post

La partenza/Creusa


Candela a forma di rosa

Comments

  1. Io non credo che se ne compiaccia quanto che attraverso la scrittura l’uomo cerchi ancora e da sempre di trovare la forza di non commettere più certi errori che hanno segnato la Storia e l’infelicità umana. Ma di fatto la letteratura è di certo il luogo in cui più si manifesta la riflessione umana sul senso del dolore, associato però – e mi pare importante – al senso della stessa esistenza umana. Spesso si scrive proprio per lasciare un “testamento”, un qualcosa che possa essere di salvezza per l’umanità. Qui in questo dialogo c’è del resto una lezione imperitura: l’uomo che dinanzi al disegno di Dio si piega clemente perchè sa di essere tra bracia sicure! Un abbracio ed una buona domenica a tutti. Rossana

    Mi piace

  2. forse allora la letteratura celebra proprio l’incapacità dell’uomo di essere felice:come se si compiacesse di quest’impossibilità! Marta

    Mi piace

  3. carlocuppi says:

    e direi ancora che questa non è solo una riflessione sulla letteratura, ma soprattutto sul senso della Storia, sulla guerra: l’Iliade, l’Eneide sono il racconto di una guerra e dell’abiezione dell’essere umano, dell’esaltazione dell’homo homini lupus…nonostante ciò continuiamo a combattere, troppo forti sono certi interessi, e a ritroso posso constatare che davvero poco abbiamo oggi compreso dalla lezione del Passato

    Mi piace

  4. perchè da sempre l’uomo cerca consolazione al suo dolore…è così dall’antichità. Se leggete l’Antico ed il Nuovo Testamento leggerete di fatto la Storia della salvezza di un popolo, se leggete Archiloco leggerete di come si deve accettare con rhusmòs il destino, di come l’uomo nulla possa dinanzi alla potenza del dio, se leggete la tragedia greca troverete riflesso l’intero dolore umano, che è poi quello primigenio di Adamo ed Eva…e così avanti fino al nostro Novecento. Che la sofferenza sia congenita alla natura umana è scontato e la letteratura tenta di esorcizzare…ma voi pensate però che Qualcuno è morto sulla croce…pensate a che cosa abbia potuto significare morire senza poter tendere la mano a qualcuno, nè a Giovanni, nè a Maria, starsene lì con gli occhi al cielo a gridare “Perchè mi hai abbandonato”. Neanche Creusa può tenere la mano di Enea, nè Orfeo poteva girarsi per assicurasi che Euridice lo seguisse…la storia dell’uomo e la storia di un eterno dolore che ci spiega e ci insegna di fatto ad amare la vita.

    Mi piace

  5. Ma perchè la letteratura ci mostra queste figure emblematiche quasi come se potessero esssere per noi una consolazione al male di vivere? Maria

    Mi piace

  6. alberossia says:

    “ti persi e mi persi ” “Tu nell’ombra gridavi”…ecco, riflettete solo un attimo sul dramma di rientrare a casa e non trovare più chi amate! E’ terribile il dramma di Enea! Pensate a come si possa accettare una condizione di infelicità del genere e immediatamente dopo saltare sulla nave e partire su un mare ignoto, portandosi creusa solo nel cuore e negli occhi di Julo…qualcuno aveva parlato di martirio circa Creusa, ma d’altra parte mi pare che anche Enea ne abbia subite di tutti i colori

    Mi piace

  7. (perdonatemi…si è “mangiato il commento!) dicevo: a parte il ribaltamento dei ruoli “sessuali” Orfeo non accetta la separazione dalla moglie e scende nell’Ade a recuperarla, mentre Enea proprio per bocca di Creusa impara ad accettare quella volontà divina che lo farà diventare il pius per antonomasia. Enrica F.

    Mi piace

  8. Da questo punto di vista guardate che differenza c’è tra l’atteggiamento di Orfeo ed Euridice e quello di Creusa ed Enea: a parte il ribaltamento dei ruoli “sessuali”

    Mi piace

  9. però qui nessuno parla di profezie, quasi che i nostri due amici le dessero per scontate e volessero catturare la nostra attenzione solo sulla disperazione, ma nello stesso tempo sull’accettazione del distacco. Lidia

    Mi piace

  10. emilioconte says:

    non ne ho la certezza però potrebbe essere un’interpretazione possibile…il non essere nulla di Creusa, nè un volto, nè un nome, in realtà è un concetto già anticipato dal termine iniziale ombra.

