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L’eremita


Caro Carlo, che giornata! Sono un poco a pezzi perchè quattro ore di cammino con Anna nello zaino dietro e davanti uno zainetto con l’essenziale (crackers, thè verde, due pannoloni, una mela, fazzolettini e zucchero) ti fanno sudare ed in salita sono stata prossima a visioni mistiche:ho intravisto San Pietro che aveva in mano le chiavi del Paradiso e proprio da questo ho dedotto fosse una visione, dal momento che andrò dritta agli inferi! Ho pensato a tante cose, ho avuto il dono di godere della compagnia della mia bambina in mezzo alla natura e dinanzi allo splendido scenario del Golfo del Tigullio che la tramontana oggi rendeva come una cartolina ! Io non so se i miei figli un giorno si ricorderanno che la loro mamma li ha portati nello zaino sui monti, forse ne prenderanno atto guardando qualche foto, ma spero che gli rimanga almeno nel cuore quella sensazione di stupore e gioia che si prova quando si arriva a destinazione. Spero che sentano da grandi il bisogno dello zaino e della pazienza del cammino, del sudore che il cammino implica per giungere ad una meta; il bisogno di aver sete qualche volta e di aver fame, ma anche quello di essere strappati fuori dalle comodità e dai comforts in cui è bello poltrire. Spero che la montagna ridoni loro il gusto della vita come accade a me. Auguro loro di aver bisogno del silenzio che scava dentro, dei pezzi di strada senza parole, solo col tuo respiro e il tonfo dei passi, per capire che non bisogna aver paura di nulla, neanche della nostra debolezza umana, perchè c’è un amore che ci ama. Sempre. E sul sentiero mi auguro che imparino l’attenzione alle piccole cose, al passo di chi cammina con loro, alla parola ascoltata, agli occhi di chi gli sta vicino per indovinare la gioia o la stanchezza e condividerla, per scorgere la tristezza e avvicinarsi in punta di piedi. Vorrei insegnare la strada ai miei bambini e poi dar loro un bacio sulla fronte nella speranza che sul loro sentiero incontrino l’amore e siano suo riflesso. E’ il mio progetto, Carlo, ci ho pensato tanto oggi mentre ritornavano alla mente certi passi del tuo  eremita. Ti abbraccio forte.  Giulia

 Rifugio sull

 

Carissimo Carlo,
con la sua semplicità Giulia non poteva farmi dono più gradito: il dialogo che hai scritto è qualcosa di meraviglioso. Ho letto per ora solo la prima parte, ma ho tutto un lungo inverno davanti per leggere la seconda.  Ho trovato tutto molto allegorico. A me non è mai capitato di vedere parlare oggetti inanimati, ma trascorro la giornata pregando e anche se se tante persone ritengono che io sia fuori dal mondo in realtà sono assolutamente nel mondo e sono dentro la natura e godo della creazione divina.
Parlavo prima di allegoria e ora mi spiego. Così ho inteso i tuoi personaggi: Abelardo rappresenta la Parola, senza la quale l’eremita non potrebbe sopravvivere. L’eremita è un poveruomo, uno che non ha conosciuto ancora Dio, non legge, non ascolta la Parola, sembra sordo e cieco, ma è soprattutto spaventosamente solo e vuoto. Per sua fortuna il vuoto si può colmare e allora intervengono la roccia ed il girasole ad occupare un po’ di spazio nel suo cuore. E così quell’uomo solo conosce la coppia: Adamo ed Eva. Tutto inizia dalla Genesi, dall’uomo e dalla donna.
L’uomo è la roccia, forte, sicuro, delle sue certezze, riparo, rifugio che si fa scalfire da pioggia, dalle intemperie, dal tempo: si lascia plasmare dall’Amore. La donna è il girasole, fragile ma specchio della Bellezza divina, colora i prati con semplicità, si offre alle api con gratuità: è un dono! È aperto alla Vita, aperto all’Amore, quello stesso Amore che l’eremita non conosce, perché non sa cosa significhi camminare insieme a qualcuno: non sa essere rifugio, né dono. Non ha nulla da offrire e se ne sta come un cespuglio di spine: certo è robusto, forte, ma sa solo difendere se stesso. La roccia ed il girasole litigano, come discutono tutti i mariti e le mogli che fanno delle loro discussioni un qualcosa di fecondo, ma nel dialogo camminano e costruiscono.
Chi segue Gesù mette spirito e vita in ogni gesto della carne: non spine per difendersi, ma fiori per amare e accogliere la vita. L’amore è possibile e noi tutti siamo in grado di praticarlo: è questo il senso delle tue parole piene di speranza.
Grazie per questo dono. Leggerò quanto prima il seguito. Tu hai di certo un cuore grande e generoso e Dio ti parla con gioia, Ti benedico nel nome del padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Un abbraccio in fraternità

