Ingrata/Nemmeno Proserpina


cornucopiaLa felicità e la nostra ricchezza consistono nel trovare alla sera i Vostri commenti.

Salutiamo caramente la nuova amica  Paola, ma nel contempo speriamo che tornino i cari amici che sono mancati all’appello degli ultimi post.

Dalla poetessa…

Ingrata

Avaramente
alla fine
restituirò a Dio
poche lire
dell’infinita ricchezza
che mi nasconde
nelle tasche

E da me…

Nemmeno Proserpina


Colore e rumore
mi guidarono all’oro
e la quercia
natura non mutò.
Gettarono
le Furie
la spada divina
tra le fiamme

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17 risposte a "Ingrata/Nemmeno Proserpina"

  1. Prima di tutto complimenti Giulia, queste tue parole sono state le prime a colpirmi davvero e a trasportarmi qui, ad una risposta. Perdonami lo scritto, non vuole essere un commento alle tue parole ma una riflessione a quello che sono le mie tasche. L’amore del nostro Padre é incondizionato, ció significa che non si aspetta nulla dai Suoi figli, d’altra parte noi, come figli, vogliamo restituire qualche cosa senza avere la capacitá di renderci conto di quello che ci viene dato, resta nascosto, nascosto dalle nostre paure, debolezze, complessi…Dio ci ama cosí come siamo. Alberta

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  2. e da ora il laboratorio può dire la sua con un nome preciso e ci si può parlare! Scusate il ritardo, ma le cavie ci prendono tempo!!! quanto alle nostre tasche sono un po’ più pesanti con le belle parole che ci donate quotidianamente. Un abbraccio. Rossana

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  3. invece a me quelle furie fanno pensare ad Edipo che andò a trovare conforto nel bosco sacro a loro a Colono, ma dubito che il nostro poeta avesse questo in mente perchè la spada è fuori luogo. Comunque sia il riferimento anche oggi il risultato è molto buono…il tema della ricchezza è nuovo e l’avete affrontato in modo originale. Il poeta si è anche divertito con l’anastrofe mentre la poetessa ha scritto pochi versi ma di un’incisività encomiabile. Un buon fine settimana ad entrambi. Nicola P.

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  4. la vera ricchezza non viene sfoggiata, è interiore e forse ha ragione l’autrice a dire che quando si riesce a essere ricchi dentro si fa fatica a privarsi di tale ricchezza…ma voi la donate a noi tutti con affetto mirabile! grazie di esserci. Marta

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  5. troppo spesso ci si lascia abbagliare dal colore per perdere di vista la vera ricchezza, ma alla fine abche la preziosa spada va alla malora e a noi rimane l’amarezza di arrivare a Dio pensando anche di avere le tasche piene, quando per fortuna non è così

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  6. Vanitas vanitatum, colore e rumore guidano all’oro, ma il vero oro è celato nelle nostre tasche, ci vuole una vita intera (a volte non basta neppure quella!) per scoprirlo, ma una volta trovatolo vorremmo mantenere questa verità solo per noi e restituire a Chi di dovere solo una minima parte…perchè in realtà ciò di cui siamo proprio ingordi altro non è che Dio e l’aspirazione all’immortalità. Renato

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  7. rossana voleva scrivere:chi restituirebbe un figlio a Dio? ed in effetti è ben difficile ciò:ci teniamo ben stretto quanto abbiamo di più caro e questo non è la spada divina…chissà se lo sappiamo che cos’è prezioso per Dio, cos’è la riccchezza per Lui…mi pare che la poetessa l’abbia ben inteso. Del resto la cultura, la carità sono valori che nessuno potrà mai portarci via e per forza arriveremo dinanzi al Giudice con questi doni nella gerla insieme a tutti i peccati…e alla fine non ci rimarrà che restituire i doni nella speranza di un perdono per tutto il male commesso. Da Napoli un abbraccio da tutto il laboratorio…siamo dietro alle cavie e voi ci tirate un po’ su. Luciano

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  8. apparentemente ingrata la poetessa, in realtà molto umile nel constatare quanto generoso sia Dio e come non si possa che essere avari prendendo coscienza della ricchezza interiore di cui Egli ci fa dono…nessun colore, non l’oro o spada divina…altra è la vera ricchezza.

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  9. La quercia non muta natura come l’avaro che per tutta la vita bada solo ad ammassare ricchezze..la verità sta in quelle tasche…solo di ciò che apparentemente è celato dentro alle tasche bisogna essere avari!

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  10. belle quelle tasche metafora del cuore…a volte le sentiamo vuote, quando in realtà sono pesantissime perchè non è nell’oro la ricchezza, non nella spada divina, ma sta in qualcosa di spirituale che ci eleva.

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