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Natale di vetro/Natività


Natale di vetro

Umile vetro
che contempla
Te che di luce
ti specchi.
Povero vetro
che s’infrange
in un “Eccomi”.
Come vetro,
io, senza destino
senza marcato profilo,
rifletto
il silenzio che
magnifica
la Tua anima
in me.
E madre
e vaso io fui.

rosone
Natività

Distratto lo Spirito
Si disperse in fango secco.
Così nacqui io assetato
impaurito dell’acqua,
gradito al silenzio
liquido che mi resta.
Giunta dal deserto
non avevi che paglia
secca, per amare
Vita e Verità.
Così crebbe la Salvezza
tra le mura trasparenti
del Tuo cuore
vaso e scodella
e cibo per Dio.

Comments

  1. alessandrarisso says:

    a proposito della tombola…cara Daniela, arrivo tardi all’appuntamento della tua trasmissione…perchè non fae invece una tombola coi doni più belli che ognuno ha saputo regalare? O con quelli che ha ricevuto?…non solo oggetti….a me hanno regalato un pescatore di terracotta, con una rete lunga, senza strappi, Daniela, pazientemente rammendata da gesti e parole di sincero affetto…

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  2. mi associo a Tiziana e ad Alberto per sottolineare che questo blog è per tutti noi un dono grande e non solo per Natale, è un dono che dura e ci si scambia tutto l’anno per completare ogni giorno un percorso di amore…guardate indietro e osservate quante tappe, piccoli stop alle nostre giornate, Carlo e Giulia hanno saputo offrirci. Siamo alla fine dell’anno e un bilancio ci sta a pennello:qui si sa far Natale tutto l’anno, perchè si cammina tutto l’anno, ci si allunga verso il cielo ad ogni post…poi ognuno ha la sua vita, i suoi pensieri, le sue mille preoccupazioni e i suoi dolori, ma sa che c’è un angolo di autenticità in cui poter trovare un po’ di pace, un po’ di quella umanità vibrante perchè non è fatta di oggetti materiali, ma di quanto di più spirituale abbiamo dentro e non osiamo tirar fuori…in questo lungo anno mi pare che abbiamo camminato tutti in questa direzione…INSIEME! Noi non conosciamo la solitudine. Non sappiamo cosa sia quella spirituale. Magari non siamo fisicamente gli uni accanto agli altri, ma c’è un filo che Carlo e Giulia hanno tessuto con pazienza insieme a noi e tutti ci unisce…e questo a me dona molta forza nei momenti di sconforto che sommergono a tratti le giornate di ciascuno. Vi abbraccio e vi ringrazio. Paolo

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  3. ed a crescere non fu un uomo qualunque, ma la Salvezza personificata!

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  4. Unisco l’utile al dilettevole. Ne approfitto per rinnovare i miei più affettuosi auguri di buone feste e, al tempo, stesso…invito tutti quelli che passeranno da qui alla nostra…tombola degli orrori..ci regalate anche voi qualcosa da mettere come premio nella MattinataInBlu di oggi?!

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  5. Vorremmo davvero dire grazie a Carlo e a Giulia per come personalmente ci hanno aiutato a vivere questo avvento e questo Natale appena trascorso:siete stati per noi un “semaforo”, ciò che ti fa fermare, ti obbliga ad uno stop, ti incita a fare spazio, a farti scodella perchè tu possa accogliere, tu possa essere lieto di essere vetro trasparente piuttosto che oro massiccio. Grazie dal più profondo del cuore. Tiziana e Alberto.

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  6. Giuseppe doveva nutrire per Maria una vera e propria venerazione…che bello se tutti i mariti (e le mogli) potessero fare questa esperienza di venerazione….egli si allontanò da Nazaret perchè Maria non fosse preda dell’opinione pubblica e anche lui fece tutto in silenzio. Paola

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  7. alessandrarisso says:

    e la cosa sorprendente è che Dio scelse l’umiltà, scelse una donna umile e povera, dal cuore e dai pensieri trasparenti, talmente trasparenti che Giuseppe non dubitò un attimo della sua Miriam…forse da quel vero limpido Giuseppe colse i riflessi di un mistero

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  8. Dal Magnificat si vede che Maria era invasa da un’altissima esperienza di Dio. La sua è un’anima che esulta pazza di gioia. Senza questa gioia, senza questa forza che le viene dallo Spirito Maria non avrebbe potuto, in quanto donna, farsi madre e cibo per Dio. Filippo

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  9. Dio è una meraviglia così grande che l’anima che ne viene posseduta si sente totalmente libera. L’IO è assunto dal TU, la paura si allontana, tutto è è sicurezza, nulla ci fa tremare se sappiamo che il Padre è con noi. E qualcosa di simile accadde di certo a Maria, senza destino, venuta dal deserto solo con un pugnetto di paglia…

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  10. emilioconte says:

    quando si gusta l’amore del Padre si sente che in paragone nulla vale, niente importa e tutto è secondario. Il prestigio? Fumo. La carriera, e i soldi? Cenere….

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  11. Credo che l’essere umano possa fare esperienza di tale vitalità in un momento in cui tutto, all’infuori di Dio, sulla terra pae insignificante. Patrizia

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  12. Questa natività da voi così ben dipinta fa balzare agli occhi l’icona di una donna che prova intensamente la presenza di Dio. La vostra Maria ne risulta così come una donna che sperimanta in modo continuo che Dio è Padre, bene totale e sommo, dolcezza, pazienza, forza. Rodolfo

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  13. renatoscrepis says:

    L’eccomi di tutti gli uomini è il segreto di ogni grandezza spirituale e umana, di ogni fedeltà.

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  14. anche questa passività si presta ad equivoci:è la passività biblica, rivoluzionaria e trasformante. La linfa se vuole trasformarsi in albero deve sottoporsi alla passività.

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  15. In apparenza tutto è passività, ma nella realtà è il poema della Fedeltà. Maria è l’affermazione della volontà del Padre. Come serva non ha diritti, appartiene tutta al suo Signore. A lui spettano le iniziative, a lei sta eseguirle con fedeltà, senza drammatizzare.

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  16. Sembra però tutto così passivo….Marta

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  17. Lo Spirito Santo invade come un vento caldo la sua persona ed in lei si opera il Mistero totale:il frutto germina in lei, cresce in lei si distacca da lei e riceve il nome che che era stato annunciato a lei. Tutto in silenzio. Filippo

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  18. permettetemi poi di fare un passo indietro all’Annunciazione:quel consenso che Maria dà all’Angelo è davvero un vetro che si infrange. Da quel momento in poi ella si sottopone a una silenziosa passività e in disposizione di abbandono Maria si sottomette al compimento del mistero. Corrado

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  19. da questo punto di vista è interessante comprendere come Maria sia colma del Signore. Il Signore abita in Lei, ma durante i nove mesi di gestazione Lei fu cibo, Lei colmò di vita di Signore. Il Signore abitò in Lei pienamente. Filippo

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  20. e ciò che più conta è che nel vaso non rimane solo speranza, dal vaso non escono mali…in quel cuore c’è solo il Bene, il Bene per eccellenza, non è solo speranza, Amore per antonomasia, quell’amore verginale, oblativo e diffusivo capace di essere dono per tutti

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  21. emilioconte says:

    ed è tanta la diferenza:la terracotta non permette trasparenze…dall’esterno tu non puoi vedere il contenuto. Il vetro invece ti apre all’interno, ti mostra da subito il contenuto, ti immerge immediatamente nel “mistero” rivelandotelo, senza alcun velo,donandoti così da subito stupore e gioia

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  22. renatoscrepis says:

    in effetti l’immagine del vao richiama più Pandora, ma nel mito esiodeo non c’è trasparenza, non c’è vetro ma terracotta.

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  23. mi colpisce che Maria sia rappresentata come un vaso, cibo e scodella trasparente, pronta ad accogliere Dio…lo trovavo inizialmente un po’ pagano, ma poi mi avete spiegato il senso ed ho compreso il senso profondo della metafora. Carlotta

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  24. Gesù nacque nel deserto….il silenzio del deserto caratterizzò tutta la vita di Maria e anche quella di Cristo. Costanza

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  25. emilioconte says:

    silenzio, solitudine, povetà, verginità non hanno in sè alcun valore, sono vuoti. Una sola cosa dona loro un senso e contenuto: Dio.

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  26. Eppure il mistero profondo sia della povertà che della verginità si sviluppa nel mistero assoluto di Dio.

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  27. La verginità affonda le sue radici nel mistero della povertà. Forse la verginità è l’aspetto più radicale della povertà. Filippo

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  28. la verginità è psicologicamente silenzio. Il cuore della vergine è, per essenza, un cuore solitario. Le emozioni umane di ordine affettivo-sessuale in un cuore vergine restano in assoluto silenzio. Furio

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  29. Le vostre due liriche esprimono molto bene che Maria fu la madre perduta silenziosamente nel Figlio…La stessa verginità a ben pensarci è silenzio e solitudine.

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  30. resa feconda dallo Spirito si trovò incinta prima di sposare >Giuseppe..pensate a che dramma! E’ rimasta sospesa come su un burrone, su un abisso. Comincia da qui il dramma del silenzio di Maria.

