L’eremita (Seconda parte) (Scena unica -parte quarantasettesima)

Panoramica ponte Negrone

L’eremita

Io non sono capace a distinguere ciò che è possibile da ciò che non lo è… la maggiorparte delle cose mi sembra impossibile…ed è per questo che ero curioso…di sapere se Dio tiene conto della nostra opinione in merito oppure no… e tu mi hai risposto che in fondo il senso della la vita è proprio quello di imparare a distinguere…complicato!

Abelardo

Nessuno ti giudica, anima mia…quel che non potevi realizzare di qua diverrà quello che noi potremmo definire semplicemente un obbiettivo del futuro in Dio…una di quelle cose che sono già celesti e che accresceranno la tua volontà di progredire…così vedi… io ho avuto un figlio che non sono riuscito ad amare in vita perché mi sembrava una cosa impossibile…Dio ha accolto il mio dolore e la mia incapacità e ha costruito giorno per giorno una nuova dimora…ora mio figlio ci vive con me, sa che lo amo e mi incoraggia nel cammino…Ci son cose che il cuore non può superare in vita… ognuno di noi ne ha una o più…Dio lo sa e per questo ci concede una  possibilità eterna… le cose non sono molte perché per il cuore sono veramente poche quelle che contano, poche cose che danno un dissidio incolmabile… poche cose che non si dimenticano né con la malattia, né con la morte…la stessa morte può essere o non essere una di queste… a seconda dei casi o meglio delle persone… quel che conta di solito non è la morte in sé, piuttosto il rapporto che abbiamo intrattenuto con chi è passato a miglior vita… Dio vede il ponte proteso con affanno che gettiamo nell’infinito, il ponte che vorrebbe collegarci a ciò che non è più terra ferma , a ciò che non è più corpo e quel ponte immaginario diventa una radiosa realtà perenne quando finalmente ci possiamo salire sopra.

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