Nello stesso arco/Sogni proibiti

Rimaniamo stupefatti di fronte al Vostro calore ed impegno e non possiamo che cercare di darVi un altro motivo per rinnovarli.

Salutiamo tutti gli amici, sempre col dolore nel cuore di non poterli raggiungere tutti, ed in particolare ringraziamo un nuovo amico, Renato, che si è aggiunto alla nostra festa.

Da me…

 Nello stesso arco

Riposa
il tuo arco
oh Ulisse
e Amore
ne farà
due corpi congiunti.
Combatterai così
soltanto
il desiderio
del mare
e Penelope
di te
che un talamo
scolpito
non trattenne.

E dalla poetessa…

Sogni proibiti

Nel sonno mordi
la mia innocenza,
tu,
febbrile bellezza
tragica e terrestre
non mio forse
e forse troppo mio
ora che cola tra le sbarre
del sacramento
il miele della purezza che
più non torna
più non torna

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In questa radura/Picnic

La poetessa ha voluto replicare ad una mia lirica che alcuni di voi già conoscono per averla letta ne “La mia bottiglia” ed io non posso che proporle entrambe… con infinito affetto per tutti Voi

Da me…

In questa radura

In questa radura
coperta dal vento
vorrei concepire con te
e poi vederti
partorire
un bimbo
già vecchio
sul plaid spiegazzato.
Saprei allora
che tanto amore
non è stato vano
nemmeno dopo
la nostra morte.

E dalla poetessa…

Picnic

Mi sbricioli
Su una coperta
Consunta e lisa
Assetato d’amore
Mentre mordi
Un pane sapido
Di vita

L’eremita (Atto unico) (Scena unica-parte ventiquattresima)

Abelardo
Mi sembra che tu sia disperato e non ne capisco la ragione…

L’eremita
Mi sento escluso, emarginato ed ho voglia di fuggire, ho una gran voglia di fuggire.

Abelardo
Il mondo è rotondo e quindi… a forza di fuggire ritorni sempre nello stesso punto…per vivere ci vuole coraggio… il coraggio di affrontare il punto da cui siamo partiti.

L’eremita
Tu credi che possa servire a qualcosa?  Se è vero quel che dici… se il punto di partenza e quello di arrivo alla fine coincidono… si sa già come andrà a finire… vivere allora che senso ha?

Abelardo
Nel tuo percorso puoi sempre guardare le stelle e domandarti come si fa a raggiungerle…credi che sia un buon motivo per camminare?

L’eremita
Se le stelle sono state messe lì per me… può essere una buona ragione… e lo stesso potrei dire se anche loro mi guardassero e si ponessero le mie domande… le mie stesse domande… sarebbe bello se tutti gli elementi dell’universo si interrogassero ogni giorno e così potessero trovare il loro senso.

Abelardo
Le domande sono già una bellissima relazione in effetti… ma se le stelle non brillassero, e gli uomini non potessero abbracciare la luce, non ci sarebbero domande né risposte… ricorda… la luce prima di tutto… nel buio si trova il puro pensiero… gli esseri sono già uniti e nella unione trova un senso la loro relazione… voi siete ancora alla ricerca ed il percorso sulla terra è utile a ritrovare l’origine… un ricongiungimento che basti a se stesso.

L’eremita
Sei piuttosto oscuro…

Abelardo
Hai ragione… le mie parole non riguardano la vostra dimensione… mi sono fatto prendere la mano… ma quel che è importante alla fine dei conti… è che può valere la pena di vivere anche se solo… per interrogarsi… ogni domanda arriva a Dio con tanta potenza che la risposta… sta nella bellezza del creato. E tu puoi essere bellezza… sei bellezza… nel momento in cui susciti una domanda ed una risposta. Non puoi nemmeno immaginare quante volte accade ogni giorno e ogni notte… che qualcuno si interroghi su di te… fosse anche “soltanto” Dio.

L’eremita
Ma ciò non mi consola… io non mi sento bellezza.

Abelardo
Importa ciò che tu sei… non ciò che tu senti di essere… i sentimenti sono mutevoli… l’essenza rimane in eterno… l’emozione del cuore è solo bagliore di ciò che rimane ed è sempre stato.

L’eremita
Sai che cosa vorrei? vorrei che le tue parole non rimanessero nel buio di questo confessionale… vorrei che portassero la speranza a chi sa accoglierla meglio di me… io non so aprire le mani… da troppo tempo mi abbraccio come in una morsa… e sono forse l’unico… quasi potessi fermare il tempo che corre inesorabile.

