In questa radura/Picnic

La poetessa ha voluto replicare ad una mia lirica che alcuni di voi già conoscono per averla letta ne “La mia bottiglia” ed io non posso che proporle entrambe… con infinito affetto per tutti Voi

Da me…

In questa radura

In questa radura
coperta dal vento
vorrei concepire con te
e poi vederti
partorire
un bimbo
già vecchio
sul plaid spiegazzato.
Saprei allora
che tanto amore
non è stato vano
nemmeno dopo
la nostra morte.

E dalla poetessa…

Picnic

Mi sbricioli
Su una coperta
Consunta e lisa
Assetato d’amore
Mentre mordi
Un pane sapido
Di vita

L’eremita (Atto unico) (Scena unica-parte ventiquattresima)

Abelardo
Mi sembra che tu sia disperato e non ne capisco la ragione…

L’eremita
Mi sento escluso, emarginato ed ho voglia di fuggire, ho una gran voglia di fuggire.

Abelardo
Il mondo è rotondo e quindi… a forza di fuggire ritorni sempre nello stesso punto…per vivere ci vuole coraggio… il coraggio di affrontare il punto da cui siamo partiti.

L’eremita
Tu credi che possa servire a qualcosa?  Se è vero quel che dici… se il punto di partenza e quello di arrivo alla fine coincidono… si sa già come andrà a finire… vivere allora che senso ha?

Abelardo
Nel tuo percorso puoi sempre guardare le stelle e domandarti come si fa a raggiungerle…credi che sia un buon motivo per camminare?

L’eremita
Se le stelle sono state messe lì per me… può essere una buona ragione… e lo stesso potrei dire se anche loro mi guardassero e si ponessero le mie domande… le mie stesse domande… sarebbe bello se tutti gli elementi dell’universo si interrogassero ogni giorno e così potessero trovare il loro senso.

Abelardo
Le domande sono già una bellissima relazione in effetti… ma se le stelle non brillassero, e gli uomini non potessero abbracciare la luce, non ci sarebbero domande né risposte… ricorda… la luce prima di tutto… nel buio si trova il puro pensiero… gli esseri sono già uniti e nella unione trova un senso la loro relazione… voi siete ancora alla ricerca ed il percorso sulla terra è utile a ritrovare l’origine… un ricongiungimento che basti a se stesso.

L’eremita
Sei piuttosto oscuro…

Abelardo
Hai ragione… le mie parole non riguardano la vostra dimensione… mi sono fatto prendere la mano… ma quel che è importante alla fine dei conti… è che può valere la pena di vivere anche se solo… per interrogarsi… ogni domanda arriva a Dio con tanta potenza che la risposta… sta nella bellezza del creato. E tu puoi essere bellezza… sei bellezza… nel momento in cui susciti una domanda ed una risposta. Non puoi nemmeno immaginare quante volte accade ogni giorno e ogni notte… che qualcuno si interroghi su di te… fosse anche “soltanto” Dio.

L’eremita
Ma ciò non mi consola… io non mi sento bellezza.

Abelardo
Importa ciò che tu sei… non ciò che tu senti di essere… i sentimenti sono mutevoli… l’essenza rimane in eterno… l’emozione del cuore è solo bagliore di ciò che rimane ed è sempre stato.

L’eremita
Sai che cosa vorrei? vorrei che le tue parole non rimanessero nel buio di questo confessionale… vorrei che portassero la speranza a chi sa accoglierla meglio di me… io non so aprire le mani… da troppo tempo mi abbraccio come in una morsa… e sono forse l’unico… quasi potessi fermare il tempo che corre inesorabile.

(continua)

L’eremita (Atto unico) (Scena unica-ventitreesima parte)

L’eremita

Ci sono momenti in cui c’è un silenzio… un silenzio che senti il progetto di Dio… anche se sai soltanto che sta tra la vita e la morte… e la realtà è solo un rumore fastidioso di cui non vuoi conoscere il significato.

