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Chi sei?/Trattieni i miei sogni


LibroCarissimi,  purtroppo Vi devo abbandonare due giorni. Vado a Roma per  ragioni di lavoro, ma spero che il viaggio mi doni qualche bella parola da mettere sulla carta e da condividere con Voi al mio ritorno. 

Vi lascio ancora un colloquio…  che spero sia di Vostro gradimento.

Dalla poetessa…

Chi sei?

Non so
se sei la morte
forse la vita sei
ieri solo bellezza
oggi tutto l’amore
e nei tuoi occhi
vedo un dolore
che assomiglia
all’anima

E da me…

Trattieni la pagina

Forse sono il destino
e la polvere indelebile
che mi scrisse.
Trattieni la pagina
prima che il libro
si chiuda e sentirai
frusciare i miei sogni.

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  1. Amici carissimi, scusate se mi commento da solo, ma sono ancora a Roma e arrivo soltanto domani. Saluto nel frattempo i nuovi amici, a cui spero di donare, così come agli altri, sempre il meglio di me. A presto, mi avete reso come al solito felice. Abelardo

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  2. a parer mio ciò che è meraviglioso qui sopra non è rappresentato dalle singole liriche, ma dal loro concerto…è questo che rende diverso il blog e ne fa un ritratto di due anime che cantano all’unisono.

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  3. ritirno solo per aggiungere che è comunque bello e consolatorio sapere che si è per qualcuno un indelebile destino, è bello sapere che si è per qualcuno bellezza ed amore..è una certezza che consola, anche se l’anima assomiglia ad un dolore ed alla fine ci si sveglia poi sempre dai sogni più belli. Un abbraccio. Salvatore

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  4. Come l’anima prova dolore a staccarsi dal corpo così il libro soffre quando viene chiuso…buffa anlogia, ma rende bene il senso che non si può vivere da soli,…abbiamo sempre bisogno di qualcuno in cui vedere il nostro dolore, in cui tale dolore si riconosce come un’anima allo specchio, come un sogno che si vorrebbe continuare a sognare. Molto sentito e originale questo dialogo…Stefano

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  5. L’unica certezza della donna è che oggi l’uomo è per lei tutto l’amore e l’uomo a sua volta sa che la donna rappresenta il suo sogno, così, semplicemente! Il resto è tutto un forse, ma la certezza di entrambi e più forte dell’avverbio amletico. Siete molto bravi e sono onorata di avervi scoperto! Nicoletta

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  6. ma tu…tu chi sei? sono la morte e la vita, la bellezza e l’amore, il destino e il dolore, sono l’anima, la tua anima! Sono versi da leggere uno di seguito all’altro per poter godere di un attimo, quell’attimo in cui un’anima si perde in un’altra e trova in esa il senso del suo esistere. Alberto

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  7. un libro scritto dalla polvere è un libro che apparentemente sembra abbandonato su uno scaffale, tanto indelebile è la polvere! Lì per lì l’immagine mi trasmetteva tristezza ma poi ho pensato che forse ciò che conta è il tempo, eterno quasi, il tempo della bellezza e ora dell’amore, il tempo del futuro che forse porterà anche ad una morte e questo fa male, ma la polvere è indelebile così come il dolore che assomiglia all’anima…l’anima è eterna, come il dolore, come l’amore…almeno l’amore così come lo intendete voi due. Rossana

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  8. più labor limae nella prima rispetto alla seconda, ma ugualmente sentite e sincere le due liriche. Il non sapere se l’uomo è la vita o la morte il realtà non è altro che indicare che egli rappresenta tutto l’amore, ciò che si vede nel fondo della propria anima col dolore proprio dell’amore, perchè in fondo l’amore implica sicuramente una morte di se stessi nel momento in cui si fa della nostra anima un dono per chi amiamo. La seconda lirica, bella metafora di se stessi, è una supplica accorata alla donna affinchè mai si privi della presenza del suo amato…un dialogo ricco di umanità! superlativi come sempre

