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Intimità/Intimità


Intimità

Accartocciata
sul mio nome
inventi il tuo.
Sera e lume
saremo
ossigeno e fumo.

candela

Intimità

Abbracci
il bianco seno
come la luna.
T’appartiene
la sera
prima che il nome mio
all’alba
ti svegli

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  1. se esiste una realtà che abbia una dimensione sociale questa è proprio la sessualità. Ridurla ad un affare privato tra due persone sottraendola ad ogni prospettiva sociale significa una privatizzazione esagerata e irreale

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  2. a questo punto allora va solo aggiunto come l’amore di due persone diventi luogo di trasmissione della vita. E come le conferisca una indiscutibile funzione e dimensione sociale. Patrizia

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  3. mi sento ancora in dovere di aggiungere per i ragazzi che l’atteggiamento maturo nei confronti della sessualità è quello che la vive anche come aperta alla vita, cioè come mediatrice del carattere procreativo dell’amore sessuale umano. Tale atteggiamento di apertura porterà a procreare nuove vite che potranno essere molte o poche a seconda della edecisione libera, intelligente e generosa dlla coppia, secondo i principi della paternità responsabile. Sarebbe comunque immaturità rifiutare il carattere procreativo dell’amore genitale umano, così come il negarlo o il rimuoverlo. Viverlo in modo posito e gioioso è rispondere al progetto e alla missione della persona.

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  4. Avete parlato di gesti ed esiste senza dubbio un gesto privilegiato:la relazione genitale con quanto essa comporta. Secondo l’antropologia cristiana la relazione genitale rappresenta l’intimità totale e pertanto suppone ed esprime una relazione amorosa qualificata, definitiva. L’amore dell’uomo e della donna segue un processo attraverso il quale vanno maturando la conoscenza, la cominicazione, la relazione interpersonale, la fiducia reciproca. C’è una tappa iniziale in cui questi elementi sono deboli, incompleti; ma quando la relazione cresce allora conoscenza, dialogo, fiducia ed amore vengono vissuti da parte dei due amanti come definitivi, senza paure, nell’apertura verso un percorso comune, sconosciuto ma già progettato senza ritorno.

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  5. in poche parole mi par di capire dai vostri discorsi che ciascuno di noi deve imparare ad amare e a integrare nell’amore quanto è “sessuale”:in tale contesto l’erotismo, la tenerezza, l’intimità, per l’appunto, ed il piacere recuoerano tutto il significato dell’amore interpersonale che viene espresso e allo stesso tempo lo arricchiscono. Elisabetta

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  6. e mi pare importante sottolineare che la persona ha davanti a sè un duplice compito: da un lato deve imparare ad amare, deve crescere nell’amore che supera ogni ripiegamento su se stesi e si fa apertura, accoglienza dell’altro, dedizione, servizio, fedeltà e dialogo. E dall’altro essa deve crescere convogliando tutte le forze sessuali, cioè tutte le potenzialità umane al servizio di questo amore personale, al servizio della liberazione dalla tendenza all’aautoaffermazione e al possesso dell’altro, per conseguire un atteggiamento di apertura e comunione.

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  7. Gli essere umani possono mettersi in relazione tra di loro in vari modi, ma di certo la sessualità a tutti i livelli rappresenta la mediazione delle relazioni che vengono instaurate.

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  8. La sessualità è una degli elementi della vita umana che segna tutto il nostro modo di agire e di essere…ci sono due modi di essere persona: la modalità maschile e quella femminile e questo conferisce uno specifico stile – maschile o femminile appunto – a tutta la vita, alla realizzazione personale e alla relazione con gli altri e con la realtà del mondo.

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  9. mi pare che dal punto di vista cristiano la vita umana vuole soprattutto essere un incontro con la vita, con la pienezza, in nome di un percorso intessuto di delicatezza nella realizzazione sessuale dell’essere umano. Patrizia

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  10. Queste due liriche mi hanno rimandato in particolare al tema della sessualità, così connessa all’intimità,ed ho allora rivolto una domanda ai ragazzi, ma ancor prima a me stessa:quale è il modo di concepire, dal punto di vista umano e cristiano, la sessualità in generale e in particolare la sessualità di coppia?
    Grazie per questo ennesimo spunto. Patrizia

