Risposta/Il vento

Risposta

Altro non puoi
che accettare
il tuo destino,
il Suo disegno,
come accogliere
il tuo volto
e quando ti specchi
scegliere tra
verità e menzogna,
Bene e Male.

Sul Vesuvio

Il vento

Il cuore
che batte
ed il soffio
solo
elettrico
vitale
rimangono
a parteggiare
per il mondo.
Io appartengo
già al giudizio
e mi condanno
ad una insperata
assoluzione
sempre libero
di morire
sempre libero
di essere carne
in fuga.
Tu mi cerchi
e trovi fumo
nel deserto
mai una traccia
mai una traccia
il vento
mi rispetta
e ti conduce
verso i ricordi
.

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A mio padre/Julo

A mio padre

Sempre mi

raccogli
quando inciampo
e cado
metti le mani
a conchetta
come fossi acqua
che deterge il sudore
di una vita
senza me

 Bernini - Enea, Anchise ed Ascanio

 

Julo

 

In braccio
a Venere
nostra madre
ti ho trovato
eri tu, fiero
Amore
ed i capricci divini
pietre preziose
per i miei occhi.
Ora vaghi
nella pianura
inconsapevole
padre di Roma.
Il destino
ci ha dato
soltanto
gli affetti
del futuro:
li culleremo
nei campi
senza tempo.

L’eremita (Parte seconda) (Scena unica-parte trentanovesima)


Fontana in Piazza San Pietro

L’eremita
A sentire le tue parole la mia vita mi pare davvero una cosa buffa…io vivo come se fossi solo dentro al barattolo…e più mi faccio male più penso che sia solo colpa del contenitore… che Dio mi sbatta insomma da una parte all’altra del vetro senza requie…e soprattutto senza un motivo che sia perlomeno intelligibile… o forse per una sorta di mia intrinseca malvagità che in qualche modo debba essere debellata… talvolta penso soltanto che Dio ce l’abbia con me e che in me debbano essere scontati tutti i peccati del mondo…ora mi rendo conto che il mio è solo uno sterile protagonismo…ma non posso fare a meno di credermi una creatura prediletta almeno… nella sfortuna.

Abelardo
E non sei felice? Questa sensazione non è poi tanto male come credi…è un inizio per caricare almeno qualche piccola responsabilità sulle tue spalle… è un modo per farti capire che non sei da solo…e che comunque da solo puoi sentirti semplicemente inadeguato…anche il vuoto pesa, e bisogna abituarsi prima che si riempia di quello che ti è stato affidato…si può rimanere bambini per molto tempo…poi un giorno si diventa adulti e non si capisce bene che cosa sia cambiato…soltanto Dio lo sa… sa che è venuto il momento di riempire il vuoto…di sostituire al gioco una realtà cucita su misura… sulle tue possibilità e capacità…poi un giorno diventi genitore…anche di questo spesso non ti capaciti…non è certo la biologia che può spiegarti ed infonderti l’amore…è l’Amore che al contrario ti fa una proposta tramite una legge di natura…tu puoi anche rifiutare, ma ormai anche le tue cellule non sono più le stesse…potrai frustrare per una vita ciò che ne viene fuori…ma ciò non toglie che il tuo corpo ormai ragioni secondo nuove leggi… e colmare il vuoto dell’amore traboccante diviene una scelta sempre più penosa…è come negare l’importanza dell’aria mentre la si respira.

L’eremita
Però si continua a vivere lo stesso… anche se sembra inutile…anche se è una vita di continue privazioni e negazioni…che senso ha una vita così?

Abelardo
Noi uomini siamo davvero animali curiosi, chissà perché riteniamo che ci siano parti  più nobili…parti che devono per forza essere soddisfatte e che tutto in noi si misuri dalla perfezione che raggiungiamo nel pensiero o nella coscienza. Quando ero monaco mi sono sempre interrogato sul perché di una certa mentalità, la ritenevo superata, non potevo accettare che l’uomo fosse per sua natura corruzione, che la nostra fosse una valle di lacrime senza rimedio, che l’uomo fosse insomma più parte del male che del bene.
Non capivo perché le Scritture dovessero essere sempre e solo un punto d’arrivo. Ora invece capisco che quell’uomo che avevo in mente non poteva che essere limitato…diversamente questa vita avrebbe ben poco significato…che in noi ci sono tante componenti e che forse proprio quelle che riteniamo più importanti sono destinate al fallimento terreno…Non ci può essere pensiero né coscienza se non si prende atto che il nostro corpo è cambiato…ed è questa la cosa più difficile…per questo forse i miei contemporanei si mostravano così pessimisti…guardavano più in là…erano conservatori di una sapienza più grande e irraggiungibile.

