Il profumo/Il fiore


Il profumo

Alla festa
dei fiori
m’inviterò
e lungo sarà
il banchetto
come il profumo mio
nelle narici di Dio

fiori bianchi ai laghetti

Il fiore

Allungàti i petali
al sole
respiro l’azzurro
occhio di Dio
che anche oggi
coglie il mio profumo
come un prodigio
su uno stelo
sospeso.

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25 risposte a "Il profumo/Il fiore"

  1. il profumo si coglie….che tutti possiamo essere per il nostro prossimo un profumo da cogliere, senza aver paura che i nostri petali si possano gualcire…che possiamo essere un segno tangibile della festa che Dio ha voluto organizzare per i suoi figli! Buona serata a tutti. Renato

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  2. mi incanta questa nostra fragilità, questo nostro essere sospesi, questa caducità che non è però più forte, più potente del nostro profumo…moriremo, è vero, ma il nostro profumo sarà imperituro, il nostro essere, la nosra traccia, il nostro segno qui sulla terra sarà comunque idelebile agli occhi del Padre. Furio

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  3. anche oggi, anche ieri, anche domani si chinerà per cogliere…non c’è giorno che passi senza che noi possiamo sperimentare la bontà di Dio e la gioia che Egli stesso prova nell’andare incontro ad ogni Suo figlio…sembra dire a ognuno di noi:eccoti, sei là, bello e fragile, come un fiore col tuo profumo…ti stavo aspettando, c’è posto anche per te alla mia mensa!

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  4. ancora oggi Dio coglie il mio profumo come un prodigio…questo è il messaggio a parer mio più significativo! Per questo c’è festa:c’è fasta perchè il Signore si china su di me e coglie ciò che di buono io ho da offrire….offrire e basta…così fa il fiore:offre il suo profumo senza voler nulla in cambio. Dio ci coglie per quello che siamo, per il poco che siamo, per quel nulla, il profumo, che possiamo offrirGli. Gli basta il profumo per salvarci!

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  5. Alla festa dei fiori m’inviteró… la festa é aperta a tutti, in ogni momento, l’invito é superfluo, é sufficiente essere, e quanto dura la festa? La festa dura l’istante di un profumo, e’ un’ istante che non muore mai, perché il profumo vive al di lá della morte stessa. Quante volte si respira un profumo che ci porta indietro nel tempo, che ci fa pensare a momenti che pensavamo perduti per sempre, a persone che sono ormai lontane…il profumo ci unisce al passato, al presente per poter credere in un futuro, al Profumo di chi l’ha generato, il mio, il tuo e quello di Dio. E’ una impronta digitale indelebile e fragrante di vita. Grazie ancora. Alberta

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  6. i ragazzi come sempre danno un tocco di freschezza…è bella la vostra descrizione del PROFUMO, bello come avete descritto l’uomo. Un grazie a Carlo e a Giulia per come stimolano la nostra fantasia e colorano le nostre giornate di pensieri che hanno l’azzurro ed il profumo del Cielo. Alberto

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  7. Era un po’ che non passavo a trovarvi…grazie per questi versi, per come mi fate sentire fragile e intensa, fragile come un fiore ma intensa come il suo profumo, chge non si vede, ma c’è….e solo se ti avvicini mi puoi percepire…c’è…Dio lo sa, lo sente! Lucia

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  8. Il profumo è la nostra bontà, la nostra gioia di saper accogliere la vita comunque essa sia…il profumo è l’amore che sappiamo donare agli altri con gratuità. Federico

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  9. guardo quei due fiorellini, addossati a una roccia, ora ci sono ora il vento li gualcirà..ora il loro profumo sorprenderà il viandante…ora passeranno inosservati da chi magari si incanta a seguire la starda senza guardare che cosa intorno gli parla di Dio…siamo davvero come fiori, fragili ma allo stesso tempo profumati…è il profumo il nostro punto di forza. carlotta

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  10. che cos’è l’uomo? Un profumo che ora è intenso ora svanisce, un prodigio sospeso su uno stelo…che cos’è questa creatura fragile che partecipa al banchetto di Dio? La grandezza dell’uomo sta proprio in questo:nel partecipare al Suo banchetto, forse proprio in virtù della sua fragilità…ci ha voluto così:appesi a un fil, sospesi tra cielo e terra, profumati come fiori,…credo che il nostro profumo debba essere elargito a chi ci circonda con gioia e consapevolezza che esso è in primis dono di Dio e per Dio. Bellissimi versi. Rodolfo

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  11. carissimi, è un vero peccato che la scuola in questi giorni sia chiusa…le vostre liriche tendono un filo tenace tra Dio e le sue creature…è vero:siamo proprio come fiori, che innalziamo il capo al cielo…e come noi ci inebriamo dell’azzurro del Cielo così Dio si inebria del profumo dei suoi figli! patrizia

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  12. avverto il profumo della creazione, della gioia creatrice, il profumo della vita che palpita che esce dal calice di un fiore per offrirsi in tutta la sua gratuità…perchè così è la vita. Bellissima descrizione del fiore!