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  11. trovo molto toccante pensare all’intimitá, la vedo umile, proprio perché, come avete detto é la felicitá di sapere di appartenere a qualcuno, a delle pareti immaginarie che si sono costruite insieme, a Dio…e riecheggia in ció che, attraverso lei, diviene rituale sacro, uno sguardo, un gesto, un suono. Tutto diviene intimitá quando si appartiene. Grazie a tutti Alberta

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  12. tenera ed eloquente quell’immagine in cui si tiene delicatamente tra le mani, quasi a porgerla, una luce, come fosse il cuore, l’intimo dell’anima…quest’anima sente, prova emozioni, palpita e un’altra anima sa coglierne i battiti sino ad entrare in intimità, in un dialogo fatto di corpi che si muovono, parole che si dicono e si asoltano, linguaggi, silenzi ma il tutto in un armonico scambio di diversi punti di vista, di diverse posizioni, di approcci diversi ma stimati, resi preziosi in quanto diversi. Questo avviene nell’intimità: un riconoscersi nell’altro al punto che il mio nome si fonde nel tuo, i miei occhi vedono con i tuoi pur nella nostra diversità, pur nell’essere noi inici e irripetibili.
    Grazie per questa bellissima pagina. Costanza

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  13. sottolineo ancora un particolare:l’intimità è qui fatta di corpo e nome, della totalità dell’essere, della dignità dell’essere stesso che in tutta la sua complessa interezza, con tutta la sua difficile storia alle spalle si dona e viene accolto, in uno scambio affettivo che costituisce il cemento per la sua relazione sana col prossimo…si parte dalla famiglia d’origine a fare della propria intimità qualcosa di bello e di autentico che caratterizza peculiariamente ciascun individuo, si continua con coniuge e si prosegue coi figli, sempre però con un occhio proiettato fuori dalle pareti domestiche, dove l’intimità non gioca ruoli, ma si mettono a frutto i doni che tra le pareti domestiche si sono scambiati.

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  14. Mi pare opportuno sottolineare che questo senso di appartenenza, questa intimità di cui i nostri amici hanno parlato sia da riferirsi ad una coppia in particolare che gode di una relazione profonda, spessa, di lunga durata, cementificata grazie al quotidiano, alla domesticità del focolare che la unisce, ai legami profondi che ne sono alla base. Questa intimità è una luce, un calore che si sprigiona da due mani, come la luce e il calore che si diffonde da una coppia aperta agli altri, coppia che condivide con gli altri le sue ricchezze e si mette in ascolto, per crescere ancora, per migliorare la feconda intimità che lega due esseri fino a farne una sola carne.
    Vi faccio i complimenti per l’originalità e la naturalezza con cui avete scelto di trattare l’argomento. Carlo

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  15. che tu possa ancora accartocciarti sul mio nome stasera, che il nome tuo mi svegli ancora domani all’alba…perchè a questo Cristo ci ha chiamato, consorte mio! Mi pare una splendida promessa da rinnovare ogni giorno.

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  16. accartocciare e abbracciare…farsi piccoli piccoli per star tutti dentro il palmo di una mano, farsi luce per sprigionare altri abbracci, farsi trasparenti, bianchi come la luna, luminosi per poter rischiarare il sentiero impervio, allargare le braccia per stringere ed amare, forse possedere, sì, è una sensazione incredibile sapere di poter possedere una persona, sapere che il suo cuore ci appartiene…ma poi nulla ci appartiene, neppure i figli coi quali raggiungiamo un altissimo livello di intimità…ma sarà forse vero che nulla ci appartiene? Sotto tanti aspetti sì, ma credo comunque che non sia del tutto vero, che io per primo appartenga a Tiziana e a Giacomo e non sapete la gioia di essere di qualcuno, è incredibile quanto sia bello pensare di appartenere a qualcuno:il mio cuore appartiene a te…è un canto che per me non ha fine, è la celebrazione della gratuità, della vita insieme con tutte le fatiche del caso, è chiaro, ma anche con tutte le ricompense che solo dall’intimità di due cuore e di due anime, di due cervelli possono scaturire.