Abelardo
Sono momenti in cui non si attende più di essere anelli di una catena… ciò non toglie però che sia una mera impressione… la catena rimane e noi non possiamo spezzarla… ma il nostro piccolo anello diviene un luogo circoscritto e lo scorrere del tempo perde significato…

L’eremita
Proprio così…sono momenti eterni in cui non conta neppure il nostro nome… in cui Dio potrebbe prenderci e non ce ne accorgeremmo… la mente si spoglia dei nostri progetti che sono sempre da realizzare… ed il cuore di Dio si avvia a prendere una decisione anche per noi.

Abelardo
Meglio arrivarci preparati ai momenti di cui parli tu… si può fare, lo sai?.. Se il tuo cuore può prefigurarsi un futuro nonostante tutto… tutto quello che c’è stato prima intendo… se sei riuscito prima a smettere di condannarti.
Non è poi così difficile se riesci a comprendere che non sei giudice di te stesso… che non c’è nulla che il tuo giudice non abbia ascoltato e perdonato.

L’eremita
Ma che cosa mi resta se non posso più peccare? se mi trattengo dai piaceri che desidero e di cui forse più che non voglio, non sono capace di pentirmi veramente?
Io non riesco a vedere una strada di oblio per l’anima di un peccatore… non posso cancellare quel che sono, anche se lo vorrei… e non puoi farlo nemmeno tu… non puoi rimettere i peccati di chi si confessa per paura e sa con certezza che tornerà a peccare perché lo vuole… perché nella sua vita non c’è altro che quel momento di emozione…

Abelardo
L’emozione è un riflesso di Dio… ma solo un riflesso che pur ci allieta la vita… e anche Dio Si emoziona e Si è emozionato anche durante la vita terrena… ma anche le emozioni di Cristo non furono durature, si scontrarono alla fine con la morte… quelle che vennero con la risurrezione invece sono ancora parte di un sogno infinito di bellezza e di gratitudine per essere Cristo tornato ad essere partecipe dell’eternità.
Ti parlo di un sogno, perché voi lo chiamate così, ma in realtà quando vi addormentate sperimentate per un breve tempo quel che sarà il vostro futuro. Per questo si dice che i sogni sono premonitori, anche se il futuro è già lì che vi aspetta.
Ora… che cosa può sognare chi è deluso dalle sue scelte seppur irrinunciabili?
Per progettare buoni sogni ed un buon futuro devi poter dormire tranquillo…
A questo serve la fede, a credere nonostante tutto di potersi ricongiungere a Dio… e la fede svanisce non tanto quando non osservi i precetti di Dio… ma quando credi di essere dannato irrimediabilmente per non averli osservati… che ti serve infatti credere in un Dio a cui pensi di non poter arrivare più?
E chi non crede più, non sa nemmeno perché dorme o perché sta sveglio… vegeta in attesa di una fine che ritiene crudele ed imminente, senza quindi uno scopo, senza che uno scopo qualsiasi possa avere un senso… in questo stato sei più che morto, perché i morti sanno esattamente dove sono e che cosa fanno, più dei vivi, te lo assicuro.
Prima di sognare prega, anche se la preghiera ti pesa e ti sembra senza un senso immediato, Dio entrerà nel tuo sogno e ti mostrerà che cosa potresti ancora essere… poi svanirà con la luce del mattino… perché la scelta spetta soltanto a te… ma ti rimarrà nel cuore un sapore… il sapore del futuro a cui sei chiamato… e potrai continuare a ragionarci sopra, anche se non lo ricorderai… perché quel momento deve ancora venire, se tu lo vorrai… prega senza preconcetti, anche con il cuore vuoto di gioia: si riempirà con qualcosa che non riuscirai a dimenticare nel sogno di qua, nella vita di ogni giorno che la Luce comunque accompagna.

L’eremita
La tua parola è una musica dolce che però non riesce a far presa sul mio cuore.