Ninnananna/Telemaco


spumavela

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37 risposte a "Ninnananna/Telemaco"

  1. e su queste splendide immagini auguro a tutti un solare buon fine settimana. Grazie ancora a Giulia e a Carlo per la loro generosità nel condividere insieme queste piccole perle rare! Emilio

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  2. la vita che viene dal sale è la stessa vita che non riusciamo a trattenere, è quella che vorremmo e non abbiamo…ma in realtà è quella che viviamo, che abbiamo vissuto, che vivremo, è l’oggi, il presente…non sprechiamo un attimo di questa vita per poterne godere a piene mani senza rimpianti. Una buona serata a Tutti. Febo

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  3. un grazie sentito da parte mia e di Corrado a Giulia e a Carlo per quanto di bello riuscite a fare qui sopra, per come incoraggiate i ragazzi alla lettura e per come li avvicinate alla letteratura.

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  4. Chissà quante volte Telemaco avrà desiderato di avvistare una barca da lontano nella speranza che ci fosse Ulisse a bordo, e quante volte Ulisse avrà guardato al mare come ad un talamo a cui affidare i suopi sogni di ritorno! Quel copriletto ceruleo mi ricorda il mar color del vino cantato da omero! Fabrizio

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  5. scivola davvero la vita dalle mani come l’acqua del mare sul viscido scoglio…il tempo è qualcosa di molto prezioso, che possiamo imbrigliare solo in reti di Amore. Luciano (che apprezza moltissimo versi ed immagini!)

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  6. Io invidio molto il vostro approccio alla poesia:sembra che riusciate a vedere la poesia nelle piccole cose, quelle che apparentemente sembrano insignificanti…trovate un senso bello in tutto ciò che vi circonda. Grazie per questa vostra lezione di vita. Maria

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  7. non so spiegarvi l’emozione grande che si prova nel leggere questa pagina:mi dona una grande pace interiore, un senso di rassegnazione ma nello stesso tempo di gioiosa accettazione di quel che è la nostra piccolezza umana! Mario

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  8. Di fatto non avrei mai immaginato che dall’esametro omerico potessero essere riprese immagini così palpitanti e vibranti di verità come i vostri versi. Francesco

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  9. immagino Telemaco e Ulisse dinanzi al mare, padre e figlio dinanzi a una infinita coperta, come la tela di Penelope! Bellissima questa vostra pagina. Daniela

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  10. Mi associo a Tiziana, a quelle mani che sanno di salsedine, e al fatto che é una ninna nanna senza fine, che si ripete, perché dopo un’onda ne arriva un’altra, e poi ancora un’altra come a dirci che non ha poi cosí senso volerle trattenere…ci rimboccano all’infinito, pazientemente, come le mani del nostro Padre…non esta altro che abbandonarsi e lasciarsi cullare…quanta pace in queste immagini, una pace che profuma di mare. Alberta

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  11. Che dire? Sono senza parole!! Il dialogo si presenta oggi su due registri stilistici assai diversi, anche se le liriche si riprendono in qualche modo l’un l’altra facendo riaffiorare immagini che noi tutti abbiamo quasi stereotipate nella memoria. Il bello di questo post è che è LOQUACE sotto tutti i cinque sensi! Tutta la sensibilità si mette in moto, in gioco e si percepiscono suoni e profumi, si tocca l’onda e si vede la vela avvicinarsi nel rosso del tramonto. Il mare distende il suo copriletto e noi ci ficchiamo sotto, per il desiderio di farci cullare da un’entità superiore che ci dona sempre protezione. Complimenti! Nicola P.

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  12. Telemaco, i Proci, Antinoo….li avevo dimenticati tra i banchi di scuola ed ora prendono forma nuovamente…Prende forma anche il mare e sento chiaramente cosa significa rimboccare i sogni sotto l’onda…poi l’onda li porta via, ma so che un angelo nel dormiveglia è venuto a farmi visita. Bellissimo post! Paola

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  13. La potenza! A me viene in mente la forza e la potenza del mare, la forza dell’onda, del rumore che si infrange sugli scogli. Mi viene in mente la potenza del mare e la potenza dell’uomo che può si afferma con sforzo titanico sulla natura, che si erge anche solo con uno scatto fotografico nel tentativo di catturare quel sublime a cui tutti tendiamo. Alberto

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  14. Non so il perchè ma a me il mare sembra che abbia sempre qualcosa da dire:il suo sciabordare è comunque un dialogo, ed io lo ascolto incantata, come se dovesse rivelarmi chissà quali segreti:oggi mi recita i vostri versi e per quanto mi facciate sentire piccola mi fate pure sentire amata. GRAZIE! Lucia

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  15. Un monito, quello di Tiziana, a godere delle piccole gioie, anche se passeggere:grande saggezza! Lasciarsi cullare solo senza tenere per mano chi ci culla, rassegnarsi ai fantasmi e forse anche amarli perchè popolano tutta la nostra vita e come angeli potrebbero pure proteggerci!

