Vita/Vita

Vita

Non nacqui montagna
ma umbratile greto
per agugnare i colori
tra le spine del roveto.
Circola il mare
nelle vene dei pesci
in me dimora
la vita che fugge.

fiori e filo spinato

Vita

Oltre la trincea
che lacera e vulnera
si allunga la linfa
ed è profumo
ed è colore.
Appassirò domani
nella voluttuosa nostalgia
di un Cielo
che dalle radici
mi attende.

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L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte ottantaquattresima)

leggio


L’eremita
Talora invidio coloro che accolgono la morte con un sorriso, senza la minima paura e con il cuore pieno di una energia sconosciuta, potentissima e avvolgente. Emanano una commozione… potrei dire così… che sembra sconvolgere l’ordine delle cose, come se l’autunno fosse legato inestricabilmente ad una eterna primavera che gli osservatori non possono vedere, ma sicuramente percepire. Chi sa di morire saluta la vita ad ogni istante e ama anche l’indifferenza altrui, quella che a chi la vive… pesa per fortuna come un macigno… chi sa di morire ha paura di non essere più portatore della bellezza… ed in realtà è portatore di una bellezza sublime ed indicibile… appunto invidiabile. Mi piacerebbe vivere così, ma forse è impossibile senza la convinzione di essere ad un passo dal Padre. Mi auguro di incontrarLo in questo modo, con ancora negli occhi l’immagine del mondo, anche la più insignificante sarebbe carica di una nostalgia… di una nostalgia che è forse un dolcissimo pentagramma per la musica del Cielo.

Abelardo
Prepararsi a morire, mio caro, è come rientrare nell’utero materno…da  adulti è difficile… ma quando si avvicina l’ora diviene una cosa naturale…ci si rannicchia quasi trattenendo il respiro per sentire il battito del cuore materno… di Maria… con la stessa sollecitudine e premura con cui la madre del Cristo guardava a Gesù… ci si rannicchia con la consapevolezza del Figlio che sa di non essere abbandonato, ma anche con la voglia di capire come batte il cuore di una madre che non può far niente per impedire al Figlio di compiere il destino voluto dal Padre… c’è ardore nella Madre e c’è ardore nel Figlio che Si offre in sacrificio… perché il mondo sia sempre più bello, desti sempre più una mirabile nostalgia… proprio così… è destino di ognuno ripercorrere il cammino della croce, guardando sino all’ultimo la propria Madre, la propria vita alimentatrice di speranze e  bellezza… e c’è un momento in cui il nostro piccolo feto   fiducioso inizia a percepire il calore dell’eternità… è pronto per un nuovo parto ed il timore è solo quello di un istante… poi la Luce, quella di una Vita meravigliosa da scoprire. Quando nasciamo il cono di luce nasce con noi, quando moriamo inizia e finisce in Dio, non possiamo che raggiungerLo per la via più breve, per questo in Cielo non abbiamo più bisogno del libero arbitro, non c’è più un mondo da attraversare nella direzione di una scelta che ci appartiene, ormai Dio ci cattura e ci attrae nel Suo sorriso di eterna misericordia.

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica – parte ottantatreesima)

Via di Genova


L’eremita
Se stringo i pugni io provo dolore…ma forse è il dolore la mia forza, un infinito ed incomprensibile dolore che è nato con me e mette a dura prova la mia pazienza. Dicono che sia semplice depressione, ma già da bambino io sentivo il mio destino inscindibilmente legato all’angoscia, una compagna che davvero non mi ha mai lasciato. Arrivai presto al punto in cui ogni desiderio si rintana per la paura… di che cosa poi non lo sapevo… e non lo so neppure ora… il fatto è che non avevo nemmeno il coraggio di immaginarla… col tempo sono diventato un muro di gomma che mantiene ancora un po’ di colore, senza calore però… regalo solo riverberi negli occhi di un passeggero che immancabilmente si illude di poter trovare un riparo. Sembra quasi che il cuore attragga proprio nel momento in cui la freddezza allontana… forse è l’immagine di Dio che nel petto di ognuno cerca la strada verso ciò che di buono tutti abbiamo, anche se ne siamo spesso all’oscuro.

