un’esperienza di cui sei sazio tanto da non voler ricordare.
È questa una delle possibili compensazioni che la natura ci mette a disposizione: quando non realizzi un desiderio la tua corsa rimane uno dei momenti più sublimi della vita stessa, talvolta è tanto elevato che ne provi vergogna; hai usato credo l’aggettivo giusto, tutto diviene mitico ed innalza ad un livello di superiore distacco e compiacimento.
In questo senso è una sorta di rivincita sulla sfortuna, specie nel caso in cui l’amore non fosse effettivamente alla nostra portata.
Gli ottimisti dicono che al mondo non esiste l’impossibile, che con l’ostinazione si può raggiungere qualsiasi obbiettivo, ma non è così: ci sono mete che ci distruggerebbero anzi tempo e allora Qualcosa ci salva e ci porta in seguito a trasportare la nostra esperienza ad un livello talmente elevato che non possa farci del male.
La funzione della memoria non è soltanto, come si crede, quella della conservazione, ma anche della preservazione.

Un uomo

Tu spesso eludi le mie domande e ti lanci in un’analisi che sembra fredda e costruita, quasi io partecipassi ad una seduta di psicoanalisi ed ogni mia frase fosse rilevatrice di un problema da risolvere.
Ma io ci terrei a conoscerti, a capire cosa si nasconde dietro al tuo splendido sorriso.

Una donna

Il mio sorriso ti cattura perché non puoi appropriartene.
Il fascino scaturisce di solito da un desiderio inappagato e inappagabile, da quel qualcosa che sfugge al controllo che noi crediamo di poter avere sulle cose e sulle persone, da una diversità riconosciuta.
Quando sono entrata nello scompartimento tu hai capito subito che ero differente da te, anche se hai creduto di fondare il tuo giudizio soltanto sui miei tratti esteriori, sul fatto che insomma sono una bella ragazza che ti vorresti portare a letto: capita che i luoghi comuni diventino ragionamenti automatici per la mente (o sono forse i ragionamenti automatici a divenire luoghi comuni…).
Le fantasie ci conducono spesso lontano dai nostri veri propositi e gli istinti confondono le acque ancor di più, se possibile.
Ma se mi guardi bene, io non possiedo caratteristiche che non abbiano altre donne e quindi non può ridursi tutto all’istinto a meno di ritenere, ma mi dispiacerebbe arrivare a questa triste conclusione… che tu, in effetti, proveresti le stesse pulsioni per tutte le belle ragazze che si sedessero davanti a te; né si può dire che io sia esteticamente più attraente di molte altre persone.
C’è dell’altro.

Un uomo

Che cosa mi ha colpito allora?

Una donna

In primo luogo che io sia entrata, perché molte altre, un po’ per vergogna, un po’ per diffidenza, avrebbero tirato dritto per cercare uno scompartimento vuoto o più affollato; tu stesso l’avresti fatto a parti invertite, per evitare quei malintesi che in realtà sono già benintesi anticipati da uno sguardo lanciato frettolosamente dal corridoio.
In secondo luogo che io ti abbia rivolto la parola, perché tu non avresti osato e ti saresti torturato tutto il viaggio con il taccuino e con una musica improvvisamente molesta e falsamente coinvolgente.
Ho anticipato i tempi con una richiesta che per quanto ritenessi improbabile tu desideravi; e a dire vero ti sei anche ripreso bene dalla sorpresa, giacché hai iniziato a farmi la corte con quella che presumo sia la tua arma preferita: il tentativo di provocare pena, di mostrarti inferiore alla preda che vuoi catturare nella speranza che ci creda e ti catturi; sistema infallibile da utilizzare contro chi vuol catturare a sua volta, ma non nei miei confronti.
Hai riconosciuto insomma la diversità del mio spirito ancor prima che volessi condividerla con te.
Ecco cosa si nasconde dietro al mio sorriso: il riconoscimento di cui continui a compiacerti.
Quando si dice che ci si innamora dell’amore non si sbaglia: sei rimasto affascinato dalla tua capacità di riconoscermi diversa e quindi, in un certo senso, anche in questo continui ad amare te stesso ed il tuo modo di percepirmi.

Un uomo

E tu perché sei entrata in questo scompartimento? Non hai provato né vergogna, né diffidenza, né ti è importato dei malintesi.
Come hai fatto ad ignorare tutti questi ostacoli che le altre donne non riescono o non vogliono superare?

Una donna

Non ho fatto alcun calcolo in proposito, sono entrata e basta; ciò che ho detto prima voleva essere soltanto una spiegazione del mio fascino per te: nel mio comportamento non c’è stata alcuna intenzionalità e consapevolezza di quello che avrei potuto rappresentare.

L’unica cosa che ho notato è che in questo scompartimento c’era posto; io sono semplice ed ho un approccio essenziale alla vita. Se ti ho deluso mi dispiace, ma le cose stanno così.
Dovresti fare meno calcoli anche tu e avere meno timori e forse ti potrebbero capitare incontri più arricchenti.
Impostare le relazioni interpersonali in base a quel che pensano o potrebbero pensare gli altri, impedisce di prendere qualsiasi decisione ragionevole.
È una continua frustrazione che non può che farci sentire inadeguati. Apriti alla vita… a proposito siamo quasi alla fine del mio viaggio e non ci siamo ancora presentati, io sono…

(Continua)

Autore: tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

1 commento su “Un sorriso (Atto unico-parte sesta)”

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