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Unisono/Favola


bambina che dorme

Da Giulia…

Unisono

 

Il nostro canto è un palpito

sincrona sinergia

sospiro all’unisono.

Tu sbatti le ciglia

ed il pensiero sarà parola

la parola colore

il colore armonia

il nostro canto un battito

 

E da me…

Favola

 

Nel buio

come da bimbi

forse cantammo

il paradiso con

gli occhi serrati

dalla favola

mai conclusa.

 

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  1. voi…un unisono, un unico battito, un solo batter di ciglia. Io lo so che non credete nelle favole, ma nell’amore verso il prossimo sì, nel’amore per la vita sì…e che cos’è un battito se non un urlo alla vita? Riccardo

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  2. non so se è Montale, ma mi piace parecchio questo rincorrersi di parole, questi simboli che usate dietro le parole, questo non dire per dire più in profondità…siete geniali nelle vostre trovate e mi insegnate a scrivere…un po’ ogni giorno. Grazie di cuore. Lucia

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  3. A me viene in mente la poesia di Montale, l’attimo fuggente… é solo un attimo, un istante di pura felicitá e per quanto sia penoso il suo svanire é ció che ci mantiene vivi, anche attraverso il pianto. Ognuno di questi istanti é un pezzettino di puzzle fatto di sabbia, che si aggiunge perché l’onda lo possa cancellare.

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  4. il buio non fa paura quando si è in due, quando si sente il battito, il palpito di chi fa la stessa strada al nostro fianco…e si può andare avanti ad occhi chiusi, guidati dal canto del cuore! Bellissimi i vostri versi…Alberto

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  5. togliete pure quel “forse”: voi cantate di certo il Paradiso! E ad essere favola è questo bellissimo blog…ma si può sapere perchè c’è solo Carlo e di Giulia non si sa nulla? E’ una timida? Come fa allora a vendere in Fiera?…il post di oggi è un battito:quello di tutti noi, quello dei Prader Willi che insieme a voi sorridono al domani con la speranza che la vita possa essere una fiaba ed il nostro battito ascoltato da chi sa veramente amare. Un abbraccio forte a Giulia e a Carlo da Paola

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  6. tu sbatti le ciglia e ad un tratto gli occhi si serrano, il pensiero è una favola, la favola un ti amo, i nostri sguardi un arcobaleno e l’armonia del canto che il nostro stare insieme diffonde nei cuori di chi legge…questo vorrei! Carlotta ammirata e un po’ invidiosa

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  7. vorrei un giorno imparare a scrivere così, sentire la vita così, accorgermi del canto che è il cuore della persona che tengo stretta, chiudere gli occhi e raccontare la favola più bella, che fa chiudere gli occhi, quella che è colore e armonia…il VOSTRO canto. Alice

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  8. questo dialogo mi piace in particolar modo perchè non è astratto (come del resto tutti i vostri diaoghi!): c’è sempre un’ora (la notte, il buio), un luogo, attori in scena:un tu ed un io. Ci sono parole semplici, il breve giro della frase (come un canto), la musica dell’essenziale ed un poetare co, cuore in mano che prepotentemente si impossessa del lettore. Bellissimo post. Complimenti!

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  9. a me pare un passo di danza questo post, che è poi la vera andatura della vita. La vita ha bisogno di canto e di fiabe…limpidi come queste due bellissime poesie. Grazie. Rossana

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  10. questi ultimi post sono liricissimi, sarà anche per le immagini che sicuramente aiutano la fantasia. Mi piace l’immagine del canto che parte dal cuore e batte come esso, l’immagine di due bimbi che nel buio cantano il paradiso:come an andare in punta di piedi incontro alla morte, forse incontro alla vita…e mi stupite sempre! Non sono riuscito a presenziare a Torino per motivi di famiglia…perdonatemi. Un caro saluto e buona giornATA. Salvatore

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  11. mi son chiesto se il canto all’unisono non possa che essere presente solo nelle favole, vista l’incomunicabilità che oggi distingue le relazioni tra i viventi…voi mi parete proprio due gocce fuor d’acqua, due anime desiderose di continuare a vedere i vostri occhi serrati per un canto che coinvolge tutti, qui sul blog. Federico

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  12. La leggerezza profonda che si legge nei vostri versi è un battito d’ali che scalda i cuori…impercettibile, quasi, ma presente e colorato! Vi ammiro molto e vi stimo e soprattutto ammiro l’effetto profondo che intercorre tra voi e la tenerezza con cui dialogate. Maria

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  13. Sincrona sinergia! Potessimo tutti capire che l’amore è una sincrona sinergia, forse respireremmo all’unisono con chi ci sta accanto. Trovo le due liriche non solo delicate, ma fortemente incisive nel loro profondo significato. E’ un monito a riprendere ciò che di noi abbiamo perduto, un modo di relazionarci più puro e più “sensibile”, tattile! Costanza

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  14. Mi fate sentire piccola piccola, mi rivedo ancora con il vestitino a fiori, piegata sul cuscino attenta ad ogni parola della fiaba narrata da mia nonna:un tuffo nel passato, un salto indietro, anni luce, dove avevo ancora la capacità di ascoltare il respiro di chi amavo. Poi si cresce, si matura, così dicono, e certe cose non contano più, a certe cose non si bada più, non ci si stupisce più che una fiaba possa essere vera, si è totalmente disillusi e questo purtroppo fa sì che la parola non abbia più un colore, il colore non si faccia più arminia e i nostri battiti si perdono nell’etere senza nessuno che sia disposto a raccoglierli…il campo tutt’intorno è desolato, ed io mi ritrovo con quel vestitino a fiori, intorno nessuno, un gran freddo dentro e voglia di piangere e sento solo il rumore del mio cuore:altro che scenografia di piume di struzzo. Grazie Giulia e Carlo per l’emozione forte che i vostri versi oggi hanno trasmesso a noi tutti. Spero che al Salone del libro tutto sia andato bene e che siate riusciti a raccogliere un po’ di soldini per aiutare i bambini affetti da sindrome Prader Willi. Un abbraccio. Ale

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  15. Le favole sono eterne nei sogni dei bambini, sembra che non debbano finire mai, “me la racconti ancora?”:quante volte i nostri figli ce l’hanno fatta questa richiesta! La favola dell’amore è così anche per chi è ancora innamorato, per chi non si stanca d’amare la stessa persona e che ancora, dopo anni, desidera con ardore di chiudere gli occhi, prendersi per mano e sognare insieme il paradiso.

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  16. Conduplicationes, a catena, un susseguirsi di termini in ripresa col fine ultimo di dar l’idea del battito, del palpito: tu sbatti le ciglia, ed è un attimo, ed il pensiero prende forma, si fa parola, la parola si colora di emozione, l’emozione riluce nel cuore e si fa armonia al ritmo del battito:il battito come matafora dell’emozione, il canto, il canto all’unisono, come metafora dell’amore

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  17. Come si fa a cantare il Paradiso? vorrei farmi bambina e ricordare le note di allora, i colori e i suoni di allora, quando nelle braccia di mio papà a cullarmi era solo il suo respiro ed i suoi battiti! Commoventi oggi!Cris

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  18. E’ un battito di ciglia, solo un battito:poi tu apri gli occhi e stupito t’accorgi che il cuore batte allo stesso modo, con lo stesso ritmo di quello della persona che ti tiene stretto sul petto…è un unisono di emozioni, e poi la consapevolezza di vivere una favola. Daniele

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  19. quella sincrona sinergia è il motore di tutto il nostro amare…il senso sta tutto là! PALPITO, SBATTI, BATTITO: è il cuore che rumoreggia, che fa sentire la sua voce, il canto è un canto d’amore, di passione, un inno alla vita e alla gioia. E mentre si canta gli ochhi devono essere ben serrati dalla favola, splendida questa immagine, occhi appesantiti quasi dal peso, dalla forza della favola che nel buoi permette ai due amanti di sognare come bimbi un Eden in cui ancora muoversi come novelli Adamo ed Eva. Bravissimi. Alberto

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  20. Canto e poesia quest’oggi sono un tutt’uno.Il canto è un palpito, un battito, la lirica di Giulia si apre e chiude nello stesso modo, è circolare, con quell’anafora iniziale, in variatio nell’ultima parola che è un omoteleuto. La lirica di Carlo punta sull’oscurità della fantasia, su quel BUIO e quel OCCHI SERRATi:sono queste le condizioni ideali per una regressione, per un ritorno ad una purezza di immagini, ad una purezza di sentimenti, puri come il paradiso come solo i bimbi sanno immaginare, puri come i pensieri di due amanti che all’unisono sbattono le ciglia e fanno dei lori pensieri un unico cuore. E’ sicuramente uno dei dialoghi più poetici e sentiti. Nicola P:

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  21. Bravissima Giulia, brava con quei suoni, con quelle “S”…tutta la poesia è un battito, un battito serrato, serratissimo come gli occhi degli amanti di cui parla Carlo, occhi chiusi ad immaginare il paradiso, come solo nelle favole ce lo sognamo.

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  22. carissimi, io trovo questo post molto poetico quanto a immagini ed a suoni. Le due liriche si intersecano tra di loro per dare l’idea di un unico canto…alla fine il risultato è un unisono di voci, luci e colori. La lirica di Giulia punta sulle ripetizioni, sembra quasi una ninna nanna atta a rassicurare un bimbo che abbia timore di perdere la mano della mamma nel sonno…la lirica di Carlo è un ritorno all’innocenza, quando si crede ancora che le favole possano essere eterne. Un abbraccio. Paolo

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  23. Ti ringrazio per la bella giornata trascorsa insieme al padiglione 1 stand A29 della “Fiera del libro di Torino”, e per averti conosciuto personalmente.
    Saluti anche a Giulia.

    Valter Fascio

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