Senza maschera (I capitolo -terza parte)

colloquio assunzione


Da qualche minuto viaggiamo sugli imponenti cavalcavia che portano alla città, sotto le lunghe gallerie a cui la notte dona da sempre un fascino ipnotico; non riesco a capire… mi consideri solo un amico o stai cercando di ingelosirmi? forse tutte e due le cose.
<<Qualche volta succede… specie alle colleghe più mature che, per inciso, sono decisamente furbette.. di intendersela con i tecnici delle luci e i macchinisti… una sera uno mi ha chiesto cosa facevo dopo lo spettacolo… gli ho risposto che veniva a prendermi mio padre… in seguito non mi ha più rivolto la parola… non penso comunque che potesse nascere granché… eppure… eppure una mia collega ha conosciuto un tecnico della compagnia di Turi Ferro ed è nata una bella storia… si sono sposati… viene sempre ad aspettarla quando finisce la serata, la ricolma di attenzioni…>>
Vorrei mostrare una totale indifferenza, ma lo stomaco si è chiuso, sento che sto per esplodere e difatti la cosa non tarda a verificarsi. <<I macchinisti sono come i marinai, sempre in giro per il mondo… non penso che possa venire fuori qualcosa di stabile… comunque al grande amore io ci credo!>>.
<<Anch’io! >> pronunciato in fretta e con un poco di batticuore, quasi avessi il timore d’illudermi o forse di essere in sintonia con i miei pensieri.
Resto dapprima stupito, poi socchiudo le palpebre e vado oltre quel tuo turbamento di cui probabilmente non vuoi conoscere l’origine.
Fantastico fino a sentirti in ogni parte del corpo, come fossi calore buono sceso in me piano piano, una goccia di sole che lentamente si espande nell’incavo buio dell’attesa.
<<Ho scoperto un locale interessante a **** è un po’ diverso dagli altri… si può ascoltare della buona musica oppure svagarsi con qualche gioco di società, mi piacerebbe che una sera ci venissi.>>
<<Magari se finisco presto col lavoro: sembra strano ma il poco tempo libero che mi rimane preferisco passarlo in casa, magari invitando degli amici.>>
<<Anche a me non interessa frequentare i bar, ma questo è  speciale…>>.
Se sapessi quanto amo la tranquillità, se potessi parlarti dei miei sogni ti racconterei di un divano più comodo del solito, di una sera in cui la stanchezza si farebbe davvero sentire e di una coperta così calda che non potresti certo farne a meno.
E se tu fossi intenta nella lettura io potrei arrotolare e srotolare i tuoi capelli con l’indice; chissà se ti appassioneresti a questo dramma surreale?
“Funzionario:<<Quale è la sua attuale professione?>>
Candidato:<<Faccio l’ideicida>>
Funzionario:<<Mi perdoni… forse non ho capito bene… ha detto che fa l’ideologo?>>
Candidato:<<No, ha capito proprio bene… faccio l’ideicida, l’esatto contrario dell’ideologo: io non creo le idee… semplicemente… le distruggo…>>
Funzionario:<<Desidera farmi perdere tempo? si spieghi meglio… non vorrei sembrarle scortese ma… io faccio l’esaminatore e non lo psichiatra o il consulente spirituale!>>
Candidato:<<Ha ragione… il suo tempo e prezioso ed io non ho nessuna intenzione di abusarne, ma chiariamoci… perché l’espressione “perdere tempo” è un po’… come dire… contraddittoria.>>
Funzionario:<<È in vena di sottigliezze? bene… mi dica il motivo per cui si è presentato a questo ufficio e facciamola finita!>>
Candidato:<<Potrei risponderle appunto “per non farla finita” o più dignitosamente “per non perdere altro tempo”, ma, come le dicevo, quest’ultima mi sembrerebbe un’affermazione oltreché irrispettosa, davvero illogica: converrà con me che più tempo passa, più tempo si acquista… diversamente, si diventerebbe giovani anziché vecchi.>>
Funzionario:<<Ha voglia di prendermi in giro e di far perdere tempo oltre che a me a tutti quelli che stanno aspettando il loro turno?  o mi dice che cosa vuole…>>
Candidato:<<Calma… l’educazione prima di tutto… riprendiamo il filo del discorso… vuole?>>
Funzionario: <<Dica, dica…>>
Candidato:<<Come le spiegavo… faccio l’ideicida e sono anche un tipo abbastanza originale perché mi riesce di uccidere almeno un paio di idee nuove al giorno… oltre alle idee vecchie naturalmente… sapesse però quanto sono dure a morire… tante volte avrei quasi… quasi voglia di cambiare mestiere!>>
Funzionario:<<Mah… ma lei lo sa di cosa si occupa questa azienda?>>
Candidato:<<Della vendita di servizi… almeno credo… così diceva l’inserzione…>>
Funzionario:<<Almeno questo lo sa: è già qualcosa… e mi dica… quali sarebbero i suoi attuali datori di lavoro?>>
Candidato:<<Non ho datori di lavoro… io esercito in proprio.>>
Funzionario:<<E quanto guadagna con codesta attività?>>
Candidato:<<Non posso lamentarmi… assolutamente niente.>>
Funzionario:<<Non capisco…>>
Candidato:<<Non c’è molto da capire… non posso lamentarmi dal momento che sono soddisfatto del mio lavoro… lo esercito da così tanto tempo ed i frutti… i frutti non si sono ancora visti!>>
Funzionario:<<Si sente bene? che cosa sta dicendo?>>
Candidato:<<Ho detto che i frutti non si sono ancora visti, quindi faccio bene il mio mestiere… non si sentirebbe soddisfatto anche lei?>>
Funzionario:<<Che? di lavorare gratis e per giunta non vederne i frutti? Crede che io sia un idiota… mi guardi bene in faccia?!>>
Candidato:<<No… non credo assolutamente che lei sia un idiota… sicuramente però non presta attenzione a quello che le dico… forse è un po’ stanco… forse si dovrebbe prendere una vacanza…>>
Funzionario:<<Io sto benissimo! se c’è qualcuno tra noi due che dovrebbe riposarsi non sono sicuramente io…>>
Candidato:<<Scusi sa… si ricorda che lavoro svolgo?>>
Funzionario:<<Non vorrà mica farmi credere che…>>
Candidato:<<Io non voglio farle credere alcunché, anche perché ci perderei a livello di immagine… le idee le distruggo e non le creo… Mi spiego meglio… le mie mansioni sono quelle che le ho detto: io uccido le idee, per questo non si vedono i frutti… sennò che ideicida sarei… non le pare?>>
Funzionario:<<Visto che si vuole divertire, divertiamoci pure… mi può spiegare allora che cosa desidera da noi?>>
Candidato: <<Mi fa piacere che sia venuto al punto… siccome voi vendete servizi, gradirei che offriste anche il mio.>>
Funzionario:<<E quale sarebbe prego?>>
Candidato:<<Ma gliel’ho appena ripetuto: io uccido le idee… vecchie, nuove, future, presenti, passate… non faccio differenza! Anzi… se ci fosse qualche vostro cliente con una idea fissa che magari non lo fa dormire la notte… io potrei…>>
Funzionario:<<Potrebbe fare cosa? mi faccia il santo piacere…>>
Candidato:<<Potrei cercare di eliminarla! guardi che posso vantare in questo campo quasi trent’anni di esperienza… non sono certo il primo arrivato… e a giudicare da quello che vedo neanche l’ultimo!>>
Funzionario:<<E con ciò che cosa vorrebbe insinuare?>>
Candidato:<<Niente… o meglio mi dà quasi l’impressione che io e lei facciamo lo stesso mestiere… Sì, perché anche lei sembra molto soddisfatto di distruggere le aspirazioni di quelli che stanno aspettando là fuori… o sbaglio?>>
Funzionario:<<Ma cosa dice… è il mio lavoro…>>
Candidato:<<E allora perché si meraviglia così tanto del mio?>>
Funzionario:<<Voglio dire… il mio lavoro è quello di fare colloqui… poi riferisco ad una commissione che procede se del caso alle assunzioni.>>
Candidato:<<E questa commissione, di grazia, che criteri utilizza?>>
Funzionario:<<Si basa in parte sulle mie relazioni e naturalmente sul successivo contatto con il candidato…>>
Candidato:<<Mi corregga se sbaglio ma… una sua parola è comunque importante… diversamente io sarei andato direttamente davanti alla commissione… o mi vuol dire che questa è una pre-selezione… che davanti alla commissione ci vanno i migliori perché la commissione non ha… tempo da perdere?>>
Funzionario:<<No… non direi…>>
Candidato:<<Cosa vuol dire no… non direi?>>
Funzionario:<<Non si tratta dei migliori o peggiori… ma solo dei più indicati a svolgere l’attività di cui stiamo chiacchierando… non vorrà che assumiamo persone improduttive… noi non siamo un ente di beneficenza…>>
Candidato:<<Mi scusi ancora… ma cosa crede che questa gente sia venuta a fare?>>
Funzionario:<<Me lo dica lei visto che sembra avere una risposta per tutto!>>
Candidato:<<Sono venuti per lavorare… non crederà che vogliano farsi mantenere? e se lo crede allora perché li esamina?>>
Funzionario:<<Proprio per distinguere, come le dicevo, chi ha potenzialità lavorative da chi…>>
Candidato:<<Allora dal momento che io lavoro e per giunta gratuitamente mi posso considerare assunto… offrirete i miei servizi?>>
Funzionario:<<Le ripeto… sa di che servizi ci occupiamo?>>
Candidato:<<Cosa importa io non li devo comprare, io li voglio offrire…>>
Funzionario:<<Noi ci occupiamo di servizi finanziari: vendiamo ed acquistiamo titoli azionari, buoni ordinari, certificati di credito e poi varie combinazioni che sarebbe lungo spiegarle… capisce bene che la sua attività ha… ha ben poco a che fare con la nostra!>>
Candidato:<<Non sono d’accordo… pensi soltanto alla risonanza che la mie prestazioni potrebbero ottenere in Borsa… si immagini, anche se l’ipotesi non è delle più felici… si immagini se riuscissi ad uccidere l’indice MIB…>>
Funzionario:<<Ma lei ci vuol proprio rovinare? dico… ed è pure disinformato: l’indice MIB è in discesa da un pezzo, non ha bisogno del suo… ehm… personale intervento…>>
Candidato:<<Ma allora mi scusi… i risparmiatori sono disinformati come me… se così non fosse… sarebbe così gentile da indicarmi… di che cosa vi occupereste?>>”

(continua)

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Legge 22 febbraio 2006, n.78

corpo umanoCon la legge 22 febbraio 2006, n.78 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 3, recante attuazione della direttiva 98/44/CE in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche; pubblicata sulla G.U. n. 58 del 10 marzo 2006 ed in vigore dall’11 marzo 2006) si è disciplinata la protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.

Sono infatti brevettabili ai sensi dell’art. 3 purché abbiano i requisiti di novità e originalità e siano suscettibili di applicazione industriale:

a) un materiale biologico, isolato dal suo ambiente naturale o prodotto  tramite un procedimento tecnico, anche se preesistente allo stato naturale;

b) un procedimento tecnico attraverso il quale viene prodotto, lavorato  o impiegato materiale biologico, anche se preesistente allo stato naturale;

c) qualsiasi applicazione nuova di un materiale biologico o di un procedimento tecnico già brevettato;

d) un’invenzione relativa ad un elemento isolato dal corpo umano o diversamente prodotto, mediante un procedimento tecnico, anche se la sua struttura è identica a quella di un elemento naturale, a condizione che la sua funzione e applicazione industriale siano concretamente indicate, descritte e specificatamente rivendicate. Per procedimento  tecnico si intende quello che soltanto l’essere umano è capace di mettere in atto e che la natura di per se stessa non è in grado di compiere;

e) un’invenzione riguardante piante o animali ovvero un insieme vegetale, caratterizzato dall’espressione di un determinato gene e non dal suo intero genoma, se la loro applicazione non è limitata, dal punto di vista tecnico, all’ottenimento di una determinata varietà vegetale o specie animale e non siano impiegati, per il loro ottenimento, soltanto procedimenti essenzialmente biologici, secondo le modalità previste dall’articolo 5, comma 6 della stessa legge.

Mi guardo bene dall’esprimere giudizi su questa norma e sull’intera legge che consiglio comunque a tutti di andare a leggere.

Una cosa che mi ha colpito però è che la parola “uomo” presente in diverse norme è stata sostituita, in sede di conversione del decreto legge, con quella di “essere umano”.

E dal momento che io da perfetto ignorante non conosco la differenza vorrei che gli amici che ne sanno qualcosa magari ci regalassero qualche informazione.

Ieri sera a dire il vero ho parlato con un’amica che di professione fa la matematica, e mi ha subito detto che secondo lei hanno cambiato il termine “uomo” perché la norma poteva intendersi solo in senso maschile. In effetti io non ci avevo pensato, ma se così è mi sembra ancor più sconvolgente  pensare che prima della modifica si potessero brevettare solo elementi isolati dal corpo umano maschile.

Si accettano di buon grado comunque ulteriori suggerimenti.

L’eremita (Seconda parte) (Scena unica-parte nona)

atomi


L’eremita
Ci sono allora più fasi dell’amore, è un concetto che resterà per sempre indefinito…di cui non ci approprieremo mai definitivamente

Abelardo
L’amore è quel che vedo con i miei occhi nel tuo tempo e  quel che vorresti vedere con i tuoi nel mio … è una  potente curiosità che entrambi non possiamo appagare con pienezza, tu perché non sei ancora pronto… io perché presto dovrò tornare in Cielo… ma è il motore della vita, breve od eterna che sia.

L’eremita
Non capisco… in Cielo non trovi l’amore senza fine? Perché dovresti avere nostalgia di questo mondo?

Abelardo
Dio ci chiama a sperimentare l’amore in ogni luogo, perché ogni luogo è prezioso… ci sono i nostri pensieri ed il nostro spirito…anche la natura non è più la stessa dopo il nostro passaggio… si fa custode di quel che siamo stati e potremmo ancora essere…ogni luogo è sacro dunque e può ricolmarsi di armonia…io la vedo questa armonia che si attorciglia in uno spesso legame alle occasioni mancate, ed i suoi fili sono ancor più tenaci e brillanti… E anche dal Cielo, ti dirò, si osserva quel gomitolo di speranza come una ragione di vita… per chi vive senza ragioni è un conforto…

L’eremita
Perché dici che vivete senza ragioni?

Abelardo
In Cielo siamo istinti immortali che si soddisfano finalmente… viviamo senza ricercare i significati…siamo giunti alla Fine della ricerca…lo Scopo ci trova ad ogni istante… disponibili e grati della grande Invasione, ci abbandoniamo alla Luce… non abbiamo più bisogno di dividere il giorno dalla notte… ma ogni definizione è comunque imperfetta e parziale… anche per delle anime che sono di grado novello…come la mia

L’eremita
Non capisco allora perché l’armonia di questo mondo può essere per voi motivo di conforto

Abelardo
Perché anche noi dobbiamo e vogliamo progredire… il vostro progresso va di pari passo con il nostro… vedi non può esistere un Universo nel quale le Creature facciano percorsi differenziati… Dio non Si può “spezzare” in particelle che abbiano destini differenziati… la Perfezione non può ricongiungersi parzialmente a Se stessa o in tempi e modi diversi… anche se apparentemente ciò possa sembrare all’uomo…né la ricongiunzione forse potrà mai avere fine, pure essendo Dio già Numero primo infrazionato… è difficile da spiegare… pensa a Gesù che è morto per salvare tutta l’umanità… e lo ha ottenuto per tutti nello stesso momento 