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  17. carissimi Carlo e Giulia, vi ringrazio personalmente per il valore paideutico del post, per come siete riusciti a fare dell’intimità non un manifesto pubblicitario (come se ne vedono tanti in giro) ma un inizio per una più profonda riflessione sulla personale intimità di ciascuno e sulla necessità che ognuno di noi ha di condividere la sua intimità con un altro. Senza banalizzare. Pur nella semplicità, quei versi, proprio per il valore della semplicità stessa hanno messo in luce come l’intimità tra due persone sia comunque frutto di scelte, di fatica, di gioie, come la relazione sessuale sia importante nella vita di un individuo perchè gli dona pienezza del sè e pienezza dell’altro. Di fatto lo scambio elementare di questi versi non è altro che relazione, è già in sè il racconto personale di cosa sia per voi l’intimità e noi – mi pare – abbiamo cercato di accogliere il vostro messaggio pilotati dall’immagine che avete scelto per indirizzare la conversazione in una determinata direzione. Grazie di tutto.
    Nicola P.

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  18. mi sembra sempre una specie di miracolo constatare come da questi versi possano nascere considerazioni così “intime”, passatemi il termine. In un primo momento avevo dato a queste due liriche un valore puramente sessuale – non fraintendetemi – ma poi leggendo i commenti, mi sono accorta che l’intimità veramente non è quanlcosa che si celebra in un letto, ma che è fatta del quotidiano, che per celebrarla bene tra le lenzuola ci vuole tanta strada da fare insieme giorno dopo giorno…ho capito che dietro a quel nome c’è tutta una vita che si dona e che chiede di essere accolta e dietro all’abbraccio c’è il riconoscere che quel seno è nutrimento, è vita, è speranza, è alba e domani. E’ il domani. Io e te. Insieme.
    Paola

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  19. forse non siamo pronti al dono di sè:credo che l’intimità si raggiunga quando ci si doni completamente all’altro, quando nessun pudore ci trattiene dal manifestare all’altro le nostre debolezze, i nostri difetti…ci si mette in gioco, a nudo. Ma questo è difficile…siamo così pieni di miserie che svelandoci temiamo di perdere la persona amata, ed allora meglio fingere tante volte, meglio nasconderci dietro a cortine di illusioni…illudiamo noi stessi prima di chi amiamo…e la verità in tutta la sua crudeltà prima o poi verrà a galla, le nostre meschinità saranno palesi e sarà dura affrontarle da soli. Marco

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  20. noi spesso buttiamo via, tralasciamo, facciamo le cose con superficialità, compiamo gesti senza sentimento e spreciamo in tal modo occasioni di amore, siamo fumo ma non ossigeno, rischiamo di essere una notte senza luce, una notte che non vedrà mai l’alba….Alberto

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  21. e se la sera ti appartiene è perchè ti appartiene il mio seno, il mio nome…sei padrone del tutto, sei padrone di me, davvero hai tra le mani un dono unico e prezioso…dovremmo pensare di più al valore che hanno queste cose noi ragazzi! Annalisa

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  22. proprio in questo sta il bello della poesia:nel dire e nel non dire, nel dire evocando altre immagini…ma poi che differenza fa? Non è forse bellissima l’immagine di un seno tondo, pieno, bianco come la luna….ai greci piaceva così tanto quest’icona….e non è forse altrettanto bello pensare che tu possa abbracciare il mio seno come se abbracciassi la luna intera e tu mi possedessi come possiedi la sera, perchè luna e sera sono in fondo la stessa cosa e qui sono sinonimo di vita, di gioia, di amore…pensate a Foscolo, alla sera, pensate come è forte alla sera il suo richiamo alla morte e guardate come questo modello poetico è qui stato rielanorato, ripreso e poi rielaborato…ecco ragazzi, in questo sta la FORTUNA DI UN TESTO, DI UN AUTORE, NEL FATTO CHE I SUOI VERSI POSSANO ESSERE ANOCRA PRESI A MODELLO E RIELABORATI, CONTAMINATI. Mi pare importante questo ennesimo seme gettato da Carlo e Giulia

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  23. vorrei soffermarmi sul chiasmo e sul dualismo che mi paiono le figure dominanti di questi versi . Ossigeno e fumo, sera e alba, bianco seno, nome mio…ma poi, a ben vedere c’è un tutt’uno che nasce da queste liriche, c’è una creatura nuova, rinnovata dalle parole, dagli abbracci dell’altro, c’è un unico nome, una persona sola, nella carne e nel sangue, nell’ossigeno e nel fumo, a sera e all’alba…perchè questa è l’intimità che unisce due persone, l’essere una carne sola, un nome solo, il perseguire il solo obiettivo che è la felicità, il bene dell’altro. Nella penombra di questi versi si avverte tanto calore, una luce soffusa, ma precisa, che taglia netti i contorni e dona una precisa immagine di cosa sia l’intimità. Complimenti!
    Enrica