P.s. Giulia mi ha raccontato del vostro incontro in Seminario e dalle sue parole ho capito che la vostra amicizia è fatta di stima e gratuità e che da tempo camminate insieme sulla stessa strada: venite a fare qualche giorno di ritiro qua in primavera, siete due persone con una singolare spiritualità e sarebbe per voi una ulteriore occasione di crescita.

La lettera che ho riportato più sopra dopo la toccante introduzione di Giulia mi è stata inviata tramite lei da un eremita di Alpe di papa Giovanni (località di Limonetto in provincia di Cuneo): mi pesa molto non potergli rispondere. L’unico modo è andarlo a trovare come dice, la prossima primavera. Gli amici di questo blog sono naturalmente tutti invitati anche perché se lui li conoscesse non potrebbe che estendere l’invito; sarebbe bello poter ricambiare di persona le sue parole con un bel ritiro comunitario.


 

Comments

  1. emilioconte says:

    Un grazie sentito a tutti, ma proprio tutti, ad Alberta, a Paolo, ad Alessandra e Costanza, ai ragazzi che ci seguono, a Tiziana ed Alberta, a Carlo e Renato a Rossana e Salvatore e a tutti gli altri che in questi ultimi giorni con la loro passione hanno firmata queste pagine che vibrano di vita e che mi fanno sentire bene, bene con me stesso e grato a Dio per il dono grande della vita. Grazie a Carlo e a Giulia, per la generosità con cui quotidianamente ci fanno dono di quanto il loro cuore può donare…grazie.davvero.

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  2. Anche io vorrei soffermarmi sul concetto di essenziale perché come genitore é facile perderne l’ottica e vivere per i nostri figli provvedendo che abbiano tutto…che cosé tutto…é niente perché c’é sempre qualcosa in piú che si potrebbe dare.
    Se si pensa all’essenziale, l’essenziale é il tutto, in questo ci credo e cerco di farne un concetto visibile nella vita di tutti i giorni, l’essenziale é gratitudine, rispetto e tanta, tanta fantasia, é mia figlia che mangia pane e olio o che disegna con i gessetti sul pavimento. Davvero una pagina stupenda, ancora piú bella poiché formata da lettere, che, come giá ben precisato si fanno sempre piú scarse in questa attualitá scandita dalla freddezza di brevi messaggi.

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  3. direi che i messaggi educativi sono eccezionali! Ritorno con immenso piacere a leggervi! A presto. Enrica F.

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  4. alessandrarisso says:

    è vero:in modi diversi, secondo scelte di vita diverse tutti e tre si trovano i sintonia sugli stessi valori. Questo mi fa pensare alla spiritualità di Giulia e di Carlo, all’affinità che loro hanno con il frate sul percepire la vita…ed è una bella fortuna per me averli in qualche modo incontrati! Grazie. Alessandra

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  5. Ho letto come sempre qualcosa di bello!!! Si è parlato di essenzialità, di piccole cose, di povertà…ecco, vorrei aggiungere che è questa povertà di cui parlano Giulia e il frate e Carlo nel suo dialogo filosofico ad aprire il vero senso delle cose:tutto è per l’uomo, per tutti gli uomini, tutto viene dalle mani di Dio, dal suo disegno d’amore per fare felice l’uomo, tutto serve a soddisfare il nostrop bisogno perenne di novità e grandezza. Tutti e tre di fatto cantano lo spirito che aveva fatto a scoprire a San Francesco la bellezza delle cose, così da cantare il cantico delle Creature, proprio lui, il “poverello”, lui che aveva rifiutato tutto per sposare “donna povertà”, lui ha saputo godere più di tutti della bellezza e del piacere delle cose.

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  6. ho letto bellisime cose e vi sono riconoscente per queste parole che arriscono così tanto la mia giornata. Farei molto volentieri, davvero, un ritiro insieme a voi…sarebbe un’esperienza straordinaria e feconda! Mario

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  7. bravissimi ragazzi…è proprio ciò che volevo dire…avete accolto in pieno il significato di quel simbolismo a cui alludevo prima!

