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Carteggio immaginario/Immagine di un carteggio


Carteggio immaginario

Di baci
stringo la lettera:
è un mazzo di fiori
e i colori
sprizzano
in mille note.
Se chiudo gli occhi
ecco
per tre volte
la tua mano
sfiorarmi
sento

Margherite
Immagine di un carteggio

Sarò acqua
per gli steli
e vaso per
far rinascere
la luna
nel riflesso.
Sarò rosso
come un pesce
incuriosito nell’eterno
girotondo trasparente
delle mani tue.

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  1. a volte invece si desidera proprio una lettera:si sta in attesa di una risposta perchè si ha bisogno di sentire una mano, quella mano, sul capo…si ha bisogno di sapere che c’è un vaso e acqua per noi, che le nostre stesse mani sono accolte come una boccia in cui sguazzare curiosi…

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  2. io ricordo quando mia nonna ci spediva i pachi, sempre accompagnati da due righe scritte di suo pugno:c’erano regali per tutti e la sua grafia su ogni pacchetto…è vero che la tecnologia accorcia le distanze, le annulla quasi, ma il sapore di certe cose antiche io me lo porto ancora nel cuore. Costanza

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  3. si può donare protezione con un semplice sfioramento, con un tocco trasparente, perchè la presenza non è tanto fisica quanto spirituale…è importante questo particolare sotteso in entrambe le liriche!

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  4. ho pensato alle differenze che i titoli contengono:nella prima lirica è quasi una visione onirica, come se si sognasse di ricevere una lettera, nella seconda sono stralci di un’epistola…bello questo dialogo tra anime. Laura

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  5. e poi le mani, le mani ancora che proteggono il mittente, le mani calde sopra al capo, come una protezione che viene dall’alto…quella mano che sfiora non è sensuale…è paterna per me, come la boccia raccoglie con amore il pesce mostrandogli attraverso la sua trasparenza il mondo , così la mano sfiora il destinatario per condurlo con trasparenza nel suo mondo…nel mondo che appartiene ad entrambi…perchè c’è un forte legame per me tra chi scrive e chi riceve. Paola

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  6. e infatti rinasce la luna….metafora del tempo che scorre, una fedeltà e protezione che si rinnova nel tempo…la vecchiaia non spaventa, non spaventa la lontananza…

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  7. auguri alla piccola di Alberta! Buon compleanno gioia!
    Volevo spiegare il vaso, il senso di farsi vaso:è una protezione, indica la volontà di proteggere le parole stesse che ti ho scritto, le promesse stesse che ti ho fatto, è una fedeltà che è feconda perchè dona vita…

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  8. E come replica il poeta al poeta? Se la lettera è un mazzo di fiori io mi farò acqua, acqua per mantenere freschi i tuoi sentimenti, acqua per mantenere in vita i ricordi che hai di me, acqua per alimentare i tuoi sogni, acqua perchè durino, le mie parole, nel tempo…il più a lungo possibile

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  9. Vorrei fare una piccola parentesi e scusatemi se é fuori tema, nei riguardi delle poesie …la scorsa settimana la mia piccina ha fatto tre anni e grazie al mio computer e a quello di mio fratello e alle nostre webcam, abbiamo potuto spegnere le candeline insieme ai nonni e a mio fratello, ovviamente é stato bellissimo sebbene la voglia di poter toccare quelle immagini fosse molto forte…per questo sono grata alla tecnologia…é davvero il modo con cui se ne fa uso che ne definisce le qualitá e usata bene ha il potere di far piangere proprio come una lettera. Scusate la parentesi. Alberta

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  10. si ha poi bisogno del buio per sognare, di chiudere gli occhi perchè avvenga l'”epifania”, di chiudere gli occhi per immaginare una scena, sentire una mano sul volto, mentre si è là, con quella lettera in mano…è solo un foglio di carta ma quante emozioni può portare!