L’eremita
Ho sempre pensato che fosse una cosa strana… Gesù era un ebreo ed ha salvato tutti gli uomini indistintamente, anche quelli che Lo hanno ucciso, forse anche Giuda che Lo ha tradito… io questo non lo posso sapere, ma me lo auguro…forse il suo destino di perdizione non è stato mai scritto… sarebbe una bella cosa…
Gesù ha salvato anche coloro che non credevano in Lui… e quelli che non ne conoscevano, né ne conosceranno mai l’esistenza… e chissà forse anche tutti gli uomini che sono venuti prima di Lui

Abelardo
Ha salvato di necessità le particelle di Dio, le particelle della razionalità di Dio che si erano allontanate…ed avevano creato un essere imperfetto…con la complicità dello Spirito soffiato dalla Pars Destruens… che ha dovuto poi immolarSi…
Come fare a spiegarti… forse con un esempio matematico…  come sai dall’inizio dei tempi gli uomini e le donne nascono e muoiono… per ognuno è previsto lo stesso destino… se tu potessi aggiungere e sottrarre tutti gli uomini che sono nati e che nasceranno a quelli che sono morti e che moriranno otterresti un risultato pari allo zero… mi segui?

L’eremita
Con grande fatica…

Abelardo
E siccome in ogni uomo c’è una particella di Dio non può trarsi una conclusione del genere, anche se, di fatto, anche Cristo è morto è quindi sembrerebbe soggetto alle regole generali… voglio dire… che aggiungere e togliere Gesù in quanto uomo non ci porterebbe, secondo le regole matematiche umane, ad un risultato diverso dallo zero…
Ma Gesù era anche Dio… così è risuscitato dai morti… doveva risuscitare dai morti per salvare l’unità di Dio e la stessa Trinità… perché le nostre particelle di Dio dovevano essere recuperate… non potevano morire, né potevano essere costrette a vagare nell’Universo… senza una meta… questo è in effetti il concetto di Zero cosmico anche se voi non lo potete ancora comprendere…
Ci sei ancora?

L’eremita
Sì… per modo di dire…

Abelardo
Quindi nell’Uno coesistono tutte le particelle di Dio dalla creazione in poi… compresa quella di Gesù che è morto e risorto per dare agli uomini, ossia allo zero matematico, il senso, la patente se vuoi… del Numero primo infrazionato, nell’Uno risiede l’Infinito… non dimentichiamolo… nell’Uno viviamo anche noi che non siamo più di questo mondo.
L’Uno esiste nella Sua completa entità da prima del tempo e dall’inizio dei tempi fino alla fine… e dopo la fine che per noi è solo un luogo … ecco perché dobbiamo inevitabilmente progredire assieme con voi e con l’intero Creato.

L’eremita
Le tue parole sono fonte di grande speranza… se ho capito bene…
Se le particelle devono ricongiungersi a Dio nella loro totalità e negli stessi tempi e modi per quanto a noi inconoscibili ed incomprensibili, se  Dio è allo stesso momento Numero primo infrazionato… allora il Libero arbitrio è una favola…e non esiste nemmeno l’Inferno… dato che le particelle di Dio non possono vagare libere e senza meta nell’Universo…ma devono necessariamente ricongiungersi a Lui.

