Guardando Francesco/ Guardando mia madre


arcobalenoIeri sera  mi è venuta una gran voglia di continuare a scrivere il dialogo con Abelardo.
Nello stesso tempo avevo davanti una nuova e significativa composizione della nostra poetessa e volevo replicare; ed è ciò che alla fine ho fatto.
Dopo aver letto e riletto la replica, che Vi propongo insieme alla lirica della musa ispiratrice, ho pensato che nella mia mente fosse avvenuta una sorta di crasi tra le due esigenze, quella lirica e quella dialogica.
Non dico di più perché potreste chiamare il 118!
Oggi dopo aver letto i vostri commenti ho invece compreso che le nostre menti sono davvero entrate in una sorta di benefico contatto e che in realtà io scrivo ciò che Voi il giorno successivo pubblicherete.
Prendetemi pure per pazzo, ma le cose che Vi propongo sono legate a doppio filo con il Vostro affetto e le Vostre parole, come se stessimo tutti insieme e inconsapevolmente scrivendo un libro i cui benefici contenuti fossero già stabiliti… Sia Lode a Dio.

Dalla poetessa…

Guardando Francesco

Coi tuoi occhi, figlio,
vorrei guardare il mondo
e stupirmi se il vento
gualcisce i petali
del papavero.
Coi tuoi occhi
vorrei sentire sulla pelle
le lacrime di un temporale
e a bocca aperta bere
ogni sua goccia.
Coi tuoi occhi, figlio,
vorrei guardare in faccia Dio,
forse anche capire
perché l’arcobaleno
spunta solo quando
piove.

E da me…

Guardando mia madre*

Si specchia
in te
il Grifone
che muterà
in me.
E sarò
Figlio, Padre
e Spirito
ma tu
sempre
mia madre.

*Su puntuale ed amorevole considerazione di Feboapollo: il titolo da me pensato era “Il Grifone” ma giustamente non aiutava il lettore. Grazie infinite del suggerimento… 

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13 risposte a "Guardando Francesco/ Guardando mia madre"

  1. lo so che gli scienziati dovrebbero sapere certe cose, ma piacerebbe anche a me chiedere a Dio guardandolo negli occhi perche l’arcobaleno spu nta solo con la pioggia. Trovo i due pezzi splendidi. come sempre. Rossana

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  2. L’anno scorso facendo il Purgatorio non mi sarebbe mai venuto in mente di leggere del grifone così come fate voi in queste tenzoni poetiche medievali che scaldano il cuore! Anche io sono asina e ho solo 19 anni, ma passo sempre a leggere le vostre poesie e mi fate venir voglia di studiare la letteratura! un bacio. Alice

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  3. a me mancano basi letterarie, quindi commento solo “a sentimento”. Trovo queste due poesie di un lirismo sconfinato anche se solo apparentemente appaiono così diverse. in effetti l’immagine del grifone è per pochi eletti, ma leggendo i commenti l’interpretazione risulta decisamente più chiara al lettore asinaccio quale sono io! La prima lirica è di una dolcezza senza fine, con quelle lacrime di temporale e la domanda posta a Dio…sembra di vivere in una favola, come fiabesco mi pareva l’immagine del grifone, che mai avrei associato a Cristo, ma in effetti così come i luminari dicono tutto ha un senso e >Francesco vede negli occhi della sua mamma Gesù, proprio come la mamma lo vede negli occhi del suo bimbo. Io le trovo molto circolari, molto uniche nel loro genere, e ad essere sincero, anche se sono ignorante come una scarpa, mi toccano il cuore. Grazie.

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  4. questa è sicuramente la lirica più bella che di lei ho letto. Lei tratta la tematica della maternità in modo straordinario…una vera teofania negli occhi di madre e figlio. Anche la prima lirica è molto toccante e esprime un anelito di pace che la donna ritrova solo guardando gli occhi del figlio. MOlto molto belle entrambe

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  5. Vorrei guardare in faccia Dio, forse anche capire…Capire! Forse i bimbi davvero sono angeli capaci di guardare con occhi limpidi il volto di Dio, lo stesso che il bimbo vede rispecchiato negli occhi della madre. Siete straordinari nella vostra sublime sempliità. Cris

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  6. Quanto Amore negli occhi di madre e figlio…quante domande, quante risposte riuscite a far sorgere nei nosti cuori nel leggere i vostri versi. Daniele

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  7. bella quella triplice anafora ripresa dal Figlio, Padre e Spirito. Bella la dolorosa constatazione che non si hanno più occhi puri di bambino ma si resta pur sempre una madre. Si guardano madre e figlio e nei loro sguardi c’è la presenza divina, una presenza che appartiene ad entrambi e che mai viene meno, nonostante il peccato! Grande tormento in queste liriche…un tormento che forse provava anche Dante prima che Matelda lo immergesse nel Lete…sia pace per i vostri cuori.

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  8. ieri mi ha ricordato Matelda..oggi siamo sempre là, nel XXXI del Purgatorio, con Dante che fissa gli occhi di Beatrice mentre lei guarda il grifone! e Dante non può che avere il cuore che gli scoppia di gioia. Mi par di capire che qui il bimbo è quasi in adorazione della mamma, una mamma che grazie alla grazia divina farà sì che il grifo muti nelle fattezze del figlio, perchè il bimbo come dice bene la poetessa possiede quell’innocenza, quel candore, quella purezza d’anima che lei ha perso e che è propria solo di creature angelicate. Tuttogiocato sugli occhi questo dialogo…siete mirabili! Nicola Pertinace

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  9. Colloquio intimo e mistico quello tra madre e figlio: delicata e stupita la prima, mistica la seconda. Nella prima c’è l’amareza per un’innocenza perduta, nella seconda la certeza che l’innocenza alla fine trionferà. una buona giornata

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  10. commovente dialogo tra madre e figlio al centro del quale sta la grazia divina che dona vita. Versi meravigliosi i vostri. una buona notte a entranbi. Marta

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  11. aiuti solo i lettori a capire chi parla nella seconda lirica, altrimenti rischiamo di non comprenderne il senso…il titolo non aiuta! magari con qualche dritta riusciamo a capire la conversazione. Grazie…lo dico perchè il tutto sia come sempre fruttifero, fecondo e costruttivo come piace a voi. Una buona serata

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