Perdono/Perdono


Perdono

Si consuma
all’ombra
di una preghiera
quel male
che raggruma
nell’anima,

in una pozza
livida
di cera
che il tempo
non può scrostare.
Il perdono
scioglie
anche il rancore.

candele

Perdono

In un giorno senza tempo
anche Dio
Ti chiederà perdono
e capirai che fu un
gioco d’amore solo
a strapparti i seni
ed il ventre sacro.
Donna sarai
anche per gli Angeli
sarai scoperta d’infinito
e desiderio nuovo
di annientata pienezza
nell’abbraccio tenero
con l’Orizzonte Sublime.

Autore: tieniinmanolaluce

Sono attualmente avvocato, mediatore civile e commerciale, formatore di mediatori e mediatore familiare socio Aimef. Per undici anni sono stato docente di letteratura italiana e storia antica al liceo classico. Sono accademico dell'Accademia Internazionale di Arte Moderna. Scrivo da sempre senza privilegiare un genere in particolare. Ho pubblicato diversi libri anche in materie tecniche. Tra quelli letterari ricordo da ultimo: Un giardino perfetto, Poesie 2012-2016, Carta e Penna Editore, novembre 2016. La condizione degli Ebrei dai Cesari ai Savoia, Carta e Penna Editore, aprile 2017 La confessione, Dramma in quattro atti, Carta e Penna Editore, aprile 2017 Ho iniziato questo blog nel febbraio del 2006 e mi ha dato grandi soddisfazioni. Spero continuino anche su questa piattaforma. Tutto ciò dipende fondamentalmente dalla interazione con tutti voi, cari lettori.

104 pensieri riguardo “Perdono/Perdono”

  1. Carissimi, ancora una volta mi avete lasciato senza parole:guardate che cosa siete riusciti a fare..davero Maria fa miracoli! E non scherzo! E’ stato per me molto bello leggere di questo confronto e vedere i ragazzi dialogare su una tematica tanto difficile come il perdono…vi auguro un buon fine settimana.
    …e che possiamo essere come la fiamma di quelle candele, calda, luminosa, accogliente e simbolo di una riconciliazione. Rodolfo

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  2. no…bisogna amare se stessi…perchè siamo a immagine e a somiglianza di Dio. Partiamo da questo presupposto, è il punto di inizio da cui iniziare la nostra conversione…quante volte ancora cadremo! Tante…ma Lui non nega mai il perdono. Amare se stessi non deve essere visto come un atto egoistico, ma come principio per amare Dio. Dobbiamo davvero desiderare col cuore di essere un Suo riflesso! Filippo

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  3. E’ tanto, tanto difficile, carissimo Filippo, a volte é come se neppure mi riconoscessi negli sbagli che ho fatto e penso quasi che sia stata io in una specie di vita parallela, mi fa paura, a volte si pecca doppiamente uscendo da un confessionale senza sentirci davvero liberi, vuol dire che non abbiamo riconosciuto Dio nel confessore, insomma, in quel momento il confessore é Dio, é Dio che ci perdona tutto, tutto quello che é stato detto e quello che é stato omesso…perché é cosí difficile allora perdonarci?…perché gli errori tornano a rincorrerci come fantasmi?…forse ci vuole una vita intera per perdonarsi, bisogna perdonare ed essere perdonati fino alla morte per poter perdonare se stessi!? Alberta

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  4. com’è bella questa coralità…mi toccate profondamente il cuore. Vedete, siamo proprio fragili, ma questa fragilità, una volta accolta in noi, fà sì che possiamo accogliere anche quella del nostro prossimo. La conversione parte da noi stessi. L’amore stesso parte da noi stessi…l’eremita non si ama…se si amasse non avrebbe bisogno delle imbeccate di Abelardo per camminare, non avrebbe avuto bisogno del filosofo per scampare al suicidio…per prima cosa dobbiamo amare e perdonare noi stessi. filippo

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  5. e per tutte le volte che non abbiamo fatto buon uso dei doni che Egli ci ha concesso, per l’attaccamento ai beni materiali, per esserci in qualche modo allontanati da Lui.

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  6. Credo che davvero tutti noi siamo nella condizione di dover chiedere perdono per non aver amato Dio con tutti noi stessi, con tutto il cuore e la mente, per non aver sempre amato il nostro prossimo come noi stessi.

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  7. io devo perdonare Dio perchè l’ho ritenuto colpevole di tanti guai…ma mentre scrivo mi rendo conto che proprio per questo è Lui che deve perdonare me…Riccardo

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  8. anche tra coniugi è importante il perdono:per le incomprensioni, la disarmonia, la strumentalizzazione sessuale, per le parole che spesso offendono ed umiliano

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  9. e noi adulti, genitori, chiediamo perdono ai nostri figli per tutte le volte che non siamo stati pazienti e d’altro canto li perdoniamo per tutte le volte che i nostri bimbi non ci ascoltano, ci disubbidiscono, ci mancano di rispetto.

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  10. Mi pare che i ragazzi abbiano sopratutto compreso grazie a questa bellissima pagina che il perdono è una crescita verso la conquista di una libertà interiore…spesso siamo testimoni ed attori di dolorosissime esperienze che richiedono molto tempo per poter giungere ad un sincero perdono. Patrizia (prof. di religione)

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  11. ci è parso di capire che nel perdono sta la chiave dei nostri rapporti con Dio e con il prossimo, nonchè con noi stessi…spesso siamo le prime persone che non siamo capaci di perdonare! Elisabetta

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  12. come si dice nella prima lirica il perdono guarisce dalle ferite provocate dal risentimento e dal rancore ed è in grao di rinnovare nelo spirito la singola persona. Alberto

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  13. abbiamo voluto affrontare l’argomento in classe nell’ora di religione e desideravamo condividere con voi quel che ne è venuto fuori.
    Uno dei maggiori ostacoli nella nostra vita da cristiani è sicuramente la mancanza di perdono, perchè questo rende veramente capaci di amare e di crescere riconciliandoci con quanti ci sono vicini.Alice

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  14. credo che l’Amore faccia parte di noi, che costituisca la nostra vera essenza, ma l’abbiamo un po’ persa distratti come siamo dall’egoismo, dalla paura, dal rancore e da chissà quanti altri sentimenti negativi. Dobbiamo trovare la forza in noi e nelle persone piene di Luce che ci circondano di gettare via dal cuore tutto ciò che amore non è. Il perdono ci aiuta a fare proprio questo

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  15. in un certo senso gli aggressori di Gesù erano innocenti perchè ignoranti dell’amore! In quel momento della loro vita essi non erano in grado di comportarsi in modo diverso. Le persone hanno diversi livelli di consapevolezza. Chi è veramente consapevole dell’odio non userà odio contro nessuno. Allo stesso modo chi ha una grande capacità ad amare non concepisce l’odio. Egli non sarà in grado di risondere all’odio con risentimento e rancore, ma proverà commiserazione per chi non è in grado di amare e sarà capace anche chi gli fa del male.

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  16. mi sembra poi anche doveroso sottolineare come il perdono di Dio non si possa acquistare. Tu non puoi pagare per ricevere perdono da nessuno. Puoi solo riceverlo attraverso il sincero pentimento, attraverso la fede per mezzo della grazia e la misericordia di Dio. Filippo

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  17. Credo sia molto importante perdonare anche se il perdono non é chiesto, dico questo soprattutto pensando all’ambito familiare, a tutti quei ragazzi che ho conosciuto e che tristemente non riescono neppure a parlare delle loro madri o dei loro padri, e sottolineo il fatto che ció accade in famiglie molto normali. E’ tristissimo, quei ragazzi hanno talmente tanto rancore da non essere in grado di avere una propria vita, di amare ed essere amati. Voglio dire che é importante perdonare per poter ricominciare, se nei genitori vedete un muro, dato da inconsapevolezza, talvolta ignoranza o semplicemente buona fede, non importa, siate superiori a tutto ció e perdonate per poter riuscire a vivere la vostra vita, per poter credere in una vostra famiglia, per poter credere che sarete voi un giorno genitori, con tutto ció che ne consegue. Alberta

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  18. “Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno!” Se prima di commettere il male sapessimo quali conseguenze certe azioni hanno sulla nostra anima non le commetteremmo. Qual è la conseguenza dell’odio?. Attirare altro odio, allontanare l’amore, continuare a non conoscere il vero amore, quello gratuito e disinteressato.

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  19. per quanto possa apparire strano qualcuno di noi ha forse dentro sè la necessità di perdonare anche Dio…capita di sentirsi abbandonati, traditi nell’amore anche da Dio…ecco, la confessione porta a riconciliarci con Lui, a capire che il nostro perdono (pur senza valore teologico) a Dio apre nuove strade di pace nel nostro cuore. Rossana

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  20. la riconciliazione è di certo uno strumento importante per vivere bene…rimanere con l’astio, con il risentimento nel cuore genera ancor più cattiveria in noi..dal male nasce solo il male, dall’astio l’astio. Vi ricordate quel post in cui avevamo affrontato il tema della pace? Il perdono genera pace interiore e questa è necessaria per creare pace intorno a noi.

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  21. Guadate con quanta tenerezza questo post, ora dopo ora, parla ai nostri cuori…il perdono, come la morte è un qualcosa che non va di moda, che si evita…ma come tutte le grande cose e i grandi misteri ha in sè un valore intrinseco che è bello scoprire per poter dire di avere vissuto davvero.

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  22. Santa Teresina di Lisieux era capace di farsi piccola piccola, con una umiltà che solo i bimbi puri possono avere parlava con Dio e si stupiva del Suo amore, troppo grande per lei…è una grandissima santa! Chi chiede perdono sa molto amare perchè ha capito che è creatura fragile e non può donare l’amore perfetto di cui è capace solo Dio…ma nell’istante in cui chiede perdono compie quel gesto nobile che alza l’uomo fino a Dio, ha compreso cosa significhi Amare e prova, tende, cerca, ricerca anche solo l’ombra di quell’amore! Filippo

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  23. ah…poterlo fare Renato! Poter fare di noi un pugnetto di ossa e offrirle in scuse a chi amiamo davvero…sarebbe il gesto più nobile…ci proverò stasera. Costanza

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  24. sarebbe bello iniziare davvero da chi abbiamo più vicino…chi pazientemente ci sopporta e ci accetta con tutte le nostre pecche…chi ci ama così come siamo…è bello chiedere scusa…ti senti piccolo piccolo quando manifesti le tue scuse, ma poi una luce ti irradia tutto e ti senti accolto come non mai da chi ti perdonerebbe per la cosa peggiore!

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  25. ma perchè è così difficile chiedere perdono a chi più amiamo? quante volte al giorno mando al diavolo mia madre eppure non mi scuso mai…e lei mi ha dato la vita, ha sofferto e vegliato per me, senza la sua sofferenza e la sua pazienza io ora non sarei qui a scrivere insieme a voi…eppure non le chiedo mai perdono per la mia poca collaborazione in casa o la mia scortesia…perchè? Perchè diamo per scontato che chi ci ama ci perdona poi sempre? Marta

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  26. Con mia madre non mi scuso mai…eppure la mando al diavolo in continuazione…senza lei, senza il suo travaglio, le sue veglie, le sue sofferenze io non ci sarei, non sarei qui a scrivere con voi…ma perchè è così difficile essere umili dinanzi a chi amiamo?Forse perchè è scontato il perdono da parte loro? Marta

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  27. chi, Paolo, potrebbe scagliae la prima pietra? Vorrei ringraziare carlo e Giulia per l’invito che ci stanno offrendo a riconciliarci con chi dobbiamo…almeno a prendere in considerazione la possibilità di poterlo fare…in questo tempo di avvento, tempo di attesa per Chi nasce per poi morire per noi e salvarci…

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  28. come vorrei , amici miei, imparare a chiedere perdono…ci sono persone a cui non possiamo più chiederlo, persone a cui non osiamo…quando ne abbiamo la possibilità, quando davvero sappiamo che abbiamo fatto soffrire inutilmente qualcuno che ci ha dato la vita, dovremmo avere il coraggio di chiedere scusa, almeno scusa…se l’orgoglio è troppo dentro noi per chiedere perdono. E forse, è vero…si scioglierebbe un po’ di quel rancore che ci portiamo nel cuore per quell’idiota incapacità ad amare che ci ha contraddistinto…parlo per me, ovviamente! A volte ci si rende conto che è troppo tardi anche per chiedere perdono…e perdiamo l’ennesima opportunità di essee veramente uomini a Sua immagine e somiglianza!

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  29. io ho la fortuna di averlo ed è un dono immenso, grazie a lui mi riconcilio con Dio e soprattutto con me stesso, sciolgo quel rancore che nutro in primis nei confronti delle mie mancanze

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  30. Perchè se avessi, io personalmente, un padre spirituale a seguirmi forse la confessione sarebbe un dialogo e non un elenco di omissioni o peccati…sento che mi è necessario trovare questa strada se voglio un cambiamento in me. Marta

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  31. In effetti la confessione è il sacramento della riconciliazione, quello che scioglie i nodi della nostra coscienza…ma chissà perchè è anche quello al quale mi avvicino con più cautela…federico

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  32. e proprio per il fato di essere Madre, maria accanto a Cristo è il centro e la convergenza della storia della salvezza. Senza Maria Dio non avrebbe potuto farsi uomo, non vrebbe potuto vivere anch’egli il peccato e andare incontro ai Suoi figli con la misericordia del perdono

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  33. senza la figura di Maria non credo che sarebbe stato possibile il perdono dal momento che questa Donna è al centro della storia ed occupa un posto nevralgico tra Dio e gli uomini. Gesù riceve da Maria la natura umana ed entra in scena e ci salva dal peccato proprio in virtù di questo alveo.

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  34. Io credo che Dio chieda perdono per ogni lacrima versata, non a parole, ma facendo si che la sofferenza stessa si Sublimi a Lui, facendo si che dopo la pioggia ci sia sempre un’arcobaleno. Come genitore novello mi trovo giá a dire a mia figlia…un giorno capirai!…ma le chiedo anche scusa, scusa del fatto che ora non capisce e sono consapevole del fatto che le sue lacrime cerchino delle scuse ancor prima di cercare spiegazioni. E’ cosí che credo Dio ci chieda scusa, standoci vicino nei momenti di piú disperazione, soffrendo con noi e glorificando il nostro soffrire ad un qualche cosa che ancora non possiamo capire,… ma un giorno ci verrá spiegato, o meglio, in quel giorno il Suo progetto sará cosí chiaro, da non necessitare neppure di una spiegazione. La preghiera é il nostro strumento per comunicare con Lui, con noi stessi, é il Suo dono per starci accanto, sempre, per darci la forza di andare avanti anche se non si capiscono i perché. Alberta

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  35. la grande rivoluzione sta proprio nell’essere giudicati sull’amore e non sui peccati, su quel po’ d’amore di cui siamo stati capaci…Io vi risusciterò nell’ultimo giorno…speriamo che quel giorno non sia troppo lontano!

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  36. E’ terribile non avere la possibilità di essere perdonati dinanzi al riconoscere i propri peccati…questa è la grande rivoluzione del cristianesimo, la possibilità di ricominciare! Francesco

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  37. o Zeus che condanna Edipo a commettere parricidio e incesto involontariamente…pur riconoscendo i suoi peccati Edipo vaga ramingo per la Grecia e la vendetta degli dei graverà su tutta la sua stirpe…è terribile! Annalisa

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  38. Gli dèi antichi non perdonano mai, non conoscono il perdono, nè tantomeno la misericordia, sono spietati e colpiscono l’uomo a loro piacimento…sono crudeli. Elisabetta

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  39. Il resistere all’amore, il non essere stato capace di cedere alla sollecitazione di un amore gratuito è talmente grave che crea in me, personalmente, e soprattutto tra me e Dio, la porta del mio purgatorio…ecco allora il senso del perdono, il senso di quel rancore che si scioglie, la metafore del cero che splende all’ombra di una preghiera…c’è tanta umiltà in queste due liriche, umiltà umana e umiltà divina, l’uomo che vorrebbe innalzarsi a Dio e Dio che si abbassa fino a chiedere perdono all’uomo stesso.

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  40. e fino a che non mi lascerò trasformare dall’amore, dal perdono di Dio, vivrò raggrumato come cera alla base di una candela, sarò di “questa terra” e non di “quel cielo” non potrò partecipare all’orizzzonte sublime!
    Mi avete insegnato a fare ancora un passo verso la luce. Lucia

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  41. Credo di sì, credo che vivere nel nostro egoismo significhi in definitiva fermarci allo stato di uomo e impedirne una trasformazione nella carità divina…è chiaro nella prima lirica questo dinamismo, ma se ci fate caso è in realtà il processo che tenta di attuare Abelardo nei confronti dell’eremita. Corrado Fadda

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  42. credo anche che il perdono così come l’hanno inteso Giulia e Carlo proponendoci questa bella riflessione, parta dal presupposto che ciò che trasforma l’uomo è la carità che Dio ha infuso nel cuore di ciascuno dei suoi figli, a partire da Maria fino all’ultimo nato! L’amore trasforma l’uomo lentamente in Dio. E il peccato è proprio qui:resistere a tale trasformazione, saper e poter dire di no all’amore.

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  43. quando amiamo più noi stessi degli altri, quando pensiamo al nostro interesse e non al bene altrui siamo ben lontani dalla perfezione d0’amore. La prima rivelazione di Dio all’uomo fu “Ama Dio sopra ogni cosa e il prossimo tuo come te stesso” (Deut.6) o come dice Giovanni: Amatevi come IO vi ho amato. L’atto d’amore perfetto consiste nell’essere disposti a fare ciò che fece Gesù, a morire per tutti, ciò che fece Maria, a donare un Fglio che venisse al mondo per redimere gli uomini dai loro peccati…Filippo

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  44. ma io mi chiedo come posso fare per compiere in questa vita un atto d’amore perfetto, oppure se la mia esistenza sarà tutta un’espiazione proprio in virtù del fatto che non sarò mai capace di tanto. Lidia

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  45. il perdono implica comunque un giudizio…io credo che saremo veramente giudicati sull’amore ed è su questo che dobbiamo interrogarci circa le nostre mancanze. rossana

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  46. E quindi, quando nella contemplazione riusciamo a cogliere e ad accogliere il mistero di dio come pura gratuità, come amore che si dona, possiamo percorrere con coraggio le strade del perdono1 Ecco il senso del post!

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  47. dopo il peccato originale, infatti, la grazia ha avuto inizio in Maria, una donna. E nella Bibbia la donna è segno della vita; la sua vocazione è quella di tessere relazioni, di interpretare il rapporto tra uomo e natura…tra uomo e uomo (caino e abele!)

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  48. permettetemi a questo punto di sottolineare come le due liriche siano legate da un tenace filo. Maria è per antonomasia la donna della riconciliazione, del perdono. Mi pare che questo post nella sua singolare originalità abbia il grande merito di farci riflettere sul mistero di Maria e di ogni donna, sulla loro azione riconciliatrice nella storia.

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  49. La durezza di cuore è uno dei più insidiosi nemici di Cristo e del cristiano, è una calcificazione, pietrificazione, callosità del cuore e indurimento della mente. Filippo

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  50. e sono anche condizioni essenziali per il rispetto dell’uomo, della natura e delle cose. Di questa contemplazione si nutre la tenerezza! E le due candele sono l’una di fronte all’altra, in contemplazione delle loro fiamme… Costanza

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  51. Penso anche io che la tenerezza richieda contemplazione e silenzio…ma che sono queste se non esperienze del rispetto di Dio, condizioni essenziali per la preghiera?

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  52. Di ceto comporta il coraggio di fare piccoli passi e piccoli investimenti affettivi…è la sapienza dei gesti discreti che costituiscono il tessuto della vita quotidiana, è la saggezza e il coraggio di prevenire con un gesto affettivo che è sempre un piccolo rischio, perchè non sappiamo se troverà nervosismo o gradimento. Ma la tenerezza è rischio.

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  53. e se avessimo una falsa idea di Dio -Come ha fatto notare Paolo? Il perdono deriva dalla tenerezza, da quella tenerezza che si concretizza in abbraccio. Non è possibile che chi ha l’immagine di un Dio prepotente e dispotico, cioè privo di tenerezza, possa raccontare con verità l’immagine di Maria e descriverla con accenti autentici. Se l’idea che abbiamo di Dio è quella di un Dio dispotico e violento che impone il suo volere come legge inesorabile, non potremo mai comprendere la TENEREZZA, quella tenerezza di cui sono intrise entrambe le liriche anche se celatamente, e tanto meno viverla sia nel rapporto con Dio sia nel rapporto con gli altri, e non potremo capire le figure che più risplendono della tenerezza di Dio, come Maria e Gesù.

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  54. Riflettiamo anche su questo altro aspetto: Gesù, rivolgendosi a Simone, dice della donna:”Le sono perdonati i suoi molti peccati perchè ha molto amato”. Parole misteriose e ricche di significato ma che innanzitutto a mio modesto parere vogliono esprimere questa verità: il sapersi molto perdonati genera una capacità di dono.
    Complimenti per le due splendide e toccanti liriche e la bella foto che le accompagna! Rodolfo

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  55. Del resto nei Proverbi c’è scritto che “Il giusto cade sette volte al giorno”. La consapevolezza della caduta è per me strettamente legata alla certezza che le anime, anche le più sante, saranno perfette solo in Cielo. Lì ci sarà il vero perdono, lì l’uomo farà esperienza di che cos’è il perdono, di cosa significhi sciogliere il rancore, scrostare il male e abbracciare con tenerezza il sublime Orizzonte.

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  56. E questa imperfezione che spinge l’uomo a chiedere perdono non è solo un dato di fatto, ma è anche ineluttabile, un dato che condiziona la natura umana, un’esperienza necessaria, che probabilmente Dio ha sperimentato proprio attraverso Maria e Suo figlio.

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  57. Io credo che in entrambe le liriche ci sia la tensione a testimoniare quanto l’uomo sia debole ed impertfetto. Ma penso che partire da questa consapevolezza sia assai importante, poichè da questa imperfezione prende vita, insieme alla conosenza della misericordia divina, l’humus nel quale fiorisce la fiducia in Dio e anche in noi stessi, nella nostra tensione a non sbagliare, pur riconoscendoci impefetti

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  58. e forse questo dare la vita a porta anche a perdonare con più facilità…mi piace quell’immagine del male che si consuma all’ombra della preghiera. La preghiera è sempre presente, pur peccando non ci dimentichiamo della preghiera…guardate che questo è un ottimo segnale verso la salvezza. Filippo

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  59. Io vorrei soffermarmi su “quel male che raggruma l’anima”, grumo, pozza, livida, scrostrare:il peccato è qualcosa di indelebile..lo è più per la coscienza umana che non per la misericordia di Dio…solo il perdono scioglie il rancore che si prova verso noi stessi…Dio non credo nutra rancore verso Maria, nè tantomeno ne nutrono Maria e Cristo nei confronti del Padre…è l’uomo che si sente Dio, è l’uomo che quando guarda nelle sue piccolezze riconosce di avere un’anima che è un grumo di male…la donna è creata per dare la vita! L’uomo no…Nicola P.