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  11. e poi quei fiori non hanno solo un profumo (che è solo sotteso, il lettore lo immagina perchè è un qualcosa di scontato) ma sprizzano in note…sono musica, note, è una melodia e probabilmente stanno a significare come si possa addirittura sentire, percepire la voce di chi scrive, come se leggendo le parole in realtàsi ascoltassero…Furio

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  12. la lettera è un mazzo di fiori, è come un mazzo di fiori, è un qualcosa che si riceve per un’occasione speciale, un anniversario, una ricorrenza, un pensiero che qualcuno ci vuol donare, una attenzione speciale per dirci che siamo una persona speciale…colpisce lo stupore! Lo stesso stupore che si prova dinanzi a un mazzo di fiori che ti viene regalato lo si prova dinanzi a una lettera, magari inattesa

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  13. E’ ancor piú di una fotografia…la fotografia é immobile, la lettera é movimento, é il movimento dell’inchiostro, il movimento dell’animo che l’ha generata, che ha scritto di se. In quello scrivere non c’é l’istante di uno scatto, c’é un tempo indeterminato che si riferisce al tempo dello scrivere ma anche al tempo in cui tali pensieri sono stati creati, sentiti, vissuti. In una lettera c’é tutto un vissuto che la fotografia da sola non puó dare. (Permettetemi di ricordare le lettere di Van Gogh al fratello Theo tra tutti gli epistolari di cui avete parlato). In una lettera c’é appunto il tatto, l’olfatto….tutti i sensi si uniscono nel momento della lettura e resteranno uniti per sempre nella nostra memoria, uniti insieme ai sensi di chi ha scritto e di chi leggerá. Alberta

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  14. allora procediamo con calma…spero che Carlo e Giulia ci diano un po’ di tempo, perchè c’è molto da dire.
    Procediamo con ordine:quello stringere di baci una lettera…ecco assocuate già due immagine, quella del bacio e quella dell’abbraccio, entrambe intime, entrambe riferibili a un essere umano.
    Qui la lettera è quasi personificata, dalla lettera fuoriesce il mittente in tutta la sua corporeità. Si trasferiscono sulla lettera gesti che inrealtà sono rivolti al mittente che purtroppo non è presente…ed allora ci si accontenta, allora è talmente forte questa presenza che ti pare d’aver in mano una fotografia e la baci, la stringi sul petto…ma di fatto una lettera che cos’è se non la fotografia di chi ci sta scrivendo?

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  15. però avete commentato poco le liriche che secondo me sono bellissime…non sono del mestiere e quindi mi metto in un angolino e aspetto…voglio solo dirvi che da questi versi trasudano fortissime emozioni, che mi fate associare una lettera a un mare di immagini dolci e tenere…come se ritornassi ai tempi dell’infanzia, dove le mani avevano un tepore sul corpo che veniva scaldato, scosso, spinto a fare questo pittosto che quello…le mani…oggi le usiamo poco per toccare le persone…prendiamo molto le distanze…

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  16. ci sono poi bellissime lettere di donne…le donne si abbandonano con maggior facilità e lo si può vedere per esempio nelle lettere che Sibilla Aleramo scrisse a Dino Campana…io credo che non ci sia paese più meraviglioso e vasto dell’animo umano:le lettere d’amore lo percorrono, lo scandagliano tutto…è davvero un privilegio poter ricevere una lettera d’amore, ma ancora più grande è il dono che si possiede nel donare attraverso la penna il proprio animo a chi si ama.

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  17. nelle lettere d’amore dei poeti emerge tutto il loro mondo interiore e la loro cifra stilistica più forte e segreta:così è per Goethe, così Alfieri…

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  18. ma molto prima bisogna ricordare Ovidio e le sue eroine che scrissero lettere traboccanti di immagini…come queste due liriche, che sono due “epistole” veramente colme di immagini delicatissime. Enrica

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  19. La narrazione in prosa si è servita persino strutturalmente della forma della lettera, a partire dal celebre Pamela di Richardson, inventore del romanzo detto appunto “epistolare”, genere destinato ad avere un’immensa fortuna

