Chimera/ Prima del sole

Chimera

Dimenticami ora
accoccolata tra i pensieri
assopita nell’arenile tutta arresa
a uno sguardo sognante

Prima del sole

Sparirò come la neve
calando nella terra
finalmente in profondo
e là ti troverò
a germogliare prima
del seme, prima del
sole che scalderà
la mia tomba felice.

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte novantaduesima)

L’eremita
Sarebbe bello se fossimo onde insostituibili malgrado la nostra cattiva volontà. Rimarrebbe la speranza in una vita che ci appare poco utile, quando non dannosa. Se la mia incapacità di vivere alimentasse l’amore, porterei l’angoscia in trionfo. Ma la verità è che io vivo solo tempi morti, in una muta dimensione… la mia… che nemmeno esiste… dico nel mondo reale. E questo affanno nel ricercare ciò che potrebbe dare una svolta… mi fa sentire come un bambino davanti a balocchi infiniti… ognuno è fondamentale per l’inizio del gioco… o almeno così mi sembra… ma non posso averli tutti. E allora tanto vale rimanere in contemplazione di ciò che sarei potuto essere… e non sarò mai. Come se fosse importante… necessaria… la realizzazione di ciò che mi immagino, ma sono io a vedermi così, non Dio… o perlomeno non ho certezze in merito.
Forse la verità è che le domande abbondano solo quando ci si può permettere il lusso di una interrogazione… io sono un privilegiato, se avessi la pancia vuota avrei di certo un altro pensiero dominante… i nostri valori sono così relativi, e i disvalori così confusi che nemmeno ci facciamo caso ormai.

Abelardo
Abbi fiducia, così come ne avevo io… dopo le escursioni mattutine. Arrivavo al convento stanco ed infreddolito… ed il camino il più delle volte mi accoglieva spento ed annerito. Diverse operazioni mi parevano allora fondamentali per la giornata… l’accensione del fuoco, la recita delle orazioni, la preparazione del cibo … mi capitava allora di rimanere sulla soglia per qualche momento… non riuscivo a decidere, ogni atto sembrava indispensabile, solo se compiuto prima degli altri. Allora chiedevo a Dio di indirizzarmi e giungeva per incanto la migliore risoluzione…la fiducia è in primo luogo una richiesta al Signore, non è poi così difficile… chi non chiede non solo non sa, ma non può scegliere. Le cose sono mute. Se ti fossi perso in una landa desolata a chi chiederesti di indicarti la strada? alle pietre o al viandante che ti viene incontro? Dio è il viandante ed è l’unico a conoscere il percorso, a dargli un senso. Con ciò non devi preoccuparti troppo… perché anche i nomi delle cose non sono che mere convenzioni, non ne esprimono l’essenza che è poi lo scopo della creazione… e classificare le approssimazioni è di per se vano.
Chiedi e Dio ti indicherà il percorso di ogni giornata…e ricorda che la richiesta deve essere giornaliera.
Non avere timore, il Signore non si stanca di rispondere e di donare soluzioni che ti stupiranno. I giorni dell’uomo possono sembrare tutti uguali, ma sarebbe un grave errore pensarlo: ogni minuto della nostra vita è una nuova tappa che ci perfeziona, per questo è diverso da quel che lo precede e da quello che verrà ed ha bisogno di una chiave, dell’unica interpretazione che ci può rendere consapevoli dei progressi e quindi sereni.