(continua)

L’eremita (Atto unico) (Scena unica-ventitreesima parte)

L’eremita

Ci sono momenti in cui c’è un silenzio… un silenzio che senti il progetto di Dio… anche se sai soltanto che sta tra la vita e la morte… e la realtà è solo un rumore fastidioso di cui non vuoi conoscere il significato.

Abelardo
Sono momenti in cui non si attende più di essere anelli di una catena… ciò non toglie però che sia una mera impressione… la catena rimane e noi non possiamo spezzarla… ma il nostro piccolo anello diviene un luogo circoscritto e lo scorrere del tempo perde significato…

L’eremita
Proprio così…sono momenti eterni in cui non conta neppure il nostro nome… in cui Dio potrebbe prenderci e non ce ne accorgeremmo… la mente si spoglia dei nostri progetti che sono sempre da realizzare… ed il cuore di Dio si avvia a prendere una decisione anche per noi.

Abelardo
Meglio arrivarci preparati ai momenti di cui parli tu… si può fare, lo sai?.. Se il tuo cuore può prefigurarsi un futuro nonostante tutto… tutto quello che c’è stato prima intendo… se sei riuscito prima a smettere di condannarti.
Non è poi così difficile se riesci a comprendere che non sei giudice di te stesso… che non c’è nulla che il tuo giudice non abbia ascoltato e perdonato.

L’eremita
Ma che cosa mi resta se non posso più peccare? se mi trattengo dai piaceri che desidero e di cui forse più che non voglio, non sono capace di pentirmi veramente?
Io non riesco a vedere una strada di oblio per l’anima di un peccatore… non posso cancellare quel che sono, anche se lo vorrei… e non puoi farlo nemmeno tu… non puoi rimettere i peccati di chi si confessa per paura e sa con certezza che tornerà a peccare perché lo vuole… perché nella sua vita non c’è altro che quel momento di emozione…

Abelardo
L’emozione è un riflesso di Dio… ma solo un riflesso che pur ci allieta la vita… e anche Dio Si emoziona e Si è emozionato anche durante la vita terrena… ma anche le emozioni di Cristo non furono durature, si scontrarono alla fine con la morte… quelle che vennero con la risurrezione invece sono ancora parte di un sogno infinito di bellezza e di gratitudine per essere Cristo tornato ad essere partecipe dell’eternità.
Ti parlo di un sogno, perché voi lo chiamate così, ma in realtà quando vi addormentate sperimentate per un breve tempo quel che sarà il vostro futuro. Per questo si dice che i sogni sono premonitori, anche se il futuro è già lì che vi aspetta.
Ora… che cosa può sognare chi è deluso dalle sue scelte seppur irrinunciabili?
Per progettare buoni sogni ed un buon futuro devi poter dormire tranquillo…
A questo serve la fede, a credere nonostante tutto di potersi ricongiungere a Dio… e la fede svanisce non tanto quando non osservi i precetti di Dio… ma quando credi di essere dannato irrimediabilmente per non averli osservati… che ti serve infatti credere in un Dio a cui pensi di non poter arrivare più?
E chi non crede più, non sa nemmeno perché dorme o perché sta sveglio… vegeta in attesa di una fine che ritiene crudele ed imminente, senza quindi uno scopo, senza che uno scopo qualsiasi possa avere un senso… in questo stato sei più che morto, perché i morti sanno esattamente dove sono e che cosa fanno, più dei vivi, te lo assicuro.
Prima di sognare prega, anche se la preghiera ti pesa e ti sembra senza un senso immediato, Dio entrerà nel tuo sogno e ti mostrerà che cosa potresti ancora essere… poi svanirà con la luce del mattino… perché la scelta spetta soltanto a te… ma ti rimarrà nel cuore un sapore… il sapore del futuro a cui sei chiamato… e potrai continuare a ragionarci sopra, anche se non lo ricorderai… perché quel momento deve ancora venire, se tu lo vorrai… prega senza preconcetti, anche con il cuore vuoto di gioia: si riempirà con qualcosa che non riuscirai a dimenticare nel sogno di qua, nella vita di ogni giorno che la Luce comunque accompagna.

L’eremita
La tua parola è una musica dolce che però non riesce a far presa sul mio cuore.

Ho ingoiato la penna di Dio/Nei miei occhi

Tre notti fa mi sono svegliato con un pensiero che dovevo mettere sulla carta e così ho fatto.

Ieri notte è successo anche alla poetessa…

Nessuno di noi ha comunicato niente all’altro fino a stamattina.

Lascio a Voi, amici carissimi, giudicare l’esito… non tanto dal punto di vista stilistico – perlomeno la mia  non può dirsi una lirica – ma in quanto alla comunanza dei contenuti.

 

Da me…

Ho ingoiato
la penna
di Dio
voleva aspirare
l’anima
ma il pennino
era secco
per scrivere
il reame
degli Angeli

 

E dalla poetessa…

Nei miei occhi

Scrivi sull’anima
sul cuore incidi
lettere d’Amore:
la Tua Parola
egli leggerà
negli occhi
leggera sulle ali
di un pentagramma

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-ventiduesima)

L’eremita
Questa è bella… non l’avevo mai sentita!

Abelardo
Se esiste la certezza deve pure esistere anche il dubbio…
E se noi siamo ad immagine e somiglianza di Dio… anche Dio è a nostra immagine e somiglianza… di qui non si scappa.

L’eremita
E pertanto se noi abbiamo dei dubbi ce l’ha anche Dio e viceversa… e se Dio possiede delle certezze anche noi ne possediamo a nostra volta…

Abelardo
In qualche misura… è proprio così… ma non del tutto.
Noi siamo ad immagine e somiglianza di Dio… ma l’immagine di una cosa non è esattamente quella cosa… e infatti si parla di somiglianza.
L’immagine può essere più o meno nitida… è la somiglianza che ci deve incoraggiare… ma anche far pensare che ciò che si trova nella testa di Dio… sempre che si possa dire così… è qualcosa che somiglia ai nostri dubbi… è un’immagine più o meno nitida dei nostri dubbi.

L’eremita
Sarà certamente più nitida…

Abelardo
Tanto nitida che potremmo definirla come un dubbio assoluto… ma siccome non può esistere un dubbio assoluto, a meno che non si rinunci a credere  nella certezza assoluta… in Dio certezza e dubbio coincidono perfettamente e si annullano… per così dire… in Ciò che É e che sfugge ad ogni nostro tentativo di definizione… Così anche i nostri dubbi alla fine dei nostri giorni terreni saranno annullati in Lui.

L’eremita
Tutto ciò può valere per ogni manifestazione dello spirito, sia essa positiva o negativa… anche per l’amore o l’odio… per il bene e per il male… per la pars destruens e construens che è in ognuno di noi…

Abelardo
Gli opposti si annullano in Dio… è giusto… ma ricorda sempre che il Nulla è Ciò che É: e se il buio si annulla con la luce… rimane pur sempre ed inspiegabilmente la Luce: in Dio l’Amore trionfa sempre ed ogni lotta per quanto terribile ha una fine scontata e benevola.
Così è per te che sei a Sua immagine e somiglianza: lo spirito è un nocciolo duro ed incorruttibile, ma perché divenga seme nella Vigna del Signore devi averne cura e perseguire sempre la rassomiglianza; chi si stanca fa sbiadire l’immagine fino al punto di non riconoscerla… e se non la riconosci più nemmeno tu… che potrà fare Dio che… ti assomiglia?

L’eremita
Mi condannerà… ma questo l’ho già capito e me ne sto… tanto non c’è verso di impedirlo… io sono nato per morire dopo aver sofferto inutilmente, dopo aver offerto la mia vita alla malevola incoerenza… l’imperfezione uccide sai… molto più della morte che ti annichilisce una volta sola… l’imperfezione ti uccide se pensi che il tuo cuore avrebbe potuto battere diversamente, se ti convinci che la tua mente non ha fatto alcun progresso ed ha dimenticato anche lo sforzo… per non dimenticare, se il tuo corpo non ha mai conosciuto un movimento armonico… se non hai mai suscitato un sorriso… o meglio quel sorriso di desiderio che avresti voluto suscitare… ma tu queste cose forse non le hai mai vissute… ed ora ne cogli il riflesso in noi, povere anime assorte nel non-essere…

Abelardo
Il privilegio di essere qui… qui su questa terra…non consiste nello stare tra i primi… ma tra gli ultimi; se Dio avesse voluto un destino diverso tu non saresti mai nato…saresti rimasto tra i primi in Paradiso… presso e nel Suo Amore.
I veri numero uno dimorano soltanto in Paradiso… potremmo anche dire che sono quelli che lottano con tutte le forze per arrivarci.
I primi del mondo saranno gli ultimi, perché hanno già ricevuto la loro parte di emozioni e le hanno preferite a quelle che durano in eterno.
Tu vuoi essere uno di loro? è facile, basta rinunciare alla tua anima fino a vederla quasi scomparire, basta smettere di pregare il Signore per la salvezza del mondo e chiedere a Satana di dispensare le sue menzogne.
La via è tutta in discesa, non ti viene nemmeno il fiatone e non ci vuole un grande allenamento, è sufficiente indurire il cuore fino a farlo scoppiare, perché il cuore non ne sarà mai contento; basta imprigionare il cuore prima con le illusione e poi con il vuoto che ti sei fatto intorno… pesa anche quello anche se non lo vedi… ti riduce al silenzio… all’incapacità di provare la benché minima umanità… e soffre ormai solo l’ombra che ti segue e ancora si illude di riportarti alla luce.
E a dire il vero mi sembra che tu sia sulla strada giusta: non temere… ci vuole un po’ di tempo anche per il male… diversamente Lucifero che gusto ci può trovare a trascinarti subito all’inferno? ci sono delle tappe anche per rimanere a mani vuote, anche per non avere più mani, ma dei moncherini già bruciacchiati: indossa pure l’abito più costoso ed elegante del mondo, ma le mani non ti ricrescono e la luce non la puoi più afferrare… e poi per quale motivo essa dovrebbe illuminare qualcosa che è già sfolgorante? le monete col calore bruciano… e per adorarle non ci vuole né un lume e né un altare, basta un sogno od un desiderio in cui avere fede… una fede bizzarra ed incrollabile… nonostante i continui tradimenti.
Ma forse l’uomo è nato per essere ingannato… ed il demonio ha solo sfruttato un’inclinazione naturale… il peccato… peccato che la naturalezza del mondo non coincida con quella di Dio… anche se Lui stesso si è fatto ingannare, dopo Adamo… e mentre Adamo forse sentiva soltanto i suoi istinti, Dio conosceva benissimo il veleno che Lo avrebbe ucciso e ci ha lasciato in eredità la salvezza , ma anche  questa consapevolezza.
Dalla croce in poi nessuno può più dire di non conoscere il male, ma solo di averlo riconosciuto e rifiutato o di averlo abbracciato più o meno apertamente.
Questo è quanto… anche se per nostra fortuna il punto di vista di Dio è più benevolo e soprattutto sempre pronto ad accoglierci.
Vuoi essere desiderato?
E cosa c’è di desiderabile in te?
Sei capace di dare amore? Di far sì che il desiderio non sia soltanto l’emozione di un momento?
E che ci fai con uno sguardo ricambiato, se in fondo rimane solo uno sguardo ricambiato?
Potrai dire a Dio che sei in pace con Lui perché qualcuno ti ha guardato?
O forse accadrà che uno sguardo su sguardo, una montagna di sguardi ti seppelliranno alla fine sotto una campana di se e di ma, di “forse avrei potuto”, di “come mi sarei sentito”, di non ho avuto scelta”, di “non avrei saputo cosa scegliere”… è la morte nella follia… se mi intendi… anche se i pensieri e gli sguardi si tramutassero in carne su carne e i tuoi appetiti sessuali fossero sempre appagati, la tua carne resterebbe sempre divisa dal resto ed incapace di una qualsiasi rimembranza… che tristezza pensare e sapere che l’istinto manterrà i ricordi fino a che non sarà appagato… è una tabula rasa sporca e nient’altro… quest’uomo che tu vuoi emulare.

(continua)

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte ventunesima)


Gabbiano

 

Abelardo
Mieterà e in un modo o nell’altro nulla di utile andrà perduto: voi avete un concetto della conservazione che in Cielo non ha diritto di  cittadinanza; in Cielo c’è l’eternità e lo Spirito, non si conserva qualcosa che non può andare perduto e non si distrugge qualcosa che non può essere distrutto.
Il punto è che la gerla di Dio è mezza piena e mezza vuota: tu non puoi sapere in anticipo a che cosa apparterrai, se al vuoto o alla pienezza, sempre che il Paradiso possa definirsi in questi termini… è ovvio… ma sappi che il vuoto celeste aspetta di essere riempito e quindi appartenergli in fondo non è una male, se ciò va a sommarsi alla pienezza… si fa solo un po’ più di fatica perché non ci sono punti fermi a cui ancorarsi… chi si smarrisce non ne ha e quindi fluttua alla ricerca di una illusione… nel vuoto non ci sono cose che possono darci un minimo di stabilità neppure momentanea… Dio lo sa, ma ci lascia lì quanto lo desideriamo… in compenso ci fa vedere anche la pienezza che appare lontana quanto a portata di mano… noi siamo un po’ come gocce d’olio nell’acqua… per pochi istanti abbiamo l’illusione di riuscire a ricomporci in un ambiente ostile e poi ci dividiamo con tutte le nostre forze e contro le leggi di natura: questa ci appare come la verità che andiamo cercando, ma la verità è soltanto una… che siamo l’Uno a dispetto di ogni sforzo… e questa unità è la legge dell’Universo… una forza di gravità che ci attira verso il centro della sfera da cui non ci siamo mai divisi.

L’eremita
Anche le tue parole ormai sfuggono… e come dici bene tu… c’è una pienezza a portata di mano che mi guarda beffarda e mi rimprovera muta… io non ce la faccio davvero più… essere uomo è già una fatica insostenibile e per diventare un buon cristiano ci vuole forse almeno un po’ di equilibro… un po’ di consapevolezza del proprio ruolo nel mondo…

Abelardo
Il vento non può disperdere le briciole… per quanto violento esso sia, qualche uccellino a suo tempo le troverà e si sfamerà… quel che viene donato nel mondo, anche se inconsapevolmente, trova sempre chi lo deve ricevere… è soltanto una questione di tempo… non ci sono altre variabili che ci dividono dal  Creatore… e anche questa non è una barriera in fondo.
Il dono è l’unione delle armonie, per  questo giunge quando è il momento in cui le armonie possono riconoscersi… laddove ci sia dissonanza l’armonia non può giungere, perché ne verrebbe travolta… sì, è necessaria una condizione di pace per riconoscere il dono… e la pace giunge quando la disperazione si fa più insostenibile, il dono si sostituisce alla morte agognata e desiderata…. è una fine provvisoria per un inizio più stabile, anche se  provvisorio… ci vuole la goccia che ti scavi fino al vuoto… fino al punto che la stessa terra non ha più appigli e mostra soltanto le sue radici… ma sono ancora radici sporche e fragili… non sei ancora pronto per cercare nel cuore di Dio… al cuore di Dio si arriva soltanto quando se ne può ascoltare il battito e non basta uno stetoscopio, al cuore di Dio si arriva soltanto quando il sangue può unirsi al sangue divino senza bisogno del vino e della Messa.

L’eremita
Posso dunque ricevere solo un pezzetto che mi sfamerà temporaneamente e quando non me  lo aspetto più, ma questa è solo una tappa estrema di un percorso fatto di tante tappe estreme…

Abelardo
La luce ed il buio sono tappe estreme… nella penombra non c’è progresso, né regresso… c’è solo la penombra ed il nostro cuore malato e congestionato che batte senza uno scopo… inutile ossequio al tempo… come quello di una clessidra senza fori.
Ogni respiro è il punto culminante di un processo che potrebbe non ripetersi e nemmeno l’espirazione sa che cosa la seguirà… viviamo in apnea come i pesci e come i pesci non ce ne stupiamo: l’aria e l’acqua sono solo dettagli di cui troppo spesso non abbiamo alcuna cognizione… e la cosa  più buffa è che in fondo… in fondo non sappiamo nemmeno respirare… ci pensano i nostri polmoni che sono più attaccati alla vita di noi…
Perché preoccuparsi dunque… se dentro di noi c’è un mondo meraviglioso che lavora per garantirci l’eternità… nostro malgrado?

L’eremita
Insomma viviamo in un estrema precarietà…

Abelardo
In una precarietà che non possiamo controllare perché la controlla Dio… Lui è una garanzia… anche se l’intervento non avviene nei tempi che diciamo noi… perché ci sono molti cuori da riparare e molti cuori non vogliono essere davvero riparati…
Che rimangano ammaccati dunque fino all’irreparabile:  è un limite che esiste solo per noi e che solo noi vediamo; Dio vede un cuore rotto, aperto… dove è più facile entrare.
E consolati un poco… anche Dio ha dei dubbi…

(continua)