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Caleidoscopio/Vetro


Anonimo franceseSiete davvero straordinari.

E questo blog vive della Vostra passione…

Come della nostra…

Dalla poetessa…

Caleidoscopio

In colorati schizzi
e scaglie vitree
si frantuma
il tuo volto
e forma muta.
Nella caleidoscopica
memoria
una policroma
esplosione
e tu rassomigli
al sogno o
all’oblio

E da me…

Vetro

La notte nel deserto
portò in dono
il vetro.
Con il calore
dello specchio
mi rivelai graffiando
i sogni e l’oblio.

Comments

  1. questi versi bellissimi mi scaldano il cuore perchè penso che ci sia qualcuno che sia poi sempre pronto a riceverci come un dono e a stupirsi di noi, nel bene, giorno dopo giorno. Mario

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  2. all’inizio quell’onomatopea di schizzi e scaglie mi sembrava negativa…mi pareva che volesse incidere su qualcosa di doloroso ed invece la sorpresa dei versi sta proprio nello scoprire che si parla di una pioggia di vetro che disegna sempre lo stesso volto…come se la memoria della donna fosse occupata solo da quell’icona…bellissimo! Come bellissima è la sua epifania , come un dono, nella notte del deserto…il calore del fuoco che con la silice dà vita al fuoco è il caLORE dell’amore…mi piace pensarvi così oggi. Grazie di voi. Costanza

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  3. molto bello il fatto che nel buio e nel freddo ci sia spazio per un dono…lascia aperta la speranza che ci possa essere il calore di uno specchio per ognuno, certo è che non tutti hanno il dono di incontrare la Bellezza, quella immortale di cui parla la poetessa, quella che resiste al tempo, al logorio degli anni perchè alimentata da una sacra fiamma degna di Afrodite. Grazie dei vostri versi. Paola insieme a tutto lo staff di Salvatore

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  4. la prima lirica mi fa venire in mente la teoria platonica del furor poeticus, dell’arte come momento non controllabile, frutto di un rapimento estatico: così si pone l’autrice dinanzi al volto dell’amato e i versi che ha donato al suo uomo sono sublimi per la sincerità e la devozione che essi esprimono incastonati in un bel labor limae. Alberto

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  5. più graffi la memoria e più vengono alla luce i volti di coloro che hai più amato e che colorano i nostri sogni dando senso alla vita…sperando infine di non cadere nell’oblio per coloro che abbiamo per davvero amato. Luciano

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  6. che cos’è un sogno? nulla. Che cos’è l’oblio? Nulla…cosa graffia il poeta? il nulla…non c’è nulla che possa separarlo dalla donna che ama e che lo vede come un’esposione di luce e colori forse accecante…e stupefacente. Oggi volate alti. Alice

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  7. l’anonimo del Sublime!!! ce ne hanno fatto tradurre qualche passo…è un’opera molto bella ed in effetti su questi fogli virtuali voi riuscite ad obbedire ai consigli dell’anonimo: il sublime è la magnanimità d’animo che deve essere trasmessa con l’esempio dei grandi della letteratura…e voi ci riuscite e siete per me scuola! Il caleidoscopio è bellissima, bellissimo vedere come si possa essere così innamorati. Marta

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  8. la notte nel deserto è fredda e buia…silenziosissima…a me è capitato di andarci ed è durante notti così che ci si sente accanto la Presenza, come un dono che riscalda il cuore quando ci specchiamo e ci vediamo riflessi in Essa…ed è una Presenza policroma e multiforme…Dio è in tutti e ovunque….ed ha un volto che si frantuma nei mille volti che ogni giorno incontriamo; vi do un’interpretazione mistica, così cambiamo un po’! Rossana

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  9. io vorrei fare solo una considerazione che mi sta a cuore: c’è un testo, L’Anonimo del Sublime, che parla di voi due…del fatto che davvero sapete cosa sia il Sublime così come lo intendeva l’autore anonimo, cioè come un qualcosa che fa in modo che un’opera d’arte sia compresa e ammirata indistintamente da uomini di tutte le epoche in quanto esprime sentimenti che appartengono a tutti…a parer mio qui sopra si sta disegnando una cosa del genere. Buon lavoro e proficuo studio a tutti. Carlo

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  10. innovazioni in politica e anche sul blog…si vede che l’aria è di cambiamento..ma qui sopra le cose le stanno complicando…pazienza. Bellissime liriche..se lei, poeta, è vetro io non so che darei per poter stare nel caleidoscopio della poetessa…riempirei il suo passato e il suo presente e guardando nell’attrezzo colorato di luce mi proietterei anche nel suo futuro…credo che ogni uomo desidererebbe versi del genere..e anche ogni donna! buona giornata a tutti

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  11. HO OMESSO LA FIRMA..SONO DI FRETTA…SONO nICOLA