L’eremita
Non riesco a seguirti diletto padre, aiutami…

Abelardo
Immagina di essere una fontana…se tu fossi una fontana quale sarebbe il tuo scopo?

L’eremita
Quello di zampillare a ciclo continuo e di riempire una vasca.

Abelardo
Dici bene. E se la vasca non ci fosse?Avresti ancora uno scopo?

L’eremita
Presumo di sì…quello di zampillare forse…ma poi col tempo l’acqua mancherebbe…e anche questo scopo verrebbe meno…

Abelardo
Ma un pellegrino di passaggio che cosa direbbe se ti vedesse?

L’eremita
Direbbe che sono una fontana… una fontana inutile perché non potrebbe bere.

Abelardo
Insomma tu saresti una fontana in ogni caso…e allora che cosa cambierebbe?

L’eremita
Cambierebbe ciò che potrei dare e alla vasca e al pellegrino.

Abelardo
Ora se tu fossi una fontana piena d’Amore, ma senza una vasca per raccoglierlo alla fine ti seccheresti e non potresti dare nulla, quindi è importante avere un luogo dove riversare il nostro amore perché questo non si disperda ed a noi ritorni per una nuova potenza di zampilli, perché il pellegrino si possa abbeverare e non pensare tristemente che siamo delle fontane sterili…e questo luogo è qualcosa di necessariamente limitato, ma allo stesso tempo capiente ed accogliente anche per il pellegrino…non è la coscienza, né il pensiero perché lo zampillo ha bisogno di un luogo concreto…è il nostro corpo che deve diventare consapevole dell’amore e che deve custodirlo…è il corpo del pellegrino che vedendo il nostro deve poter sentire la sete d’Amore e poterlo bere con gioia.
Non ci sono parti di noi che siano più amate da Dio ed alcune lavorano per il Suo disegno senza che noi lo possiamo minimamente immaginare, per questo anche se il nostro mondo spirituale ci sembra sterile noi non cessiamo di essere uomini per il Creatore; piano piano ci sarà modo di ricomporre tutte le armonie che in noi dimorano e che progrediscono secondo leggi umane e divine nello stesso tempo, così che noi non ce ne possiamo accorgere se non con grande fatica ed ascolto…i cambiamenti dell’Essenza sono poi impercettibili per definizione perché ciò che è Unico muta soltanto nella sua Unicità.
Quindi non disperarti…fai solo attenzione al vuoto che si riempie d’Amore, accoglilo perché i pellegrini possano raggiungerti e bere di te e di Lui.

Mistero/Mistero

Mistero

Spiffero tra le ciglia chiuse
è il respiro che guizza dagli occhi:
così mi chiami
e invochi l’umbratile luce
di un mistero
che non ti so dare

Nuvole
Mistero

Non ansima
il mistero
né sobbalza
non è sudore
il mistero
né vita
che sfugge
né desiderio
che si appaga
il mistero
sei tu
che sai stringere
il vento
che è passato
e ti ritrovi
a giocare
con le nuvole.

La memoria/L’orologio di Dio

La memoria

Sempre
mi accompagnano
le stagioni
nel ricordo
rinnovato
per costruire
la memoria
di Dio

Meridiana d
L’orologio di Dio

Non ricorda
che l’Amore,
Dio,
e l’amore
scorre
caldo e vorace
fuori dalla clessidra
dove l’infinito
passa e si perde.

Genesi/Arcobaleno

Genesi

Nasce
questo nostro figlio
nasce
e tanto si commuove
Dio
che dalle Sue lacrime
di gioia l’arcobaleno
nasce.

arcobaleno
Arcobaleno

Il colore
mi farà
da scivolo
per un rinnovato
slancio.
E per altre
luci
la piccola
goccia
rifratta
dopo la tempesta
sfiderà il sole
o le stelle.
Per altre luci
invocherà
le lacrime di Dio
quel figlio partorito
tra lampi e fulmini
d’amore.

Cielo tu sei/Con gli occhi al cielo

Cielo tu sei

 

Con le mie dita
la pelle sfioro
e fremi e pulsi.
Io chiudo gli occhi
e il cielo tocco.

Donna che vola. Umberto Milani 

Con gli occhi al cielo

 

Per ripararci
dalle stelle
viviamo d’onde
che passano
sui tetti
come
mangiare
l’arrosto
con una cannuccia
e l’aria gonfia
un addome
che non sente
più i temporali.
Anche la morte
più non ha
il suono della caccia
e del sangue.
Più non è
l’amore
occasione e caso
perché il tempo
divenne
una cosa seria.
Pianga il fiume
se non intingi
più la brocca
ed io con lui,
povero figlio
d’un rubinetto
stanco
terrò a battesimo
cicoria radioattiva.