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  16. troppo grandi i doni che ci sono stati fatti e che non possiamo trattenere:la vita ci sfugge via tra le dita come la schiuma dell’onda che invano tentiamo di stringere…dopo un attimo abbiamo il palmo vuoto…ma per fortuna profuma di salsedine! Tiziana

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  17. dinanzi al mare nessuno di noi è in grado di rassegnarsi alla morte….c’è come una spinta vitale che emerge da quelle onde, come un dinamismo eterno, una vitalità costante che ci spinge a non fermarci, ad andare oltre, a non fermarci sulla nostra strada ma a proseguire nonostante le tempeste…troppo bella è questa vita per poterci rinunciare…rossana

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  18. è femmina il mare, lo diceva Semonide, lo diceva D’Annunzio, è fecondo e culla come una madre, si arrabbia furibondo come una menade, come Medea! Quanti richiami questo post! Bravissimi! Corrado Fadda

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  19. La prima lirica è di una docezza sconfinata, sconfinata come è aulica la seconda. L’immagine del copriletto sotto cui rimboccare i sogni è molto delicata ed efficace:l’avrà sicuramente fatto anche Ulisse, ma soprattutto Telemaco, quando sognava di riabbracciare un padre in balia del periglioso mare.

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  20. Mi piace questa originale associazione di epica e ninnananna, questo binomio di immagini e parole! La vista ne rimane catturata ed i versi restano come imbrigliati tra le onde! Marta

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  21. credo che anche attraverso la fotografia e l’arte fotografica si possa celebrare Dio in qualche modo:quando poi all’immmagine si associano versi come sono in grado di fare Carlo e Giulia ecco che la preghiera si fa coro! E si può pregare anche nel momento in cui si riconoscono i nostri limiti dinanzi alla vita! Filippo

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  22. io vorrei essere la macchina fotografica nelle mani del fotografo, vorrei poter entrare nella sua testa e vedere dove punta il mio obiettivo, dove zumma, cosa lo incuriosisce, quale effetto di luce aspetta…vorrei essere quella macchina fotografica per percepire l’ansia dell’uomo che tenta di immortalare un attimo, un frammento di vita per la spinta di innalzarsi fino a trannenere con forza la vita! GRAZIE!!!!!Salvatore

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  23. mi soffermo sull’incapacità di trattenere la vita:credo sia il nostro maggior tarlo, ciò che ci spinge a sognare e a credere nei sogni, ciò che ci spinge a sognare ad occhi aperti, a dare valore ad un progetto…è una bella spinta, la stessa spinta del vento sulla vela, dell’onda del mare sullo scafo…Complimenti vivissimi per il post mozzafiato che avete creato! Furio

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  24. mi intriga la genesi delle due liriche;mi chiedo se esse siano nate dalla contemplazione del mare, dal sentire qualcosa che il mare abbia voluto trasmettere, oppure se un’udea è nata all’improvviso e vi è stata associata in seguito un’immagine. Comunque siano i percorsi della mente, devo riconoscere la bellezza di ciò che i miei occhi leggono:è un dono grande quello che oggi mi avete fatto, un dono fatto di colore, di suoni marini, di vento e schiuma che scivola via tra le mani come le tante occasioni d’amare che per egoismo stupidamente io perdo. Grazie per questa bella riflessione che mi avete proprosto. Buona giornata a tutti

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  25. Io trovo tanta tanta malinconia nei vostri versi, come una tristezza celata dallo sciabordare, come un inno forse alla vita che mai si può godere in toto:il mare in effetti fa quest’effetto e ci si sente sempre piccoli dinanzi al suo carismatico moto ondoso. Costanza

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  26. Il mare come un letto, l’onda che si rimbocca come un lenzuolo, quello sciabordare che culla…Odisseo presso Calipso deve aver sentito dentro sè tutto ciò e l’impossibilità di ritornare ad Itaca devi avergli dato un dolore senza fine. Carlotta

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  27. Mi avete riportato ai tempi dell’Odissea, ai tempi in cui il mare (e qui in sardegna è un incanto) aveva un sapore epico che si confondeva nel quotidiano:è un post meraviglioso questo! Federico

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  28. Anche a me viene in mente Ulisse, un Ulisse stanco, un Ulisse che deve fare i conti con la sua fragilità di uomo, coi suoi limiti dinanzi alla potenza di un dio, estasiato forse dinanzi alla Bellezza di quanto ha visto, desideroso di casa, di moglie, di figli!

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  29. Guardo le immagini e penso a Ulisse, al suo abbandono, al suo ritorno, alla sua incapacità di rimanere statico, dinamico come il mare, come la vita…e poi penso a Telemaco e a quante volte avrà sognato suo padre sotto le coperte, a quanto avrà desiderato di ricongiungersi a lui…il mare ci separa, ci illude con la linea dell’orizzonte, ma di fatto è una linea inafferrabile! E’ forse il post più lirico che ci avete donato per interpretazioni e suggestioni di immagini. Mi rituffo in un lavoro oneroso e lungo! A presto, amici miei!

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  30. io credo che la quotidianità non si sia mai unita così bene all’epica! forse anche in virtù di due immagini che per splendore ed incisività richiamano a forza la nostra memoria sul passato e sul presente che sempre inafferrabile incombe. Urge fare lezione su questo post! complimenti! i più sinceri da parte mia! buon lavoro a tutti

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  31. che accade? qui state superando davvero voi stessi! sono davvero colpito da queste immagini che da sole fanno poesia…poi inizio a leggere e la poesia per incanto scende giù nel cuore e lo riscalda! forse alcune immagini, belle di una Bellezza che solo voi sapete, si possono trattenere nei recessi dell’anima e renderci migliori! grazie anche per questo ennesimo vostro dono. riccardo

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