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Acquerello/Passaggio


Acquerello

Profuma d’alga
la mia bambina
e corre sulla spiaggia
coi capelli di mare
lei che come il sale
dà sapore all’intera
vita mia
alla nostra
piccola vita

Annina

Passaggio

A giocare
tra i giunchi
piegherai anche tu
il dolce capo.
Ascolteremo la brezza
d’Oriente e mi insegnerai
come un sorriso
fa splendere le stelle

Comments

  1. un ritratto dolce e delicato, sfumato, quasi a mescolare i colori perchè poi a tutti appartiene solo l’acqua, quella piccola vita, alla quale cerchiamo di dare una tinta.
    E spesso sono proprio i bambini a ricordarci dei colori che abbiamo nel cuore..non abbiamo troppo tempo per dipingere, ma abbiamo la possibilità di avere pennelli e colori a nostra disposizione:non dimentichiamoli in un cassetto, presi da tante cose che ci sembrano importanti ma non lo sono. Rossana

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  2. emilioconte says:

    lo splendore delle stelle non è altro che la commozione di Dio quando guarda la semplicità e l’umiltà d’animo delle sue piccole vite…credo davvero che Dio si commuova ogni volta che un bimbo sorride alla vita, ogni volta che un genitore dice di sì alla vita!

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  3. Che cos’altro ci insegnano i bambini…a soffrire, a saper soffrire con la dignitá degli umili e dei Santi. Piú sono piccoli e piú sanno sorridere, in circostanze in cui un adulto sarebbe preso dalla disperazione, forse per inconsapevolezza, non credo, credo che in loro l’istinto alla vita sia piú puro, cosí come l’istinto a rialzarsi dopo una caduta, a curarsi nel profondo con la semplicitá di un sorriso. Quest’anno, circa a metá dell’anno scolastico una compagna di scuola di mia figlia (sei anni) é stata diagnosticata con leucemia, per fortuna una forma dalla quale é possibile guarire. Dopo poche settimane di ospedale questa bambina é tornata a scuola, non tutti i giorni ma quasi, ogni venerdi fa la chemioterapia (durerá due anni); inizialmente non riuscivo a guardarla senza sentire un nodo alla gola da non poter guardare mia figlia senza scoppiare a piangere ma ora scherzo con lei, a volte non riesce a camminare e usa la sedia a rotelle, altre volte va in bicicletta con la sua bandana in testa per coprire la mancanza dei capelli e un sorriso smagliante sulle labbra che fa davvero vedere il cielo. Devo dire che inizialmente ho criticato quella madre per portare quella bimba a scuola, quella donna mi ha dato una lezione di vita stupenda, solo una madre puó avere quella forza, la madre di una bambina malata. Alberta

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  4. Ed ancora “Mi domando…se le stelle sono illuminate perchè ognuno possa un giorno trovare la sua”..Ognuno ha la sua umanità misteriosamente piena e ricca da far crescere e da scoprire:l’importante è saperlo e mettersi in cammino. E se gli occhi sono ciechi, bisogna cercare col cuore. Abbiamo bisogno tantodi questo, specialmente oggi. Per viverlo noi, ed insegnarlo ai nostri figli. Guai a tarpare la nostra umanità, a non contemplare mare e cielo stellato, a non stupirsi del profumo d’alga e della brezza d’oriente.
    Continuate a mostrarci la strada, Carlo e Giulia, continuate…
    Grazie. Salvatore

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  5. come Alberta anche io mi riallaccio a Saint Exupery:ad un certo punto della vita si può andare in panne. allora si ritorna essenziali, è questo che leggo nei vostri bellissimi versi che ancora una volta mi stupiscono, si sfrondano le migliaia di cose inutili, ci si leva tutte le maschere che accompagnano il nostro povero quotidiano. E’ in quel momento che si è pronti all’incontro con il Piccolo Principe, con il fanciullino che ancora è dentro di noi, con la sobrietà, la lealtà, la bontà, la determinazione. Per me cristiano, con ciò che meglio Dio mi ha messo dentro, a me, come ad ogni uomo. La nostalgia dell’infinito, la capacità di contemplazione, il silenzio.

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  6. che pagina fiabesca…letteraria e fiabesca. Vorrei soffermarmi su quel “nostra”…quella nostra piccola vita, nostra, nè mia, nè tua, e come tale non può essere divisa, ma solo condivisa. Ed è bello questo! Molto bello! Al di là di Saba e di Dante è il messaggio di pace e speranza che emerge prepotentemente da questo post. Gli autori a cui si fa riferimento sono un pretesto, quasi un gioco letterario – perchè poi quando si è bravi ci si può permettere di giocare sulla Poesia – e da questo gioco si passa alla vita, che pur nella sua piccolezza ha in è la magia di un cielo stellato e la poesia di un sorriso di fanciulla. Nicola P.

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  7. alessandrarisso says:

    …come dire che le traversie della vita, grandi e piccole, come le onde, se percorse insieme, con tenacia e fiducia portano a buon fine, un fine di serenità e di gioia (quelle piccole, quelle semplici, quelle vere). Così è, se ci pare. Sì, perchè ci vuole coraggio e fede nel poter essere felici (come i bimbi)…ce la faremo noi, vecchi genitori, già scombussolati da qualche tempesta, a mantenere lo sguardo limpido e sereno per noi e per i nostri bambini? Le vostre liriche dicono di sì…e ci voglio credere anche io a questa favola!

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  8. ed io ringrazio Dio di far in qualche modo parte della vostra piccola vita, fatta di gesti semplici, di richiami letterari, di sorrisi di bimbi, di grande fede…piccola è la vita di ciascuno di noi, ma voi avete il dono grande di lasciare un’impronta sul cuore di chi vi legge…come i passi di quella splendida bimba sulla spiaggia, passi che sanno di sale e danno sapore ai giorni.

