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Commiato/Anonimo


Commiato

Tra poco
quando chiuderai
gli occhi
mi addormenterò
e in preghiera
chiederò che
la mia barca
approdi presto
ai tuoi sogni

attracco

Anonimo

Mi raccoglie
la spiaggia
in perenne
naufragio.
Al mercato delle illusioni
conservo ancora
un posto anonimo:
amore mio,cercalo…

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  1. già Lucrezio nel De rerum Natura aveva parlato del mare affermando che è dolce mirar dalla riva gli affanni altrui quando i venti sconvolgono la distesa del mare, mettendo in relazione affanni e mare. Elisabetta

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  2. Che splendida sorpresa questa pagina, in questo momento della sera in cui tutto cede al sonno. Anche io ho pensato alle mie bimbe, soprattutto a quando stanno male o fanno un brutto sogno, ma anche ad ogni altra sera, a quel rituale cosí sacro ed intimo che fa della sera stessa una preghiera. E’ una preghiera all’innocenza che sia sempre protetta, all’innocenza che non debba mai stancarsi di cercare, cercare quello che di piú puro c’é in noi, nonostante la nostra vita, il nostro apparire. Che tutti possano avere uno sguardo accanto in continua ricerca! Grazie di tanta dolcezza e di tanti splendidi commenti. Alberta

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  3. cercalo! In quel cercalo c’è la richiesta che la barca approdi ai propri sogni, la speranza che non solo la spiaggia ci accolga da naufraghi, ma che un uomo, una donna, un genitore, un figlio ci accolga come persone…che Dio stesso ci accolga per ciò che siamo quando da Lui giungeremo a mani vuote, come si giunge da chi sappiamo che ci ama per ciò che siamo, con le nostre fragilità, i nostri limiti ed i nostri sogni che nel suo cuore, con la sua preghiera ci aiuta a realizzare.

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  4. vedo solo ora il post…lo proporrò ai ragazzi quanto prima. Vorrei solo aggiungere un altro particolare che mi è venuto in mente riflettendo su quel in preghiera chiederò: la preghiera esprime anche in desiderio di unirsi ad altri nel rivolgersi a Dio, è come se qui nelle liriche si volesse sottolineare che se recitata in due, nel momento del bisogno, la preghiera possa essere più efficace, proprio perchè quando due sono uniti nel Suo nome Egli è in mezzo a loro. Ed allora lì nel naufragio quotidiano, nella ricerca di un proprio ruolo l’essere vicini nella e con la preghiera diventa una sorgente a cui attingere speranza e fede.

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  5. la preghiera è vissuta anche come grido e lamento per il male e la sofferenza nostra e di chi ci è caro, è sovente una richiesta di aiuto, di orientamento per non abbattersi, per resistere, per non smarrirsi. Forse non avvertiamo come vere (lo sottolineavano i ragazzi qualche tempo fa) e come autentiche quelle preghiere che gridano a Dio una condizione di smarrimento (vedi naufragio) ma io credo che queste invocazioni invece siano del tutto normali in un cammino di fede.

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  6. vorrei aggiungere alle parole di Tiziana che la preghiera è una apertura colma di fiducia verso Dio perchè da Lui e dalle Scritture ci deriva quella forza necessaria per realizzare intorno a noi il regno di Dio, cioè un mondo di valori possibili e allo stesso tempo alternativi. In tal senso Dio è spiaggia, è la fune che tiene ancorata la barca ed i sogni non sono solo tali, le illusioni non sono tali e basta ma possibili e realizzabili, pur nel sacrificio.

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  7. io vorrei riflettere sul significato di quel “chiederò in preghiera”, sul significato della preghiera come uno strumento per chiedere a Dio di essere un sollievo per il prossimo. Mi è capitato molto spesso di vivere questa realtà accanto al lettino del mio bambino..vi assicuro che l’immagine della barca che approda ai sogni di mio figlio è proprio vera! Una barca carica di serenità, che possa sbarcare altri sogni, musica dolcissima, carezze e baci, coccole e sicurezze. E speranza…spesso penso a Giacomo come a un naufrago…questi versi sono propri di chi sa cos’è la sofferenza…grazie per averla condivisa anche con me. Tiziana

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  8. avete già commentato benissimo! Questa pagina mi dona un senso di calore, la percezione che non si è mai soli, che sempre qualcuno che ci ama è pronto a raccoglierci, come la spiaggia fa col naufrago, come un padre con il figlio, come il porto la barca. Sento aria foscoliana in questi versi, flutti serali, desiderio di ricongiungersi presto dopo il commiato, desiderio di rincontrarsi, fosse anche solo una corrrspondenza d’amorosi sensi…e se siamo tutti barche sbattute dai flutti è pur vero che possiamo tutti essere porti, accoglienti e non solo nei sogni ma soprattutto nella realtà, che tutti i giorni mette alla prova la nostra capacità di accoglienza e di dono.