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  20. non dimentichiamo poi che il principale tema delle lettere in igni tempo e ad ogni livello di tecnologia comunicativa, è stato l’amore. Perchè si scrivono lettere d’amore? Sarebbe come chiedersi perchè esiste la poesia e la letteratura…del resto i legami tra l’attività epistolare e quella letteraria sono chiari

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  21. da sempre la lettera è stata un mezzo per esprimere opinioni, affetti, preoccupazioni, per dare consigli, per sentirsi più vicini a chi vogliamo bene. Ora la moderna tecnologia ci permette di non sentire nostalgie, raggiungendo chi vogliamo in poco tempo e in modo ottimo…ma il fascino di certe lettere rimane, e a me rimane solo il prender atto che ho perso quella che ra una buona abitudine. rossana

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  22. riflettevo poi sul fatto che nell’antichità sono state scritte molte lettere, si pensi all’epistolario di Cicerone, di Plinio, le stesse lettere a Lucilio di Seneca…attraverso questi scritti abbiamo uno spaccato del tempo, la genesi di un pensiero filosofico, il ritratto di un uomo che scrive ad familiares e non solo ai politici….

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  23. perchè è bello ricevere notizie da una persona cara e lontana ed è bello ricambiare il dono che si è ricevuto. Ora con gli sms si fa così in fretta, si risponde…ma l’ho detto:di fretta. Tante volte per monosillabi:no;sì;ok…la comunicazione non è più verbale, è rapida, velocissima e a parer mio un po’ fredda. Lucia

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  24. poi è arrivato il fax e la posta elettronica: il fax restituisce alle lettere addirittura la carta, mentre l’e-mail dona alle lettere la luminosità di una schermo…chi vuole comunicare sentimenti e passioni ora può tornare a tacere, può tornare a scrivere…e a leggere

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  25. pensate poi che per circa due millenni l’uomo ha scritto lettere;negli ultimi secolii il servizio postale ha dilatato molto questa attività. Poi il telefono sembrava aver soppiantato ogni forma epistolare, ma di fatto non fu così: il telefono affida tutto alla voce…verba volant!a noi piace scripta manent!

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  26. pensate solo a come è nata la lettera:giàl’etimologia è rivelatrice, in latino era la lettera dell’alfabeto e al plurale il messaggio epistolare, ma anche la letteratura. Ma la lettera nacque per caso e fu una sorpresa scoprire che su della pelle conciata alcuni segni potevano dar veicolo a pensieri e moti del cuore

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  27. mi pare che questa frase di Eloisa possa riassumere in prosa molto bene il senso del nostro carteggio:”Finchè mi è negata la tua presenza almeno donami la dolcezza della tua immagine attraverso la parola di cui sei ricco”

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  28. perdonatemi se insisto, ma vorrei solo riportare qui di seguito l’intestazione di una lettera di Eloisa ad Abelardo:si tratta della lettera seconda:

    “Al suo signore, anzi padre, al suo sposo, anzi fratello, la sua ancella, anzi la figlia, la sua sposa, anzi sorella, ad Abelardo, Eloisa.”

    La desidero riportare perchè mi pare che quella sorta di promessa, “io sarò” la riprenda bene

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  29. tutto questo discorso solo per sottolineare che ai nostri “miti” del passato fu concesso di scendere nell’Ade e di fare incontri con anime, che in quanto tali non poterono abbracciare, mentre la nostra immaginazione ci può far sentire accanto, sul nostro corpo, la mano di chi ci ha scritto, l’artefice potente di chi ha scritto quelle parole che sono un balsamo per la nostra anima…così doveva pensare Eloisa ognivolta che riceveva una epistola da parte di Abelardo