    Mi piace

  11. quindi ombra e fantasma in tal senso coinciderebbero? Francesco

    Mi piace

  12. emilioconte says:

    vorrei inoltre soffermarmi sul “tu nell’ombra gridavi”: sembra quasi che inizialmente Enea non riconosca la moglie, neanche fosse anche egli già nelle tenebre, oppure avvolto dal fumo dell’incendio…continua a gridare, come se non avesse chiaro che ormai Creusa è scivolata per sempre nell’aldilà

    Mi piace

  13. carlocuppi says:

    Come nel testo Virgiliano i nostri due amici hanno d’altronde voluto incentrare il dialogo cercando di mettere in luce il persistente dolore dovuto al distacco dei coniugi…è un dolor aeternus! Le parole dei due personaggi nelle due liriche sottintendono richiami al testo del Poeta latino, ma pur tralasciando le motivazioni che hanno voluto i due coniugi separati, appare chiaro dai loro versi l’accento sul nostalgico rammarico per la separazione, che è poi ciò che interessava a Virgilio.

    Mi piace

  14. Proprio di questo infatti abbiamo parlato ultimamente:se consideriamo la descrizione così sfumata che di Creusa ne dà virgilio potremmo associarla a quelle figure evanescenti ma non meno potenti dello stilnovo. Enrica F,

    Mi piace

  15. beh, potrebbe essere una sorta di antenata della donna angelicata! Francesco

    Mi piace

  16. alberossia says:

    questa imperitura voglia di vivere è un po’ quella stessa che sente nel cuore l’eremita…è ciò che ci salva dalla morte, quando si capito che la morte in realtà è solo un’ennesima tappa…però anche Enea ne prova paura e per questo mi è simpatico, perchè è vicino a noi. Come del resto lo è Creusa, anche se dai commenti sembra una donna che abbia masticato atarassia per anni:in realtà credo che in parte ciò sia vero e necessario affinchè Enea parta, dall’altra mi sento però di dire che è una donna profondamente addolorata, in Virgilio così come per Carlo e Giulia, addolorata da non poter essere ciò che una donna forse più sente come bene prezioso:essere madre e moglie! Più le leggo, più mi piacciono le vostre due liriche e mi avvicino a quel mondo mitico che pareva lontano. Buona serata a tutti. Tiziana

    Mi piace

  17. Io francamente non sono in grado di dare una risposta ma una cosa vorrei dirla:grazie a questo duetto Enea mi pare più umano e soprattutto capisco perchè aveva lasciato così quasi impassibilmente Didone:di fatto Creusa gli ha insegnato a non essere attaccato alle cose di questa terra, ma ad accettare con fiducia e pietas – così si dice, vero? – la volontà degli dei. Ecco mi pare che la lezione di Creusa sia questa e sia quanto mai vera e attualizzabile ancora oggi. Una buona serata a tutti..lascio voce ai ragazzi che sono preparatissimi e ci danno punti a volontà. Complimenti! Salvatore

    Mi piace

  18. Vediamo se qualcun altro è in grado di fare riferimenti ad altre figure letterarie che si potrebbero rifare a Creusa. Enrica F.

    Mi piace

  19. Lascia questo mondo con la consapevolezza di essere stat moglie di un grande eroe e madre del re di Alba Longa…un po’ come Ifigenia che nella versione Euripidea desidera morire proprio perchè in tal modo sa che la sua fama sarà eterna proprio grazie al suo sacrificio…in questo vedo accomunate le due figure muliebri! Lidia

    Mi piace

  20. alessandrarisso says:

    ciò che mi ha colpito è questa serenità di Creusa, quasi fosse un’alliva di un filosofo ellenistico, questa serenità da saggia nell’affermare che non è presente, non è passato, non è futuro…non ha paura della morte perchè in realtà ha sconfitto la morte stessa con quel sangue che scorre nelle vene di Julo. Forse è proprio questa consapevolezza a far sì che Enea abbia coraggio di prendere padre e figlio e partire per un lungo viaggio…forse anche Enea grazie a Creusa capisce che ciò che poteva fare di grande in realtà è stata già compiuto e per quanto la moglie gli predica grandi opere l’opera di maggior valore è lì accanto a lui, il fondatore di Alba Longa!

    Mi piace

  21. voces iactare per umbras…gettare grida nell’ombra…commovente questa ripresa quasi ad litteram..guardate come si traslittera! Nicola P.

    Mi piace

  22. emilioconte says:

    esattamente:il rinunciare all’essere madre e moglie con l’accettazione serena del destino è in realtà la prima molla che fa di Enea un uomo che venera gli dei e che crede in quel concetto di Provvidenza che Manzoni così opportunamente riprese poi con le dovute modifiche nei Promessi Sposi

    Mi piace

  23. Allora state dicendo che il sacrificio di Cteusa ebbe la finalità di innestare in Enea quel sentimento di pietas così caro ai Romani…Marta

    Mi piace

  24. ed è altrettanto importante sottolineare che proprio da tale lusis inizia il cammino (la partenza) di Enea verso la pietas…inizia da Creusa, dalla sua accettazione del fato! Senza Creusa, senza le sue parole Enea non avrebbe trovato la forza di partire…con tutto ciò che questa partenza comporta. Corrado Fadda

    Mi piace

  25. alberossia says:

    In effetti all’apparenza è così, anche se Virgilio credo che dedicò comunque paracchio tempo a studiare la psicologia di Creusa dandone tratti precisi attraverso le poche parole che lei pronuncia da morta. Il nostro dialogo mette in luce per l’appunto la perdita di un’unione e si sottolinea che tutta la disgrazia è voluta da una volontà celeste. L’uomo nulla può! Neppure un eroe! Per quanto un uomo sia eroe il dio sempre dirige i suoi passi e per gli antichi tale divina volontà rimane imperscrutabile…la si può solo accettare e qui mi pare comunque che sia dolorosissimo per entrambi, sia per Enea che per Creusa accettare lo scioglimento di un qualcosa che ritenevano sacro!

    Mi piace

  26. io ho sempre pensato a Creusa come ad una figura un po’ sbiadita, di poco rilievo…ho sempre creduto che fosse più importate per Enea didone che non Creusa…ma forse mi sbaglio. Riccardo

    Mi piace

  27. sono senza parole!!Che excursus bellissimi riuscite a fare! Due parole sulle nostre liriche dei nostri amici:intanto un ringraziamento per come ci invitano a queste vere e proprie tavole rotonde sul mito a cui mi pare che tutti partecipiamo con grande entusiamo e poi una nota sulla bellezza dei versi.non è facile calarsi nella parte di una figura mitologica, creata dalla mente di un autre e indossarne le vesti fino a immedesimarsi in esse! Vedete, ciò che colpisce è in realtà che Enea e Creusa sono per Carlo e Giulia persone vive che vivono nei loro versi e i nostri autori sentono tutto il loro dramma, vivono tutte le loro lacerazioni. Credo che il loro più grande merito sia quello di essersi avvicinati a figure mitiche con la sensibilità di un uomo e una donna che dal mito hanno ancora tant da apprendere oltre ad esserne completamente affascinati!

    Mi piace

  28. Alcesti! Sacrifica lei stessa per Admeta e rinuncia in tal modo non solo alla vita ma anche al suo ruolo di sposa e di madre per amore del marito! Maria

    Mi piace

  29. e madre e sposa a chi vi fa pensare? Vediamo se siete davvero così in gamba da collegare questi due concetti al tema del sacrificio!

    Mi piace

  30. Brava! proprio a lei alludevo, lei che per Lucrezio fu vittima della religio, cosa che invece non avviene per Creusa. Nicola P.

    Mi piace

  31. Ifigenia forse…però siamo in tutt’altro mondo! Maria

    Mi piace

  32. Vi lancio un altro amo…abbiamo parlato di sacrificio di Creusa e mi pare un punto fondamentale del nostro dialogo, perchè senza il suo sacrificio la partenza di Enea non può avvenire e tantomeno la fondazione di Roma…ricordate qualche altro sacrificio celebre? Nicola P.

    Mi piace

  33. Nel racconto virgiliano non mancano i toni drammatici della separazione, della ricerca e dell’addio…qui i toni sono più smorzati, forse la scena si è sublimata nella prevalenza di una rassegnazione di fronte alle decisioni del fato. Mi pare che entrambe le liriche mantegano fedeltà a questo atteggiamento virgiliano, di rassegnazione ma nello stesso tempo di speranza. Nicola P.