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  9. getto solo un amo sul vertere ei nostri amici, in particolare riferito alla tematica della nave (qui barca) come una metafora molto antica e utilizzata…sarebbe bello che i ragazzi facessero un excursus su questa bella variatio!

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  10. questo è un dialogo di infinita tenerezza, c’è chi attraverso la preghiera cerca di farsi strumento, un mezzo per realizzare i sogni dell’altro e chi nel perenne dolore chiede all’altro ancora una volta aiuto…sulle parole scende piano la notte, quasi a consolazione di una sofferenza condivisa e per questo comunque lenita.

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  11. la prima lirica è tutta un hysteron proteron! Un bell’esempio di questa figura retorica tanto amata dai classici.
    La vita è illusione, spesso è sogno, la vita è naufragio, ma è soprattutto occasione preziosa pnon tanto per essere raccolti da una spiaggia nella disperazione, quanto nel permettere ad una barca di approdare ai nostri sogni e di renderli concreti…è il segreto dell’amicizia che lega due persone, questo!

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  12. …in preghiera….chi raccoglie non è la spiaggia, è Dio attraverso l’altro, l’altro che si addormenta solo quando io chiudo gli occhi, l’altro che veglia su di me..l’altro rappresenta le ali che Dio spiega su di noi! Beati coloro che possono scrivere questi versi, sentire vivi, veri questi versi, espressione autentica di vita, una vita fatta anche di naufragi, ma nel naufragio c’è pur qualcuno che si accomiata da noi nel sonno col desiderio di raggiungerci in sogno.

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  13. chi ci ama decisamente ci aiuta a trovare un ruolo, a prendere coscienza di noi stessi, a dare un nome a quel posto che può concretizzarsi e avere finalmente un senso. Io il senso della vita l’ho trovato nei figli, non nel lavoro che pure aiuta molto a costruire un’identità, ma direi che sono gli affetti quelli che ci donano la misura della nostra autenticità. Quante volte mi è accaduto di vivere quel “commiato” coi miei figli, soprattutto quando non stavano bene, quando la notte era per me davvero un naufragio ed avrei voluto io esser malata al loro posto…la vita allora ci appare davvero solo un’illusione, è caduca, precaria e spesso si accanisce, ma in quell’approdo, in quell’amore mio c’è la verità di un ruolo, di un posto in questo mondo.

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  14. è bella quella simultaneità di chi si addormenta non appena l’altro ha chiuso gli occhi, la preghiera che la notte duri solo cinque minuti, quell’immagine della barca è assai lirica, contiene in sè una nostalgica e romantica attesa, la stessa attesa che si porta dentro un naufrago, stanco e sbattuto dai flutti della vita che sinora ha offerto solo illusioni…salvami dalle illusioni amore mio, cerca per me un ruolo, un posto, io che non riesco a trovarlo, salvami amore mio! Tutta la vita è solo un’ullusione, forse solo tu sei vero, tu e l’amore tuo che con la sua barca viene a trovarmi nei sogni e dà un senso a questa vita da naufrago…

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  15. questa pagina ha qualcosa della poesia di Neruda…nella prima lirica vedo la speranza, la speranza di poter stare sempre accanto a chi si ama , quella speranza che Foscolo interpretava con la sua corrispondenza di amorosi sensi e dava così un senso compiuto ad una vita che altro non era che puro meccanicismo, un ciclo continuo ed alterno di nascite e morti. I sogni si trasformano in illusioni e da Foscolo si passa allora a Leopardi…ecco questi rimandi a distanza…in questo senso le liriche sono impregnate di richiami romantici, anche il naufragio è tale, perchè tutto è precario, per fortuna direbbe Foscolo..menomale che c’è la sera! Ma forse, al centro dei sogni, nel mezzo delle illusioni, in quel non essere che titanicamente vorrebbe affermarsi non c’è mai l’uomo da solo, ma l’uomo con accanto qualcuno, un qualcuno verso i cui sogni alla fine approdare, un qualcuno che ci aiuta a cercare la nosra strada. Su quella barca attraccata, ci sono due persone che coi loro occhi guardano a una meta comune. E non è un’illusione…ognuno a tal proposito ha la sua storia da raccontare. Nicola P.

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