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  30. caspita che lezione ne è venuta fuori! io mi ero fermata alle margherite e mai più avrei pensato a Omero, a Virgilio e a Dante…Sulle margherite vorrei dire una cosa:sono un fiore semplice e trasparente, la stessa loro trasparenza è quella che ci detta parole quando ci accingiamo a scrivere una lettera…ora mandiamo le mail e sono decisamente più fredde delle lettere che imbucavo una volta…avevano profumi, macchiette, impronte di vita vissuta che le mail di oggi non possono portare con sè…mi mancano molto! Anche se arrivavano sempre in ritardo! Marta

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  31. Bravissima Paola…siamo nel canto II del Purgatorio, vv. 76-81 “Io vide una di lor trarresi avante per abbracciarmi, con sì grande affetto, che mosse me a far lo simigliante. Ohi ombre vane, fuor che nell’aspetto! tre volte dietro a lei le mani avvinsi, e tante mi tornai con esse al petto”

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  32. ricevere una lettera è come ricevere un mazzo di margherite…una sorpresa umile e trasparente, un dono grande del nostro affetto per chi ci è caro veramente! Carlotta

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  33. le mani..le mani sfiorano, le mani sono trasparenti, belle come quelle margherite, e all’interno di quelle mani che mi scrivono io ci faccio il girotondo, io me le sento accarezzarmi il capo….è un’immagine di una dolcezza senza fine. Grazie! Patrizia

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  34. “tre volte tentò di abbracciarlo, per tre volte lo spettro, invno afferrato, sfuggì dalle mani, come un soffio di vento del tutto simile all’alato sonno” Enrica

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  35. e mi pare importante sottolineare come sia Ulisse ed Enea tentino di abbraciare per tre volte, siano cioè attivi, mentre nella nostra lirica la persona loquens è passiva, nel senso buono, è oggetto per tre volte di uno sfioramento…la situazione è dunque veramente ribaltata rispetto al testo antico. Nicola P.

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  36. bellissimo quel passo, siamo nel canto VI, vv. 700-703 “Ter conatus ibi collo dare brachia circum, ter frustra comprensa manus effugit immago, par levibus ventis volucrisque simillima somno”

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  37. la scena di cui parla Valeria viene poi ripresa da Virgilio nell’Eneide, quando scende nel regno dei morti e incontra il padre Anchise. Elisabetta

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  38. a me è capitato anche di annusarle le lettere, di stringerle veramente sotto il cuscino, di addormentarmi con loro accanto quasi potessi sentire accanto a me il mittente della stessa lettera…ma non voglio togliere la parola ai ragazzi che erano partiti così bene. Perdonatemi, e ritorno più tadi.

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  39. ringrazio Carlo per questa sua bella osservazione e preciso come noi uomini abbiamo la spettacolare capacità di fondere sogno e realtà, come attraverso un segno tangibile, piccolo ma nello stesso tempo grande, noi possiamo sentire la presenza accanto della persona che ci ha scritto

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  40. vorrei farvi notare come il testo omerico è stato rielaborato.
    La nostra lirica dice:se chiudo gli occhi”, ebbene, nella Nekuia Ulisse aveva invece gli occhi ben aperti, vive una realtà che può ben percepire, ha dinanzi agli occhi un’ombra che parla, che lui può ascoltare, ma il tatto, il tatto è un senso che non può essere appagato, l’abbraccio si perde nell’aria, l’ombra o il sogno, che dir si voglia, è inconsistente.
    Nella lirica invece gli occhi devono essere ben chiusi, il carteggio, il diaogo è solo immaginario, si immaginano le parole, si immaginano le emozioni, ma avviene comunque il “miracolo” della presenza, l'”epifania” di chi scrive: per tre volte si sente una mano sfiorare il proprio corpo:è il trionfo del tatto!

