Irresistibile/Spire

Sono felice che Abelardo stia facendo breccia nei vostri cuori…

Dalla poetessa…

Irresistibile

 

Spruzzi di salmastro
evito tra gli scogli
ma tu sei onda
riva tu sei
ed eterno richiama
il mare.

 

E da me…

Spire

 

Fu Minerva
a punirti
e sottrarsi
a Venere
non serve.
Invincibili
sono le spire
del cuore
quando
il sangue
si sposa
con la trasparenza.

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L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte tredicesima)

L’eremita
Mi fai stare male… sei troppo crudo… anche se capisco che le tue intenzioni sono buone…e mi colpisce questa stretta al cuore… però è una conferma del fatto che in me c’è ancora Dio

Abelardo
È triste che ci voglia l’esempio di una bestemmia a ridestare il Bene sopito in te… ma è forse un comune destino degli uomini… in fondo anche per Tommaso c’è voluto il costato ferito del Cristo… e lui era un apostolo… ma è anche meraviglioso sentire l’anima protestare…ribellarsi alle orecchie che involontariamente la offendono…
Sappi trovare speranza nel luogo più buio… quando tutti i valori precipitano come i gas delle comete… alza gli occhi e vedrai le parole che ridono in armonia e che… ti invitano a danzare col tuo Dio…ogni promessa è scritta in cielo come ogni ferita… è olio per la lampada che brilla da lontano e veglia… sai… non ti lascia da solo mai… nemmeno quando lo vorresti…brilla sempre da lontano e ti riceve come se fossi più in alto.

L’eremita
Tanto in alto che qualche volta mi fa sentire solo… ma Dio si sente mai solo?

Abelardo
Bisognerebbe chiederlo a Lui… scherzo… certo che Si sente solo… ti basti pensare che ha creato il mondo…tra i diversi motivi che sfuggono a me e a te ci potrebbe essere anche la solitudine… perché no… ma Lui era già il Tutto e non poteva far altro… che riprodurSi…
Capita anche a noi… nel nostro piccolo… tutte le volte che scriviamo i nostri pensieri… tendiamo a riprodurci sulla carta…e se ci pensi è un affascinante mistero che la nostra essenza si trasformi in inchiostro e poi in un certo senso viva di vita propria…la cosa strana è che quando ci rileggiamo spesso non ci rendiamo conto di una cosa ancor più importante… che non c’è sempre coincidenza tra verità e bellezza…e tante volte quel che non ci piace più… che non riscriveremmo più… è proprio la nostra verità…
A distanza di anni la presunta mediocrità delle nostre parole diventa un punto fermo…ciò che ci rimane di una vita animata da grandi speranze e da lunghe attese…la bellezza mai raggiunta, o quasi, lascia il passo alla verità che non abbiamo più la forza né l’interesse a disconoscere… ti parlo così perché, come tu sai, anche io sono stato scrittore, ed i meccanismi non cambiano con il trascorrere dei millenni

L’eremita
E pensi che una cosa simile sia capitata anche a Dio nel Paradiso terrestre?

Abelardo
Forse anche il Signore Dio ha scoperto che nella Sua creazione non c’era perfetta coincidenza tra Verità e Bellezza…ma non ha potuto deciderSi su che cosa privilegiare…Le ha lasciate camminare insieme…lasciando all’uomo il compito di dipanare i contrasti, ma anche di vivere l’armonia del contatto…in fondo la vita è un’illuminazione continua, basta trovare i solchi del caso e riposarci dentro le mani intorpidite…
Nell’apparente casualità bellezza e verità si incontrano spesso…noi non siamo abituati alle sorprese… ecco tutto… e spesso ci lasciamo vivere senza una ragione robusta…il vigore ti porta al contrario ad essere sempre pronto ad afferrare le occasioni in cui puoi essere protagonista…e un po’ di sano protagonismo non guasta…quando si tratta di coniugare bellezza e verità…anche se per un breve momento

L’eremita
Insomma vuoi dirmi che posso riuscirci anche io… seppure per un breve momento?

L’eremita (seconda parte) (Scena unica-parte dodicesima)

L’eremita
Il meccanismo della felicità… insegnamelo come ha fatto Cristo con gli apostoli…

Abelardo
E poi che ti resterebbe da imparare?