Abelardo
Non ti devi stupire se un fratello ti cerca e vede in te un aiuto. Il mondo è fatto di legami spesso indissolubili anche a discapito della nostra volontà. È un significativo anticipo della nostra appartenenza allo Spirito di Dio. Amare costa fatica perché il cuore non dubita e spalanca le porte della coscienza: è come se fossimo investiti da un vento inarrestabile che ci sconvolge ogni volta… aprire le braccia è così spesso un’impresa che ci fa temere qualcosa di oscuro, ma la fuga ci rende sempre più fragili, incapaci ed ignari della verità. Non c’è sapienza all’infuori del dolore di chi ama: è tutto quel che siamo tenuti ad imparare. La sapienza non è un concetto filosofico, non si impara sui libri… che sono utili solo a chi ha preso in mano il filo sottile della carità. La vita è fatta di pagine bianche, serve a poco leggere quelle degli altri quando si sono abbandonate le proprie. Scrivi ogni giorno anche se non riesci a tenere in mano la penna; ricopia i comandamenti nel tuo cuore, se non credi di poter guardare dentro te stesso, così il tuo libro sarà molto simile a quello di Dio.

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica – parte ottantaduesima) L’eremita

Spesso sogno che esista una vita così semplice e vorrei davvero immergermi in essa senza rimpianti… vorrei ritrovare la mia anima candida ed ingenua in un luogo dove la purezza sia una condizione naturale… potrebbe forse trattarsi solo di una età… e il Paradiso terrestre potrebbe essere una metafora per spiegare all’uomo le inesorabili tappe dell’esistenza… l’inevitabilità delle responsabilità e le conseguenze immancabili di una scelta sbagliata; forse anche Caino e Abele non sono altro che i due volti di uno stesso uomo entrambi intoccabili per gli occhi del Padre che paziente attende ancora il pentimento e l’autentica adesione del cuore…forse anche Adamo ha sognato per tutta la vita di tornare nell’Eden e ci ha lasciato in eredità questo desiderio… penso spesso a fuggire dal  mondo  anche se mi rendo conto che in realtà voglio fuggire da me stesso… e allora rinuncio perché metterei una pezza nuova su un vestito lacero.

Abelardo
Il tuo cuore è un eterno paradiso in cui puoi decidere di vivere o di morire. Non è lontana la destinazione del Padre, raggiungila e saprai di essere vivo. Vivo in Cristo… Vessillo che difende ed accarezza. Non c’è strada per chi lascia il cammino…vagare è inutile ed improduttivo nella lontananza da quel Dio che mai ti abbandona. Il cammino non è agevole perché bisogna guadagnare l’infinito, ma non ci sono false promesse in fondo, la fatica troverà sempre un compimento. Dio non Si nasconde e Si lascia cercare in tutta libertà.
La vita è le parole sono simboli di Qualcosa che ci attende. Sulla terra non serve scoprire il vero significato di questi simboli, utile è invece la percezione di un rimando, perché Dio non Si incontra con i sensi che la natura che ci mette a disposizione… Dio Si intuisce, non ha un corpo, né un profumo, né una voce. L’intuizione non possiede né una forma, né un colore, ma mette in moto le idee e lo spirito fino a che non si confondono nella creazione. Ripercorrere il cammino di Dio nel nostro piccolo ed ogni giorno essere felici di quel poco o di quel tanto che abbiamo realizzato non può che portarci nella giusta direzione…l’intuizione, lo spirito creatore ha bisogno del fango… non scordarlo mai… devi calarti nell’uomo per l’uomo, accettando ciò che sei e ciò che sono gli altri, spesso inconsapevoli, ma sacri destinatari della tua fatica. La purezza non esiste in astratto, se non nel sorriso di chi onora i talenti. Stringi il vuoto e sentirai la forza delle tue mani…