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  12. ubi maior minor cessat…ho stampato e mi adeguo…della prima lirica (splendida) dirò che quell’attributo CALEIDOSCOPICA è neologistico come il VANAMENTE della precedente lirica…e queste coniazioni mi piacciono molto, sono frutto di studium lessicale e non si possono che apprezzare…anche il poeta se non sbaglio aveva coniato un avverbio ed ha lanciato una palla colta al balzo! Intrigante…la seconda lirica vede nella chiusa una ripresa cum variatio che ne stravolge il senso della prima…io credo che il poeta si dolga molto del fatto che non sa ripagare con la giusta moneta i doni di Dio…credo che si senta in debito soprattutto dinaNZI A dIO. bRAVI COME SEMPRE

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  13. renatoscrepis says:

    eccomi…sono il renato di prima, ma conformato alle vostre richieste…buon lavoro ad entrambi e a tutti i visitatori di questo splendido blog vibrante di poesia e passione per le humanae litterae

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  14. ringrazio Emilio per lo spazio lasciatomi e farò lo stesso con gli altri affinchè gli studenti possano esprimersi dal punto di vista tecnico:a me piacciono i chiasmi iniziali perchè rievocano il movimento della mano che gira il caleidoscopio…bella questa gestualità che scaturisce dalla semantica e dal lessico…della seconda apprezzo il calore dello specchio, il vetro caldo nel quale il poeta a parer mio rivela se stesso…è come se la donna fosse il tramite per scoprire se stesso. Renato

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  15. emilioconte says:

    che delirio….senza una stampa dei testi come si fa? accidenti! Si ottimizzavano di certo i tempi col sistema precedente…amen, tanto hanno sempre ragione loro che stanno in alto! Adeguiamoci. E veniamo a cose serie:la lirica di Giulia è molto bella, non solo per la bellezza formale e la cura che la contraddistingue ma anche per la profondità del messaggio che le parole celano…lascio spazio ai colleghi e dico solo che negli ultimi due versi quelle O allitteranti sottolieano proprio lo stupore (OH!!!) che si prova dinanzi allo spettacolo offerto dal caleidoscopio…è una donna che si stupisce della Bellezza anche solo ricordandola. Il poeta invece sa bene che ha tra le mani un vetro che è un dono e si rammarica di non essere in grado di accoglierlo come tale, ma lo graffia…ma perchè?

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  16. alessandrarisso says:

    meglio prima:perlomeno potevamo leggere il testo in santa pace, ora invece te lo devi stampare….accidenti! Ma veniamo ai vostri bellissimi pezzi. la prima per me è tutta basata sulla memoria…l’autrice pensa all’uomo che ama e la sua memoria si anima di schizzi vitrei policromi…è una vera esplosione di gioia per la vista al punto tale che non sa se sogna o se vive in un limbo così persa nel ricordo dell’uomo amato. Il poeta è un po’ più freddo nella risposta per quanto accolga la donna come un dono, un dono caldo nel quale specchiandosi però si graffia, graffia se stesso perchè graffia la donna, l’unico suo sogno!

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  17. la donna è un dono per il poeta e lui è sempre presente nel cuore di lei, nella memoria, con un “gioco” di luci e colori che muta e mai stanca, che riporta al sogno e all’oblio di se stessi tanto si è appagati della vista di chi amiamo, tanto ci si perde a ricercarlo nella memoria. Daniele

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  18. mi piace moltissimo la prima lirica…vorrei poter esprimere con quell’esplosione di luce i sentimenti più puri e primordiali così come sa fare la poetessa. Cris

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  19. io trovo splendida la prima…la metafora del caleidoscopio come memoria è assai bella ed il senso profondo è che nel ricordo ci sono volti che non scompaiono, ma sempre assumono forma diversa e colorata, donano luce e rappresentano il sogno oppure l’oblio perchè dinanzi a un volto così eloquente ci si dimentica di se stessi e ci si riempie della luce che emana il volto dell’amato. Il poeta invece mi pare che dica che la donna è per lui qualcosa di meraviglioso, dal momento che giunge in un momento buio e freddo, giunge come un dono e l’uomo si riflette in questo dono anche se dolorosamente scopre cosa sia il sogno e cosa l’oblio

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  20. boh, per lasciare un commento è sufficiente premere un tasto in più, non vedo il problema. comunque, sempre grande, abe. la tua: come a dire “non fidiamoci fino in fondo” o “chissenefrega, voglio vivere e farmi male”? o valgono entrambe a seconda dell’umore in cui ti trovi?

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  21. Mi dispiace per quel che sta succedendo; ho scritto due volte a splinder, dicendo che sono disposto a pagare per cambiare la configurazione e tornare alla precedente, ma per ora non ho avuto risposta alcuna. Sono a dir poco mortificato. Spero solo che il blog non debba morire per questo: sarebbe terribile. Se potete mandate anche voi commenti di protesta all’indirizzo noreply@splinder.com che credo sia quello della redazione.
    Abelardo2005

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