post

Tempio/Neve


“Ce li immaginiamo così i Greci, bruni, con la carnagione olivastra, filosofi, adoratori di divinità ubriache d’ambrosia lassù sull’Olimpo, dove essi ce la mettevano tutta a raggiungerli col fumo ed il profumo delle carni sacrificali. Ma probabilmente sbagliamo: i Greci forse non adoravano che la legge, l’amore, la guerra, la sapienza, la politica e queste ed altre cose innalzarono al rango di divinità, diedero ad esse un nome, un aspetto umano che celebrarono con statue e templi imponenti, segni concreti dei loro ideali e delle loro certezze che hanno sfidato secoli ed intemperie…nè Hermes, nè Atena, ma idee, pensieri che avevano nel cuore e nella mente e che ancora oggi ci raccontano la loro immortalità”. Giulia

Tempio

 

Si erge
il tuo corpo
marmoreo
io mi arrampico
tra scanalature
erose dalla
passione
oltre al capo
oltre alla fronte
solo cielo
sei la sede
del Cielo
custode di nubi
passeggere
e dei raggi
di Helios

 

colonne 

Neve

 

Per sognarmi
neve
ed unirmi
alla terra
nacqui.
Mi condannò
per sempre
lo scalpello
ad essere
amato
verso
il Cielo.

Comments

  1. ho dato a mio cugino Renato “asilo politico” perchè non riusciva a pubblicare!!! Spero non vi dispiaccia, ma ci teneva a lasciare una traccia su questo post che qui da noi ha riscosso grande successo, perchè noi tutta questa discendenza coi Greci in realtà la sentiamo molto e sentiamo molto il fatto che quei segni visibili che essi ci hanno lasciato sono un patrimonio che ci accomuna e ci appartiene, un patrimonio culturale, filosofico, scientifico da cui non si può prescindere e grazie al quale oggi siamo qui tutti insieme a parlare di Helios piuttosto che di capitelli corinzi. Un saluto da tutti noi. Rossana (gli altri oggi non riescono per motivi di lavoro ad intervenire!)

    Mi piace

  2. splinder dà i numeri: io trovo il dialogo molto sensuale, sensuale e struggente, sensuale la prima lirica e struggente la seconda perchè in realtà raccontano di un uomo e di una donna che si rincorrono senza potersi raggiungere: il mito di Orfeo e Arianna! Renato Screpis

    Mi piace

  3. siamo andati in Grecia in gita scolastica e francamente l’espressione pecorari abbruttiti ci lascia un po’ perplessi….non saranno come li descrive Omero ma sono gente simpatica, magari povera, non certo gli idoli che ci fanno studiare a scuola, ma ciò non toglie che ci hanno lasciato un’eredità incommensurabile e per questo gli dobbiamo comunque rispetto: la loro storia non gli ha probabilmente permesso di vivere da latifondisti o di fare i negrieri. Siamo venuti a vedere i risultati degli scritti e non potevamo non salutarvi: le colonne viste dal basso ci mettono un po’ soggezione:ci fanno sentire piccoli, ma nello stesso tempo sono segno delle potenzialità enormi che l’uomo possiede. Un abbraccio a Carlo e a Giulia da Federico, Carlotta, Maria e Alberto

    Mi piace

  4. carlocuppi says:

    volevo soffermarmi sulla sincresia tra aspetto cristiano ed aspetto pagano, quel Cielo da una parte ed Helios dall’altra: la religione altro non è che il nostro desiderio di tendere al divino, di avvicinarci alla perfezione del Demiurgo, di trovare risposte a insondabili questioni (l’eterna querelle tra fede e scienza!) e questo è presente in ogni forma di religiosità, dove l’aspetto più importante rimane comunque il vivo desiderio di spiritualità.

    Mi piace

  5. alessandrarisso says:

    io credo che reggere per l’eternità sia davvero una condanna terribile:la colonna regge il tempio e la terra a sua volta regge la colonna, ma se si capisce lo sforzo finalizzato allora anche la fatica può aver un suo aspetto positivo e la si accetta per ciò che essa è. E’ uno dei dialoghi più sofferti che avete scritto.

