L’eremita (Seconda parte) (scena unica-parte quarantaseiesima)

Falco alla Gava

L’eremita
Pensi che i nostri desideri possano essere d’aiuto per la nostra salvezza?

Abelardo
Dire che dipende dai desideri sarebbe troppo semplice…anche se è incontestabile…a me sembra che tu voglia sapere qualcosa di più, o sbaglio?

L’eremita
Hai ragione…io sto pensando al “desiderare” di per sé… mi piacerebbe sapere se nel mondo di là quelli che qui sono soltanto desideri valgono qualcosa di più…insomma se si possono toccare anche i sogni che uno ha fatto in vita  o se è tutto dimenticato e vano.

Abelardo
Ti posso dire che i desideri irrealizzabili valgono assai di più…non dico quelli irrealizzati…mi segui? Dico quelli che nel mondo di qui sono impossibili…ma sono pochi, perché spesso anche le ipotesi più improbabili possono trovare un coronamento…qui gioca tanto la fede che uno ha…ed anche l’importanza che viene attribuita al perché siamo qui…io credo che… quando Gesù disse ai suoi discepoli che avrebbero potuto smuovere le montagne si riferisse soprattutto… soprattutto alla loro fede nel disegno provvidenziale, non in astratto, ma in concreto…alla loro vita in definitiva, così com’era nuda e cruda, ma cucita da Dio.
Solo ciò che è davvero impossibile può avere una consistenza agli occhi del Signore, perché l’uomo non avrebbe potuto fare granché…ciò che è realizzabile ha invece già avuto la sua ricompensa…l’uomo può mettersi in gioco e se non lo fa…significa che ha trovato ben di più nella rinuncia o nell’autocommiserazione.
Guardati bene dal distinguere ciò che sta in tuo potere da ciò che non lo è e non perdere tempo a sognare la realtà, sarebbe un doppio sonno davvero difficile da gestire…e da quel che mi pare tu corri un serio pericolo…
Certo Dio ha voluto che sognassimo e desiderassimo, è innegabile, ma non che indugiassimo più del dovuto…il sogno serve a progettare, ma il progetto non deve rimanere sulla carta in preda al tempo, diversamente si scolorisce e presto verrà dimenticato: spesso fa più male dimenticare un sentimento che un volto…ricordatene…

L’eremita
Non capisco… poco fa dicevi che la rinuncia è una cosa bella…ora al contrario affermi che non si deve indugiare e che chi rinuncia ha la già la sua misera ricompensa

Abelardo
A dire il vero io parlavo della rinuncia a qualcosa che non si può ottenere: il dolore che si prova in questo caso è assai gradito a Dio, per questo ti dico che i desideri impossibili saranno più valorizzati e troveranno coronamento.

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