L’eremita
Sarebbe un buon inizio e poi… comunque… avrei il mio bel da fare a mantenerla… certo non starei con le mani in mano

Abelardo
E allora non starci nemmeno ora… che ti sembra di non averla… a portata di mano…la vita è un gioco difficile…sa di sale la vita e di miele a seconda dei momenti che sfiorano la fronte… il tempo ha una sua consistenza anche se non lo sentiamo arrivare… ma arriva, ci tocca e ci supera sempre…tutto sta a trovare le sembianze giuste per aspettarlo… anche lui si fa aspettare sai… ma non premia chi lo maledice… un attimo non merita né il disprezzo, né la follia, né la nostra verità… lui non se ne accorgerebbe… il tempo… vedi… è l’istinto delle cose… non si ferma a distinguere le emozioni… prosegue per un verso che non è avanti e non è indietro…voi vi illudete di contarlo, ma è come contare le stelle dell’Universo…non c’è un ordine neppure apparente

L’eremita
E allora che possiamo fare?

Abelardo
Chi perdona trova il riscatto dal tempo ingrato, perdonare significa appunto donare attraverso…ma attraverso che cosa? Attraverso il tempo… chi perdona lo perfora da parte a parte… anche se non si sa con precisione da dove si entra e si esce, né quando, né come…ma si riacquista il proprio e l’altrui dolore… una fetta grande grande di indifferenza che fa male al cuore nostro e a quello di Dio… e questa fetta grande grande può davvero essere una felicità inesprimibile… essere… attento… non portare…la felicità non è uno stato dell’uomo… la felicità è uno stato in divenire… cui l’uomo può solo avvicinarsi…anche se non sa perché… spesso mentre si domanda il perché… non appartiene all’essere umano in quanto tale, ma alla sua volontà di ricerca… e la volontà quando perdona si annulla infinitamente…abbraccia tutte le stelle, senza un ordine apparente…perché la misericordia è la misura del tempo, gli dà un senso prodigioso…
Il tempo scorrerà fino a quando tutti gli elementi dell’universo non si saranno perdonati… allora sarà contento della benefica sconfitta…pago del suo compito e si ricongiungerà di buon grado all’eternità.

L’eremita
Mi dai quasi l’illusione di poter assistere a questo disegno mirabile… e comunque ho come la certezza che avverrà… vuol dire molto… credo

Abelardo
Ci assisterai… anche se dovessi cadere nel luogo più dimenticato… perché in ogni punto della sfera alla fine dovrà tornare l’armonia…questo prego con l’animo infranto dall’amore… è bello sperare come lo fate voi… ogni fibra partecipa dei desideri e li accarezza…mi rimane un pensiero del futuro…in ogni parola c’è qualcosa che rimanda ad un’altra parola che magari qualcun altro pronuncerà…ed è come se ogni parola fosse necessaria per quella che viene dopo…
Anche se gli esseri umani non possono ripercorrerne il filo se non all’interno della loro breve vita… ogni parola rimane nell’etere…Dio ascolta all’infinito quelle vibrazioni e cerca di ricomporle, di dare un senso a quel che è uscito dal cuore e dalla bocca… anche le bestemmie sono soppesate, spesso stanno accanto alle preghiere e Maria affida anzi ad ogni preghiera, la sua sorella ribelle…
le preghiere sono una sorta di persuasore infaticabile…fanno a gara nel consigliare e perdonare…
Come spie della bontà infinita si intrufolano incessanti nelle missioni più pericolose… tra le parole più dure ed incomprensibili…in fondo le sillabe e le lettere possono sempre cambiare di posto…e basta poco alle consonanti per ritrovare l’armonia dei concetti supremi…ma qualcuno nel mondo deve pronunciare quei frammenti di luce che collocati nelle frasi ormai persuase portano la pace.   

L’eremita
Cosa vuoi dire esattamente?

Abelardo
C’è una parolina che si pronuncia solo con l’Ave Maria e che ha il potere di riportare una bestemmia addirittura all’Eucarestia… è come se Dio per ridonare l’armonia tra le parole si immolasse all’infinito… questa parolina voi la chiamate preposizione semplice, è il  “di”… se ci fai caso non si trova nel Padre Nostro… Maria è la grande intermediaria… Madre “di “Dio… noi diciamo appunto nell’Ave Maria… e così ogni volta che l’uomo bestemmia in terra Maria rinnova il suo Sì a Dio… resta la Madre senza generare… Madre…Dio ed il “dì” vola a mettersi tra le parole che feriscono il Signore… e allora il porco diventa corpo…le consonanti cambiano di posto magicamente… corpo “di” Dio… il Dio spregiato si immola con l’aiuto di Maria, nuovamente vergine madre.
Ma qualcuno dalla terra deve pronunciare quel “di” benedetto, diversamente la Madonna non ha armi contro l’azione del maligno…

(continua)