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  60. non è Dio, ma l’uomo l’uomo ha perdersi dietro un gioco d’amore. Dio non gioca con l’amore, lo dispensa, ma non ci gioca. E’ l’uomo che ci gioca e che semmai chiede scusa alla donna che potrebbe anche sublimare all’altezza di Maria, laddove davvero abbia compreso che cosa significa amare seriamente, senza giocare sui sentimanti altrui.

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  61. e chissà che quelle due candele non siano proprio Adamo ed Eva, l’uomo e la donna che si riconciliano, che si chiedono vicendevolmente perdono…quante volte rompiamo la relazione, quante volte innalziamo muri di silenzio..ma poi si sta male, si soffre a stare lontani da chi amiamo…e il perdono fa tornare il sorriso. Furio

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  62. è solo un Dio più umano, un Dio che si è fato uomo e come uomo chiede perdono in primis ad una donna…un po’ come se Adamo chiedesse scusa ad Eva di aver scaricato su di lei tutta la colpa del peccato originale

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  63. La prima lirica è tecnicamente altissima, perchè di fatto, se volgiamo lo sguardo all’immagine, vedremo materializzarsi sotto i nostri occhi il peccato, che come un cero si scioglie, piano, e con esso il rancore, quando ci si pente, quando si chiede la misericordia di Dio, quando si riconosce che si ha peccato! La seconda è assai originale come idea…anche se mi pare improbabile che Dio possa chiedere perdono.

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  64. Per questo la croce è il segno inequivocabile dell’amore gratuito, la rappresentazione insuperabile del perdono. Per questo i Santi non si stancano di contemplare nel crocifisso il mistero del dono perfettissimo di Dio, il mistero del perdono offerto all’uomo peccatore, cioè il dono della riconciliazione. filippo

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  65. perdono è il dono che Gesù dalla croce, nel momento della sua offerta suprema di sè, fa all’umanità:una umanità peccatrice che viene addirittura accolta in figliolanza. Filippo

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  66. c’è un momento poi in cui il dono raggiunge la sua espressione più alta, perfetta. Il dono è allora qualcosa di assolutamente gratuito ed immeritato,è un tale sbilanciamento della persona verso l’altra da essere impensabile e inimmaginabile. La parola che meglio esprime questo dono assoluto è PERDONO. Perdono è capacità di un dono talmente gratuito che è al di là di ciò che uno può ricevere o che l’altro può meritare. Perdono è un dono perfettissimo, è il dono che Gesù fa alla donna:”Ti sono perdonati i tuoi peccati…La tua fede ti ha salvata!”

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  67. quelle due candele mi fanno venire in mente che la prima cosa che dovremmo chiedere a Dio quando ci mettiamo in condizione di ascolto e preghiera è il perdono. Di fatto invece io mi ritrovo sempre a chiedere qualcosa, un desiderio, una grazia per me o per altri…e l’approccio è così sbagliato!

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  68. …quando invece siamo fiamma che non brucia, scalda ma non brucia! Dinamici come le due fiamme che si abbracciano sciogliendo il rancore…è davvero un’immagine poetica di riconciliazione!

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  69. bellissima metafora. Ho immaginato le due candele come un confessore e un peccatore, un uomo e una donna anche, perchè no?… perchè l’uomo necessita del perdono di Dio così come necessita del perdono dei suoi simili, così come necessita di perdonare se stesso. Senza perdono non possiamo rialzarci, non possiamo riprendere il cammino…senza perdono si rimane come pietrificati, fermi in un errore che paralizza!

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  70. il problema più grosso è quando non si perdona se stessi, il rancore che ci portiamo dentro per qualcosa che ha macchiato la coscienza è un tarlo che non ci fa trovare pace.

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  71. Il perdono è un qualcosa che spesso pretendiamo e non siamo capaci di dare! Perchè in fondo non siamo capaci fino in fondo di sciogliere un rancore e quindi non lasciamo che nessuno si possa abbandonare nel nostro abbraccio tenero…perdono ma non dimentico…e la strada da fare è ancora lunga! Riccardo

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