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  41. Dice ulisse:”io volevo abbracciare l’immagine di mia madre morta. Tre volte tentai e mi spinse ad abbracciarla il mio animo, e tre volte mi volò dalle mani simile a un’ombra o a un sogno” Fabio

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  42. Grazie di cuore, Nicola caro, per averci sollecitato a un po’ di lezione sul passato…lascio la parola agli studenti che fervono!! Enrica

    P. S. (come in ogni lettera che si rispetta!!): Queste due liriche mi hanno veramente toccato il cuore e sento molto forte quest’idea di carteggio che avete voluto raccontarci con tanta passione e bravura. In entrambe le liriche vedo due persone, due anime in attesa di una risposta, piene di gioia per una domanda che gli è stata fatta e alla quale bramano rispondere…e lanciano un’altra domanda, e poi un’altra ancora….per avere una risposta, perchè il diaogo non finisca…mai.
    Enrica F.

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  43. buongiorno a tutti…mi soffermo sul finale della prima lirica per lanciare un amo agli studenti…se chiudo glio ocche sento la tua mano sfiorarmi per tre volte:ecco, io non posso pensare che il poeta quando ha scritto questi versi non avesse in mente un’immagine, un riferimento letterario ben preciso e lo abbia così brillantemente rielaborato….che ne dite voi? Siete riusciti a individuare gli agganci letterari? Nicola P.

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  44. C’é davvero tanto da dire sulla pagina di oggi, forse troppo, non so da dove iniziare, inizio da questa immagine di me che piego la lettera che ho appena scritto per metterla in una busta, e trepido al pensiero di quando questa stessa che é ancora tra le mie mani, adesso, arriverá a destinazione e saranno le mani di quell’altra persona a toccarla, proprio dove la sto toccando io. E mi leggerá, e leggerá tutto quello che a parole non sono mai riuscita a dire, e leggerá quello che ho cercato di celare un poco ma non troppo tra le righe, e la sua giornata non sará come tutte le altre, avrá il profumo dei fiori che resteranno lí, custoditi in quella busta per sempre. Alberta

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  45. assai apprezzabili le sensazioni tattile e visive che le due liriche riescono a trasmettere:una lettera porta in sè mille emozioni, indescrivibili…la poesia usa per l’appunto metafore per poter donare al lettore tali palpiti propri di chi scrive e di chi riceve.
    Le mani, quelle mani che stringono la penna…sono mani che scrivono di umanità.

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  46. credo che queste due liriche esprimano molto bene le emozioni che si possano provare quando due anime si scrivono e in silenzio parlano, in silenzio si ascoltano, lasciando decantare le proprie parole nel cuore, lasciando decantare le parole dell’altro nel più profondo dell’animo. Io devo ringraziare Carlo e Giulia per le loro lettere, per tutte le volte che mi hanno scritto e hanno creato con me un dialogo al centro del quale ho sempre percepito la presenza del Signore:ci sono parole che non possono che venire da Lui, parole di verità, di consolazione…la parola ha un potere ed una forza immensa:può distruggere come rigenerare. Può demolire come donare una speranza. Come sarebbe bello oggi prenderci una pausa e scrivere una breve ma sincera lettera a qualcuno che non sentiamo da tempo…anche una lettera immaginaria a chi non c’è più – perchè no? – per perpetuare quella foscoliana corrispondenza di amorosi sensi che ci tiene ancora in vita….delicatissime le due immagini delle mani! Complimenti sincerissimi! Paolo

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  47. ricordo ancora con nostalgia quando trovavo nella cassetta della posta una busta destinata a me…da chi veniva? quali parole avrebbero scaldato il cuore?oggi siamo sommersi da posta elettronica ed il gusto della sorpresa quasi non c’è più. Nel mondo antico e in quello recente il carteggio è sempre stata espressione di una intimità che era destinata solo ad una persona…era un dono di sè che si faceva…penso ad esempio al carteggio tra Eloisa ed Abelardo, penso alle verità che ciascuno svela grazie all’inchiostro che fluido come sangue scrive emozioni sul cuore di chi le riceve…ogni tanto scriviamo qualche lettera anche noi…ci farà prendere consapevolezza della nostra umanità. Furio

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  48. -ho pensato a quanta importanza abbia il carteggio in letteratura, a quante anime esso ha unito, avvicinato, salvato dalla morte…quante epistole immaginarie sono state scritte per lasciare una traccia di sè

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