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  8. Viene forse spontaneo uno spirito di povertà, di essenzialità, che non è miseria e neppure trascuratezza, ma solo saggezza per cui si dà alle cose il vero valore! Carlotta

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  9. oltre alla coppia, alla famiglia qui si tratta il tema dell’essenziale e penso che l’essenziale sia poi la stessa cosa per Giulia, Carlo ed il frate..parlavate di strada e mi è venuto in mente “cosa mettere nelo zaino?” Cosa metterebbero Giulia, il frate e Carlo nello zaino? E’ sempre una metafora , certo, ma voi di certo capite che l’essenziale è spesso qualcosa di spirituale, che si ha dentro…il bagaglio di anni di esperienza, come donna e uomo…spesso, uomo e donna in cammino.. Federico

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  10. Io posso solo augurarmi che i miei figli incontrino sulla loro strada degli insegnanti come voi, con la vocazione educativa nel sangue, nel cuore, intenti a formare uomini e donne e non solo bravi studenti. Paola

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  11. perdonatemi, ma ancora un’altra riflessione mi pare importante: sia Giulia che il frate usano un linguaggio simbolico che è entrato evidentemente in tutto il loro meccanismo del conoscere rendendolo più acuto e più aperto; il valore religioso, il proprio rapporto con Dio diventa (attraverso le loro parole) ed è una realtà seria e profonda proprio perchè va al di là del visibile e dell’evidente ed acquista la vitalità dell’esperienza.E lo stesso accade a Carlo quando fa parlare roccia e girasole…i tre sono in perfetta sintonia!

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  12. Inviterei entrambi a tenere una lezione al CPM…credo che sarebbe assai illuminante e feconda per tutte le giovani coppie che si avvicinano al matrimonio. Filippo

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  13. Bello, acuto e sentito il commento del frate, splendide le parole di Giulia…il suo progetto di donna, di moglie, di madre viene proposto in modo così umile proprio perchè è accessibile a tutti perchè – come dice il frate – l’amore è possibile e tutti noi siamo in grado di praticarlo…per Giulia è una vocazione, come per tutte le mamme che si incontrano su queste singolari e belle pagine virtuali! Un abbracio a tutti e grazie per il bel carteggio. Nicola P.

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  14. …e le nostre paure vengono colmate da un Amore che non ci abbandona mai…tutti i papà e le mamme hanno paura di non essere adeguati al loro ruolo, quante volte ci sentiamo in colpa per gli errori commessi, per le omissioni fatte…ma siamo tutti, genitori e figli sulla stessa strada, lo stesso sentiero e ci si può tendere la mano a vicenda, salire in cordata…si può. Costanza

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  15. …per capire che non bisogna aver paura di nulla, neanche della nostra debolezza umana, perchè c’è un amore che ci ama. Sempre….La più grande Verità sta tutta in queste poche paure. Costanza

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  16. emilioconte says:

    quando la metafora della montagna si mette in pratica nascono lettere del genere! E quando testi come l’eremita vengono accolti da chi conosce il mondo proprio perchè vive nel mondo, in mezzo alla natura, nasce quella risposta che riporta ognuno di noi al primordiale, all’Adamo e all’Eva da cui tutto ha avuto origine. Trovare una donna come Giulia con cui confrontarsi e crescere è di sicuro uno dei doni più belli che la nostra giornata ci può offrire, perchè dalle vostre meditazioni nascono le nostre, le nostre risposte e spero che anche Carlo, in cuor suo, visto che non lo fa pubblicamente, abbia risposto. Del resto questo blog è un dialogo! Per tutti noi!

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  17. Tutto inizia dalla Genesi – dice il frate – dall’uomo e dalla donna. E’ per questo che stamane ho commentato con i versetti di Matteo, perchè è da lì che ha origine tutto, dalla solidità della roccia, dalla solarità vitale del girasole…Il progetto di Giulia è perfettamente in sintonia con quanto il frate ha letto tra le righe dell’eremita, ed è un progetto dinanzi al quale tutti dovremmo fermarci a riflettere per poi partire su una strada che ha l’amore come obiettivo ultimo.