    Mi piace

  34. renatoscrepis says:

    Bravissimi! Siete davvero forti! come bravissimi sono i nostri autori che sono riusciti veramente in modo esemplare ad esprimere il dramma umano dei due personaggi mitologici! L’eroe perde la moglie e l’epifora finale sottolinea la sua disperazione:trova solo il suo fantasma, inafferrabile nella lontananza di una dimensione non più umana..e questa è proprio la dimensione di cui parla il finale della seconda lirica, dopo il tempo non è più connotabile, sfuffe come sfugge la donna stessa dall’abbraccio del marito…

    Mi piace

  35. forse nell’odissea, quando nella catabasi di Ulisse l’eroe incontra la madre Anticlea? mARIA

    Mi piace

  36. renatoscrepis says:

    Ottimo…e prima ancora?

    Mi piace

  37. Non picchiatemi…forse quando Enea scende nell’Ade e incontra Anchise? Non tenta di abbracciare anche lui e per tre volte si ritrova un’ombra tra le mani? Lucia

    Mi piace

  38. emilioconte says:

    Esatto! Il triplice abbraccio è ripreso pari pari dal testo latino, ma del resto è un topos letterario. Nel secondo libro Virgilio lo inserisce alla fine dell’episodio mentre nella nostra lirica è il punto di partenza perchè in realtà lo scopo è quello di creare una circolarità dei versi…ma in quali altri passi lo ricordate?

    Mi piace

  39. Ad esempio il triplice abbraccio? Mi pareva che però fosse in un altro passo!Alberto

    Mi piace

  40. renatoscrepis says:

    In effetti devo dar merito a Carlo e a Giulia di aver dato una nuova versione veramente encomiabile…a tratti sembra quasi una traduzione artistica (un po’ come quella che Livio Andronico fece dell’Odusia!)…vediamo se i nostri giovani amici capiscono il perchè!!!

    Mi piace

  41. E vi confesso che se a suo tempo mi avessero proposto queste due rivisitazioni del mito probabilmente avrei amato maggiormente Virgilio, che ho sempre sentito invece pesantissimo! Alice

    Mi piace

  42. un astro per ogni goccia di sangue, del suo sangue…forse è questo il desiderio di Enea: vivono e prendono forma in Julo, quella creatura che Creusa affida al marito proprio prima della partenza e lei amaramente sa che non è che un’ombra, non è nulla, se non il sangue che scorre in suo figlio…io trovo questi finali delle liriche eccezionali! Sono di una tenerezza sconfinata! Carlotta

    Mi piace

  43. emilioconte says:

    perchè il senso di questa storia è che l’uomo non è padrone di nulla…che tutto è in balia del destino, che ciò che di bello abbiamo un giorno potremmo perderlo! Nulla ci appartiene, ragazza mia, e gli antichi questo lo percepivano bene…dopo Enea sarà Didone la vittima dello stesso crudele destino!

    Mi piace

  44. affidare i ricordi! Affidare la storia, il passato, affidare noi stessi per non morire, perchè a un nome si risponda sempre!!! Che dolore quell’eco che si perde nel vuoto, quell’urlo nell’ombra! Che dolore non poter rispondere!! Ma perchè qualcosa di puro dev’essere condannato a non poter fiorire? Carlotta

    Mi piace

  45. E tutto ciò a parer mio accade perchè Creusa rappresenta il passato, non solo quello dello sposo, ma della storia di Roma! Necessariamente ella deve rimanere nella terra d’origine!Necessariamente lo sguardo di padre e figlio deve continuamente essere rivolto a Troia, perchè è da lì che proviene la vita, è da lì che proviene l’imperitura voglia di vivere! Guardate che è bello, bello veramente quell’alternarsi di presente, passato e futuro che si dissolve nell’aria come la fiamma di una candela!

    Mi piace

  46. renatoscrepis says:

    Al destino della città di Troia è strettamente legato quello di Creusa che con il suo sacrifcio sembra legittimare la fuga dell’eroe e dei suoi compagni dalla città in fiamme…la foto simboleggia proprio questo…è l’incedio appiccato dai Greci che separerà per sempre i due coniugi, così come la candela separa le due splendide liriche. La vita di Creusa appare come un tributo da pagare per la salvezza e per le sorti future dei troiani superstiti!