    Mi piace

  6. irlandiana says:

    Io credo che la materia della colonna stia cercando di esorcizzare l’idea della morte. Colonna e terra sono la stessa cosa, nel senso che il marmo faceva parte della terra stessa, una pura casualitá chimica l’ha reso capace di innalzarsi verso il Cielo, di ergersi imponente su tutto…ma ora sa che é solo una questione di tempo, la corrosione sta facendo il suo corso e quello che rimane di tale grandezza non puó far altro che pensare a quando sognava d’esser neve cosí che lo sciogliersi nel tempo faccia meno male…tutto torna alla terra perché il ciclo é incurante persino dello scalpello.

    Mi piace

  7. emilioconte says:

    bellissima introduzione che aiuta molto a comprendere il senso profondo del dialogo molto “romantico” in quanto vedo forte la presenza d vittimismo e titanismo, vittimismo in quel mi codannò” a cui s contrappone il titanico “mi arrampico”. Lo scalpello ha creato, ha creato un’ascesi al cielo, ma il marmo forse avrebbe preferito l’umile condizione di chi si sbriciola a terra, una erra che vuol invee innalzarsi..non siamo mai appagati di ciò che abbiamo!

    Mi piace

  8. peccato che adesso i greci siano dei pecorari abbruttiti.
    ps.: bella condanna.

    Mi piace

  9. alberossia says:

    è antropomorfizzata questa colonna, con quel capo (capitello) quella fronte (frontone) domina con il suo corpo la terra, accende di desiderio la terra ma nello stesso tempo fa sorgere in lei la tensione al cielo: quanto è importante l’uomo per la donna e quanto la donna per l’uomo: la terra è la base della colonna, rappresenta le radici della colonna, ciò su cui poggia l’intero tempio! Uomo e donna, la famiglia, in piccolo la casa, il tempio di Dio.

    Mi piace

  10. e se la terra senza colonna non può raggiungere il cielo è pur vero che la colonna senza terra non potrebbe essere innalzata al Cielo: hanno bisogno comunque l’una dell’altra per esserci! Daniele

    Mi piace

  11. ma è pur vero però che la colonna e la sede di Dio, l’uomo è il tempio di Dio! e questa è un’immagine comunque rasserenente e che dona tanta fiducia. Riccardo

    Mi piace

  12. …quindi una unica grande metafora: la terra è la donna e la colonna rappresenta l’uomo, ma in un’unione impossibile, quasi come se si volesse sottolineare che per l’uomo in generale è davvero difficile raggiungere Dio e solo in pochi arrivano a quel cielo con consapevolezza e senza rimorsi (condanna) Cris

    Mi piace

  13. ed ora passiamo alle liriche che questa sera offrono anch’esse una originale prospettiva. Due sono gli interlocutori: la terra e la colonna. La terra al di là delle colonne vede solo il cielo, il Cielo. Aspira a quel cielo, come l’uomo aspira a Dio, ma è un Dio che gli è negato, mentre ciò non accade per la colonna che è innalzata costantemente verso nubi e sole, tende costantemente al cielo ed è per essa una condanna perchè vorrebbe invece essere neve piuttosto che parte di un tempio ed unirsi così alla terra in un armonico ciclo naturale. La terra si arrampica, sembra un trapezista che si esibisca tra scanalature di pathos e brama quel cielo irragiungibile che si avvicina solo grazie alla presenza della colonna. Si avvicina ma è comunque irragiungibile. La colonna dal canto suo è ugualmente inappagata, perchè vorrebbe quasi polverizzarsi e farsi un tutt’uno col suolo, un suolo irragiungibile. E’ un dialogo struggente. Tu, lettore vedi la foto, ti inebri di archeologia e perdi di vista cos’è quel tempio: celebra l’altro, l’irragiungibile, rende onore all’altra metà della platonica mela. Il tempio è simbolo della continua ricerca della eudaimonìa, ma anche della completezza che due anime raggiungono (terra e colonna) quando vogliono tendere allo stesso fine (il cielo), anche il dramma che spesso è vissuto da chi in piena consapevolezza comprende che l’uomo è comunque condannato a vivere inappagato se non trova in sè l’equilibrio geometrico che lo salva. Una buona serata a tutti. Paolo

    Mi piace

  14. Suscita in me forti emozioni questo post: mi immagino tanti turisti, coinvolti dalla bellezza dei resti archeologici, paradossalmente ciechi dinanzi al senso di ciò che tali rovine potessero significare per i popoli antichi. Me li immagino con le loro macchine fotografiche e penso poi a quei segni visibili ed erosi dal tempo, a quei segni che sono il simbolo del pensare e del sentire di un popolo, certezze che sono state rese come punti visibili sulla terra in una geografia di idee che i Greci soprattutto hanno saputo concretizzare in templi. E parole. Non a caso il pensiero occidentale nasce là, con loro.

    Mi piace

  15. irlandiana says:

    Davanti a questa bellissima prospettiva non penso a quello o quell’altro imperatore, non penso a quello o quell’altro Dio, penso al tempo che ha reso giustizia, ha sciolto la magnificenza, la potenza e nell’erosione ha lasciato una straordinaria cornice per il cielo che si ama e contempla per onorare tutte quelle anime che hanno dato sudore, sacrificio, la propria vita, per innalzare un pezzo di marmo verso il blu, é e sará sempre la traccia del loro scalpello.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

INMEDIAR

Istituto Nazionale per la Mediazione e l'Arbitrato - Organismo di Mediazione iscritto al n° 223 del registro tenuto presso il Ministero della Giustizia

Via senza forma

Amor omnia vincit

Riccardo Franchini. Godete

Bere Mangiare Viaggiare. Scopare la Vita.

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

telefilmallnews

non solo le solite serie tv

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

Vincenzo Dei Leoni

… un tipo strano che scrive … adesso anche in italiano, ci provo … non lo imparato, scrivo come penso, per ciò scusate per eventuali errori … soltanto per scrivere … togliere il peso … oscurare un foglio, farlo diventare nero … Cosa scrivo??? Ca**ate come questo …

Versi Vagabondi

poetry, poesia, blog, love, versi, amore

Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

Cronache di un pigiama rosa

Home - Books - Food - Lifestyle

Marino Cavestro

avvocato mediatore

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

beativoi.over-blog.com

Un mondo piccolo piccolo, ma comunque un mondo

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

Theworldbehindmywall

In dreams, there is truth.

priyank1126sonchitra

A fine WordPress.com site

giacomoroma

In questo nostro Paese c'è rimasta soltanto la Speranza; Quando anche quest'ultima labile fiammella cederà al soffio della rassegnazione, allora chi detiene il Potere avrà avuto tutto ciò che desiderava!

Aoife o Doherty

"Fashions fade style is eternal"

PATHOS ANTINOMIA

TEATRO CULTURA ARTE STORIA MUSICA ... e quant'altro ...

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

quando la fine può essere un inizio

perché niente è più costante del cambiamento

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

centoceanidistorie

Cento pensieri che provano a prendere forma attraverso una scrittura giovane e ignorante, affamata solo di sfogo.

ognitanto|racconto

alberto|bobo|murru

vtornike

A topnotch WordPress.com site

Dale la Guardia

It's up to us on how to make the most of it.

proficiscorestvivo

A blog about travel and food - If you don't know where you're going, any road will take you there.

postnarrativacarrascosaproject.wordpress.com/

Postnarrativa.org è un Blog di scrittura onde far crescere limoni e raccogliere baionette, Blog sotto cura presso CarrascosaProject

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

Amù

Art Moves the World

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

tuttacronaca

un occhio a quello che accade

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

Paolo Brogelli Photography

La poesia nella natura

TheCoevas official blog

Strumentisti di Parole/Musicians of words

valeriu dg barbu

©valeriu barbu

Il mio giornale di bordo

Il Vincitore è l'uomo che non ha rinunciato ai propri sogni.

ATELIER c157

- ART & PHOTOGRAPHY -

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: