Le mie notti


bimbo malatoVorrei rispondere alla riflessione di Carlo con una flebile eco,  solo per dare ancora al blog la veste di un dialogo maschile e femminile. Io non ho altre parole per replicare, se non questa lettera di una madre a suo figlio…potete immaginare voi le circostanze che legano i due esseri, vi chiedo solo una cosa:nessun commento, per favore, solo il silenzio che accompagna una preghiera…per il dolore di oggi, di ieri e del domani che verrà, per l’oggi, ed il domani che abbiamo sognato e che non è stato, che non sarà…per tutti i sogni d’amore bagnati di celate lacrime. Grazie. Giulia

Le mie notti

Mi siedo sul bordo
del tempo
le gambe
a penzoloni
in mano la clessidra:
l’ultima goccia
non acqua sarà
ma una lacrima
una tmesi
cesura lacerante
ora che il cuscino
dei sogni giace
stropicciato
perché ho riempito
di te
tutte le mie notti.

 

 

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