    Mi piace

  47. ma perchè il destino ha voluto che Creusa morisse? Perchè sempre il dolore deve assillare la vita umana?Federico

    Mi piace

  48. Non ci si perde mai del tutto, neppure la morte può separarci definitivamente da chi amiamo. Sorattutto quando tra Creusa ed Enea c’è di mezzo Julo. Il fato – nefasto – ha voluto così! Eppure senza il sacrificio di Creusa Enea non sarebbe diventato il PIUS per antonomasia! Quell’imperitura voglia di vivere ancora accompagna Enea alla partenza da Troia, egli ha con sè suo figlio e questo è il legame che lo tiene ancorato a Creusa…per tre volte egli abbraccia la sposa e per tre volte ella gli sfuggì dalle mani poichè altro non è che un èidolon:pensate a che rabbia, a che dolore…pensate al dolore senza fine della consapevolezza di non esere più un nome o un volto, di avere più un locus se non nella memoria che Enea affida alle stelle, Creusa a Julo..ma le gocce di sangue forse stanno a sottolineare proprio questo legame indissolubile e così le due liriche irabilmente hanno come chiusa lo stesso immortale concetto virgiliano:amor omnia vicit!

    Mi piace

  49. alberossia says:

    Ciò che mi pare importante è la differenza che intercorre tra l’accettare il volere divino con rassegnazione e accettarlo con gioia perchè lo si consiera come il meglio che un Padre possa desiderare per i Suoi figli. Credo che in questo stia la grossa differenza tra concezione pagana e cristiana della vita. Tiziana

    Mi piace

  50. quanto tempo è passato da questa pagina viriliana! L’avevamo letta in latino e ricordo ancora che il professore era commosso! La rileggo oggi con immenso piacere, con la commozione di un tempo, co quell’immagine di un Enea abbandonato a se stesso. privo della sua consorte e l’icona di un fantasma, Creusa, che accetta il volere divino con rassegnazione! Costanza

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

INMEDIAR

Istituto Nazionale per la Mediazione e l'Arbitrato - Organismo di Mediazione iscritto al n° 223 del registro tenuto presso il Ministero della Giustizia

Via senza forma

Amor omnia vincit

Riccardo Franchini. Godete

Bere Mangiare Viaggiare. Scopare la Vita.

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

telefilmallnews

non solo le solite serie tv

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

Versi Vagabondi

poetry, poesia, blog, love, versi, amore

Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

Marino Cavestro

avvocato mediatore

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

beativoi.over-blog.com

Un mondo piccolo piccolo, ma comunque un mondo

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

Theworldbehindmywall

In dreams, there is truth.

priyank1126sonchitra

A fine WordPress.com site

giacomoroma

In questo nostro Paese c'è rimasta soltanto la Speranza; Quando anche quest'ultima labile fiammella cederà al soffio della rassegnazione, allora chi detiene il Potere avrà avuto tutto ciò che desiderava!

Aoife o Doherty

"Fashions fade style is eternal"

PATHOS ANTINOMIA

TEATRO CULTURA ARTE STORIA MUSICA ... e quant'altro ...

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

quando la fine può essere un inizio

perché niente è più costante del cambiamento

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

centoceanidistorie

Cento pensieri che provano a prendere forma attraverso una scrittura giovane e ignorante, affamata solo di sfogo.

ognitanto|racconto

alberto|bobo|murru

vtornike

A topnotch WordPress.com site

Dale la Guardia

It's up to us on how to make the most of it.

proficiscorestvivo

A blog about travel and food - If you don't know where you're going, any road will take you there.

postnarrativacarrascosaproject.wordpress.com/

Postnarrativa.org è un Blog di scrittura onde far crescere limoni e raccogliere baionette, Blog sotto cura presso CarrascosaProject

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

Amù

Art Moves the World

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

tuttacronaca

un occhio a quello che accade

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Paolo Brogelli Photography

La poesia nella natura

TheCoevas official blog

Strumentisti di Parole/Musicians of words

valeriu dg barbu

©valeriu barbu

Il mio giornale di bordo

Il Vincitore è l'uomo che non ha rinunciato ai propri sogni.

ATELIER c157

- ART & PHOTOGRAPHY -

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: