L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte quattordicesima)

 

Abelardo
Ti basta ascoltare un battito d’ali e sei già protagonista… la vita… la vita è un mistero di insondabile meraviglia…dominare la verità, non è la verità… poter dominare l’aria col respiro è già gran cosa…pensa ai tuoi polmoni costretti da un signore indomabile… l’istinto…tu sei il percorso di una vita senza strade… questa è la meraviglia…sei la scorta di un tramonto che non vuole tramontare… rimani a rosseggiare finché puoi e sarai protagonista almeno della sera… che è già una cosa incommensurabile…se ci pensi non c’è orizzonte che tu non possa abbracciare ed il tempo è molto relativo…serve alla notte ormai e tu comunque mantieni la speranza del domani.

L’eremita
Perché tutto ciò è tornare all’essenziale…ma io vado alla ricerca di cose più banali.

Abelardo
Tanto banali che le desiderano tutti e siccome non sono illimitate…qualcuno per forza di cose deve rimanere a bocca asciutta

L’eremita
E il destino vuole che la scelta di esclusione cada sempre su di me…

Abelardo
E’ comico pensare che più o meno tutti gli uomini fanno il tuo  stesso ragionamento.

L’eremita
E’ vero… ed allora mi pare che ci sia una sola alternativa: le cose che si ricercano non esistono oppure gli uomini non sanno che cosa sia la sincerità.

Abelardo
Certo l’obiettività non è il vostro forte…ma è anche vero che nessuno di voi ha in mano dati sicuri…i desideri poi sono solo proiezioni delle vostre insicurezze…anche quelli buoni dico…di solito nascono perché avete qualcosa da farvi perdonare o comunque perché non siete tranquilli…ed i cattivi non sono che una fuga da luoghi e per mete ignote.

L’eremita
Crudo e sconsolante, come sempre inconfutabile.

Ma se così è non ci salviamo per i nostri meriti, essendo questi solo un riflesso della colpa.

Abelardo
Affascinante la conclusione, ma errata.
Che Dio sia misericordioso a prescindere dalle nostre piccolezze è innegabile…ma tu trascuri il senso di colpa o se vuoi…quel senso di inadeguatezza che trascina gli uomini verso la meta di cui non si consideravano degni …i santi come i demoni…i vigliacchi come i coraggiosi…i puri di cuore come gli impuri

L’eremita
Ora ho imparato la lezione. E’ l’istinto…sempre lui o sbaglio?

Abelardo
Non sbagli, ma non vai fino in fondo…E come potresti del resto? Sei nato per rimanere in superficie…il buon Dio non ti ha dotato di branchie e ti ha dato solo due piccoli polmoni…poco adatti alle altezze…anche alle più risibili…
Però sulla superficie si muove lo Spirito di Dio, così come giunge nel buio delle profondità oceaniche o sulle vette che nessuno ha ancora esplorato…
E Dio ti dice ogni giorno che lo Spirito c’è, come c’è l’ossigeno e anche di più, ed il percorso degli istinti di tutti gli uomini è verso il Padre.
Ti sorregge, lo Spirito, perché Dio ha permesso che fossi senza gambe e senza mani, entra in circolo col tuo sangue perché manca il pane e l’acqua e tu non puoi sostituirli se non con la preghiera…di mantenerti integro in questa perpetua assenza, colma delle promesse che ancora non conosci…
Ricorda che se c’è il vuoto significa che prima o poi dovrà riempirsi…e come diciamo noi…è già occupato da cose che non puoi vedere.
Se c’è il vuoto c’è lo Spirito che aleggia più liberamente…accoglilo nella sua forma più pura, la più pura che tu possa concepire…e sarai salvo.

(continua)

Ti distendi/Là dove

Per ringraziarVi tutti voglio tornare alle “origini” e proporVi il primo scambio di liriche tra me e la poetessa.
A Marta dico di non preoccuparsi: la foto che ho messo sul precedente post raffigura Laocoonte, sacerdote troiano che muore insieme ai suoi figlioletti tra le spire dei serpenti. Con i miei versi volevo semplicemente rievocarne il mito che Virgilio presenta, ma la poetessa mi aveva avvertito che non era per niente semplice arrivarci… proprio perché i versi approdano poi ad altre tematiche.
Saluto con l’abbraccio più forte di cui io sia capace Carlo, Cris, Daniele, Rossana, Lucia, Alberto  e Nicola che insieme agli altri mi stanno aiutando mirabilmente a costruire una vera e propria antologia letteraria virtuale: credo che i vostri commenti in un testo scolastico farebbero di ogni giorno una festa.

Da me…

Ti distendi

Ti distendi
là dove
non posso arrivare
perché non ho
il tuo profumo
né i tuoi seni
schiariti dall’amore
frutti quasi sbucciati
dalle mie carezze.

E dalla poetessa…

Là dove

Mi raggiungi là dove
i pensieri sanno di Dio
e profumano di carne di bambino
bianca innocenza
puri occhi di una madre.
Il mio nome è
un urlo trasparente
che infrange il silenzio
solo quando preghi.