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  31. Una donna assorta nello stupore come Maria non si interessa a sè ma si muove solo per le mire di Dio. E’ libera dai suoi stessi pensieri. Il suo stesso mondo interiore non viene toccato dalle notizie che si riferiscono a lei . Furio

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  32. Maria, essendo un’autentica contemplativa, possiede tale forza interiore. Basta analizzare il Magnificat per vedere come Maria si fa arpa vibrante sotto i tocchi del Signore. In tale inno essa non fa mai riferimento a se stessa , ma si ricorda di sè , solo per dire che è poca cosa. Umiltà e povertà…più di ogni altra cosa sono racchiusi nella trasparenza di un cuore che si fa cibo per Dio.

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  33. Il contemplativo è uno che ha voce che grida nel deserto!
    I miei auguri più sentiti unitamete ai complimenti per questo straordinario post! Riccardo

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  34. vorrei sottolineare che quando in un essere umano non c’è narcisismo, non c’è infantilismo – infantilismo e narcisismo si identificano infatti – ma piena maturità. Le sue reazioni sono segnate dall’obiettività e dalla sapienza. Non si esalterà per itrionfi, nè si deprimerà per gli insuccessi. Non sarà dominato, ma sempre padrone di se stesso. Furio

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  35. quel rosone appartiene ad una chiesa, una cattedrale, la casa di Dio e mi fa ricordare che proprio come Maria ognuno di noi ha la possibilità di essere casa per Dio, di ospitare nel proprio cuore Dio, un cuore trasparente, umile e povero, che accoglie,alleva e magnifica la creatura che porta al suo interno e in questo si fa vaso! I migliori auguri anche a nome di tutti gli studenti che vi seguono con stima e affetto. Federico e Carlotta

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  36. alessandrarisso says:

    anche in psichiatria la capacità di stupirsi ed il narcisismo sono dinamiche fortemente in antitesi.. Se il contemplativo è volto VERSO l’altro, senza mai riferirsi a se stesso, vuol dire che non c’è in lui alcun autocompiacimento, alcun narcisismo.

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  37. in chi contempla c’è sempre un Tu, un Altro…chi contempla sa far spazio dentro sè per accogliere l’Altro, sa diventare cibo per Dio.

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  38. …ma soprattutto il contemplativo è chi è sedotto e rapito da Qualcuno. Perciò chi contempla non sta mai con se stesso ma è sempre in esodo, in stato di estasi rivolto verso l’altro. Filippo

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  39. a parte la grazia divina, dove si fonda la forza di Maria? In primo luogo Ella è una donna contemplativa ed ogni contemplativo possiede una sana maturità. Chi contempla è uno che è uscito da sè ed è anima capace di ammirae e di stupirsi, di commuoversi…è un’anima capace di immensa gratitudine!
    Grazie per questo unico, nella sua bellezza, dono di Natale..vi auguro ogni felicità. Rossana e famiglia

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  40. emilioconte says:

    Maria non ha un destino, come non ha contorni umanamente ben definiti:è sempre adornata dallo splendore del Figlio, esprime sempre la relazione con Lui. Ed il suo destino fu sempre quello di rimanere lì dietro, alla penombra del silenzio, quel silenzio che solo chi viene dal deserto può conoscere, comprendere, amare!

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  41. Maria fu, come la disegnate voi, una donna povera e limpida – come un vetro lucentissimo – disinteressata e umile, che rese presente e trasparente il Mistero totale di Dio e della salvezza. Per sè Ella scelse il silenzio!
    Ed io, in silenzio commosso, vi auguro il più sereno dei Natali. Un abbraccio. Salvatore

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  42. Nella Bibbia Maria compare un istante e poi torna nel silenzio. La Madre fu simile a una di quelle vetrate limpide e trasparenti. Quel vetro è così umile da lasciar trasparire un panorama magnifico, rimanendo in silenzio.

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  43. Grazie di cuore, grazie dal profondo del cuore, per queste due liriche che purtroppo non sono riuscita a guardare ieri, e che purtroppo guardo ora di gran fretta… a tutti voi buon Natale e un nuovo anno alla ricerca della trasparenza. Vi abbraccio tutti…ps. Carlo, Giulia, ci vediamo presto!!!!

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  44. I miei auguri più sentiti per questo Natale che sia splendido per Voi come le vostre liriche, così umane e tendenti al divino, così sentite e vostre:sono davvero lo specchio dele due vostre anime in questo giorno di Festa! Nicola P.

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  45. renatoscrepis says:

    carissimi amici miei…Maria partorisce da sola…ed io mi chiedo:soffre? oppure offre?, solo una sillaba, una S soltanto, un soffio, come quello dello Spirito, come quello dell’Annuncio, come il vento del deserto a fare la differenza…che possiamo essere offerta questo Natale…offerta per tutti coloro che ci stanno attorno. I miei auguri più sinceri per una Festa nel cuore. Renato

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  46. che bel quadro avete dipinto per noi stasera! Che Natività! Ho pensato a Maria, all’attimo in cui partorì…dovette sentire un vuoto dentro dinanzi a quella Creatura di cui lei stessa era figlia…e doveva imparare a chiudere quel vuoto…comein quel cerchio di cui parla Filippo. Quando Gesù nacque Maria dovette perdere il suo centro, quel centro che era i punto più profondo del suo ventre, del suo cuore…quel figlio non le apparteneva, come non apparteneva a Giuseppe che aspettava fuori dalla stalla…non sarebbero stati più una persona sola…me l’avete dipinta così la vostra Maria…ed è bella che a guardarla fa lacrimare…Buon Natale Giulia, buon Natale Carlo…

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  47. prima di iniziare la celebrazione del Santo Natale passo a porgerVi i miei più sinceri auguri.
    L’immagine rappresenta un rosone di vetro, un cerchio di luce come quello che corre tra la Madre ed il Figlio…il cerchio inizia dalla madre e si chiude col figlio, inizia dal figlio per chiudersi tra le braccia della madre…molto ricco di spiritualità questa vostra pagine, grande e gradito regalo anche per me. Buon Natale, fratelli miei carissimi…Dio si è fatto bambino! E’ un prodigio…guardate negli occhi i vostri bimbi stasera e vi troverete gli occhi di Dio! Filippo

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  48. Maria partorì in solitudine, in solitudine e silenzio ed il silenzio avvolse Madre e Figlio per tutta la loro vita! Un silenzio di luce e colore come quella splendida vetrata! I miei più sentiti auguri! Furio

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  49. Sante parole Alessandra…ma non me ne vorrrà se nella mia miseria vi confesserò che senza nessuno accanto a cui dire “Eccomi!”, senza nessuno a cui il nostro silenzio possa cantare il suo Magnificat non è davvero Natale! E’ la festa della famiglia e dei bambini! Che tutte le famiglie e i bimbi di questo blog possano godere della gioia di questo Santo Natale. Paolo

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  50. alessandrarisso says:

    la solitudine può essere colorata se si è soli con Dio nel cuore…il silenzio in tal mondo è carico di serenità e gioia…..Dio basta a se stesso e quando lo sentiamo nel cuore non necessitiamo di altro. A presto…con più calma (sono nel bel mezzo del cenone e mi avete fatto un regalo grande con queste due bellissime liriche così originalmente accompagnate da una foto di vetro e di Luce!)

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  51. voi mi stae augurando di abituarmi al deserto, di fare deserto nel cuore, di farmi trasparente, come un vaso di vero, cristallino, puro…per accogliere Dio! Grazie di cuore. Siete due persone uniche al mondo! Con immenso affetto e gratitudine. Rodolfo

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  52. emilioconte says:

    troppo bello, troppo VERO questo post per commentarlo con la fretta del cenone che ci attende…per ora vi ringrazio di questo dono, che è per me uno dei più veri ed autentici di questo Natale…uno dei più sentiti! Mi fate sentire amato! E NON C’è DONO PIù GRANDE DI QUESTO! a PRESTO E VOGLIATE, CARLO E GIULIA, GRADIRE I MIEI PIù SINCERI AUGURI DI UN nATALE CHE SIA nATALE NEL CUORE! EMILIO

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  53. che sia per tutti noi un Natale di vetro, di silenzio, di umiltà e povertà…un Natale di Vita e Verità dove ognuno a modo suo possa sentirsi un po’ vaso! Grazie per questo splendido dono. Tanti tanti auguri di un Natale colmo di serenità. Costanza e famiglia

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  54. vi faccio ora gli auguri più sentiti anche se di fretta, ma non ho resistito a legere questo splendido post e a lasciare un’ombra della gioia grande che mi avete donato…stasera la Messa inizierà con il segno della croce “in nome del Padre”…voi mi ricordate che è dalla donna, da Maria, è in nome della madre che inizia la via! Buon Natale, figli miei carissimi! Paolo

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  55. ma voi siete di una originalità senza fine! E’ un post di una profondità sconfinata, che va a scavare nei cuori dei bimbi…stanotte nasce un Dio che si è fatto bambino, si è fatto Figlio…grazie per avermelo saputo comunicare e ricordare con questo vetro, rosone di vetro, ciotola di vita e di colore. Auguri!

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