L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-ventiseiesima parte)

Ginestra su vulcano

L’eremita
Ho paura di perderti anche se non esisti… ho paura di non avere più speranze… di sapere che non ho più tempo di tornare quel che ero e che non sono più… ho paura di dire che il tempo è finito… che i conti non possono essere più pareggiati dall’essere buono che c’era in me… ho paura di guardarmi allo specchio e di vedere che ormai sono soltanto un grassone vizioso… ho paura di pensare che se io scomparissi… che in fondo la terra non ha alcun bisogno di me… sempre che lo abbia mai avuto… in effetti sono stato da subìto un pesce fuor d’acqua

Abelardo
Bella immagine la tua… anche Gesù lo è stato… un pesce fuor d’acqua, ma era il pesce della pace destinato a morire prima degli altri…e a rinascere.
Tu come Lui non sai respirare in questo mondo… che ci vuoi fare? Dio ha voluto che vivessi in apnea, che respirassi il Suo spirito… e tu non lo vuoi? vuoi morire due volte… non saresti il primo… tanti hanno rinunciato a vivere davvero… e per che cosa poi?

L’eremita
Per scrivere le tue parole forse… finché vorrai dettarmele… non ti sembra un buon motivo?

Abelardo
E tu credi che la via della perdizione sia necessaria per scrivere le mie parole? mi stai dicendo forse che ti sto aiutando a dannarti?

L’eremita
Certo che no… a dannarmi no… ma forse ad accettare la dannazione cui sembro inevitabilmente destinato… forse qualcuno ha aiutato anche Giuda ad accettare di poter tradire Dio…

Abelardo
Non sono così certo che Giuda sapesse Chi stava per tradire… però è anche vero gli uomini tutte le volte che commettono un peccato sanno benissimo di tradire la fiducia del Signore… e non hanno bisogno di alcuno aiuto psicologico… lo fanno e basta… o meglio sembra che basti… ma i peccati si accumulano finché… non ci crederai… l’anima non li può più contenere e vanno ad inflaccidire il corpo… spezzano anche le ossa sotto il loro peso… ed una dieta non serve proprio a nulla… ci vorrebbe un cambiamento della vita… così per te… ti vedì grasso… ma in realtà non è soltanto il cibo che ti uccide piano piano… sono le bugie che la verità rimasta dentro di te non riesce più a tenere in scacco… fuoriescono da tutte le parti… e la pancia ti duole e si ingrossa… per forza è già tanto che non sia ancora scoppiata… e a contemplarla solamente certo non si riduce…

L’eremita
Ti ricordi di quando mi hai mandato in eremitaggio? Lì avevo perso diversi chili… avevo certo molti timori, ma dal desiderio di morire sono passato alla paura… e mi è ritornata la voglia di vivere… forse ogni tanto Dio ci mette la mano sulla testa per ricordarci che la vita è un dono prezioso.

Abelardo
Quando Dio ha deciso di darci la vita in realtà ce l’ha tolta… nel Paradiso  Terrestre Adamo ed Eva erano immortali… ma nel momento in cui è finita la vita eterna,  ce ne ha restituita una apparentemente mortale; come la rigiri… la rigiri… vita e morte si alternano e giocano a nascondino reciprocamente… non si può mai sapere dove inizia l’una e comincia l’altra…e tu sai che il mare è come una ginestra sapiente che invita i vulcani a rispettare l’habitat del mondo… c’è sempre il mare dove finisce la terra… sole e sale si alternano senza sosta nell’onda che scorre senza saper dove… senza sapere il perché di tanto moto irrefrenabile

L’eremita
E se non ci fosse quel moto il mare non si distinguerebbe dalla terra…insomma mi vuoi dire che ogni circostanza per quanto spiacevole è naturale ed esiste di necessità…

Abelardo
Anche tu esisti di necessità…perché Dio ne ha sentito il bisogno… la necessità del mondo coincide con i bisogni di Dio… è per questo che spesso non riusciamo a comprendere la ragione delle cose… come si fa a capire i bisogni dell’eternità?

(Continua)

Annunci