L’eremita (Seconda parte) (Scena unica – parte ottantesima)

L’eremita
Pensa che a tutti gli uomini sia data la capacità di amare?  Ma se anche fosse così… perché Dio non ci  aiuta a capire come si fa ad amare? La risposta sta forse nella croce? Ma Cristo è morto per amore degli uomini e quindi anche la morte potrebbe avere una finalità ulteriore… l’accettazione del sacrificio della croce rimanda ad un’altra realtà… inespressa. Forse non se ne può spiegare la presenza, ma se ne può percepire l’assenza ed è anche questo un modo seppure doloroso…di amare.

Abelardo
Raggiungi il cuore e sentirai che il percorso non è né lungo né difficile…il mare ci cattura sempre con la sua magia, ma di notte ha una forza particolare, specie quando possiamo soltanto immaginarlo…così è per l’amore che attrae sempre il nostro cuore, ma ci rende particolarmente sensibili quando seguiamo un percorso interiore che non possiamo vedere cogli occhi…la sua essenza sfugge all’immediata percezione dei sensi  e si dipana nella ricerca che ognuno di noi può compiere…la distanza è breve, tra mente e cuore ci sono pochi centimetri, ma bisogna stendere una via dolce e dolorosa, dimentica del tempo e dello spazio, colma soltanto del desiderio di condividersi. L’effetto è incontenibile, come per un vaso che allo stesso tempo cerchi la botte per riempirsi e le coppe per traboccare… Amare vuol dire essere tramite tra la Salvezza ed il Suo dono irrefrenabile…che sei tu ma tu non sei…è il sangue di cristo che ti impregna e poi cade sul mondo per benedirlo, preservarlo, costruire una serie infinita di strade che portino a Dio ed agli uomini. E se ti senti vuoto vuol dire soltanto che puoi essere riempito,  che puoi gustare con maggiore entusiasmo il passaggio della Vita in te e per i tuoi fratelli.