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  18. noi mamme passiamo il tempo a soddisfare i bisogni dei nostri figli, ma mi rendo conto di una grande verità:ho sbagliato sinora, dovrei aver il compito di suscitare in loro certi bisogni , far sentire loro che è importante sentire certi vuoti per poi poterli colmare con le loro forze…è un’ottica diversa, una pedagogia connessa alla spiritualità della strada a cui non avevo mai pensato e di cui vi ringrazio moltissimo. Rossana

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  19. sarebbe bellissimo poter condividere questo progetto di vita con un uomo…speriamo che la vita sia così generosa con me! Farò tesoro di tutto l’esempio che Giulia trasmette con la sua lettera! Marta

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  20. non so neppure io se i suoi figli si ricorderanno di aver fatto gite tra i monti dentro una zaino, ma le assicuro, carissima mia Giulia, che ricorderanno il suo sorriso, le sue parole, il suo sudore. Lei nel silenzio riempie tutti i loro ricordi e non solo grazie alle foto ma grazie al fatto che li ha messi al mondo e che sono parte di lei. Carissimo Carlo, fare insieme un ritiro sarebbe eccezionale, soprattutto con una persona come questo frate che ha goduto del suo bel dialogo e che le dimostra così tanta stima e riconoscenza…a volte bastano pochi giorni per dare carica ad un intero anno di vita. Salvatore

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  21. renatoscrepis says:

    non solo è una mamma esemplare, ma mi inchino al pensiero che Giulia possa insegnare, possa dalla cattedra trasmettere certi valori attraverso le splendide materie che insegna e non solo i suoi figli ma anche i suoi studenti hanno la fortuna di poter condividere con lei un progetto così nobile! Le parole del Frate sono splendide e Carlo può essere lusingato davvero!

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  22. alessandrarisso says:

    ma che inferi????Con la fatica che fa con quatro figli ci mancano pure gli inferi!!! Se non va Giulia in Paradiso chi ci va? Dovrebbe tenere lei dei corsi di spiritualità della strada connessi al progetto educativo…farebbe dobloni a palate! Scherzo…ma sotto sotto è una verità: credo abbia davvero la stoffa per poter trasmettere certi messaggi, messaggi che poi Carlo mette in letteratura nel suo Eremita e così i loro ideali, i loro valori vengano in qualche modo da loro condivisi, pur nella diverse scelte di vita!

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  23. tantissimo avrei da dire…la prima cosa che mi nasce dal cuore è la constatazione della fortuna che può avere il marito di Giulia a condividere con una donna come lei l’esperienza dlla famiglia. Quella lettera è una bellissima dichiarazione d’amore soprattutto nei confronti dell’uomo che le ha donato i suoi figli ed una dichiarazione d’amore fatta ai suoi stessi figli. La lettera dell’eremita è la conferma che quello scritto ha un grande valore intrinseco e a parer mio tutto nasce dal senso della famiglia, vissuto o sognato, ma in entrambi i casi sicuramente sentito come caposaldo per la felicità terrena.Risponda, Carlo! Rispondiamo noi, ma il destinatario è lei! Noi partecipiamo della gioia che Lei ha nel condividere con noi certe esperienze di vita, certi doni che sono rari.Ha ragione il frate quando dice che Dio Le parla con gioia…e in linguaggi multiformi. Un abbraccio. Paolo

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  24. “Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed essa non cadde perchè era fondata sopra la roccia”

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  25. buongiorno a tutti…che giorno! iniziare con queste parole è davvero una sferzata di energia. A dire il vero se fossi in Carlo non potrei che ringraziare il Signore visti i doni di cui è oggetto. Mi è sempre piaciuto ricevere lettere e sempre meno ne scrivo e ne ricevo:la comunicazione telematica ci avvicina solo apparentemente, di fatto ci scriviamo più messaggi telegrafici ma lettere vere e proprie come questa non si scrivono nè si ricevono più. Per questo vi ringrazio perchè ho assaporato il piacere dell’epistola che si è andata perdendo. E poi sono in debito con voi per la lezione di vita che trasuda da questa pagina: semplice, schietta e vera. Giulia è una donna eccezionale ed è un esempio per me che sono mamma come lei. Le due lettere hanno in comune il senso della famiglia e mi pare racchiudano e sintetizzino bene quanto noi tutti abbiamo commentato nell’ultimo post: già Adamo ed Eva erano stati posti sulla stessa strada ed insieme hanno camminato. Insieme! Tiziana

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