Dopo la morte/Dopo la morte


Dopo la morte

Tu come se Dio
fosse il mio cuore
io oltre il silenzio
nel marmo vigile

Dopo la morte

Nel marmo
la morte si fa corpo
e sul mio petto
pronunci la parola
che ti ha creato.

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9 risposte a "Dopo la morte/Dopo la morte"

  1. quando o visto la statua ho pensato al figlio e alla madre, ad un figlio che trova ristoro e gioia nell’abbraccio della madre, una sorta di conforto e di pace che ne deriva dal contatto dei corpi, un contatto che la morte inevitabilmente rende impossibile…eppure il contatto è ancora possibile – dicono i due poeti – ci si ritroverà un giorno tutti tra le braccia del Padre … e chi è ià in Cielo vigila su chi rimane…

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  2. il silenzio e la parola…si fondono l’uno nell’altra, si mescolano e si confondono e dopo la morte forse sono categorie diverse da quello che oggi io posso credere che siano. Alberto

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  3. nascita e morte sno legati, sono un cerchio che si apre e si chiude, la morte stessa si apre in una creazione…trovo il tutto molto circolare, geometrico, triangolare e regolato dalle ferree leggi dell’amore e della fede. Patrizia

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  4. Io, tu, Dio..tre persone, il nosro è un dialogo a tre, forse è lo stesso Dio che dopo la morte con la sua Parola intercede tra chi se ne va e chi resta. Gabriele

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  5. la morte ci rende freddi, duri, il nostro corpo diventa come marmo, ma è sempre possibile un dialogo tra vivi e morti…la parola è destinata ad essere pronunciata sempre. La parola non avrà mai fine. Federico

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  6. io trovo in questo post molta speranza, la certezza quasi che dopo la morte ci sia qualcosa di bello, qualcosa che prolunghi il nostro dialogocon chi in vita è stato per noi prezioso. Elisabetta

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  7. con la morte il tempo di Dio diventa il nostro tempo, il cuore di Dio riempie il nostro cuore e proprio col cuore possiamo essere uniti anche dopo la morte, noi che in vita siamo stati legati da qualcosa che ora veramente constatiamo come inscindibile.
    Vogliamo concretizzarla questa morte, ma non con una scultura tetra che faccia paura, bensì con un’icona affettiva, un abbraccio, l’abbraccio del Padre, l’abbraccio che rappresenta un legame, quella parola muta che si fa voce attraverso gli occhi, attraverso lo sguardo di una madre che accoglie, una madre che è vita…

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  8. la morte fa i conti con la parola che crea, il cuore si fa divino, pulsa del battito di Dio, il silenzio è un qualcosa che può essere superato, dalla parola che è per sempre, dalla parola che dà vita e nutre. Bisogna ascoltare la morte e la vita con la stessa intensità, perchè esse ci parlano entrambe di Dio e di che cosa noi siamo fatti.

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  9. questa pagina è un sussulto, un aggrapparsi alla vita nonostante la certezza della morte, un prolungare un dialogo, forse ancora più loquace, oltre la fine, un eternare l’esistenza al di là della tomba.
    …Come se in Dio, e nell’uomo, fosse ancora possibile salvare la parola, la parola AMORE, come se in Dio e nell’uomo questa parola avesse il suo senso, come se il mio nome avesse senso e andasse oltre il mio corpo, come se il mio nome avesse un senso perchè esiste l’altro, esiste Dio, perchè è Dio, è l’altro che fa della parola, del mio nome una persona, un’anima…immortale.
    Trovo questo post estremamente toccante e colmo di speranza, di fede e di amore.
    Grazie.
    Alessandra

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