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  24. anche io ho apprezzato molto questi versi…quando penso all’intimità penso soprattutto a una madre col bambino al petto, non so perchè ma è l’icona più intima che il mio cervello partorisce, forse proprio per via di quella gratuità di cui parlava prima Alessandra, forse perchè l’intimità è uno scambio, prima di tutto dono e scambio, è un gettare i veli, nella penombra, è farsi luce, è far emergere il calore che il nostro cuore è in grado di sprigionare. L’intimità non c’è solo la sera, quando i corpi si avvicinano e si toccano, si amano, l’intimità è un qualcosa che nella vostra sera tocca l’apice, ma si comprende bene che per arrivare a questo acmè di autenticità si è costruito qualcosa giorno dopo giorno. Carlotta

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  25. a me piacciono molto queste due liriche, sono semplici e evocano un qualcosa di familiare, di conosciuto, di percepito nell’esperienza. Nella prima forse vedo più la precarietà umana, nella seconda c’è invece la volontà di prolungare, come un’eco, l’intimità, cosa che mi fa capire che per intimità non si intende solo l’atto sessuale in sè. ma tutta una serie di componenti relazionali, di atteggiamenti, un complesso di parole e gesti che entrano nella familiarità, come fare la doccia insieme, scambiarsi lo spazzolino, bere dallo stesso bicchiere….se ci fate caso l’intimità in tal senso è soprattutto sinonimo di condivisione. Federico

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  26. quell’immagine è una bella metafora:l’amore nel palmo della mano, la vita di chi amo nel palmo della mano…accade così, per miracolo, quasi, quando ci si dona e l’intimità è allora un qualcosa non più di personale, ma un fattore che appartiene ad entrambi, fatto di gesti, di silenzi, di movimenti lenti, fatta di armonia…perchè nell’accartocciarsi sul nome, così come nell’abbracciare il seno c’è l’intimità del nome, della scoperta, dell’accoglienza, la gioia del donarsi, la genorosità di accogliere per ciò che si è….e siamo fumo, siamo ossigeno, ma siamo nome, ed il nome mio da te invocato ha un valore tutto particolare, perchè è la tua voce, l’intimità della tua voce che lo rende speciale, stasera così come domani…l’intimità c’è stasera, ma domani la celebreremo nuovamente, magari non tra le lenzuola, magari solo parlando, ascoltando, a volte addirittura tacendo per non dastare pensieri in chi amiamo. L’intimità sana è quella del cammino quotidiano, che ci svela sempre tanto piccoli, tanto miseri, tutti racchiusi in un semplice nome, il nostro, che è sinonimo di una vita intera di cui vogliamo far dono all’altro!

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  27. bentornati! Ero in pensiero…spero stiate bene e che tutto proceda per il meglio. In questi versi, molto semplici, molto scritti di getto, ma non per questo poco curati l’intimità è soprattutto raccontato come un traguardo, come una meta di un cammino, una delle tante mete di un cammino e proprio per questo non propriamente una meta, bensì più precisamente un punto di partenza per migliorare noi stessi e l’altro. L’intimità è quella del focolare domestico, con quel richiamo al fumo, alla luce, alla sera che vede tutti riuniti nella casa, una casa fatta di affetti, costruiti sulla fatica e sulla gioia che ogni giorno ci regala. L’intimità è quella di cui si gode a sera, è un seno bianco da abbracciare, un nome da invocare come accade quando si è tanto innamorati…e la notte dura pochissimo, l’alba sorprende gli amamti nell’intimità del loro abbraccio…e non si è fumo, si è nome e dunque ancora vita, ancora speranza.

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  28. l’intimità è un’icona dai colori caldi, è una mano che accoglie tra tiepide dita una fiamma, una luce e con quel calore ricevuto va a riscaldare altri cuori…non conosco il mio nome…ho imparato chi sono grazie alla tua presenza, dono unico e speciale del Padre…e se questa sera che ci appartiene terminerà, domani ci sveglieremo ancora con questo tepore tra le mani e la luce che nell’intimità abbiamo ricevuto illuminerà una giornata intera.
    Brevi, brevissimi versi, foglie sparse al vento, per raccontare che l’intimità è fatta soprattutto della luce che ognuno di noi ha nel cuore e che con gioia dona all’altro. Grazie! Paolo

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