Abelardo
Il libero arbitrio è un dono che è stato fatto soltanto a voi, poiché non potevate e non dovevate conoscere certi misteri, ma solo intuirne la potenza e la bellezza… in cambio insomma della vostra imperfezione…
La Libertà non è una condizione naturale dell’Universo… perché chi vive nella mente di Dio ed è puro spirito, non ha bisogno di scegliere… ma soltanto di progredire sull’unico cammino possibile…
Quindi dici bene: il libero arbitrio in senso assoluto non esiste.
Nella vostra breve vita ha di sicuro un peso perché vi può rendere felici o infelici, liberi o prigionieri, ed ha rilevanza anche per il mondo ultraterreno, perché se non si cresce nel mondo di qua, si resta un po’ più indietro anche in quello di là… e la ridotta consistenza dell’anima è fonte di nuova sofferenza, anche per chi tende oramai verso il Bene.
Ti dirò che l’Inferno è  nato, se così si può dire, proprio da una anomala ricerca di quella che è la vostra condizione primaria…
Lucifero è stato allontanato proprio perché ha voluto sperimentare uno stato contrario alla ragione… uno stato potremmo dire inferiore alla sua natura.
Come sia potuto accadere non te lo saprei dire…ma le cose alla fine non hanno preso poi una strana piega… un portatore di luce ha preferito il buio… quel buio che come già sai esisteva prima della Luce… una bizzarra oscurità dove ci sono però delle fiamme che  bruciano… Lucifero arde di una Luce purificante ed  inconsumabile… una Luce che avrà certamente una finalità e che Satana il solitario, cerca di condividere a tutti i costi con qualche altro spirito… ma, te lo dico con franchezza, il senso profondo di tutto ciò  sfugge  anche a me…
Dio invece per il vostro mondo ha scelto un principio contrario al buio… consigliato forse dall’Amore… dalla Pars Destruens
Anche Adamo è stato cacciato dal Paradiso terrestre, ma a lui, che non era puro spirito, è stato appunto lasciato il libero arbitrio, non si poteva pretendere di più… se non che potesse o meno ricordarsi della luce che Dio aveva donato al mondo.
Questo per dirti che il concetto di Inferno è molto relativo e variabile… esiste per voi che potete e volete sperimentarlo già nel mondo di qua dimenticando la Luce, potrebbe esistere forse nel passaggio a quello di là se, divenuti puro spirito, vi accingeste ad un’anomala ricerca del buio… ma io confido nel fatto che Dio non si possa permettere di smarrire altri figli… le particelle divine si devono ricongiungere a Lui e quindi tra la vita e la morte possono accadere molte cose…
L’Inferno esiste in un certo senso anche per noi quando siamo costretti a faticare e a ripercorrere, sulla via della Luce, la Passione del Cristo, perché in questo mondo non abbiamo fatto abbastanza cammino.
Infernus significa infatti soltanto e con lungimirante intuizione degli antichi… luogo inferiore,  posto al di sotto.
Noi stiamo in un luogo senza tempo, come ti ho detto… un luogo che è posto, nella nostra percezione, più o meno vicino a Dio a seconda del cammino compiuto, e la distanza apparentemente incolmabile ci fa soffrire molto… abbiamo tentato di degradare in terra la natura divina ed ora essa si deve riprendere dalle violenze subite… ha in un certo senso bisogno di curare le ferite, di respirare nella Purezza, e siccome non c’è un tempo essa risiede presso Dio e Gli sta lontano.
Per voi invece l’Inferno è la scelta di una natura inferiore, di un luogo posto al di sotto dei vostri meriti e potenzialità, nel quale vivete già, senza che il trascorrere del tempo incida più di tanto…
Nella vostra coscienza un minuto di provocata angoscia non si distingue da quella di una vita e non sapete perdonarvi: Dio interviene a tratti con i Suoi ministri e la Sua Parola  che vi cercano incessantemente, anche se ve ne accorgete casualmente… ma il caso per l’anima intorpidita non esiste… è solo una occasione necessitata da una riflessione indifferibile… tutto qui… un istante  in cui la scollatura tra mente e cuore si fa intollerabile e l’unico possibile sostegno è la misericordia di Dio… per questo Gesù Cristo si è sacrificato in un certo momento e non in un altro, l’apparente causalità della Sua morte e risurrezione nasconde una frattura non più accettabile tra le Pars divine.

L’eremita
Come al solito mi sbalordisci… ma se Dio è infrazionato…non riesco a comprendere come ci possa essere una frattura tra le Pars… e in ogni caso, come può essere Uno e Trino?

(continua)