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  9. Forse la vita, forse il destino…di certo l’uno non potrebbe sopravvivere senza l’altra, sostenuti dalla poesia, dal libro della vita dove ogni giorno scrivete una pagina d’amore indelebile…come se scriveste sulla vostra anima e aveste la capactà di leggere l’uno l’anima dell’altra, attraverso gli occhi, attraverso i vostri versi…commoventi e commossi oggi dinanzi all’epifania del divino che è in voi. Cris

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  10. Sei tutto l’amore…trattieni la pagina:io vi invidio molto…per l’affintà elettiva che vi lega, per l’amore per la poesia che vi rende così padroni della parola da renderla universale, come universale è il dolore di ognuno, e per tutta la vita cerchiamo forse invano qualcuno che possa accoglierlo come un dono. Daniele

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  11. a Lucia dirò che sì, al’inizio della lirica c’è un chiasmo. Come del resto al chiasmo seguela contrapposizione tra ieri ed oggi, tra solo e tutto. Negli occhi di chi amiamo vediamo il dolore della nostra anima, forse perchè solo in quegli occhi l’anima osa riflettersi! ed è u dono grande avere qualcuno che vi si rifletta, tanto grande da supplicarlo quasi di strappare per sè la pagina su cui è scritta tutta la nostra vita perchè possa essere custodita nel cuore di chi si ama per sempre. Renato

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  12. E’ un chiasmo? qualcuno mi dice se in Chi sei? all’inizio c’è un chiasmo? perchè allora, se lo è, significa che sto imparando a leggere tra le righe! Bellissime entrambe, lasciano un po’ di inquietudine, forse quell’essere sospese che caratterizza entrambe le anime…forse…lo dice lei prima e lui dopo..il fatto di non aver mai certezze, la precarietà che ci uccide nell’intimo…splendide veramente. Lucia

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  13. forse il dolore che assomiglia all’anima è lo stesso di quello che si prova quando il libro si chiude…io trovo questi versi universali nella loro disarmante semplicità…Marta

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  14. splendide! quei “forse” che si rincorrono quasi a voler rassicurare l’un l’altra che ciò che si vive è tutto vero è davvero potente. Incipit foscoliano nella lirica del poeta (cfr. Alla sera!) che affida tutti i suoi sogni all’amata e la prega di trattenere quella pagina prima che la morte sopraggiunga per non spezzare mai quel filo dell’anima che li lega da sempre e per sempre. La poetessa sembra invece interrogarsi sul suo stesso essere tanto è in rapporto simbiotico con l’uomo, quasi non sa più chi è lei e chi è lui, sono un tutt’uno, un’unica anima…e l’anima ha un dolore…quanta poesia c’è in questi tre versi!

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  15. Stavolta arrivo per tempo! Molto sentite le due liriche, davvero…la prima ha un buon labor limae e si apre con un’allitterazione di sibilanti, quasi la donna volessse far silenzio dentro di sè per cercare con calma una risposta alla sua domanda. C’è una storia raccontata in questi versi, la storia di un innamoramento (ieri bellezza ora amore) e di un riconoscimento eterno, quello di un’anima che si specchia in un’altra. L’uomo risponde con uno slancio affettivo commovente: sa di essere come polvere indelebile, sa che forse neppure la morte potrà mettere la parola fine a quel libro che metaforicamente rappresenta la loro vita:tutta la lirica è una grande metafora che tocca il cuore. Oggi mi siete piaciuti moltissimo. Nicola P.

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  16. oggi mi commuovete un po’…sono molto sentite, molto genuine ed io quando recitate parole vibranti di verità vi sento molto vicini. Nella prima la donna afferma chiaramente come in un testamento spirituale che ha dinanzi la sua metà, la sua ombra (per rifarsi ad Abelardo nell’ultimo post) il riflesso dell’anima sua: tutto rappresenta quest’uomo, la vita, la morte, la bellezza, l’amore…ed il poeta è commosso, molto coinvolto da queste parole e dinanzi ad esse non può che affermare di essere il destino della donna e quasi in preghiera chiede alla donna di stringerlo forte, forte forte, affinchè possa esser parte ancora dei suoi sogni…come terninava l’ultima lirica della poetessa? Con l’immagine del sogno che si sa sognare….e il dialogo non ha mai fine! Per tutti noi…per voi..per chi verrà. Grazie di cuore. Ale

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