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  9. emilioconte says:

    Altro collegamento tra le due liriche:nel primo del Purgatorio Virgiolio sceglie tra i giunchi quello più adatto al grado di umiltà del discepolo…forse è proprio l’umiltà che tra le righe viene celebrata nei primi bellissimi versi..in effetti questa pagina è così bella che qualsiasi commento sciupa un po’ la magia di quella corsa appena accennata sulla battigia! L’umiltà celata nel profumo d’alga, un profumo portato dalla brezza d’oriente, da dove sorge, ogni giorno, da sempre, il sole…quasi a dire che si deve rinnovare, ogni giorno, questo miracolo della vita, della nostra piccola vita.

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  10. Quei riccioli sono brevi come un sogno, brevi come la vita, ma il loro sapore, il loro odore é piú prezioso dell’oro e dei diamanti, é quell’odore che da senso a te e a me come un noi, al mare, alle stelle, ad un campo di grano, tanto per citare anche il Piccolo Principe, l’emblema di tutti i bambini del mondo… e quando si ha il privilegio di stupirsi dinnanzi a quei riccioli, sará nella brevitá del nostro sempre. E’ difficile aggiungere qualcosa dopo dei commenti cosí belli, vorrei peró dedicare questa pagina ai sorrisi, ai riccioli e agli occhioni del mondo perché siamo tutti figli di Dio. Alberta

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  11. carlocuppi says:

    e mi piace pensare che dobbiamo piegare il nostro dolce capo come se fosse un giunco se vogliamo gustare appieno questa “piccola vita”…che è nostra, ci appartiene come lo splendore delle stelle, come un figlio nato dall’amore più profondo che mai uomo potesse provare.
    Grazie per questa nuova e toccante pagina di vita!

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  12. piccola vita…siamo davvero ben poca cosa dinanzi alla volta stellata…eppure senza il sorriso dei nostri bimbi quelle stelle non potrebbero splendere. Sono su due binario paralleli queste due liriche. E’ un dialogo di non facile comprensione, perchè i richiami danteschi forse allontanano quasi dall’affettività pregnante della prima lirica, ma quella nostra piccola vita è qualcosa di fragile e breve…come a dire che tutti noi siamo di passaggio e sta solo a noi in questo breve spazio di tempo cogliere i segni che donano sapore alla nostra esistenza.

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  13. quanto insegnano i bambini! Quanto sapore danno alla nostra esistenza. Mi vorrei soffermare su un indugio, su una precisazione, forse, presente nella prima lirica. Gli ultimi versi: l’intera vita mia – dice il poeta – ma poi si corregge, quasi chiedendo perdona:la nostra piccola vita!Ecco, io trovo molto importante questa precisazione, questo noi invece dell’io, questo nostro al posto del mio…trovo importante l’aver sottolineato che solo perchè siamo in due, tu ed io, possiamo dare vita a un altro, ed è bello stupirsi dinanzi al sapore di questa nuova vita, nata da me e te. Siamo il sale della terra…diamo un sapore ai nostri gesti, diamo un senso alle nostre parole, ai nostri silenzi, ai semplici sorrisi che fanno splendere le stelle. Pensiamoci più di frequente a questi miracoli che ci accadono tra le mani e che non riconosciamo come tali. Grazie, amici miei, per come oggi avete celebrato il dono della vita, questa vita che è un gioco, questa vita tra i cui giunchi pieghiamo il capo…per poi sollevarlo a guardar le stelle, a guardar le onde.

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  14. renatoscrepis says:

    nella seconda lirica invece il passaggio è riferito a quello che dall’Inferno porta al Purgatorio, si esce dalle tenebre per poter entrare nella luce, al soffio del vento che proviene proprio da dove sorge il sole, che per Dante rappreenta sempre la Grazia divina. E’ un’icona questa bimba, un’icona che segna il passaggio dal buio alla luce, dal dolore alla grazia.

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  15. renatoscrepis says:

    Davvero una pagina delicatissima e letteraria! Procediamo con ordine. Il ritratto della bimba di Giulia in realtà non c’è, è tutto molto acquarellato , i colori, i contorni, si confondono l’un l’altro. Unico accenno sono i capelli, il profumo e la sua corsa. e’ UNA DESCRIZIONE CHE AVVIENE PER DISSOLVENZE, attraverso uno scorcio marino(spiaggia, sale, mare) che vuol sottolineare la vitalità…sembra uno scatto fotografico…la piccola diventa in tal modo uno spettacolo della vita, un qualcosa dinanzi al quale si prova stupore e meraviglia.

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  16. Echi di Saba nella prima lirica, echi del giunco col quale virgilio cinge i fianchi a Dante, sulla riva deserta del mare che non vide mai navigare uomo vivo…bella questa spiaggia, questa spiaggia tra il mare e il monte del Purgatorio, questa spiaggia sulla quale c’è una bimba che ha capelli di mare, crespi, volubili come il mare, sembrano tante onde quei riccioli…ma c’è di più, molto di più sotto questi versi. Ritorno più tardi a commentare questi bellissimi versi, in parte rielaborazioni letterarie, in parte sentito e sincero slancio d’anima…

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  17. alberossia says:

    commoventi i vostri versi, sopratutto se li rapporto alla mia esperienza. Questo è per me un post “onirico”, una pagina che dà ampio spazio all’immaginazione, alla fantasia…abbiamo un’icona nella mente, ci colpisce un gesto di un bimbo ed allora subito nella testa nasce una “parola”, pronta a descrivere un’emozione. Quando poi l’emozione è legata a un figlio, come nel primo caso, allora si toccano corde del cuore che vibrano a distanza, nel tempo, nello spazio e che richiamano figure dantesche…

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