Chi sei?/Trattieni i miei sogni

LibroCarissimi,  purtroppo Vi devo abbandonare due giorni. Vado a Roma per  ragioni di lavoro, ma spero che il viaggio mi doni qualche bella parola da mettere sulla carta e da condividere con Voi al mio ritorno. 

Vi lascio ancora un colloquio…  che spero sia di Vostro gradimento.

Dalla poetessa…

Chi sei?

Non so
se sei la morte
forse la vita sei
ieri solo bellezza
oggi tutto l’amore
e nei tuoi occhi
vedo un dolore
che assomiglia
all’anima

E da me…

Trattieni la pagina

Forse sono il destino
e la polvere indelebile
che mi scrisse.
Trattieni la pagina
prima che il libro
si chiuda e sentirai
frusciare i miei sogni.

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L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-ventottesima parte)

Santone cinese


L’eremita
Io non riesco a capire nemmeno i miei… l’unica cosa che ho compreso e che più cerco di soddisfare quelle che credo necessità primarie… più rimango all’asciutto… così mi sorprendo del fatto che in una precarietà estrema la vita vada avanti… ci siano sempre delle novità… belle o brutte non importa

Abelardo
La vita è un soffio di vento, ma non il vento che pensi tu… è un vento ristoratore che non si placa e che arricchisce le cose col suo passaggio…non lascia mai indifferenti…. perché è come se avesse un’intelligenza che cattura…e gli uomini non sanno che farsene…di questa energia senza confini… non sanno come abbandonarsi e fanno resistenza inutilmente…non è la vita che va avanti lo stesso… ma siamo noi che andiamo avanti perché il vento non si ferma… perché noi siamo la vita che si trasforma senza requie in una materia sempre più pura, sempre più lontana da quella che era una volta, ma nello stesso tempo in attesa di scoprire l’origine del vento. In questo volo non siamo partiti e non atterreremo mai; il cielo ci invita a restare in un luogo da cui non ci siamo mai mossi, né mai ci muoveremo… anche se il vento sembra sballottarci qui e là.

L’eremita
Ma allora la terra sotto i nostri piedi è soltanto un’illusione…

Abelardo
È solo una parte del cielo che attraversiamo con la morte… come se fossimo a testa in giù per un attimo di eternità e poi la nostra origine si capovolgesse nel silenzio; siamo uno specchio dei viventi che camminano e non sanno che la loro ombra è pure la nostra ombra; entrambi vediamo soltanto ciò che ci accompagna senza stancarsi mai, una traccia scura che s’imprime nella polvere sino a sigillare un legame…E anche noi sulla testa abbiamo un cielo che è difficile raggiungere, perché ci vuole tempo per appartenere a ciò a cui già si appartiene… il tempo dell’eternità.

L’eremita
La terra è solo una striscia di infinito ove camminano all’unisono i morti ed i vivi in posizioni opposte…

Abelardo
Con la morte i destini si sono divisi… solo nel Paradiso terrestre Dio camminava insieme all’uomo nel Giardino… ora Dio è in quell’ombra che unisce anime inconsapevoli…si allunga e si accorcia Dio… sino a scomparire, ma quando scompare la morte e la vita si incontrano senza compagnia dell’ombra, come un’unica statua protesa in due direzioni che poi sono equidistanti dal centro della sfera.

L’eremita
Mi sembra di vederla quella statua bianca e a forma di colonna con delle scanalature perfette…mi domando chi sia colui o colei che…che condivide la mia ombra…ma forse le anime non hanno sesso ed è riduttivo pensare allo spirito in termini umani.

Abelardo
L’ombra è già spirito, se ci pensi, non ha consistenza e per quanto tu possa cercare di catturarla, sei destinato all’insuccesso; così è per l’anima che cammina sui tuoi passi: non potete disgiungervi in questa vita e non vi riunirete nell’altra, tu avrai un’altra ombra da condividere e così fino alla fine dei tempi… quando verrà l’Agnello le anime dei vivi e dei morti formeranno un nuovo altare circondato dal cielo dei vivi e dei morti… il sangue dell’Agnello scorrerà e le estremità dell’altare si toccheranno finalmente e le tavole della legge mondana coincideranno con quelle della legge divina… perché i vivi ed i morti sono in fondo la giusta unione dei comandamenti dell’Universo.
L’eremita
E tu sai quando tutto questo avverrà?

Abelardo
Guarda che è già avvenuto…la vita è un sogno come ti ho già detto ed il verbo venire, come sicuramente ricordi, ha tanti significati tra cui quello di ritornare…l’Agnello ritorna a bagnare col Suo preziosissimo sangue ciò che è già insanguinato dalla notte dei tempi…Adamo sognava quando è arrivata Eva che era già parte di lui… così noi tutti sognamo ciò a cui apparteniamo dalle radici alle stelle… l’Agnello tornerà a svegliarci o forse a farci mutare sogno… chi lo può sapere…

L’eremita
Allora in fondo Dio si diverte a giocare con noi dormienti facendoci credere di poter cambiare il corso della realtà… allora tutti i nostri sforzi sono inutili e destinati nella migliore delle ipotesi a coronare qualcosa che non è reale

Abelardo
Queste sarebbero conclusioni corrette se noi conoscessimo il sonno  e la veglia, la realtà e la fantasia, e quale sia il gioco di Dio…ma noi non sappiamo nulla di tutto ciò…conosciamo solo lo scopo finale che è l’Amore…e se ci pensi bene non ci sarebbe molto gusto a conoscere prima il percorso… anche per Dio in fondo non sarebbe divertente… noi siamo una particella dell’infinito e come l’infinito non conosce una direzione, così è anche per noi… Dio stesso non sa dove stiamo andando… sa soltanto che andiamo verso di Lui perché l’infinito non ha una direzione, solo un centro che cattura ogni dimensione dello sguardo e alla fine abbraccia ogni punto di vista… perché chi gira intorno a sé resta fermo in un punto e quel punto è allo stesso tempo perno da cui si dipana l’immensità.
E puoi dare le spalle alla luce, ma basta che la luce giri e te la ritroverai in fronte, anche se repentinamente ti volterai ancora verso l’ombra…la luce ti scalderà le reni e ti sorreggerà mentre vagherai a tentoni in un buio provvisorio…e tutto ciò accadrà anche qualora tu decidessi di rimanere immobile…per questo ruota la sfera, per sopperire alla stanchezza dell’uomo e far fronte all’’impazienza di Dio che ci vorrebbe già pronti per le divine armonie.

(continua)