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  13. “Mi hai creato come un prodigio!” recita il Salmo! …. Tutto intorno a noi è un prodigio, la natura, le persone….sta solo a noi scorgervi l’immagine di Dio!

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  14. belli questi versi
    ma voglio immaginarvi un’interpretazione che sia perniata dall’odore dei fiori primaverili…
    la natura che ripaga il suo vero e naturale “coltivatore” con il suo immenso profumo
    ciao è sempre un piacere leggervi

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  15. così tanti e multiformi sono i modi di pregare, così personali ed intimi…a volte siamo noi ad innalzarci verso Dio, talvolta invece è Dio che si abbassa verso di noi..ma lo sguardo è sempre volto l’Uno verso l’altro ed è vero…talvolta ci si riconosce dal profumo, ci si respira…non avevo mai pensato che potessimo essere in parte il Respiro di Dio, che potessimo essere il profumo che maggiormente gli dona festa nel cuore…credo che vi porterò ancora una volta con me durante l’omelia…perchè queste chiacchierate non abbiano mai fine! U abbracio e buona domenica a tutti! Filippo

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  16. sospesi tra terra e cielo, un nulla, quel tanto che basta per respirare, respiriamo con il cuore, con la mente, con ogni parte del corpo, perché la festa non debba mai finire, perché i nostri respiri si uniscano di un unico eco, perché i nostri profumi si distinguano nel prodigio che si rinnova in ogni sbocciare. Perché il respiro é preghiera. Due preghiere splendide di cui faró tesoro…buon fine settimana a tutti Alberta

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  17. è bello quel lungo banchetto, lungo come intenso è il mio profumo, il profumo di ogni creatura per Dio. Un Dio che annusa, che si inebria del suo figlio, come di fiori! Fiori che si allungano al cielo come un uomo che fa esercizi di respirazione…non più Dio respira, ma è il fiore, l’uomo, a respirare Dio che per gratitudine si china a coglierlo…ed è un prodigio il fiore, è un prodigio l’uomo nella sua caducità.
    Bellissime liriche. Grazie per questa pagina così carica di poesia. Salvatore

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  18. così semplici questi versi, sembra di stare nel Liber catullianus, dove i versi escono di getto dalla penna, ma solo in apparenza, chè c’è dell’altro dietro ad ogni sillaba, c’è la musicalità del verso, la scelta fonetica e lessicale, quello studium preciso che deve trasmettere l’idea della festa, del banchetto, dell’allungarsi verso l’alto, del tangere il divino rimanedo però con le radici per terra, fedeli al proprio ruolo, quello per cui >Dio stesso così ci ha voluti e desiderati…e così ci annusa, cos, così come siamo, si inebria del nostro profumo, noi, sue creature fragili e bellissime a un tempo stesso!

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  19. Bella ed efficace l’immagine del banchetto che dura a lungo e dà gioia, la stessa gioia che Dio prova nell'”annusare” il profumo dei suoi figli…è un Dio materno, un Dio che riconosce i suoi cuccioli dall’odore…animalesco e quindi dionisiaco:splendido!
    Precisa e olfattiva l’immagine del profumo, di un profumo che si fa a poco a poco fiore, si allunga, si stiracchia verso il cielo, respira, respira il fiore, respira Dio, torna da dove è venuto,..c’è una grande circolarità ed ancora un’immagine materna di un Dio che si china a cogliere un profumo…bellissime icone, dense di significato.

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  20. Le antisterie erano l’antica Festa dei fiori in onore di Dioniso…celebrata in primavera!…questo Dio non è il Dioniso greco, ma credo gradirà comunuqe i versi bellissimi che come dice Nicola avvicinano molto la sfera umana a quella divina. Bellissima pure la seconda lirica che ha la capacità di descrivere il fiore in modo mirabile soprattutto nei delicati ultimi versi, nei quali alla delicatezza si unisce la fragilità dell’essere fiore, anche in mano di Dio.
    Complimenti vivissimi!

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  21. mi pare che con questi fiori e profumi, con queste immagini state celebrando in modo meraviglioso la primavera! Questo post se fosse musica potrebbe intitolarsi “variazioni sul tema”, per come i versi delle due liriche si alternano a caccia di sonorità da far percepire al lettore…ed è la festa del profumo e dei colori, la festa dello stare insieme, Dio con l’uomo e l’uomo con Dio! Nicola P.

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